La figura di Francesca Albanese, giurista internazionale originaria di Ariano Irpino e Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, ha attirato grande attenzione mediatica e diplomatica negli ultimi anni, per il suo costante impegno sul fronte dei diritti umani e del diritto internazionale.
Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Avellino, richiede la concessione della cittadinanza onoraria alla Giurista originaria di Ariano Irpino.
Il Consiglio comunale di Avellino esaminerà e discuterà la proposta nella seduta di mercoledì 21 ottobre prossimo, per valutare il riconoscimento ufficiale alla figura dell' Irpina.
Affinché l'indicazione venga approvata, la mozione dovrà essere messa ai voti durante l'assise cittadina, e raccogliere la maggioranza prevista dal regolamento comunale, per la concessione delle onorificenze civiche.
Da un lato, il profilo di Francesca Albanese e il valore del suo operato istituzionale e umanitario, come Relatrice Speciale ONU, rimangono fuori discussione per il prestigio che apportano al territorio irpino.
Dall'altro, una scelta procedurale affrettata o priva di condivisione, rischia di danneggiare il fine stesso dell'iniziativa.
La cittadinanza onoraria è un riconoscimento che, per sua natura, dovrebbe esprimere il sentimento unitario di un'intera comunità.
Quando una proposta viene depositata senza un preventivo confronto tra le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione, rischia di essere percepita come una bandierina di parte anziché come un tributo di equità.
Non tutti i consiglieri comunali conoscono nel dettaglio, il complesso lavoro svolto nell'ambito del diritto internazionale e dei mandati ONU.
Senza un momento di dibattito preliminare o di illustrazione dei contenuti, si priva la massima assise cittadina, degli strumenti giusti per comprendere appieno la portata della figura di Francesca Albanese.
Il rischio concreto di non costruire un consenso preventivo, è che la mozione diventi oggetto di scontro ideologico in aula, spaccando il Consiglio e depotenziando il segnale di stima che si vorrebbe inviare alla nobile azione sui diritti umani dell'Irpina.
La prassi istituzionale più efficace prevede solitamente di illustrare il curriculum, le motivazioni e la figura del candidato, con il supporto di documentazione ed eventuale dibattito tecnico.
Un confronto informale tra le varie forze politiche per saggiare la sensibilità dell'aula e sottoscrivere una mozione condivisa da tutto il Consiglio.
Era la giusta proprosizione dell'evento che invece scaturisce in una sterile assenza di sensibilità politica del Movimento e dei propri dirigenti, diremmo alquanto superficiali.
RDM









