Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

giovedì 7 maggio 2026

Avellino: la scelta è semplice senza preconcetti incoffessabili..!

 

Nello Pizza

Il contrasto tra la solennità del passato e la frivolezza del presente politico appare stridente. 

All'inizio del Novecento, la serietà impressa nei volti dei novelli sposi o dei rappresentanti istituzionali appena eletti, testimoniava la consapevolezza dell'onere intrapreso. 

Costruire una famiglia o assumere un ruolo di responsabilità apicale, generava un'ansia legata all'incognita del dovere e della lealtà verso il mandato.

Oggi, al contrario, si osserva Laura Nargi e l'ex sindaco Festa agitarsi tra la folla in un clima di festeggiamenti e congratulazioni per traguardi indefiniti. 

Ricordiamo il paradosso del Nobel per la pace assegnato a Barack Obama prima ancora che potesse dimostrare il proprio operato, che conosciamo da guerrafondaio.

In questo scenario, la scelta appare obbligata, Nello Pizza rappresenta l'elemento di novità ancora da testare, mentre i suoi avversari sono già stati misurati e pesati, risultando ampiamente carenti.

Anche nei recenti interventi radiotelevisivi, la coerenza è venuta a mancare. 

Da una parte la figura di vertice dell'amministrazione appena commssariata, proclama la cementificazione zero, mentre dall'altra sostiene il progetto dello stadio ereditato dal proprio mentore, completo di nuove edificazioni commerciali e residenziali. 

Dall'altra, l'ex primo cittadino sotto processo, non rinuncia alla retorica che gli ha garantito credito in passato, proponendo quello stile di vita spensierato che si è rivelato vacuo e utile solo a pochi eletti.

Infine, l'intero schieramento di destra, nascosto dietro un civismo di facciata, sembra aver urgenza di mobilitare figure ministeriali nel capoluogo. 

Tra questi spicca il ministro Piantedosi, aspramente criticato per il silenzio riguardo alle recenti inchieste giornalistiche di testate nazionali. 

La presenza di tali esponenti appare finalizzata unicamente a sedurre quella parte di elettorato meno incline alla riflessione critica, con narrazioni distanti dalla realtà vissuta dalla gente.

RDM

mercoledì 6 maggio 2026

Avellino: il gatto e la volpe non mollano..!

 



Le opere pubbliche divorano ogni centimetro delle ambizioni coltivate da due ex alleati ormai distanti, mentre la polvere si accumula sui dossier che scottano davvero. 

Questioni come l’autismo, l’emergenza abitativa e il sostegno ai cittadini più fragili scivolano nel dimenticatoio, prive di quel fascino elettorale che solo il cemento sembra garantire.

L’ex primo cittadino, un tempo impegnato a fregiarsi del titolo di paladino delle periferie, ha preferito ignorare i drammi sociali, lasciandoli esattamente dove li aveva trovati. 

Allo stesso modo, l’attuale figura di riferimento dell’amministrazione, il Commissario, non ha mostrato preoccupazione alcuna se non quella di blindare i quartieri, favorendo un clima di impunità che non conosce decoro.

In questo scenario si inserisce Nello Pizza, apparso stranamente disponibile durante un confronto orchestrato da Walter Giordano. 

Quest'ultimo, legato da rapporti consolidati ai due protagonisti della scena politica locale, sembra muoversi con l'unico obiettivo di siglare una tregua tra le fazioni, indipendentemente da chi occuperà gli uffici comunali nel prossimo futuro. 

Nel frattempo, D'Agostino continua a esercitare pressioni per la realizzazione di una struttura sportiva dalle proporzioni smisurate, con l'intento evidente di assumerne il controllo diretto.

E chiunque attenda il rinnovo di una situazione incancrenita bloccata dalla Procura, si prepara per favorirne l'avvento: 

la vera contrapposizione tra parte malata e non, si paleserà presto, perché la torta fa gola, per il resto muoia Sansone e ogni Filisteo...come ci piace ricordare..!

RDM

martedì 5 maggio 2026

Avellino: li abbiamo pesati, misurati, e trovati mancanti...li rivogliamo..?

 


L'ex primo cittadino appare ormai vittima della sua stessa narrazione, intrappolato in un sistema di promesse che si scontrano con la realtà dei fatti e delle inchieste giudiziarie. 

Nonostante i tentativi di accreditarsi ancora come il dominus delle periferie, l'eredità lasciata è fatta di drammi sociali ignorati e di un'opacità amministrativa che ha reso il territorio oggetto di scherno a livello nazionale.

L'ostinazione nel voler gestire personalmente ogni dossier, come dimostrato nel caso della ricostruzione della Dogana, ha portato soltanto a ritardi biblici e alla perdita di preziosi finanziamenti pubblici. 

Quello che resta è l'immagine di un amministratore che, dietro sorrisi e slogan, ha preferito il cemento e le grandi opere inutili alle reali necessità dei cittadini più fragili, lasciando un solco di incertezza che grava ora sul futuro della comunità.

Gianluchino vive una dimensione onirica, incapace di confrontarsi con la realtà quotidiana in modo lucido. 

In un atteggiamento che suscita tenerezza, si traveste idealmente da capostazione o rettore universitario non appena i giornali sollevano tali temi.

Dimentica che durante i lunghi anni trascorsi in ruoli di vertice al Comune, non ha mai mostrato un reale interesse per risolvere i medesimi problemi che oggi descrive come superati.

La crisi attuale della gestione dei parcheggi è il risultato diretto della sua volontà di affidare il servizio ai privati, una scelta che ha generato le difficoltà odierne denunciate anche da chi chiede oggi una gestione pubblica. 

Allo stesso modo, il settore turistico è stato ridotto a un fallimento colossale dopo essere stato affidato a figure scaltre, che sono sparite lasciando dietro di sé spese ingenti a carico della collettività. 

Mentre i drammi sociali restano immobili dove sono sempre stati, l'azione amministrativa passata si rivela una successione di promesse vuote, e scelte strategiche fallimentari che gravano ancora sulle tasche dei cittadini.

RDM

lunedì 4 maggio 2026

Avellino: scegliere il meglio non è difficile per le coscienze sane..!

 


La spudoratezza mostrata da Laura Nargi e dall'ex sindaco nel rivendicare l'apertura della Dogana dopo oltre tre decenni, ha tutto il sapore dell'ennesima beffa ai danni della cittadinanza.

Per l'ostinazione di gestire personalmente ogni fase della ricostruzione, la precedente amministrazione ha causato una dispersione di tempo e risorse pubbliche, arrivando persino a perdere i finanziamenti Pics. 

Nonostante ciò, l'ex primo cittadino continua a ostentare sicurezza, sorvolando sui fallimenti e propinando nuove promesse vuote su ipotetici scenari futuri.

Davanti a tanta sfrontatezza, emerge la necessità di una classe dirigente seria, capace di parlare un linguaggio vicino a chi soffre e vive le difficoltà del territorio. 

In questo contesto, la figura del penalista Nello Pizza viene percepita come un riferimento di integrità, rappresentando una speranza concreta insieme alla coalizione che unisce il Movimento 5 Stelle e l'intera sinistra. 

Questa unione nasce dalla volontà di porre fine allo scempio amministrativo vissuto sotto la guida di Festa e successivamente, della sua erede politica.

L'ingresso di Maura Sarno come coordinatrice provinciale del Movimento aggiunge ulteriore vigore a questa prospettiva di cambiamento; 

la determinazione già dimostrata, supportata dal vasto consenso ottenuto nelle recenti competizioni europee, lascia presagire sviluppi significativi. 

La compagine guidata da Pizza appare finalmente rinnovata e dotata di dignità, avendo allontanato figure di scarso rilievo;

sebbene resti ferma la convinzione, che personalità come Antonio Gengaro e Nicola Giordano possiedano le qualità necessarie, per imprimere quella svolta decisa che una città in declino richiede con estrema urgenza.

RDM

sabato 2 maggio 2026

Avellino: difendere il patrimonio pubblico, non può restare mera narrazione d'effetto..!

 



Nicola Giordano interviene con decisione sulla gestione dei servizi pubblici ad Avellino, trasformando la riflessione elettorale in un'analisi delle azioni concrete compiute nel tempo. 

Al centro del dibattito si pone il destino dell'ACS e la gestione dei parcheggi, elementi considerati vitali non solo per l'economia e l'occupazione, ma per la stessa visione strategica della città.

Il pensiero del già consigliere si articola su punti fermi, che mirano a contrastare il rischio di una privatizzazione selvaggia.

Il Commissario ha avviato una procedura di liquidazione dell'ACS considerata errata e lasciata incompiuta. 

Tale incertezza è alimentata dalla mancata attuazione della ricapitalizzazione e dall'assenza di approvazione dei bilanci, fattori che pongono la società in una condizione di totale precarietà.

Per garantire che la futura amministrazione possa scegliere liberamente tra gestione pubblica o privata, il Commissario dovrebbe concedere una proroga tecnica del contratto di servizio per la sosta. 

Questo atto di responsabilità eviterebbe scelte irreversibili dettate dall'urgenza.

Il percorso tracciato prevede la revoca della liquidazione, una ricapitalizzazione seria e alla luce del sole, e infine, l'approvazione di bilanci basati su dati certi. 

Senza chiarezza contabile, ogni progetto di rilancio appare privo di credibilità.

Il monito finale è rivolto a tutte le forze politiche affinché i servizi non diventino terreno di profitto per pochi. 

La gestione deve restare pubblica e trasparente, sottraendosi a quel grigiore amministrativo che il Nicola Giordano ritiene non sia stato ancora adeguatamente, superato rispetto alla precedente gestione.

RDM

Avellino: inaugurazioni, promesse e incuria...!

 


 L'immagine riflette il contrasto tra le grandi promesse infrastrutturali e l'incuria per le esigenze sociali e il tessuto urbano esistente..!

Le cerimonie inaugurali, animate da sorrisi di circostanza e battute di dubbio gusto, rappresentano ormai il manuale d’istruzione del politico tipo. 

In assenza di idee e di orizzonti amministrativi concreti, si ricorre alla messinscena per coprire il vuoto. 

Le politiche sociali rimangono un oggetto misterioso, confinate in un limbo e gestite da figure prive di competenza e dedizione, incapaci di affrontare i drammi reali della cittadinanza.

In questo scenario, la destra locale ha scelto di farsi piedistallo per personaggi ampiamente discussi, persino in relazione a vicende giudiziarie di rilievo. 

I partiti di governo sembrano aver stretto un patto pur di ottenere un risultato elettorale che, in condizioni normali, sarebbe fuori portata. 

Si assiste a un vero e proprio circo orchestrato da figure di modesta levatura che aspirano ai vertici del potere cittadino, ignorando deliberatamente, il peso di un’inchiesta penale che ha reso il territorio lo zimbello del Paese intero.

I rappresentanti di questa politica di basso profilo portano la responsabilità di un declino che appare inarrestabile. 

Se la cittadinanza non dovesse reagire a tale spudoratezza, il rischio è quello di consegnare alle future generazioni, una storia cittadina segnata indelebilmente dal fango e dal disonore, lasciando un'eredità di fallimenti e opacità amministrativa.

RDM

giovedì 30 aprile 2026

Avellino: bugie e false promesse smascherate dal già visto..!

 



Laura Nargi prosegue nel solco tracciato dai suoi predecessori, mantenendo l'attenzione focalizzata sulla gestione delle apparenze piuttosto che sulla risoluzione delle criticità strutturali che affliggono la comunità. 

La sua azione sembra concentrarsi strategicamente sulla conservazione di un certo consenso elettorale, evitando accuratamente di affrontare le piaghe sociali che restano confinate ai margini del dibattito amministrativo.

Nonostante il cambio di facciata, la sostanza del potere locale non sembra mutata. 

La gestione dei quartieri e la priorità concessa alle grandi opere, rimangono i pilastri di una visione che privilegia l'impatto visivo immediato, a scapito di interventi duraturi nel campo dell'assistenza e dell'integrazione. 

Mentre si stringono accordi di facciata, il tessuto sociale più fragile continua a attendere risposte che difficilmente, arriveranno da chi ha scelto la continuità del silenzio rispetto al coraggio del cambiamento.

Diventare sindaco è una bella rogna: troviamo sospetta tanta euforia..!

Le menzogne si accumulano ormai, senza sosta in una narrazione pubblica che rasenta il ridicolo. 

Da un lato si sbandiera la volontà di arrestare la cementificazione, dall'altro si promette il sostegno a progetti faraonici come quello stadio, che avrebbe senso solo in una realtà calcistica di massima serie, ormai lontana dai fatti. 

Restano impresse le rappresentazioni sceniche avvenute nella banca di via dei Due Principati, dove imbonitori e narratori di favole si sono ritrovati con l’unico scopo di raschiare il fondo del barile dei consensi.

Il piano presentato dal progetto dello stadio, contiene previsioni gestionali che sono state prontamente smantellate dalle opposizioni, rivelando l'intenzione di affiancare alla struttura sportiva, l'ennesimo complesso destinato a centro commerciale e hotel.

Basterebbe un briciolo di curiosità per scoprire l'inconsistenza delle promesse fatte dalle ultime amministrazioni, finite sotto commissariamento, e per rileggere i programmi mai attuati dell'ex sindaco e i sogni del suo vice, poi asceso alla carica principale. 

La situazione appare come una parodia grottesca, un teatrino di cui, purtroppo, troppi fingono di non accorgersi.

RDM