Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

sabato 2 maggio 2026

Avellino: inaugurazioni, promesse e incuria...!

 


 L'immagine riflette il contrasto tra le grandi promesse infrastrutturali e l'incuria per le esigenze sociali e il tessuto urbano esistente..!

Le cerimonie inaugurali, animate da sorrisi di circostanza e battute di dubbio gusto, rappresentano ormai il manuale d’istruzione del politico tipo. 

In assenza di idee e di orizzonti amministrativi concreti, si ricorre alla messinscena per coprire il vuoto. 

Le politiche sociali rimangono un oggetto misterioso, confinate in un limbo e gestite da figure prive di competenza e dedizione, incapaci di affrontare i drammi reali della cittadinanza.

In questo scenario, la destra locale ha scelto di farsi piedistallo per personaggi ampiamente discussi, persino in relazione a vicende giudiziarie di rilievo. 

I partiti di governo sembrano aver stretto un patto pur di ottenere un risultato elettorale che, in condizioni normali, sarebbe fuori portata. 

Si assiste a un vero e proprio circo orchestrato da figure di modesta levatura che aspirano ai vertici del potere cittadino, ignorando deliberatamente, il peso di un’inchiesta penale che ha reso il territorio lo zimbello del Paese intero.

I rappresentanti di questa politica di basso profilo portano la responsabilità di un declino che appare inarrestabile. 

Se la cittadinanza non dovesse reagire a tale spudoratezza, il rischio è quello di consegnare alle future generazioni, una storia cittadina segnata indelebilmente dal fango e dal disonore, lasciando un'eredità di fallimenti e opacità amministrativa.

RDM

giovedì 30 aprile 2026

Avellino: bugie e false promesse smascherate dal già visto..!

 



Laura Nargi prosegue nel solco tracciato dai suoi predecessori, mantenendo l'attenzione focalizzata sulla gestione delle apparenze piuttosto che sulla risoluzione delle criticità strutturali che affliggono la comunità. 

La sua azione sembra concentrarsi strategicamente sulla conservazione di un certo consenso elettorale, evitando accuratamente di affrontare le piaghe sociali che restano confinate ai margini del dibattito amministrativo.

Nonostante il cambio di facciata, la sostanza del potere locale non sembra mutata. 

La gestione dei quartieri e la priorità concessa alle grandi opere, rimangono i pilastri di una visione che privilegia l'impatto visivo immediato, a scapito di interventi duraturi nel campo dell'assistenza e dell'integrazione. 

Mentre si stringono accordi di facciata, il tessuto sociale più fragile continua a attendere risposte che difficilmente, arriveranno da chi ha scelto la continuità del silenzio rispetto al coraggio del cambiamento.

Diventare sindaco è una bella rogna: troviamo sospetta tanta euforia..!

Le menzogne si accumulano ormai, senza sosta in una narrazione pubblica che rasenta il ridicolo. 

Da un lato si sbandiera la volontà di arrestare la cementificazione, dall'altro si promette il sostegno a progetti faraonici come quello stadio, che avrebbe senso solo in una realtà calcistica di massima serie, ormai lontana dai fatti. 

Restano impresse le rappresentazioni sceniche avvenute nella banca di via dei Due Principati, dove imbonitori e narratori di favole si sono ritrovati con l’unico scopo di raschiare il fondo del barile dei consensi.

Il piano presentato dal progetto dello stadio, contiene previsioni gestionali che sono state prontamente smantellate dalle opposizioni, rivelando l'intenzione di affiancare alla struttura sportiva, l'ennesimo complesso destinato a centro commerciale e hotel.

Basterebbe un briciolo di curiosità per scoprire l'inconsistenza delle promesse fatte dalle ultime amministrazioni, finite sotto commissariamento, e per rileggere i programmi mai attuati dell'ex sindaco e i sogni del suo vice, poi asceso alla carica principale. 

La situazione appare come una parodia grottesca, un teatrino di cui, purtroppo, troppi fingono di non accorgersi.

RDM

mercoledì 29 aprile 2026

Avellino: una professionista tra ambizioni civiche e il persistente squilibrio della politica locale..!

 

Annamaria Vecchione si distingue come una figura forense di spessore, mossa da una ricerca politica che punta a soddisfare una profonda esigenza di giustizia e verità. 

La concretezza e la grinta che manifesta quotidianamente nell'esercizio della professione legale, non sono altro che il riflesso di una lealtà e di una passione che non ammettono compromessi.

Impegnata in una nuova sfida elettorale, dopo aver militato in passato negli schieramenti di destra, la professionista affronta la campagna con un approccio solare nel tentativo di raccogliere consensi all'interno della lista civica che ha deciso di sostenere.

Sebbene la scelta della compagine attuale possa sollevare perplessità, la sua presenza rappresenta indubbiamente un valore aggiunto per lo schieramento.

Per quanti guardano con nostalgia a vecchi equilibri, la sua figura offre l'opportunità di esprimere una preferenza consapevole. 

La sua determinazione e la sua integrità potrebbero infatti squarciare l'opacità amministrativa, portando un necessario contributo di chiarezza, laddove il grigiore della politica locale ha ormai preso il sopravvento.

RDM

martedì 28 aprile 2026

Avellino, città agonizzante...altro che rinascita enjoi..!

 

Nello Pizza

La necessità di rifondare la città appare prioritaria, confermando la validità delle posizioni espresse da Nello Pizza.

Un impegno centrato su trasparenza e legalità, concetti che il candidato della sinistra sottolinea non essere affatto scontati.

L'avvocato intraprende questa sfida con la tenacia e la determinazione che caratterizzano il suo percorso professionale, forte di una reputazione basata su integrità e un profondo senso di umanità.

In un'epoca in cui definire la statura morale degli individui risulta complesso, spicca la condanna a cinque anni di reclusione per l'avvocato Emilio Santulli. 

Il fatto che un professionista prossimo agli ottant'anni e di solida posizione economica rischi di trascorrere l'ultima fase della vita in detenzione, con una pena per peculato persino superiore a quella invocata dal Pubblico Ministero, evidenzia una ferma volontà di svolta da parte della magistratura.

Il capoluogo sembra aver raggiunto il limite della sopportazione di fronte a patrimoni accumulati attraverso condotte illecite.

L'appropriazione di beni gestiti nell'ambito di un concordato relativo alla ditta Picariello rappresenta un atto di una miseria morale che supera ogni limite di spudoratezza.

Il concetto di giustizia ad Avellino, sembra ormai inscindibile dai rinvii e dalle aule di tribunale, diventando il vero convitato di pietra della campagna elettorale. 

Mentre il processo Dolce Vita è stato ufficialmente rinviato al 25 settembre 2026 per la costituzione di un nuovo collegio giudicante, la città resta sospesa tra la cronaca giudiziaria e le urne.

Il binomio formato da Gianluca Festa e Laura Nargi rappresenta il fulcro delle contraddizioni politiche che Avellino si trascina da anni.

Se da un lato l'ex sindaco deve affrontare il peso di un processo per reati gravi, dall'altro la sua erede politica, tenta di smarcarsi dalle ombre giudiziarie rivendicando una purezza civica che appare a molti come un'operazione di ritocco elettorale.

Le chiacchiere stanno a zero, e i programmi dei già visti e sentiti faremo, diremo e vedremo, li abbiamo pesati, misurati e...trovati mancanti...smettetela di continuare a offendere l'intelligenza..! 

RDM

lunedì 27 aprile 2026

Avellino: ripartiamo come se niente fosse accaduto..?

 


La decisione di Nargi di occultare i simboli dei partiti a sostegno della propria candidatura, rappresenta l’ennesimo segnale di una strategia ambigua, percepibile da chiunque non scelga deliberatamente di ignorare la realtà. 

L'aspirazione a definirsi esponente civica stride con il supporto elettorale di due forze di governo che, in modo altrettanto discutibile, hanno rinnegato la propria identità pur di conservare il comando. 

Risulta difficile stabilire chi ne esca peggio tra la candidata, le segreterie politiche e i comprimari; 

di certo, il coinvolgimento dell'elettore in tale dinamica lascia interdetti.

La dignità che l’ex sindaco, oggetto di commissariamento, dichiara di voler restituire al capoluogo, è la medesima che è stata invocata invano durante l'intero anno di gestione, prima che a parlare fossero i faldoni delle cronache giudiziarie. 

Appare quasi mirabile la capacità con cui Nargi, Festa e altri soggetti si dipingano con toni enfatici, omettendo con cura il bilancio degli ultimi anni, fatto di decisioni errate e sistematiche amnesie.

Occorre ribadire che Avellino sta affrontando una progressiva desertificazione. 

Se la responsabilità di tale declino non risiede in amministrazioni che hanno privilegiato l'effimero di feste e manifestazioni, mentre il commercio agonizzava e le saracinesche si abbassavano definitivamente, sorge spontaneo il quesito su chi siano i reali referenti di tale sfacelo.

RDM

sabato 25 aprile 2026

Avellino: una tossicità dilagante sta avvelenando anche le coscienze sane..!

 



Il mercato delle coscienze appare in pieno fermento, con un frenetico oscillare tra schieramenti opposti privo di qualsiasi pudore, animato dall'unico obiettivo di occupare le stanze di un potere fine a se stesso. 

Personaggi come Festa, Negrone e Genovese appartengono a una compagine gravata da pendenze giudiziarie che nulla spartisce con le promesse sbandierate in campagna elettorale. 

Chiunque abbia scelto di accoglierli nelle proprie fila, dovrebbe chiarire quali aspettative riponga in figure che hanno già ampiamente, dato prova di inaffidabilità.

Resta da capire se l'elettore non avvezzo al mercimonio o alle questue sia riuscito a mettere a fuoco la gravità della situazione;

ignorare quanto accaduto e quanto continua a verificarsi, presuppone necessariamente malafede o una desolante ottusità.

Le norme e i regolamenti sistematicamente disattesi per anni, con esiti penali che si manifesteranno a settembre, nonostante una lentezza giudiziaria quasi sospetta, assumono contorni inquietanti. 

Quando il commissario Paolo D'Attilio, al termine del suo mandato, sintetizzò il malaffare definendo il Comune come un ente privo di regole, sembrò parlare al vento.

Allo stesso modo, il Procuratore Airoma e chiunque abbia conservato un briciolo di etica e morale, schierandosi contro il sistema rappresentato da Nargi e Festa, è stato deriso e ignorato, persino dal clero e dal Vescovo che incoronò Nargi durante una celebrazione eucaristica in Cattedrale.

Evidentemente, una città che preferisce abbandonarsi a palchi sonori e movida tossica, piuttosto che affrontare la miseria della propria quotidianità, nutrendosi di sterili proclami sul futuro anziché di fatti concreti, ha smarrito ogni diritto sociale e ogni residua speranza di crescita.

RDM

venerdì 24 aprile 2026

Avelino: misurarsi con gli stupidi non conviene, sono allenati...

 



Sguardi rivolti in ogni direzione non intercettano altro che criticità, e risulterebbe fin troppo comodo liquidare la questione parlando semplicemente della vastità di servizi che richiederebbero una cura costante. 

Tale dedizione è venuta meno per motivazioni non sempre ammissibili, come dimostrano alloggi afflitti da infiltrazioni così gravi da sfociare in allagamenti, eppure mai degnati della necessaria attenzione.

Il quadro peggiora considerando lo stallo del Piano di zona e delle politiche sociali, rimaste paralizzate poiché l'ex sindaco Festa non riusciva a trovare un accordo sulle nomine dirigenziali. 

Simili dinamiche hanno impedito l'apertura del centro per l'autismo, il ripristino del manto stradale o la pianificazione di strategie per contrastare la desertificazione commerciale. 

Come sosteneva De Mita, il pensiero è una dote che si possiede o manca del tutto, e chi ne è privo farebbe meglio a evitare di ammantarsi di virtù inesistenti per poi generare risultati risibili.

Festa e Nargi si sono calati nel ruolo di impresari teatrali, puntando su una narcosi collettiva a base di canzonette e spettacoli che ha lasciato il segno nelle menti più fragili e prive di strumenti culturali. 

Nel frattempo, la questione dell'Acs rappresenta un ulteriore dramma che coinvolge decine di famiglie ormai ridotte alla precarietà alimentare. 

Una stirpe di saccenti privi di competenze si è imposta grazie a una medioevale masnada di sostenitori, confondendo il becero consenso con la reale capacità gestionale. 

Del resto, basta proporsi agli anziani per sbrigare la noia delle bollette all'ufficio postale per garantirsi quei pochi centinaia di voti necessari a occupare uno scranno comunale. 

Questi individui restano depositari unicamente della vacuità che li contraddistingue da sempre, e le conseguenze del potere nelle loro mani appaiono difficilmente descrivibili.

RDM