Laura Nargi
Le sale del Viva Hotel hanno ospitato l’ennesima esibizione di colei che, per lungo tempo, ha ricoperto il ruolo di gregaria di Gianluca Festa.
Tra un profluvio di ovvietà e una dialettica incerta, la candidata ha riproposto il consueto repertorio di menzogne che ormai ne definisce il profilo pubblico.
Con un’audacia che rasenta il ridicolo, ha proclamato l’assenza di qualsiasi apparentamento formale, dichiarando di avere come unico riferimento la città e i suoi abitanti.
Peccato che, proprio di fronte a lei, sedessero figure come Martusciello, D'Agostino e Fruncillo, a testimonianza di un legame politico tanto evidente quanto maldestramente negato.
L’affidabilità, virtù rara ma necessaria nell’agone politico, sembra non aver mai sfiorato il percorso di Laura Nargi.
La sua storia recente conferma come la propensione al tradimento e alla dissimulazione non siano incidenti di percorso, ma tratti sedimentati nel profondo del suo operato.
Chiunque conservi un minimo di onestà intellettuale non può che restare sbigottito di fronte a una tale ostentazione di incoerenza, messa in scena proprio mentre i veri registi dell’operazione osservavano compiaciuti dalle prime file.
L'offensiva sferrata contro le liste del Partito Democratico, tacciate di essere unicamente di sinistra, ha richiamato alla mente i vecchi e logori metodi di chi si ritrova ormai privo di argomenti concreti.
Invece di ricorrere a simili espedienti retorici, sarebbe stato decisamente più utile e trasparente, se la candidata avesse fornito chiarimenti su questioni ben più vicine alla propria sfera personale e gestionale.
Nello specifico, resta ancora senza risposta l'interrogativo riguardante la posizione del padre, Aldo Nargi:
sarebbe stato opportuno sapere se quest'ultimo abbia finalmente rassegnato le dimissioni dalla presidenza del Rubilli, ente partecipato del Comune.
Un chiarimento in merito avrebbe certamente avuto più valore delle solite accuse rivolte agli avversari, specialmente in una città che attende risposte su conflitti di interesse e gestione del potere familiare.
RDM




