Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

mercoledì 25 marzo 2026

Avellino: distruggere l'etica è la liberazione finale dell'illecito..!


Elly Schlein e Antonio Gengaro

Il panorama politico locale si trasforma in un palcoscenico dove Laura Nargi esercita una forza attrattiva superiore a quella dei tradizionali carri di buoi, mentre Fulvio Martusciello mette in scena un teatrino stucchevole. 

Il segretario regionale di Forza Italia sembra non voler mancare l'appuntamento con il nulla assoluto amministrativo, conducendo una strategia che rischia di polverizzare una destra già vacillante. 

Seguendo il metodo Meloni, la tutela degli amici e dei parenti stretti prevale su ogni denuncia o processo, confermando una gestione del potere basata su fedeltà personali piuttosto che sul merito.

In questo contesto spicca la figura di Antonio Gengaro, incapace di piegarsi alla falsità che caratterizza i troppi pseudo politici pronti a saccheggiare un territorio già martoriato. 

Al contrario, Walter Giordano appare come l'ennesimo coniglio estratto dal cilindro di Maurizio Petracca, il quale non perde occasione per marcare il territorio e ostentare un potere solitario, degno erede delle lezioni del Ciriaco di Nusco. 

La traiettoria di Giordano, legata a logiche imprenditoriali cimiteriali, non ha alcuno storico di impegno civile per la comunità, eppure oggi viene presentato come la soluzione miracolosa a ogni criticità cittadina.

Gengaro non arretra e affronta la situazione con una regalità dialettica che destabilizza chi è abituato a muoversi tra i sotterfugi del dire e non dire. 

Il rifiuto delle primarie da parte del Partito Democratico e della destra palesa il timore del verdetto popolare e della democrazia reale. 

Sia in via Tagliamento sia tra i parlamentari invaghiti della destra, prevale la volontà di distruggere ogni alternativa, pur di affermare una forza muscolare che ignora il bene collettivo.

RDM



martedì 24 marzo 2026

Avellino: si assiste al trionfo di una doppia morale che adatta i principi alla convenienza del momento..!

 

Il pecorame fa da cornice..!

L'attuale scenario politico italiano si configura come un teatro dell'assurdo, dove la coerenza è un reperto archeologico e l'interesse personale l'unica bussola superstite. 

In questa nazione ridotta a un ammasso di fazioni contrapposte, le differenze ideologiche sono evaporate per lasciare spazio a un utilitarismo becero, in cui il singolo sceglie la coalizione più funzionale alle proprie necessità immediate, ignorando sistematicamente il concetto di comunità.

Il panorama governativo offre esempi lampanti di questo trasformismo morale. 

Figure come Daniela Santanchè, Montaruli e lo stesso Del Mastro, padre dell'attuale tentativo di riforma, restano saldamente ancorate alla poltrona, nonostante in passato abbiano preteso dimissioni altrui per mancanze veniali. 

Allo stesso modo, Giorgia Meloni è approdata a un garantismo esasperato e quasi patologico, ora che l'azione giudiziaria lambisce i membri del proprio esecutivo o i circoli a esso più vicini. 

Si assiste al trionfo di una doppia morale che adatta i principi alla convenienza del momento.

Ad Avellino, la situazione degenera in una farsa grottesca. 

I sostenitori del governo locale e nazionale si sentono obbligati a votare secondo ordini superiori, convinti che l'obbedienza cieca sia l'unico certificato di appartenenza politica. 

Tale approccio evidenzia una preoccupante atrofia intellettuale, dove il timore di perdere piccoli privilegi costringe dignità e coscienza al silenzio. 

In questo contesto, Gianluca Festa e Laura Nargi diventano i modelli di riferimento: 

poco importa il peso dei processi o un passato discutibile, poiché l'unico valore riconosciuto è la capacità di agguantare e mantenere il potere.

Mentre ai rappresentanti del dissenso vengono preclusi gli accessi alle urne con pretesti meschini, i fautori del sistema sfilano esibendo i propri simboli senza alcun pudore. 

La città e il Paese sprofondano così in un baratro dove l'ovvio non necessita nemmeno più di essere spiegato, sommerso com'è da un conformismo che ha ormai rinunciato a ogni barlume di etica.

La gestione della polizia municipale prosegue lungo un binario di discrezionalità irritante, dove il rigore pare applicarsi a intermittenza. 

Gli abusi edilizi e le irregolarità urbanistiche restano intonsi, protetti da un’inerzia che sa di complicità o, peggio, di rassegnazione. 

Parallelamente, il caos dei passi carrai privi di controllo permette ai soliti noti di mantenere prerogative ingiustificate, alimentando un senso di disagio collettivo che non trova ascolto nelle sedi istituzionali.

Tuttavia, con l'approssimarsi delle scadenze amministrative, lo scenario muta rapidamente. 

I lanzichenecchi della politica locale, solitamente ignorati o relegati ai margini, acquistano improvvisamente un valore strategico. 

La caccia al consenso trasforma questi figuri in pedine preziose, pronti a offrire servigi in cambio di una benevolenza futura che garantisca la prosecuzione del malcostume.

In questa Avellino allo sbando, la tutela del bene comune è un concetto astratto, sacrificato sull'altare di piccoli poteri personali. 

Mentre la città affonda sotto il peso dell'incuria, l'apparato burocratico e repressivo sembra più impegnato a pesare i rapporti di forza che a garantire la legalità. 

Il degrado non è più un incidente di percorso, ma lo stato naturale di una comunità che ha smesso di pretendere il rispetto delle regole minime di convivenza.

RDM

lunedì 23 marzo 2026

Avellino, se il disdoro diventa regola, eleggiamo il peggio e la vita ci sotterrerà..!

Non c'è limite alla spudoratezza..!

Il mosaico avellinese si arricchisce ogni giorno di nuovi tasselli in una mescolanza di mediocrità che sembra non conoscere fondo.

Tra inchieste giudiziarie che vedono protagonisti figure come Laura Nargi e Gianluca Festa, e la discutibile gestione del Pronto Soccorso, la città appare ormai come un organismo in decomposizione. 

A completare il quadro intervengono le prediche elettorali del senatore fratellino di Meloni, Aldo Mattia, impegnato a sollecitare un consenso clientelare che sa di antico e stantio.

L’arrivo dell’epatite A rappresenta solo l’ultimo dei flagelli in ordine di tempo, quasi a voler confermare la trasformazione del capoluogo in un antro delle streghe; 

dove si attende solo l'invasione delle cavallette per chiudere il cerchio delle piaghe bibliche. 

In questo contesto di sfacelo, appare quasi grottesco il tentativo di avvicinamento tra il presidente dell’ordine degli avvocati, Fabio Benigni, e la stessa Nargi. 

Tale dinamica ignora deliberatamente come la reputazione e la storia individuale prescindano dal sigillo di una sentenza, radicandosi invece nel giudizio pubblico e nell'etica quotidiana.

La città è scivolata in uno stato di degrado morale e istituzionale ormai noto in tutto il Paese. 

Il comando è affidato al peggio della classe dirigente, mentre le perversioni politiche e sociali si susseguono senza più sollevare alcun moto di sorpresa o sdegno. 

Dalle gerarchie ecclesiastiche ai rappresentanti della società civile, le istituzioni hanno toccato il punto più basso degli ultimi decenni, consolidando un’immagine di vergogna che appare purtroppo difficile da emendare.

RDM


sabato 21 marzo 2026

Avellino: se la città preferisce chi la stupri, perché lottare..?


Gli ex piddini Petitto, Nargi e D'agostino...!

Si osserva un'inquietante simmetria tra il disfacimento morale delle istituzioni centrali e la deriva amministrativa locale, in un gioco di specchi dove l'arroganza del potere non sente più nemmeno il bisogno di nascondersi. 

Figure come il Ministro della Difesa Guido Crosetto gestiscono affari internazionali con l'Indonesia imponendo intermediari privati.

La Drass, azienda a cui lo stesso esponente governativo risulterebbe legato, palesa un intreccio tra interessi pubblici e profitti personali, che un tempo la Democrazia Cristiana avrebbe almeno tentato di dissimulare. 

Questa spudoratezza trova il suo corrispettivo perfetto ad Avellino, dove la gestione della cosa pubblica è ostaggio di logiche spartitorie e conflitti d'interesse grandi quanto palazzi.

A Roma il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi riceve con tutti gli onori Laura Nargi e il suo fedele scudiero Livio Petitto, calpestando ogni criterio di opportunità etica.

Nel capoluogo irpino si consuma la farsa di una politica che rinnega i propri simboli per pura brama di poltrone.

L'incoerenza di chi milita in Forza Italia per poi rinnegare i simboli di partito, rappresenta l'ennesima prova della carenza di dignità che contraddistingue Laura Nargi e il suo seguito. 

Risulta stucchevole osservare come ministri e politici di lungo corso possano manifestare impunemente una tale pochezza etica. 

Il fatto che Matteo Piantedosi riceva a Roma la stessa Nargi accompagnata dal fedele Livio Petitto solleva interrogativi inquietanti, su quale morale segua un Ministro dell'Interno nell'assoggettarsi a personaggi di tale caratura.

D'altra parte, in via Tagliamento non si brilla certo per lucidità o distacco dalle logiche di potere. 

Come sottolineato da Antonio Gengaro, Walter Giordano resta nei sogni di Maurizio Petracca nonostante il palese conflitto d'interessi derivante dalla gestione di una partecipata comunale.

Trafugare è lecito..! 

L'arroganza del potere contemporaneo ha ormai superato ogni limite, non si avverte nemmeno più l'esigenza di nascondere l'abuso o il malaffare, ostentando uno schifo che definisce perfettamente quest'epoca.

RDM


venerdì 20 marzo 2026

Avellino: rappresentare una destra di tal fatta resta una vergogna..!

 

E chest'è..!

L’avvicendamento ai vertici della ragioneria comunale segna una cesura netta con la gestione precedente, vedendo Stefano Lanza subentrare a Gianluigi Marotta. 

Quest’ultimo, nonostante i molteplici procedimenti giudiziari a carico, aveva conservato una solida considerazione presso le passate amministrazioni. 

Da Taranto: Stefano Lanza

La scelta del Commissario di procedere alla sostituzione, pur in assenza di un dirigente immediatamente disponibile per l’ufficio bilancio e finanze, ha sollevato interrogativi che trovano risposta in una evidente crisi di fiducia. 

Appare chiaro come la figura di Marotta rappresentasse un elemento di attrito per il prefetto Perrotta, intenzionato a monitorare con estremo rigore le delicate attività finanziarie dell'ente.

Questa operazione di bonifica degli uffici comunali, avviata subito dopo l’insediamento del Prefetto, muove dalla convinzione che le dinamiche politiche guidate da Gianluca Festa e Laura Nargi necessitassero del supporto o del silenzio degli apparati burocratici per poter prosperare. 

Il segretario Dovetto e il ragioniere Marotta, ormai esautorati erano infatti figure centrali nel sistema di potere dei due ex amministratori, oggi paradossalmente difesi dalla destra locale.

Il panorama politico attuale offre uno spettacolo desolante, dove i riferimenti morali e legali della tradizione storica della destra sembrano evaporati. 

Tra vicende che coinvolgono esponenti di primo piano come Santanchè, Montaruli, Pozzolo, Del Mastro — quest'ultimo giunto ad Avellino per celebrare simboli patriottici tra gli sguardi reverenziali dei rappresentanti locali — emerge un costume politico ribaltato. 

La selezione della classe dirigente pare oggi premiare chi vanta pendenze giudiziarie o condanne definitive, trasformando l'indagine penale in un requisito quasi essenziale per ambire alle massime cariche istituzionali.

RDM


giovedì 19 marzo 2026

Avellino: viviamo un'epoca miserabile e Avellino ne è la sintesi..!

 

Risulta quantomeno paradossale che l'organizzazione dei servizi di emergenza debba essere affidata a profani della materia sanitaria, mentre chi siede ai vertici gestionali sembra ignorare totalmente la realtà dei fatti. 

Germano Perito

Le analisi sulle criticità del Pronto Soccorso, spesso firmate da soggetti esterni alle corsie, evidenziano una deriva in cui la competenza cede il passo a una politica che si ostina a non arretrare, soffocando ogni residuo di meritocrazia a favore di una mediocrità dilagante. 

In questo scenario di valori calpestati, persino il diritto internazionale viene sbeffeggiato da Antonio Tajani, le cui elucubrazioni su guerre e droni appaiono prive di lucidità.

Il comparto della giustizia si ritrova ostaggio di figure come Santanché e Giusi Bartolozzi, indagate, Andrea Delmastro Delle Vedove, condannato in primo grado, e Augusta Montaruli, colpita da condanna definitiva. 

In questo contesto, il sorriso di Ines Fruncillo dinanzi a un condannato che firma il tricolore risulta disdicevole quanto la presenza di Gianfranco Rotondi, figura errabonda della politica.

Del Mastro, peraltro citato per legami con il clan di Michele Senese relativi a interessi in un ristorante, giunge ad Avellino palesando la volontà governativa di forzare la Costituzione per assoggettare la magistratura.

Quello che sembrava un malcostume locale è divenuto regola nazionale, e il disprezzo per le condanne e gli avvisi di garanzia è totale. 

Si assiste a gesti paradossali, come il Vescovo che omaggia un'indagata per associazione a delinquere o Carlo Nordio che minimizza il valore delle mazzette. 

Mentre il segretario generale Gianluigi Marotta restava al suo posto fino all'esautorazione dal Commissario, Gianluca Festa viene ancora celebrato in città come un eroe. 

Oggi Edmondo Cirielli caldeggia la figura di Laura Nargi per rappresentare questa destra, e accogliendo con soddisfazione l'ex sindaco Festa sotto processo. 

Avellino incarna così il peggio dell'espressione governativa.

Professionisti seri come Massimo Passaro, Antonio Gengaro, Enzo Ciampi, Nicola Giordano, Nicola Poppa, e tanti altri di specchiata moralità, esistono.

Ma purtroppo il sistema politico locale di destra e sinistra, continua a determinare nomi che nulla hanno a che fare con il bene della città.

Alla fine i risultati si vedranno, proprio come è accaduto con Germano Perito incoronato da De Luca al Moscati, e il suo lazzaretto altrimenti chiamato Pronto Soccorso..!

RDM

mercoledì 18 marzo 2026

Avellino: nessuna competizione priva di contraddittorio sarà mai proficua..!

 

Il Congresso provinciale del Pd fondato su strascichi velenosi per i soliti ordini dall'alto..!


La rassegnazione che traspare dall'affresco avellinese non è che il riflesso di un sistema dove l'etica è stata barattata con il piccolo cabotaggio clientelare. 

Il quadro fatto di vigili urbani dallo sguardo selettivo e amministratori dai salti della quaglia acrobatici, delinea una provincia che ha elevato il trasformismo a valore fondante e l'indifferenza a scudo sociale.

Parcheggio di travaerso e sulle strisce..!



L’idea che i nuovi agenti a scavalco necessitino di formazione è quasi ottimistica. 

Il problema non è la competenza tecnica, ma la postura morale. 

Quando l’autorità decide di accanirsi sulla virgola del permesso disabili ignorando l’occupazione sistematica di uno svincolo, non siamo di fronte a una svista, ma a una precisa gerarchia dell’interesse. 

La divisa diventa uno strumento di micro-potere per vessare il debole e compiacere il forte, o semplicemente per non disturbare il manovratore di turno. 

Se il controllo del territorio si riduce a un esercizio di cecità volontaria davanti agli abusi strutturali, la fiducia dei cittadini non declina, semplicemente muore.

Le elezioni provinciali sono state la fiera del cinismo. 

Da sempre su marciapiedi e passi carrai..!

Il successo di personaggi che saltano da uno schieramento all’altro con la disinvoltura di un atleta olimpico conferma che il corpo elettorale, composto in questo caso da amministratori, ha perso ogni bussola ideologica.

Il voto non è più un atto di indirizzo politico per il bene comune, ma una cambiale da riscuotere.

I processi e le ombre giudiziarie diventano medaglie al valore in un contesto dove la furbizia è scambiata per capacità gestionale.

Vedere amministratori correre verso chi garantisca la sopravvivenza della propria bottega politica, spiega perché la comunità resti sempre l'ultima della fila.

La domanda su come questi venditori di pentole continuino a prosperare, trova risposta nella stessa trama sociale. 

Chi detiene un briciolo di etica finisce per essere isolato o assimilato, perché il sistema avellinese non tollera l'integrità, la vede come un’anomalia pericolosa. 

La Polizia Penitenziaria e la Municipale, che dovrebbero essere i pilastri della legalità, se offrono esempi di segno opposto, non fanno altro che legittimare il cittadino comune a sentirsi autorizzato a ogni piccola o grande illegalità.

Questo territorio non è privo di speranze perché mancano le risorse, ma perché ha smesso di indignarsi seriamente, preferendo il lamento sterile al cambiamento reale. 

Finché il voto resterà una merce di scambio e la divisa un paravento per l'arbitrio, la provincia resterà ostaggio di questi figuranti della politica e delle istituzioni.

RDM