Il Paragnosta..!
Il paragone tra l'ex sindaco e certi vertici della politica nazionale, appare calzante nell'uso di una retorica che dispensa promesse senza alcun limite di realismo.
Sembra quasi di riascoltare i versi de L'anno che verrà, di Lucio Dalla, sarà tre volte Natale, e festa tutto il giorno...i muti potranno parlare e i sordi già lo fanno...
Silenzi che diventano parole e divieti che svaniscono nel nulla.
Un delirio narrativo composto da una stratificazione di menzogne che ha caratterizzato l'intera esperienza amministrativa;
ma che oggi fatica a reggere l'impatto con la realtà.
Il tempo degli asini che volano sembra giunto al termine, poiché il meccanismo è stato ormai smascherato con brutale chiarezza.
In un contesto come quello avellinese, la gestione del proprio bacino di voti segue logiche che poco hanno a che fare con il bene comune.
Nessuno chiede realmente ai candidati un piano strutturato per il sociale o per il benessere della comunità.
L'interesse dell'elettore medio si concentra esclusivamente sul beneficio personale, che si tratti di un trasferimento, di un incarico o di una promessa di assunzione.
Questo sistema clientelare è il terreno fertile su cui è cresciuta un'amministrazione che oggi deve rispondere di accuse pesantissime.
Ciò che è emerso dalle indagini della Procura costituisce l'unico dato oggettivo e attendibile per valutare la passata gestione.
Nonostante ciò, si assiste ai tentativi di alcuni esponenti della Curia avellinese, più o meno influenti, di accreditare versioni dei fatti differenti, quasi fossero destinatari di una qualche illuminazione superiore.
Questi interventi divini a favore della vecchia guardia amministrativa non possono cancellare la realtà dei fatti.
Avellino è stata governata attraverso una narco-propaganda che ha privilegiato lo spettacolo e il piacere personale, al posto della cura per i fragili e dell'integrità gestionale.
La pretesa di saperne più della magistratura, ostentata da certi ambienti ecclesiastici, appare solo come l'ultimo maldestro tentativo di difendere un sistema di potere ormai al tramonto.
RDM



