L'abitudine locale di voltare le spalle alle questioni di fondamentale importanza per concentrarsi solo sull'orticello personale, rappresenta l'essenza stessa di un'angustia mentale che nel tempo, ha spinto la comunità in fondo a tutte le classifiche sulla qualità della vita.
I fascicoli sull'inquinamento, la tutela della salute o gli abusi ai danni degli animali, scivolano via nell'indifferenza generale, mentre l'eventuale ridimensionamento del concertone estivo diventa subito un caso da prima pagina.
Tutti approvano le uscite di cassa finché non arrivano gli avvisi di pagamento per la spazzatura o sui passi carrai, calcolati proprio in base a quanto sperperato in precedenza.
L'incapacità di collegare le tasse alle spese inutili, sparisce dinazi alla futilità.
Il mancato rifacimento dello Stadio rischia di scatenare proteste di piazza, da parte di persone pronte poi, a mettersi in fila ai centri di assistenza per rimediare un pasto caldo o un paio di scarpe ai propri figli.
La città si sviluppa e cresce in senso sociale e civile, soltanto quando dimostra di possedere una comunità attenta alla vita quotidiana;
soprattutto alla tutela della salute dei propri cari, evitando di subire passivamente criticità drammatiche come la carenza dei medici di base denunciata dai loro stessi ordini professionali.
Un centro urbano ridotto a un guscio privo di spessore culturale, pronto a scambiare qualsiasi effimera festa di piazza per un segno di rinascita, va incontro a un destino privo di ogni prospettiva.
In questo scenario desolante, i primi cittadini che pensano unicamente a inseguire il consenso elettorale, mentre il territorio si va progressivamente estinguendo, incarnano in modo perfetto la miseria morale e la totale assenza di valori.
I sindaci possono svolgere un ruolo fondamentale nel sollecitare e facilitare l'apertura di ambulatori da parte dei medici di medicina generale, specialmente nei piccoli Comuni o nelle zone svantaggiate, anche se non hanno un potere di comando diretto sulla gestione del personale sanitario.La sanità è di competenza della Regione e delle singole ASL, ma il Sindaco, in qualità di massima autorità sanitaria locale, ha a disposizione diversi strumenti politici e logistici per intervenire.
Per esempio, offrire studi medici di proprietà del Comune a canone azzerato o agevolato, e il Centro Samantha Della Porta potrebbe rispondere anche a questo.
Farsi carico delle spese per le utenze, luce, riscaldamento, internet, o delle pulizie dei locali.
Mettere a disposizione personale comunale, o volontari per la gestione delle prenotazioni e della segreteria.
Promuovere la creazione di Case della Comunità o ambulatori pediatrici/infermieristici diffusi, sfruttando i fondi PNRR.
Rappresentare il disagio della cittadinanza presso i tavoli regionali e della ASL per chiedere la copertura delle zone carenti.
Non intuire che una sinergia attiva tra Comune e medici porti benefici diretti a tutta la comunità, diventa difficile da spiegare, perché se non ci si arriva, il problema diventa di competenza psichiatrica.
RDM