Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

sabato 4 luglio 2026

Avellino: Caro sindaco Pizza da amante degli animali, intervieni mettendo fine una volta per tutte, alle vergogne che ci contradistinguono..!

 



L'episodio dell'accalappiamento di quattro cani appartenenti allo storico branco della Bonatti ha sollevato l'immediata e ferma protesta dei volontari animalisti, decisi a far risuonare la propria voce contro un provvedimento ritenuto un vero e proprio sopruso.

Il gruppo di animali in questione rappresenta una realtà storica del territorio. 

Dei nove esemplari ancora in vita, tutti di età avanzata compresa tra i tredici e i quindici anni, quattro sono stati catturati dal servizio di accalappiamento. 

Si tratta di soggetti da tempo sterilizzati a spese degli stessi volontari, costantemente accuditi, sfamati e considerati il simbolo stesso del benessere animale, nonostante l'intera esistenza trascorsa in strada. 

La reclusione forzata in una struttura di ricovero rappresenterebbe per questi esemplari anziani una condanna a morte precoce.

All'origine del provvedimento vi sarebbero una serie di segnalazioni, sulla cui fondatezza i volontari non intendono nemmeno soffermarsi. 

Il branco ha infatti vissuto da sempre in libertà con il pieno benestare dell'Asl competente. 

Già dieci anni fa, all'epoca della cattura temporanea per le operazioni di sterilizzazione, gli uffici preposti erano perfettamente a conoscenza della situazione e del successivo reinserimento degli animali sul territorio.

La richiesta dei volontari si fonda sull'applicazione della legge regionale dell'11 aprile 2019, numero 3, la quale stabilisce espressamente che i cani vaganti sul territorio debbano essere catturati dalle Asl di riferimento al solo fine di essere sterilizzati, censiti e successivamente reimmessi nel luogo di prelievo. 

Viene quindi rivolto un appello ufficiale al sindaco affinché accolga l'istanza e fermi un'azione ingiustificata a danno degli animali, avvertendo che in caso contrario le proteste sono destinate a proseguire.

RDM

Avellino: diavolerie alla ribalta..!

 

Gianluigi Marotta

Il teatrino di giovedì al Comune ha rivelato senza farsi attendere la vera natura dei suoi protagonisti. 

Festa, forse per un calcolo fin troppo astuto, ha provato a proporre l'elezione di Nicola Poppa alla vicepresidenza del Consiglio, mentre le trattative reali erano già orientate a piazzare l'altro Nicola sulla sedia del presidente.

Purtroppo per Festa e per l'intero coro di promotori, Poppa non si è lasciato usare come una pedina. 

Ha mangiato la foglia all'istante, intuendo il maldestro tentativo di neutralizzarlo e di escluderlo dai futuri dibattiti attraverso una carica istituzionale concepita appositamente per imporgli il silenzio.

      Nicola Poppa

Sottovalutare un consigliere della stoffa di Nicola Poppa, forte di una navigata esperienza ultraventennale trascorsa a respirare l'aria delle stanze del potere, si è rivelata una mossa di rara ingenuità. 

In questo modo i suoi avversari non hanno fatto altro che risvegliare una belva politica che, con ogni probabilità, non tarderà a togliersi più di qualche sassolino dalle scarpe.

La conclusione dell'evento con l'intervento della Forza Pubblica ha segnato un epilogo decisamente infelice, costringendo la città a subire l'ennesima sfacciata vergogna, mentre i responsabili tentano di difendere motivazioni personali a volte persino inconfessabili.

Restano da decifrare le modalità con cui il presidente del consiglio Giordano, riuscirà a far coesistere le proprie passate denunce con i nuovi equilibri interni. 

Il fresco responsabile al bilancio Marotta, riesumato in modo del tutto inspiegabile da Pizza, rappresenterà un punto di riferimento costante e cruciale per l'amministrazione comunale.

L'ente si troverà quindi nella paradossale situazione di dover riporre la propria totale fiducia in un uomo attualmente sotto processo. 

Le vie dell'irrazionalità politica sono destinate a rimanere un mistero impenetrabile.

RDM

venerdì 3 luglio 2026

Avellino: Jurassic Park...

Gianluigi Marotta e Gianluca Festa

La nuova-vecchia compagine amministrativa si adegua perfettamente alle maestranze che il Commissario aveva allontanato per palesi motivi di affidabilità. 

L'amministrazione dimostra un profondo apprezzamento per l'operato di Laura Nargi e Gianluca Festa. 

Di conseguenza, un soggetto rinviato a giudizio nell'inchiesta denominata Dolce Vita insieme ad altri esponenti degli uffici e del Consiglio comunale, Gianluigi Marotta, riceve nuovamente l'incarico di gestire proprio il settore del bilancio che ha originato i suoi problemi giudiziari.

Questa decisione suscita profondo sconcerto. 

Pizza, nel suo ruolo di garante della legalità, non aveva alcun bisogno di sbeffeggiare la Procura della Repubblica. 

Avendo invece agito senza alcuna remora, le perplessità sulla vicenda aumentano e si consolidano. 

Le premesse per il tanto sbandierato rinnovamento politico si dissolvono rapidamente, a partire dalla composizione della squadra di governo e dai suoi esponenti.

Il Gattopardo in salsa avellinese si manifesta così in modo improvviso e sconcertante. 

Resta da capire se le motivazioni di tale scelta vadano ricercate nella calura estiva di questo periodo o in un imprevedibile gioco delle tre carte. 

In ogni caso, i presupposti attuali lasciano presagire il ritorno imminente, delle solite nubi pronte a riversare pioggia e a travolgere nuovamente la città.

Sarebbe stato auspicabile un intervento del primo cittadino volto a illustrare concretamente le ragioni di simili comportamenti. 

Al contrario, ogni decisione sembra essere assunta all'interno di stanze chiuse e improntate alla tristezza, con l'unico scopo di presentare alla cittadinanza un pacchetto già preconfezionato e immutabile.

RDM


giovedì 2 luglio 2026

Avellino: risanare le casse comunali è una priorità..!

 


La questione del campo sportivo sta assumendo contorni grotteschi a fronte di un problema che all'atto pratico, non sussiste. 

Risulta alquanto bizzarro il silenzio generale nei confronti del debito ingente che D'Agostino ha accumulato verso il Comune. 

Gli organi di informazione preferiscono concentrarsi sulla fattibilità dell'opera, piuttosto che sul recupero di una somma vitale per un ente in evidente affanno finanziario.

Certi personaggi non dovrebbero trovare spazio nel panorama politico cittadino. 

Si tratta di figure che si spostano da uno schieramento all'altro senza alcuno scrupolo, speculando su un elettorato ridotto alla miseria che ancora spera in un miracolo per ritrovare la dignità perduta. 

Nel frattempo, gli esponenti della destra si compiacciono per piccoli traguardi irrilevanti, impegnati nell'ennesima prova di forza interna alla loro presunta coalizione. 

Pionati, un redivivo della politica ormai prossimo alla scadenza, si adopera inspiegabilmente per ostacolare Martusciello. 

Dal canto suo, D'Agostino ostenta rispetto verso le Istituzioni, criticando però l'Agenzia delle Entrate e il convegno che comunque ha visto Piantedosi gestire  l'incontro senza interesse per l'assenza di Forza Italia.

Di fronte a soggetti simili, abituati a rapportarsi alle istituzioni solo tramite la logica del favoritismo personale, il Sindaco farebbe bene a mantenere le dovute distanze. 

È invece auspicabile che Pizza si concentri sui problemi concreti della città, a partire dalle politiche sociali e dal sostegno alle fasce più deboli della popolazione. 

Il primo cittadino deve proseguire lungo la linea tracciata in campagna elettorale, ignorando le lusinghe di chi tenta di avvolgerlo in una rete velenosa che presto si trasformerà in ricatti più o meno espliciti. 

La navigata esperienza dell'avvocato sarà sufficiente a respingere tali pressioni, e l'azione di denuncia contro ogni tentativo di coercizione, proseguirà senza alcun timore di ritorsioni.

RDM

mercoledì 1 luglio 2026

Avellino: Nello Pizza senza infingimenti sulle partecipate..!


La presa di coscienza che il Sindaco ha avuto della situazione Acs, carte alla mano, ha fatto sì che la salvezza di ventidue famiglie sia cosa fatta. 

Nello Pizza infatti, ha deciso di mantenere in essere la partecipata annullando di fatto la messa in liquidazione che il Commissario Perrotta aveva iniziato troppo frettolosamente. 

Nicola Giordano più volte durante l'amministrazione commissariale aveva osteggiato la decisione proprio per le stesse ragioni che Pizza ha fatto proprie. 

Ora che ci sarà anche l'incontro con la società catanese che detiene il contratto per i parcheggi, l'auspicio è che l'amministrazione continui questa volta il lavoro iniziato da Perrotta e liquidi la compagine siciliana. 

La gestione dei parcheggi e la manutenzione nella città sono da ripristinare nelle mani dei vigilini, i quali dovrebbero però occuparsi anche della pulizia e della manutenzione delle caditoie in primis oltre alle altre misure che il quotidiano impone per una città funzionante e vicina alla gente.

Intanto la valutazione dell'Agenzia delle Entrate del valore del Partenio ha chiarito una volta per tutte che il Comune, trovandosi finalmente in mani adeguate, non affronterà più le questioni patrimoniali con il piglio amicale che aveva contraddistinto i periodi Festa-Nargi. 

D'Agostino, incapace di trovare una quadra persino nella propria coalizione, come dimostra l'ultimo episodio con gli alleati a Montefredane, sponda Pionati, dovrà adesso ridimensionare le proprie pretese e magari mettere mano al portafoglio per risarcire l'ente comunale, in attesa da anni dei canoni mai pagati. 

Il Sindaco non potrà esimersi dal mettere in mora l'Us Avellino per il milione di euro, oltre interessi, che la società deve alle casse pubbliche. 

Sarebbe inconcepibile se la nuova amministrazione si comportasse come quelle precedenti. 

Pertanto D'Agostino, a prescindere da qualsiasi discorso futuro sul calcio locale, farebbe bene a iniziare a saldare i debiti, dato che il Comune ne ha urgenza assoluta e non può più aspettare nemmeno un'ora.

RDM

martedì 30 giugno 2026

Avellino: i meritevoli lo sono quasi sempre per "decreto"...

Francesco Pionati, Claudia Conte e Matteo Piantedosi...

La dignità politica viene acquisita esclusivamente tramite la visibilità, l’appartenenza o la saccenteria mediatica. 

Francesco Pionati, un illustre sconosciuto sul piano territoriale, ha improvvisamente preso in mano le redini del dibattito politico all’interno della destra, per spiegare che il ministro Matteo Piantedosi, noto più che altro per aver tradito la consorte, sarebbe diventato una risorsa imprescindibile.

Al contrario, la memoria storica lo colloca insieme a Laura Nargi, figura da lui persino ricevuta a Roma, dimostrando un'evidente incapacità di valutare lo spessore del personaggio.

Una miopia, del resto, già palesata in passato con l'ex fidanzata Conte.

La spocchia di individui di così scarsa valenza, che pretendono di ergersi a fari intellettuali dispensando perle di saggezza, risulta del tutto insopportabile. 

Come da copione, questi capibastone compaiono e svaniscono nel nulla non appena si aprono e si chiudono i seggi elettorali. 

La scena politica ne è zeppa, e ognuno di essi ha ampiamente dimostrato la propria totale inconsistenza nel servire la collettività. 

I consiglieri e gli assessori delle varie amministrazioni locali, non si vedono mai tra i cittadini per farsi carico delle loro reali esigenze e portarle all'interno delle istituzioni comunali.

Nonostante una simile condotta, questi personaggi riescono a conservare intatto il proprio vivaio elettorale, il quale, al momento del bisogno, non manca mai di confermare la loro poltrona nel consiglio comunale. 

Si assiste così a una sorta di prodigio per cui i soliti dinosauri della politica si ritrovano perennemente accomodati sugli scranni comunali, esibendo il piglio arrogante di chi si sente superiore e non teme nulla dalla vita.

Il corpo elettorale locale si distingue nettamente da quello salernitano, capace di travolgere chiunque pur di eleggere Enzo De Luca. 

Lo Sceriffo, al di là delle valutazioni personali, si farà anche gli affari propri, ma non manca di interessarsi a quelli della collettività. 

I filmati e le apparizioni televisive mostrano chiaramente come stia smantellando le piazze di spaccio per restituire gli spazi alla città.

Al contrario, sul territorio locale la prima azione dell'assessore Iacovacci, dopo una serie di dichiarazioni del tutto contraddittorie, è stata il ripristino delle deleterie zone a traffico limitato. 

Un provvedimento che blocca la città a totale beneficio di una minoranza, regalando al contempo enormi disagi ai residenti.

In questo scenario, Massimo Passaro non risulta gradito alla maggioranza, probabilmente perché rappresenta lo specchio dell'incapacità e del menefreghismo di chi dovrebbe invece prendere esempio dalle azioni dell'Avvocato. 

I problemi che questa storica sentinella sviscera quotidianamente dovrebbero pesare sulle coscienze di chi preferisce infischiarsene beatamente, spingendosi persino a denigrarlo, forti di una presunta abitudine a occuparsi di questioni ben più importanti, delle quali, tuttavia, sfugge del tutto la natura.

RDM

lunedì 29 giugno 2026

Avellino: l'invenzione delle spregiudicate Ztl ha fatto naufragare Nargi...

 

Il Centro Storico, sofferenza e disperazione per chi paga le tasse..!

L'amministratore dell'Alto Calore Alfonsina De Felice, ha mostrato un'improvvisa solerzia nell'assecondare i rimbrotti del magistrato fallimentare, il quale ha stigmatizzato quelle allegre gestioni societarie già ampiamente denunciate su queste colonne. 

Dal canto suo, l'ex gestore Antonello Lenzi, catapultato su una poltrona comoda dai soliti notabili Maurizio Petracca e Domenico Alaia, con la complicità dei primi cittadini sempre proni, ha provato a difendere l'indifendibile aggrappandosi a un presunto accordo territoriale.

È ormai evidente che la quasi totalità dei sindaci agisce come una truppa di soldatini telecomandati da una fazione politica che risponde a un unico padrone. 

Questo cieco servilismo riesce nella straordinaria impresa di danneggiare la collettività e gli stessi amministratori locali, sacrificati sull'altare dell'obbedienza cieca ai superiori di turno. 

Emblematico è il crollo di Rizieri Buonopane, di cui non si intende certo tessere l'elogio per la passata e discutibile gestione del potere, ma di cui va condannato il brutale metodo di estromissione. 

La realtà attuale dimostra che le poltrone tremano per chiunque e l'efficienza non rappresenta più un criterio di sopravvivenza.

Per cui non vorremmo che il sindaco Pizza debba temere di spostare equilibri consolidati delle Ztl, che si presentano ancora più invasive con i tavoli dei ristoranti sulla sede stradale di Corso Umberto I°.

Ci chiediamo se poi l'accesso delle ambulanze o delle Forze dell'Ordine debba essere penalizzato, in virtù di un'occupazione proditoria della città da parte di una minoranza rumorosa e scevra da attitudini educate.

RDM