Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

giovedì 21 maggio 2026

Avellino deve scegliere fra impresentabili e un professionista per bene..!

 

A volte ritornano

La decisione di Nello Pizza di sottrarsi al confronto televisivo con Gianluca Festa e Laura Nargi, risponde alla precisa volontà di marcare una netta distanza da due figure già gravate da pesantissime accuse penali. 

La reazione dei due ex alleati è stata segnata da un forte nervosismo; 

in particolare, la candidata alla carica di sindaco ha manifestato una prevedibile indignazione, definendo l'assenza dell'avversario un evento senza precedenti nella storia politica locale.

Risulta sempre più faticoso argomentare di fronte alle continue mistificazioni della realtà, che i due esponenti della vecchia amministrazione si affannano a diffondere. 

Nello Pizza

Specialmente nei giorni in cui la Commissione parlamentare Antimafia ha inserito ufficialmente Gianluca Festa e altri quattro candidati delle loro liste, nell'elenco degli impresentabili. 

Di fronte a un simile pronunciamento istituzionale, la sfrontatezza politica dovrebbe cedere il passo alla dignità personale, ma l'antologia di promesse irrealizzabili e di atteggiamenti istrionici offerta in questi anni, conferma la totale assenza di senso del limite.

Anche i tentativi di giustificare le palesi irregolarità burocratiche sfociano nel ridicolo. 

La spiegazione fornita in merito alla scelta del foro di Catania all'interno del bando per l'affidamento dei parcheggi, è stata liquidata con estrema superficialità dall'ex sindaco, il quale ha sostenuto che si tratterebbe di una normale prassi amministrativa. 

Al contrario, la normativa vigente impone regole profondamente diverse, come ha platealmente evidenziato lo stesso Pizza, confermando l'anomalia di una gara strutturata su misura per il soggetto privato.

L'elettorato cittadino si trova ora di fronte a un bivio morale, e non può continuare ad assecondare questo declino istituzionale. 

Festa e Nargi non meritano la fiducia della comunità e chi sceglie di schierarsi al loro fianco, dimostra di condividere la medesima impostazione etica e culturale, basata sulla rimozione della legalità e sul disprezzo per le regole fondamentali della convivenza civile.

RDM

mercoledì 20 maggio 2026

Avellino: Nello Pizza, il candidato distante da Il Gatto e la Volpe..!



L'esternalizzazione della gestione dei parcheggi ad Avellino rappresenta una scelta amministrativa deleteria, le cui conseguenze negative emergono oggi con estrema lucidità. 

Così descrive Nicola Giordano l'azione di controllo all'interno del Consiglio Comunale, che aveva già ampiamente denunciato una strategia fallimentare. 

Questa ha finito per indebolire l'Azienda Città Servizi e per mettere a serio rischio la natura pubblica, di un servizio strategico per l'intera comunità.

I fatti smentiscono qualsiasi tentativo odierno di riscrivere la realtà di quella gestione. 

La decisione di affidare la sosta ai privati ha progressivamente svuotato l'azienda pubblica delle sue funzioni principali, lasciandola priva di bilanci approvati, continua Giordano, e senza alcuna ricapitalizzazione; 

fino a condurla inevitabilmente, alla liquidazione senza che vi fosse un reale dibattito pubblico sul destino dei lavoratori e dei servizi.

Quando la giunta guidata da Gianluca Festa decise di procedere con l'affidamento ai privati, persino l'Autorità Nazionale Anticorruzione sollevò pesanti criticità sulla convenzione proposta. 

Nonostante i rilievi ufficiali dell'organo di controllo, aggiunge l'ex consigliere Pd, l'amministrazione scelse inspiegabilmente di tirare dritto, sottoscrivendo un accordo totalmente sbilanciato a favore degli interessi dei soggetti privati.

L'idea di città che emerge da quella stagione politica, si basa su un modello in cui i cittadini vengono vessati a beneficio del profitto di pochi, anziché poter usufruire di servizi gestiti nell'interesse della collettività. 

Per questa ragione, la vera priorità amministrativa deve rimanere la salvaguardia della gestione pubblica, l'assoluta garanzia della trasparenza e la piena tutela dei livelli occupazionali, offrendo un'alternativa concreta a un sistema che ha trasformato i beni comuni in occasioni di speculazione.

RDM

martedì 19 maggio 2026

Avellino: un elettorato incosciente continua la propria dedizione alla clientela più feroce..!

 


Il Paragnosta..!

Il paragone tra l'ex sindaco e certi vertici della politica nazionale, appare calzante nell'uso di una retorica che dispensa promesse senza alcun limite di realismo. 

Sembra quasi di riascoltare i versi de L'anno che verrà, di Lucio Dalla, sarà tre volte Natale, e festa tutto il giorno...i muti potranno parlare e i sordi già lo fanno...

Silenzi che diventano parole e divieti che svaniscono nel nulla. 

Un delirio narrativo composto da una stratificazione di menzogne che ha caratterizzato l'intera esperienza amministrativa; 

ma che oggi fatica a reggere l'impatto con la realtà. 

Il tempo degli asini che volano sembra giunto al termine, poiché il meccanismo è stato ormai smascherato con brutale chiarezza.

In un contesto come quello avellinese, la gestione del proprio bacino di voti segue logiche che poco hanno a che fare con il bene comune.

Nessuno chiede realmente ai candidati un piano strutturato per il sociale o per il benessere della comunità.

L'interesse dell'elettore medio si concentra esclusivamente sul beneficio personale, che si tratti di un trasferimento, di un incarico o di una promessa di assunzione.

Questo sistema clientelare è il terreno fertile su cui è cresciuta un'amministrazione che oggi deve rispondere di accuse pesantissime.

Ciò che è emerso dalle indagini della Procura costituisce l'unico dato oggettivo e attendibile per valutare la passata gestione.

Nonostante ciò, si assiste ai tentativi di alcuni esponenti della Curia avellinese, più o meno influenti, di accreditare versioni dei fatti differenti, quasi fossero destinatari di una qualche illuminazione superiore.

Questi interventi divini a favore della vecchia guardia amministrativa non possono cancellare la realtà dei fatti. 

Avellino è stata governata attraverso una narco-propaganda che ha privilegiato lo spettacolo e il piacere personale, al posto della cura per i fragili e dell'integrità gestionale. 

La pretesa di saperne più della magistratura, ostentata da certi ambienti ecclesiastici, appare solo come l'ultimo maldestro tentativo di difendere un sistema di potere ormai al tramonto.

RDM

lunedì 18 maggio 2026

Avellino: i pozzi restano avvelenati e l'indignazione latita..!

 


Il tentativo di Gianfranco Rotondi di recuperare una credibilità politica appare tardivo e scarsamente convincente. 

La parabola dell'eterno parlamentare, la cui attività nelle aule romane è stata storicamente percepita come distante dalle concrete battaglie del territorio, non brilla certo per affidabilità. 

Eppure, il deputato ha ritenuto opportuno prendere la parola alla Camera, per perorare la causa dei familiari dell'ennesima vittima, la trentasettesima, per avvelenamento da amianto all'Isochimica di Pianodardine.

Risulta singolare che un esponente di spicco della maggioranza debba sollecitare pubblicamente, il proprio Presidente del Consiglio per un dossier, che dovrebbe invece trovare risposte concrete, nei corridoi del potere romano. 

L'iniziativa assume i contorni di una mera operazione pubblicitaria, utile a ridipingere un curriculum politico, ormai sbiadito agli occhi dell'opinione pubblica, puntando su un intervento dall'efficacia nulla ma dal sicuro impatto emotivo.

In questo palcoscenico di scelte drammatiche, il parlamentare non poteva certo esimersi dal recitare la propria parte;

specialmente dopo aver espresso vicinanza a Gianluca Festa e Laura Nargi, all'indomani delle prime pesanti contestazioni per associazione a delinquere, delegittimando di fatto l'azione della Procura.

Le dinamiche della politica cittadina sembrano aver smarrito ogni parametro di logica e legalità.

L'avallo politico a figure sotto inchiesta per reati gravi, contribuisce a normalizzare condotte che dovrebbero invece, incontrare una ferma condanna istituzionale. 

Il ruolo più sconcertante viene giocato da quegli ambienti ecclesiastici che si sono assunti il compito di riabilitare e traghettare la vecchia dirigenza, verso una presunta rispettabilità, calpestando le leggi dello Stato e la dignità dei cittadini onesti.

La rimozione delle regole e della legittimità è divenuta un metodo di vita accettato, dove i conflitti di interesse e le tutele delle tifoserie prevalgono sul bene comune.

Il capoluogo si conferma così un laboratorio dell'incomprensibile, in cui il dramma storico degli operai dell'Isochimica viene strumentalizzato per scopi elettorali.

Ma i veri nodi del malaffare e della commistione tra poteri forti e istituzioni religiose, vengono sistematicamente ignorati o giustificati in nome della conservazione del potere.

RDM

sabato 16 maggio 2026

Avellino: due commissariamenti a ripetizione non bastano a una città senz'anima..!

 



Nonostante il mandato a termine, l'operato del Commissario Perrotta può essere considerato positivo, sebbene una visione più autentica delle criticità locali, sarebbe stata possibile attraverso un confronto diretto con le realtà associative che vivono quotidianamente il disagio del territorio. 

Troppe sigle esistono solo sulla carta o per auto-conservazione, ma ignorare chi ha trasformato l'impegno civile in una missione di vita appare un limite quasi patologico.

Ascoltare una figura come Massimo Passaro sarebbe stato un atto di rispetto verso la comunità e verso un lavoro di denuncia che, sebbene brutale nel modo in cui espone la realtà, disturba solo chi è immerso in una pervicace indifferenza. 

Il costante bombardamento di informazioni che il rappresentante de I Cittadini in Movimento attua tramite video e interventi digitali, svolge una funzione sociale preziosa, mirata a scuotere un'opinione pubblica assopita. 

Si tratta di un'opera edificante che la miseria umana, purtroppo, non riesce nemmeno a scorgere.

La dedizione nel far emergere le brutture e le disfunzioni amministrative non dovrebbe essere vissuta come un fastidio, bensì come uno stimolo per chiunque sia chiamato a gestire la cosa pubblica, anche se per un breve periodo. 

Evitare il confronto con chi presidia il territorio con tale tenacia, significa privarsi di una bussola fondamentale per orientarsi tra i bisogni reali dei cittadini.

RDM

venerdì 15 maggio 2026

Avellino: la caparbia con cui Festa desidera il seggio alto del Comune, è già una risposta..!

 



La convinzione di Gianluca Festa di rappresentare, insieme ai suoi candidati, il meglio che la città possa offrire, stride violentemente con una realtà amministrativa consegnata al commissariamento.

E un orizzonte giudiziario che vede l'ex sindaco affrontare un processo con accuse pesantissime, dall'associazione a delinquere alla corruzione. 

La sua narrazione di sindaco del fare, basata su una politica dell'apparenza fatta di eventi e visibilità, sembra aver attecchito in quella parte di cittadinanza che preferisce ignorare la gravità dei fatti contestati.

Cercare di comprendere la ratio che spinge ancora molti cittadini ad applaudire Festa nonostante il rischio di una condanna penale, significa analizzare alcuni meccanismi consolidati.

Per anni, l'amministrazione ha puntato su una spettacolarizzazione continua  con feste, manifestazioni, Eurochocolate, che ha agito come un anestetico sociale, nascondendo dietro le luci degli eventi il declino dei servizi essenziali e la desertificazione commerciale.

L'utilizzo di liste civiche ha permesso di svincolarsi dalle responsabilità dei partiti tradizionali, creando un legame diretto e quasi fideistico tra il leader e il suo elettorato, basato più sull'affetto e sulla stima personale che su un programma concreto.

Una parte dell'elettorato identifica la rapidità degli affidamenti diretti e l'organizzazione di grandi eventi, come prova di capacità gestionale, ignorando o fingendo di farlo, che proprio quel sistema è oggi sotto la lente della magistratura per irregolarità negli appalti e nei concorsi pubblici.

Festa ha cavalcato la vicenda giudiziaria presentandosi come un martire perseguitato, una tesi di parte che mira a politizzare il processo, per trasformare l'appuntamento elettorale in un referendum sulla sua persona anziché sul suo operato.

Mentre l'ex sindaco affronterà il giudizio immediato a partire dal settembre 2026, rinunciando ai riti alternativi per cercare una completa assoluzione, la città resta ostaggio di una spaccatura morale. 

Chi lo sostiene sembra voler premiare quella vacuità amministrativa che ha privilegiato la movida a discapito della trasparenza, scambiando la spregiudicatezza per competenza e le promesse elettorali per fatti compiuti.

RDM

giovedì 14 maggio 2026

Avellino: è il momento di estromettere il passato dal Comune..!

 



Il chiacchiericcio nei locali pubblici e lungo le strade cittadine si è ormai trasformato in un coro di scherno rivolto alla spregiudicatezza di Gianluca Festa. 

La diffusione di un opuscolo multipagina, in cui l'ex sindaco illustra le ragioni per le quali la cittadinanza dovrebbe rinnovargli la fiducia senza esitazione, è divenuta oggetto di aperto dileggio. 

Resta il dubbio se tale iniziativa sia frutto di un temerario coraggio o della persistenza in quella dimensione rarefatta, lontana dalla realtà, che gli veniva contestata già otto anni or sono.

All'epoca, Festa, Angelo D'Agostino e Laura Nargi costituivano una sorta di allegra brigata, intenta a confezionare un programma di governo cittadino su misura per le proprie ambizioni. 

I tre figuravano come una compagine affiatata con piani ben precisi: la progressiva eliminazione del mercato per non intralciare il parco di via De Gasperi e l'organizzazione seriale di premi e festeggiamenti. 

Questa strategia, attuata con ritmo serrato, mirava chiaramente a produrre una narcosi collettiva, colpendo le menti più fragili e meno avvezze all'analisi critica della gestione pubblica.

L'autoproclamato re delle periferie è stato più volte contestato per la disinvoltura con cui prometteva interventi radicali, volti a risanare le zone più depresse della città. 

Tali proclami non hanno mai trovato riscontro nei fatti; 

al contrario, si ricorda un episodio in cui l'ex sindaco sfiorò lo scontro fisico con un residente, che si era ritrovato l'abitazione invasa dall'acqua dopo un violento acquazzone.

Il testimone di questa narrazione illusoria è stato ora raccolto dall'ex amica e fidata collaboratrice, la quale propone un nuovo libro dei sogni destinato a svanire rapidamente. 

Tra le proposte spicca l'idea di tenere le sedute del Consiglio comunale nelle periferie almeno una volta al mese, assicurando che ogni lamentela o allarme verrà messo nero su bianco, con il rischio concreto che tali segnalazioni restino poi lettera morta per sempre.

Laura Nargi appare per certi versi ancor più discutibile di Gianluca Festa. 

Se quest'ultimo agisce palesemente secondo la propria natura e viene scelto da un elettorato che spera in una qualche forma di ricompensa, la candidata, eletta originariamente proprio grazie ai voti festiani, tenta ora di dissimulare la propria identità.

Nonostante frequenti le stanze del Comune dal 2013, non ha mai dato prova di una illuminata capacità amministrativa.

Emblematico resta il mancato annullamento del conflitto d'interessi riguardante il padre, Aldo Nargi, che risulterebbe ancora alla guida del Rubilli, una partecipata comunale. 

Perfino durante le sedute consiliari dell'anno precedente al commissariamento, Antonio Gengaro ha sollecitato più volte, ma senza alcun esito, l'esautorazione del genitore per porre fine a questa anomalia gestionale.

RDM