I porti delle nebbie che hanno afflitto gli ultimi decenni sembrano non trovare mai fine, specialmente quando si analizza la gestione del Teatro Gesualdo, una struttura che ha generato grattacapi al Comune di Avellino fin dal suo esordio.
L'esperienza guidata da Luca Cipriano fu duramente contestata dalla Procura a causa di un presunto ammanco di seicentomila euro, un bilancio considerato inesistente, somme non dichiarate destinate al Teatro Pubblico Campano e una gestione a dir poco generosa di biglietti omaggio privi di giustificazione.
La tendenza locale è quella di ignorare sistematicamente le indagini della magistratura.
Infatti, a vicenda giudiziaria ancora aperta, il Partito Democratico decise comunque di candidare Cipriano alla carica di sindaco, poltrona poi conquistata da Gianluca Festa.
Alla fine, la decisione del Gip ha dato torto ai detrattori e ragione ai sostenitori, sancendo l'innocenza dell'ex presidente del teatro.
Nel frattempo, l'amministrazione Festa prima e quella Nargi poi hanno alimentato l'attesa per la costruzione di un nuovo stadio, un progetto che appare come una distorsione della realtà.
Rilanciare questa bizzarra idea, mutuata dai soliti promotori di grandi eventi, premiazioni e festival del cioccolato, rappresenta un insulto al buon gusto e alla situazione di dissesto finanziario che colpisce l'ente pubblico.
Risulta diabolico ricadere nei medesimi errori del passato, pretendendo di amministrare con metodologie ampiamente censurate dal prefetto commissario uscente.
Cipriano, attualmente in procinto di celebrare la propria nomina ad assessore alla cultura con l'ansia di organizzare il Ferragosto, pur essendo legalmente innocente non ha lasciato un buon ricordo della sua gestione teatrale, considerate le vicissitudini in cui è naufragato.
Al contempo, il legame dell'amministrazione con Angelo Antonio D'Agostino, pronto a perpetuare un'influenza nefasta e mirata esclusivamente al tornaconto personale, appare altrettanto deleterio.
Il sindaco Nello Pizza dovrebbe mantenere le promesse della campagna elettorale, dedicandosi alla cura della quotidianità e risolvendo le emergenze relative agli alloggi popolari, alla viabilità, al centro per l'autismo e al degrado dei parcheggi e dei quartieri abbandonati a se stessi.
Un cambio di passo è quanto mai necessario, poiché le dichiarazioni dei futuri assessori ricordano fin troppo la trama di un film già visto, costato alla città ben tre commissariamenti.
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