Giuliana Perrotta
Il senso di abbandono da parte delle istituzioni, la precarietà lavorativa e quella sensazione di cortocircuito democratico dove il bisogno immediato spinge verso il clientelismo, piuttosto che verso il bene comune, è la stella cometa.
La situazione dell'Acs e delle politiche sociali che descrivi sembra il classico scenario in cui la gestione tecnica commissariale e gli interessi privati si scontrano con la carne viva delle persone.
Il ruolo del Commissario punta al pareggio di bilancio e alla pulizia amministrativa, trascurando l'impatto sociale e i drammi quotidiani che una politica presente dovrebbe invece mediare.
Il rischio della privatizzazione lo descrisse bene Nicola Giordano, quando un'azienda esterna come quella dei parcheggi si offre di acquisire una partecipata, la promessa di mantenere i livelli occupazionali è spesso un paracadute di carta.Una volta acquisito il controllo, le logiche di profitto possono portare alla rinegoziazione dei contratti, allo spostamento di mansioni, alle pressioni per l'uscita volontaria.
L'elettore avellinese sceglie il promettitore di turno, è amaro, ma reale.
È il riflesso di una sfiducia cronica, se non credo più nel sistema, cerco di salvare me stesso accettando una promessa individuale, anche se so che danneggia la collettività.
Quando la politica sembra sorda, le strade per non restare alla mercé degli eventi sono solitamente tre.
Se i lavoratori dell'Acs restano divisi o cercano soluzioni individuali, l'azienda predatrice avrà vita facile.
La forza contrattuale in fase di cessione dipende interamente dall'unità del blocco sociale.
E l'eventuale passaggio di proprietà non sia un assegno in bianco, ma contenga clausole sociali ferree e vincolanti per anni, non solo per mesi.
Rompere il ciclo del voto per favore è la sfida più difficile.
Richiede che i problemi vengano portati fuori dal chiuso degli uffici e raccontati alla città, trasformando il dramma dei singoli in una questione di dignità pubblica.
È un quadro desolante, e la rabbia è il segnale che c'è ancora qualcuno che non vuole rassegnarsi a vedere le persone trattate come numeri su un registro contabile.
Un pò la frase riportata sui manifesti di Giordano, un'utopia pensare che le cose possano cambiare, ma proprio dai sogni a volte è capitato che il mondo abbia cominciato a girare in senso antiorario..!
RDM
