La fotografia che vorremmo trasmettere con amara lucidità, è quello che molti scienziati politici definiscono trasformismo liquido.
Non è solo un cambio di casacca; è la sensazione che la politica sia diventata un mercato dell'usato dove le idee sono l'accessorio meno costoso.
Tre i punti nevralgici che meritano una riflessione, anche per non cedere totalmente al cinismo.
La negazione dell'evidenza, siamo nell'era della post-verità, dove i fatti contano meno delle narrazioni.
Se un personaggetto deluchiano cambia idea, non viene punito per l'incoerenza, ma lodato per il pragmatismo.
Questo crea una disconnessione tra la realtà vissuta dai cittadini e il teatro della politica, dove tutto è giustificabile purché sia comunicato con la giusta dose di sfacciataggine.
Nargi, Petitto, D'Agostino, sono l'emblema di una politica locale che ha sostituito le sezioni con le liste civiche personali.
Quando l'appartenenza a un partito diventa un peso o un semplice taxi, l'elettore smette di votare un programma e vota un volto.
Si creano alleanze che definire eterogenee è un eufemismo.
Se chi si professava di sinistra finisce per rappresentare i moderati di centro-destra senza colpo ferire, significa che il termine sinistra o destra è diventato una percezione vuota, come un logo su una maglietta prodotta in serie.
Nel Monopoli non conta il valore morale del terreno, conta quanto rende.
Se la comunità viene percepita come un tabellone da spartire invece che come un corpo vivo, l'elettore finisce per diventare o un complice per interesse o un apatico per nausea.
La consapevolezza ideologica è merce rara perché richiede fatica, studio e soprattutto, una memoria storica che la comunicazione internet tende a cancellare ogni 24 ore.
È comprensibile sentirsi assuefatti, forse l'indignazione suggerisce che non tutto è perduto, perché la resistenza parte proprio dal rifiuto di accettare l'assurdo come normale.
E allora Nicola Giordano coraggiosamente, anche se con indubbia sfacciataggine, va apprezzato.
Ha dimostrato ancora una volta, che ama pensare con la propria testa, non teme il confronto e le filosofie di qualsiasi presunto capobastone, non lo destabilizzano.
Al momento all'orizzonte ne vediamo solo un paio di cervelli autopensanti, distanti dai vari Cipriano o Ambrosone, mai competenti del quotidiano ma bravissimi nel materializzarsi nei momenti topici...!
RDM