Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

sabato 12 settembre 2026

Avellino: l'Irpinia ribelle si dibatte fra terra e pale eoliche..!




L'Alta Irpinia affronta una massiccia proliferazione di impianti di energia rinnovabile, che la ricerca Green VS Green condotta da Antonio Sibilia dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, evidenzia come un processo speculativo ed estrattivo. 

Tale fenomeno devitalizza l'economia agricola locale, devasta il paesaggio e calpesta i diritti delle comunità rurali.

Nonostante la Regione Campania avesse già riconosciuto la saturazione del territorio nel 2016 con la Delibera di Giunta n. 533 e il Decreto Dirigenziale n. 442, si intende procedere con ulteriori progetti.

I sistemi di accumulo BESS nel Formicoso presentano gravi rischi per la sicurezza e l'ambiente. 

Una singola cella difettosa o surriscaldata può innescare un incendio devastante ed esplosioni difficili da domare. 

Durante questi incidenti si rischia il rilascio di gas altamente tossici nell'aria, e la fuoriuscita di sostanze chimiche o metalli pesanti, che possono contaminare il suolo e le falde acquifere. 

Inoltre, l'attività continua dei sistemi di raffreddamento, genera inquinamento acustico permanente e calore, mentre l'installazione delle strutture comporta un pesante consumo di suolo a scapito dell'agricoltura e del paesaggio.

L'uso del principio di pubblica utilità sancito dal D.M. 10/09/2010 e dal D.Lgs. 190/2024 appare distorto, poiché travolge le tutele costituzionali dell'ambiente, del suolo agricolo, della salute e della prevenzione del dissesto idrogeologico. 

Più di tremila espropri coatti sottraggono terre fertili agli agricoltori locali a solo vantaggio di gruppi finanziari privati.

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Avellino: distanti dalla gente, vicini al potere: il paradosso dei politici assenti..!

 


Livio Petitto, noto per i suoi frequenti cambi di schieramento, da tempo tace e non interviene su questioni cruciali come la stazione ferroviaria o il centro per l'autismo, finalmente attivo dopo un'attesa lunga vent'anni. 

L'esponente politico torna tuttavia a far parlare di sé, esprimendo aperto dissenso nei confronti dell'ennesima conferma di Fulvio Martusciello alla guida regionale del partito.

A Petitto converrebbe osservare meglio quanto gli accade intorno, poiché la grande quantità di consensi che continua a raccogliere, a prescindere dai suoi percorsi tortuosi, non è sufficiente a contrastare i reali equilibri interni di Forza Italia.

Considerando ormai la parabola conclusiva della creatura politica fondata da Silvio Berlusconi, per un politico con le sue inclinazioni sarebbe il momento opportuno per pianificare un nuovo salto verso altri lidi, magari riavvicinandosi all'ex alleato oggi a processo tra le fila di Fratelli d'Italia.

Certi individui continuano a beneficiare di un ampio riconoscimento, nonostante la loro totale estraneità al territorio di riferimento. 

La propaganda politica di tali figure si regge unicamente sul soddisfacimento dei propri tornaconti personali, a completo scapito del bene comune. 

Questa evidente dinamica allontana dalla vita pubblica e dalle sedi del potere spicciolo, chiunque nutra aspettative ben diverse dall'impegno civile. 

Risulta quindi del tutto naturale, per esempio, l'abbandono delle politiche sociali, la cui paralisi non suscita alcun interesse poiché gli ultimi vengono liquidati come semplici falliti meritevoli del proprio destino.

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venerdì 11 settembre 2026

Avellino: l'oppio del circo cittadino tra veleni reali e distrazioni di massa..!

 



Risulta difficile, se non del tutto impossibile, penetrare nelle dinamiche di un piccolo centro urbano privo di cultura generale, che continua a rigenerarsi facendo leva su aspettative squallide, capaci comunque di suscitare un diffuso e incomprensibile interesse.

Nel frattempo, le esalazioni tossiche e i roghi che avvelenano la città restano impuniti, senza che alcuna istituzione intervenga per stroncare un'abitudine incivile. 

Tale malcostume si è rafforzato nel tempo, proprio a causa della sistematica accondiscendenza di chi avrebbe dovuto agire con serietà e rigore morale. 

Di conseguenza, l'attenzione finisce per ripiegare sul solito teatrino dello stadio, utile unicamente ad alimentare le consuete mire elettorali.

L'insopportabile arroganza degli amministratori locali, trova perfetto riscontro in una catena di dichiarazioni che si annullano a vicenda. 

Ogni affermazione perde di validità nel giro di ventiquattr'ore. 

Il sindaco Pizza annuncia con toni stizziti le proprie decisioni sulla fattibilità di un'opera del tutto irrilevante, preziosa soltanto per chi sceglie di ignorare le tragedie e il degrado reale.

Ma è come se si parlasse addosso, D'Agostino torna alla carica e il solito Festa gli dà una mano.

Ormai l'indifferenza domina sovrana e nulla riesce più a scuotere le coscienze, siano esse le devastazioni a Gaza, le tensioni in Iran o la sorte dei poveri animali sacrificati per una ricerca discutibile e priva di etica. 

Per non parlare del dolore dei propri simili. 

Si preferisce quindi stendere un velo con il solito concertone di piazza, le partite di calcio o qualche altro diversivo di poca sostanza, perfetto per distrarre una collettività che ha ormai smarrito qualsiasi dimensione interiore.

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giovedì 10 settembre 2026

Avellino: ombrelloni di stoffa e fumi tossici, la resa di una città senza visione politica..!



La proposta avanzata da Gino Iannace prevede lo studio dei punti urbani maggiormente esposti al sole, per installarvi teli di stoffa ad un'altezza adeguata, creando così zone d'ombra sul modello di quanto avviene da tempo in Spagna. 

L'idea di coprire piazze e vie con dei velari per contrastare l'accumulo di calore, appare come un maldestro tentativo di mostrare competenza, da parte di chi dimostra scarsa comprensione della materia.

Il consigliere in questione, giunto in carica facendo leva sulla visibilità del fratello oncologo e sulle relative marce rosa, farebbe meglio ad defilarsi o quantomeno a documentarsi prima di formulare simili soluzioni. 

Dopo aver subito la devastazione del patrimonio arboreo cittadino, partendo da Galasso e Foti per finire al gatto e la volpe, con interventi poco trasparenti che lasciano spazio a pesanti sospetti, il sedicente esperto di urbanistica propone ora teli e coperture per la città, mentre altri ipotizzano persino di convertire biblioteche e spazi pubblici in rifugi climatizzati per l'emergenza calore.

Occorre ribadire che la piantumazione di alberi, la creazione di parchi e la realizzazione di corridoi verdi rappresentano gli unici strumenti naturali ed efficaci per ridurre le temperature urbanistiche. 

L'ipotesi di allestire centri di emergenza temporanei, appare del tutto fuori luogo per una realtà che non condivide le condizioni estreme del Sahara o di un'isola del Pacifico, priva di vegetazione e risorse idriche.

La gestione amministrativa della città appare affidata a una compagine di improvvisati, che cerca di tirare a campare, proponendo iniziative sconcertanti e prive di visione. 

Il sindaco Pizza dovrebbe assumere direttamente il controllo della situazione, per fermare la sequenza di figuracce rimediate dai propri assessori. 

Il capoluogo si trova già ai vertici nazionali per vivibilità ridotta, degrado e clima di sfiducia diffusa; 

occorrerebbe uno scatto di responsabilità per evitare di sprofondare ulteriormente.

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mercoledì 9 settembre 2026

Avellino: la ricerca del salvatore e la rassegnazione civica, il declino morale di Avellino..!

 

Gli abitanti di Avellino non abbandonano mai una passione viscerale e acritica, persino a costo di danneggiare sé stessi. 

La difesa della giunta Pizza passa attraverso l'idea che nessuno, nemmeno una figura divina, potrebbe risanare criticità tanto radicate. 

Questo tipo di paragone finisce per giustificare qualsiasi incapacità amministrativa; 

eppure non servì a salvare Cipriano agli occhi di Gianluca Festa, pronto invece a denunciare lo scandalo dei fondi regionali,  duecentocinquantamila euro, utilizzati per il Ferragosto.

Ogni comunità ottiene i governanti che si merita e, dopo il susseguirsi di gestioni discutibili come quelle del gatto e la volpe, passando per Foti e Galasso, le lamentele appaiono fuori luogo. 

Diventa inevitabile che gli alloggi popolari rimangano negati a chi li attende da quattro decenni, e che i servizi sociali ignorino le situazioni di disperazione più estreme. 

Resta da capire come la stessa opinione pubblica, oggi indulgente verso i ritardi della nuova amministrazione, spiegasse l'operato di Gianluca Festa nell'impostare un assetto fallimentare destinato a prolungarsi nel tempo.

L'ex primo cittadino, prossimo ad affrontare un procedimento giudiziario, si erge a guida morale altrui. 

Invece di imparare dagli errori del passato, porta avanti una costante propaganda politica, sbandierando necessità che suonano come un insulto verso chi vive nel disagio e nella disperazione. 

Pretende di porre in discussione la questione relativa al settore della tifoseria organizzata, un'iniziativa bizzarra che urta profondamente il senso comune.

Tuttavia, non è l'unico a ritenere che l'impianto sportivo rimanga il principale bacino di consenso, capace di sovrastare qualsiasi richiesta d'aiuto, ogni lacuna nei servizi di assistenza sociale o la drammatica presenza di persone lasciate a se stesse lungo le strade.

La questione centrale risiede nelle coscienze individuali, troppo spesso arroccate sulle solite abitudini, invece di pretendere il rispetto delle regole e della dignità personale, finendo per delegare tutto a chi promette di tutelare diritti altrimenti ignorati dalle istituzioni. 

Francesco Emilio Borrelli si è ritrovato ad accollarsi le funzioni di primi cittadini, vigili urbani, forze dell'ordine e Guardia di Finanza. 

La popolazione finisce per rivolgersi a lui come a una sorta di supereroe d'altri tempi, scordando che la strada corretta resta quella dei canali giudiziari, e non la costante ricerca di un salvatore a cui scaricare i propri problemi.

Anche Avellino figura nella lista e, anziché protestare con decisione davanti al comune e alla giunta, preferisce invocare l'aiuto di Borrelli, sperando in una soluzione immediata per le questioni del fiume Fenestrelle. 

Un atteggiamento rinunciatario e privo di coraggio ha ormai sostituito la determinazione di un tempo, trasformando il carattere di una comunità in una passività sconcertante.

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martedì 8 settembre 2026

Avellino: le aule giudiziarie sono le prerogative che caratterizzano il Comune..!

 


Gianluca Festa continua a regalare debiti e figuracce al comune. 

La Cassazione ha dichiarato del tutto valido il concorso superato al primo posto da Raffaele D'Elia. 

I giudici del lavoro sono ora chiamati a esprimersi sulla nuova richiesta del dottore, il quale ha rinunciato al reintegro optando per un risarcimento di ottocento mila euro a titolo di mancato guadagno accumulato negli anni. 

Una scelta comprensibile alla luce dei trascorsi con le passate amministrazioni e di fronte a quella attuale, percepita come lenta e persino abulica, chiedere di tornare a lavorarci sarebbe una vera follia.

Il sindaco, pur essendo perfettamente al corrente dei fatti, insiste nel riporre fiducia in Rodolfo De Rosa, scoperto nel napoletano da Gianluca Festa, e nominato a suo tempo, in modo del tutto inopportuno al posto dell'avente diritto.

Si tratta di una logica gestionale del tutto indecifrabile, visto che persino Gianluigi Marotta, nonostante i procedimenti giudiziari in cui risulta coinvolto, rimane ben saldo al proprio posto. 

La sicurezza ha tante sfaccettature e se quella fisica pare già un'utopia, quella amministrativa non determina alcuna tranquillità.

La città aveva chiaramente espresso il desiderio di una storia diversa, ma l'obiettivo appare ancora ben lontano, e la composizione della giunta ne costituisce la perfetta conferma.

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lunedì 7 settembre 2026

Avellino: la storia resta uguale e forse anche peggio..!

 


La miseria di questo piccolo centro periferico campano, emerge chiaramente dall'atteggiamento dei sostenitori dei politici locali. 

L'area più oscura della natura umana si manifesta vergognosamente, nel voler difendere a tutti i costi la validità delle proprie convinzioni, senza offrire argomentazioni concrete. 

Si preferisce insultare chiunque cerchi di denunciare gli abusi, le inefficienze e la superficialità, a prescindere dal partito o dal gruppo di appartenenza.

A pagare il prezzo di queste storiche arroganze è costantemente la società civile. 

Nel tempo la cittadinanza ha dovuto subire prima i sostenitori della corrente festiana, poi quelli della fazione nargiana e infine i seguaci di questa pizziana. 

Nessuno sembra tuttavia rendersi conto, che questo meccanismo finisce per danneggiare unicamente l'intera comunità.

Gli opportunisti al servizio delle varie fazioni di turno, dimostrano di non avere a cuore altro che il proprio tornaconto personale. 

Si tratta di un guadagno degradante che ricorda le logiche di stampo mafioso o camorristico, con l'unica differenza che questi individui sperano di ottenere un potere prevaricatore a costo zero, senza correre il rischio della prigione o della vita.

Massimo Passaro disturba i potenti di turno, i quali, talvolta in modo persino inconsapevole, mobilitano i propri sostenitori. 

Questi ultimi, preoccupati dalla possibilità di vedere compromessi vantaggi e posizioni di comodo, cercano di intimidire gli avversari facendo ricorso a insulti e offese.

La menzogna è ormai diventata l'elemento centrale della vita politica contemporanea, una dinamica chiaramente visibile con l'attuale esecutivo nazionale. 

Giorgia Meloni, figura emersa dalla periferia romana, adotta un comportamento che, contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere verso chi condivide le sue stesse origini, finisce per penalizzare le fasce più deboli e mortificare chi si trova in stato di necessità.

L'incapacità dell'amministrazione locale di fissare priorità chiare, la porta a procedere senza una direzione precisa, mentre le iniziative di Massimo Passaro e di chiunque metta in luce tali sbandamenti, dovrebbero ricevere apprezzamenti piuttosto che essere oggetto di banali ed errate interpretazioni.

Progetti come quelli dedicati allo stadio, la concessione della struttura nota come cubo alle organizzazioni sindacali, e la gestione del centro Samantha Della Porta, appaiono come scelte prive di senso che celano motivazioni poco trasparenti, con conseguenze dirette a danno dell'intera collettività. 

A questo quadro si aggiunge la permanenza nei propri ruoli, di dirigenti attualmente coinvolti in vicende giudiziarie o comunque prossimi a esserlo.

L'episodio verificatosi in piazza Kennedy rappresenta soltanto uno dei numerosi eventi che continuano a interessare la zona, di fronte ai quali le forze dell'ordine e la Questura sembrano evitare di affrontare concretamente il problema. 

La gravità maggiore risiede tuttavia, nell'operato di chi amministra la città con una scarsa conoscenza della realtà quotidiana.

La polizia municipale appare costantemente assente dalle aree critiche, concentrando le proprie presenze lungo Corso Vittorio Emanuele, mentre via Dante, ormai trasformata in strada a senso unico, vede soltanto una saltuaria vigilanza a termine. 

Risulta sconcertante che solo Massimo Passaro rilevi la gravità di tali situazioni, a fronte di assessori e consiglieri che continuano a ricoprire ruoli senza dimostrare alcun merito reale.

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