Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

martedì 6 ottobre 2026

Avellino: l'illusione del tifo e il dovere della solidarietà: la lezione dimenticata di Palazzo Santa Lucia...!


Toccare corde emotive e storiche profondamente radicate nel territorio e nella cultura politica italiana, diventa pleonastico. 

La tutela degli ultimi e dei soggetti fragili, come dovere imprescindibile di uno Stato civile, contro la resistenza ideologica o politica a interventi di sostegno pubblico. 

La visione secondo cui l'assistenza alle fasce deboli sia una suggestione cubana si scontra con il principio fondamentale di uguaglianza e solidarietà, sancito peraltro dall'articolo 3 della Costituzione italiana, mediante la rimozione degli ostacoli economico-sociali che limitano la libertà e l'uguaglianza. 

L'idea che il benessere economico determini la legittimità o la superiorità di una classe sociale, è un archetipo culturale contro cui il pensiero sociale, di matrice laica o cristiana, si batte da sempre.

Il terremoto del 1980 sottolinea come spesso la politica e le amministrazioni tendano a privilegiare la vetrina pubblica. 

La panem et circenses, l'ampliamento dello stadio, a scapito dei bisogni primari della popolazione in difficoltà, ne fu l'esempio plastico.

È una dinamica di distrazione collettiva e tifo politico/sociale che anestetizza la consapevolezza dei problemi reali.

Il riferimento all'appartenenza storica al Fronte della Gioventù e al Movimento Sociale Italiano del capogruppo dell'opposizione regionale, Gennaro Sangiuliano, punta a far risaltare il contrasto tra l'atteggiamento di superiore saccenteria attualizzato nei dibattiti di palazzo, e le contraddizioni o gli scandali che hanno caratterizzato la parabola pubblica delle parti in causa.

Un dibattito di questo tipo solleva una domanda cruciale sul ruolo della politica locale: 

deve essere il motore della coesione sociale e della redistribuzione delle risorse, oppure deve limitarsi a logiche identitarie e di contrapposizione ideologica?

Bisogna ascoltare le strategie che sfruttano l'idiozia popolare di un prenditore attento al proprio portafoglio, qual è Angelo Antonio D'Agostino, o seguire le ragioni che hanno trasportato un territorio fino a qualche anno fa illuminato, nella bieca situazione fallimentare e con gravissimi risvolti penali..?

RDM

lunedì 5 ottobre 2026

Avellino: mentre la città affonda, la battaglia politica si gioca sulla Curva Nord..!

 


La viabilità cittadina e la strada d'accesso allo stadio versano in uno stato di degrado.

Le strade sono soffocate dalla vegetazione incolta, mentre i servizi socio-sanitari dell'ambiente urbano affrontano un collasso strutturale. 

In questo contesto, Laura Nargi, nel suo ruolo di presidente della commissione trasparenza, promuove un incontro volto a risolvere la questione legata alla curva nord del Partenio. 

La continuità con l'impostazione amministrativa dell'ex sindaco Gianluca Festa, suo riferimento politico, guida la sua azione istituzionale. 

L'ex primo cittadino mira a raccogliere consenso proponendo interventi su temi già sollevati in passato. 

La contesa tra le due figure si sposta così sull'ampliamento di un settore dell'impianto sportivo, mentre la città affronta problemi ben più complessi e una grave situazione debitoria. 

L'iniziativa vede il coinvolgimento diretto dei vertici della tifoseria organizzata dell'US Avellino al posto di tecnici specializzati, ingegneri o architetti, suscitando perplessità sulla priorità delle scelte istituzionali e sulla risposta dell'elettorato.

L'intreccio tra gestione del consenso e sfruttamento del territorio, descrive una dinamica strutturale in cui le priorità della collettività cedono il passo a interessi di parte e a rendite di posizione.

Le figure amministrative orientate esclusivamente al mantenimento del potere non costituiscono un'eccezione, ma la norma di un sistema politico che misura l'efficacia dell'azione pubblica in termini di ritorni elettorali e vantaggi economici individuali.

La proliferazione incontrollata dell'eolico in Irpinia evidenzia il contrasto tra la transizione ecologica declamata e la realtà di una servitù territoriale. 

Fulvio Bonavitacola, assessore regionale alle attività produttive e sviluppo economico, invece di intervenire brutalmente sull'assassinio territoriale di una parte tanto importante della regione, si limita al pizzicotto sulla guancia.

L'installazione massiccia di aerogeneratori compromette il paesaggio, la biodiversità e le vocazioni naturali del territorio, senza generare un reale sviluppo o benefici diretti per le comunità locali.

E allora perché indignarci dinazi alle scelte di Nargi in questa frammentazione del tessuto civile ed ecologico, che solleva interrogativi cruciali sulla tenuta istituzionale e sulla capacità della comunità locale di porre un freno alle idiozie...?

RDM

sabato 3 ottobre 2026

Avellino: un cortocircuito per l'accesso agli atti dimenticati..!

 


Nicola Giordano e Nicola Poppa

È una riflessione amara ma estremamente nitida sul ruolo e la responsabilità della politica locale, in particolare per quanto riguarda l'opposizione e il controllo democratico.

Il punto centrale secondo noi è il fallimento della vigilanza e la normalizzazione delle irregolarità.

Quando l'opposizione si riduce a pochissime voci — o addirittura a un unico consigliere propositivo o incisivo come Nicola Poppa — viene meno la funzione base del Consiglio Comunale. 

La minoranza non serve solo a fare presenza o a votare contro per principio, ma a fare le pulci agli atti, a verificare le procedure e a pretendere il rispetto delle regole. 

Se la maggior parte dei consiglieri se ne sbatte, si crea un vuoto che la maggioranza riempie inevitabilmente facendo e disfando a proprio piacimento.

Il richiamo alle vicende del passato, mostra come certi metodi non nascano dal nulla, ma proliferino dove c'è disattenzione o complicità passiva. 

Incolpare solo chi governa o chi abusa del proprio ruolo, è fuorviante se non si guarda a chi aveva il dovere istituzionale di bloccare, segnalare e denunciare tali condotte e non lo ha fatto.

Procedura, convocazioni informali o fuori norma ad mentula canis, commistioni tra politica e dirigenza, improvvise incursioni o ingerenze nelle società partecipate, sono tutti sintomi di una cultura amministrativa che tratta la cosa pubblica come un feudo privato. 

Quando le regole di ingaggio formali vengono calpestate nell'indifferenza generale, il confine tra gestione amministrativa e interesse personale si annulla.

La burocrazia e gli atti ordinari richiedono studio, presenza e tenacia. 

Spesso i consiglieri cercano il palcoscenico per la battuta ad effetto sui social o sui giornali, ma disdegnano il lavoro oscuro nelle commissioni o la lettura dettagliata delle delibere, che è l'unico vero modo per scoperchiare le illegittimità.

Se la documentazione e i fatti contestati restano nelle mani o nelle iniziative di un solo consigliere, per la maggioranza e la giunta è estremamente facile liquidare la questione come una battaglia personale, un attacco strumentale o una semplice fissazione del singolo. 

La forza dell'opposizione sta nell'azione corale e politica, non solo contabile o giudiziaria.

L'apatia degli altri consiglieri di minoranza finisce per fare da scudo involontario alla maggioranza. 

L'assenza di pressione politica, di richieste sistematiche di accesso agli atti, di pregiudiziali in aula e di presenza costante nelle commissioni, trasmette il messaggio che le irregolarità siano accettabili o privi di conseguenze politiche immediate.

Finché la cittadinanza e i rappresentanti eletti considereranno il rispetto delle procedure come una noiosa formalità, anziché come la prima garanzia di democrazia e trasparenza, si continuerà ad assistere al medesimo copione, cambino o meno i protagonisti della giunta.

RDM

venerdì 2 ottobre 2026

Avellino: una faida personale che non serve alla città..!

 


Laura Nargi continua a confermare la propria irrilevanza sul piano amministrativo, mostrando una sostanziale incapacità di offrire risposte concrete alla comunità, ma una sorprendente attenzione nel portare avanti, con modalità sempre più evidenti, la sua personale faida con l’ex mentore.

Una contesa che appare ormai priva di qualsiasi utilità per la città e che, proprio per questo, finisce per accomunare i protagonisti nel giudizio sulle rispettive condotte.

Da una parte si alimenta uno scontro personale che non produce alcun beneficio per i cittadini; 

dall’altra non si perde occasione per replicare, arrivando persino a convocare in Commissione Trasparenza il capo della tifoseria organizzata.

Una scelta che rischia di trasformare improvvisamente un ultras in un interlocutore istituzionale, alimentando l’impressione di una politica condizionata più dalle contrapposizioni personali, che dalla necessità di affrontare i problemi reali della città.

È difficile non interrogarsi, di fronte a simili episodi, sulla distanza tra la facciata di una stagione politica presentata come nuova, e la riproposizione di logiche che appartengono, invece, a una fase che si sperava definitivamente superata.

Ai vecchi elementi di conflittualità si aggiungono dinamiche da ripicca personale, gestite senza apparente senso della misura, e con il rischio di trascinare le istituzioni dentro una contesa che dovrebbe rimanere estranea alla cosa pubblica.

Nel frattempo, mentre alcuni esponenti sembrano concentrarsi su piccoli interventi dal sapore elettorale, come la gestione dei semafori, e altre figure appaiono assenti o protagoniste di polemiche eccessive, la città continua a fare i conti con problemi ben più concreti.

Il quadro che emerge è quello di un’amministrazione nella quale le energie sembrano spesso essere assorbite dalle contrapposizioni interne, dalle rivendicazioni personali e dalle vecchie logiche di appartenenza, anziché dalla soluzione delle questioni che interessano quotidianamente i cittadini.

In una giunta apparsa sin dall’inizio improvvisata, e nella quale trovano spazio figure già conosciute e ampiamente sottoposte al giudizio della città, spetterebbe al sindaco Nello Pizza assumere finalmente una posizione chiara.

Un intervento fermo, autorevole e soprattutto riconoscibile sul piano amministrativo sarebbe necessario per stabilire una volta per tutte,

se questa maggioranza intenda governare la città o continuare a consumare al proprio interno una partita fatta di personalismi, rivalse e vecchie contrapposizioni.

Perché, alla fine, è proprio dalla capacità del sindaco di esercitare pienamente il proprio ruolo che si potrà comprendere quale sia il reale peso politico e amministrativo di questa esperienza di governo.

RDM

giovedì 1 ottobre 2026

Avellino: traffico, parcheggi selvaggi e impunità, restano e nessuno se ne impipa..!

 


I disagi legati al traffico e ai parcheggi selvaggi nelle ore di punta, trasformano la viabilità cittadina in un vero percorso a ostacoli, alimentando una forte sensazione di abbandono e impunità. 

Quando la presenza del personale di vigilanza viene percepita come insufficiente nei nodi cruciali del flusso veicolare, il mancato rispetto delle norme stradali finisce per paralizzare l'intera circolazione, penalizzando regolarmente chi deve raggiungere il posto di lavoro.

La frustrazione aumenta di fronte alla percezione di un'amministrazione che procede in continuità con il passato, faticando a incisività e controllo del territorio. 

Questo senso di precarietà valica la gestione del traffico e tocca la sicurezza urbana generale, resa ancora più delicata da episodi gravi come gli atti intimidatori di martedì notte. 

La citazione del celebre brano della Nuova Compagnia di Canto Popolare, chill'o fatto è niro niro... sottolinea con amara ironia, quel sentimento di rassegnazione di fronte a dinamiche che sembrano non cambiare mai, lasciando la cittadinanza senza risposte chiare alle proprie richieste di tutela e presenza delle istituzioni.

L'azione della giunta guidata dal sindaco Pizza mostra diverse criticità nell'operato dell'assessore Ettore Iacovacci, sovraccaricato da una quantità di deleghe tale da poter fondare più comuni ma gestito senza la dovuta attenzione. 

La situazione dell'Acs richiede chiarimenti urgenti sulle modalità di lavoro prima di qualsiasi ripristino, superando le abitudini del personale addetto al controllo della sosta per indirizzarlo verso interventi indispensabili.

La città necessita di azioni costanti di manutenzione generale, dalla cura del verde pubblico alla pulizia di caditoie e cunette. 

L'amministrazione dovrebbe valorizzare le competenze artigianali antecedenti all'assunzione dei dipendenti comunali, contenendo le spese per l'affidamento di mansioni a ditte esterne. 

Infine emerge la necessità di riattivare l'impianto semaforico cittadino in via Francesco Tedesco, il cui spegnimento basato su idee di viabilità alternativa, ignora il mancato rispetto delle precedenze da parte degli automobilisti e provoca continui diverbi agli incroci.

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mercoledì 30 settembre 2026

Avellino: Lacedonia e paesi limitrofi vittime della crematomania più nera..!

 


L’Alta Irpinia rientra pienamente nel dibattito sulla trasformazione energetica dell’Appennino, a causa di una forte concentrazione di impianti eolici industriali, fotovoltaici e sistemi di accumulo. 

L’associazione APS Fuori dalle Pale, aderente alla Coalizione Interregionale TESS, evidenzia le ripercussioni di questo fenomeno sul territorio della provincia di Avellino, sottolineando la gravità del fenomeno a livello nazionale.

L’attenzione sul tema viene ulteriormente sollevata dalla presenza di Francesco Pratesi, presidente di Italia Nostra Toscana e figlio del fondatore del WWF Italia Fulco Pratesi. 

Pratesi effettua sopralluoghi sul posto e incontra comitati, associazioni e cittadini per approfondire le criticità segnalate.

Secondo l’associazione, la proliferazione incontrollata di queste strutture incide in modo profondo sul paesaggio, sulle attività agricole e sulla biodiversità locale, un problema aggravato dalla mancanza di una pianificazione territoriale adeguata.

I dubbi sollevati riguardano anche la trasparenza degli iter autorizzativi e le dinamiche di collaborazione tra società di progettazione, enti pubblici e proprietari dei terreni. 

Viene richiesta una verifica approfondita della documentazione amministrativa per accertare eventuali conflitti di interesse.

Tra i punti critici emerge la situazione del comune di Lacedonia, dove l’associazione segnala che alcuni procedimenti legati agli impianti energetici sono stati riaperti dopo una precedente archiviazione.

L’iniziativa di Pratesi mira a estendere il confronto sul piano nazionale, rivendicando regole più rigide, maggiore chiarezza e controlli severi. 

La vertenza pone un interrogativo fondamentale per il futuro del territorio, incentrato sulla ricerca di un equilibrio tra le esigenze della transizione energetica e la salvaguardia del paesaggio, dell’agricoltura e del tessuto sociale dell’Irpinia.

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Avellino: promesse garibaldine e bilanci al buio..!

 


La preoccupazione della città per la nomina di un avvocato alla guida dell'assessorato al bilancio appare del tutto fondata, soprattutto considerando la serie di gestione commissariali del passato che imporrebbe un approccio ben più rigoroso e trasparente anziché un inizio improvvisato. 

Risulta indispensabile che Rosalia Iandiorio fornisca risposte concrete mettendo sul tavolo la situazione reale delle casse comunali, supportata dai dati numerici effettivi e non dalle solite dichiarazioni di circostanza.

Si rende inoltre fondamentale chiarire in modo definitivo, le condizioni dell'Acs e definire i compiti destinati ai lavoratori da reintegrare, così da consentire alla cittadinanza di comprendere le strategie amministrative, prima che diventino scelte irreversibili. 

L'amministrazione dovrebbe finalmente dimostrare di ascoltare le istanze e le aspettative popolari, definendo un piano d'azione trasparente e fissando priorità ben precise. 

Intervenire sull'emergenza abitativa, sulla viabilità, sulla manutenzione del verde e sull'impiego dei vigilini, sfruttando le loro competenze per la tutela del patrimonio pubblico rappresenterebbe una svolta concreta e un servizio di reale valore per la comunità.

Prevale purtroppo la tendenza a riempirsi la bocca con grandi progetti e promesse altisonanti, lasciando da parte le questioni pratiche che incidono sulla quotidianità. 

L'esempio della ferrovia risulta emblematico, essendo rimasta dimenticata per lunghi anni prima di ritrovare una improvvisa centralità nei discorsi della politica locale. 

Una riscoperta dettata essenzialmente da due ragioni comode: da un lato la possibilità di tenersi al riparo da qualsiasi responsabilità diretta sul passato, dall'altro l'opportunità di utilizzare questi annunci altisonanti, per costruirsi una facciata da grandi figure istituzionali.

Appare desolante la strategia adottata da chi amministra, risolta in una costante presa in giro ai danni di chi risiede in un quartiere ormai privato di qualsiasi iniziativa e interesse. 

La carenza cronica di idee e di visione, che caratterizza l'operato degli assessori in carica, porta soltanto alla ripetizione di copioni stancanti e fastidiosi, mettendo in luce una totale assenza di creatività e una preoccupante inadeguatezza nel dare risposte concrete alla comunità.

RDM