Il nuovo presidente della Provincia, Picone, riesce nell'impresa di inaugurare il proprio mandato con il passo goffo di chi sceglie deliberatamente la direzione sbagliata.
Mentre le arterie stradali dell'alta Irpinia si presentano non soltanto colabrodo, ma letteralmente franate, con il rischio tutt'altro che remoto di veder scivolare a valle qualche autobus carico di studenti, le priorità dell'amministrazione virano verso il grottesco.
Il copione del cambiamento si rivela la solita recita gattopardesca in cui tutto muta affinché nulla cambi.
Il predecessore Biancardi, dopotutto, non brillava certo per efficienza, considerando che secondo lui mpiegasse una vita intera per rientrare a casa la sera a causa di una viabilità ferma al secolo scorso.
Biancardi e Picone...il nuovo che arretra..!
Ed eccolo pensare che la maniera più semplice fosse farsi una bella galleria attraverso una montagna diremmo sacra.
La genialità del successore si manifesta invece nel voler letteralmente perforare il monte Partenio.
Un'opera viaria definibile solo come idiota, capace di distruggere fin dal principio un parco naturale che il resto del mondo invidia, provocando un inquinamento ambientale dalle proporzioni indescrivibili.
Il tutto a fronte di una spesa folle che le casse pubbliche non possono permettersi, senza contare la totale, palese inutilità di un progetto che ignora i veri bisogni dei cittadini.
La verde Irpinia continua a confermarsi una terra dove la bellezza del paesaggio contrasta dolorosamente con la vacuità di chi la governa, offrendo uno spettacolo desolante di inaffidabilità, e palese incapacità professionale da parte di chiunque salga sullo scranno del potere.
Avellino, pur potendo contare sull'onestà di un sindaco estraneo a logiche spartitorie e giochi di potere, si ritrova ostaggio di una giunta distratta, tanto che il primo cittadino farebbe bene a domandare ai propri assessori dove abbiano vissuto negli ultimi anni.
L'unico a svolgere un ruolo di vigilanza attiva in una città apparentemente adagiata nel proprio degrado rimane Massimo Passaro.Il responsabile del movimento I Cittadini in Movimento impiega parte delle sue giornate a documentare con video continui le storture del territorio, raccogliendo le lamentele della gente e portando a galla abusi che la maggior parte delle istituzioni preferisce ignorare.
Davanti a questa cronica assenza di interventi, i componenti della giunta ormai da anni presenti nelle Assise, rimasti immobili fino a questo momento, dovrebbero semplicemente prendere atto della propria latitanza politica.
Si tratta d'altronde delle solite figure capaci di fare il pieno di consensi durante le tornate elettorali, senza però aver mai prodotto un solo beneficio concreto per la collettività.
A questo punto, la mossa sensata sarebbe quella di stilare un elenco rigoroso delle troppe urgenze cittadine, imponendo finalmente una tregua all'incuria e restituendo un briciolo di logica all'azione amministrativa.
RDM

