Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

venerdì 28 agosto 2026

Avellino: ...la storia rimane la stessa...!

 



Una città lasciata a sé stessa reclama giustizia nel silenzio generale. 

Le periferie giacciono nell'abbandono più totale, e i parchi privati rimangono privi di qualsiasi tutela, mentre le forze dell'ordine concentrano i propri sforzi altrove, lasciando campo libero all'incessante aumento di furti e aggressioni. 

L'imponente evento musicale che ha paralizzato il centro urbano, dimostra chiaramente come la compagine amministrativa guidata dal sindaco Pizza, non abbia segnato alcuna discontinuità con il passato.

Il disinteresse della giunta attuale, risulta perfino più dannoso delle soperchierie che avevano caratterizzato le vecchie gestioni commissariate e i mandati precedenti. 

Nel frattempo, l'Alto Calore ignora la manutenzione delle condotte idriche persino di fronte a perdite d'acqua del tutto evidenti lungo le carreggiate, mentre il presidio ospedaliero Moscati si rivela incapace di soddisfare i bisogni primari dei cittadini. 

Il quadro è ulteriormente aggravato dall'arroganza della classe politica locale, intenta a vaneggiare di nuovi stadi e imponenti piani di riqualificazione comunitaria, mentre si dimostra del tutto incapace di intervenire persino di fronte alla chiusura i degli ospedali di prosimità, causati dalla carenza della rete elettrica. 

I canali di scolo risultano completamente infossati, e la vegetazione selvatica invade le carreggiate senza alcun controllo, mentre i cassonetti dei rifiuti versano in condizioni igieniche degradanti a causa della totale assenza di interventi di pulizia e sanificazione.

Chi deve intervenire, chiediamo al sindaco e alla sua giunta, le politiche sociali rimangono del tutto inattive, e la gestione del piano di zona appare paralizzata dalla mancata nomina del legittimo vincitore della selezione pubblica per la presidenza. 

Di fronte a questa interminabile serie di inefficienze e all'incapacità dell'amministrazione di affrontare le vere emergenze del territorio, cresce il rimpianto per figure dal pugno di ferro capaci di imporre un'azione di governo decisiva.

RDM

giovedì 27 agosto 2026

Avellino: senza idee e fantasia siamo destinati alla bieca inelluttabilità..!

 



Il presidente Nicola Giordano sembra intenzionato a imporre a Gianluca Festa, uno scadenziario per la presentazione dei componenti delle commissioni di competenza senza averne alcuna facoltà.

Ha offerto al futile Festa, il pretesto ideale per conquistare l'ennesima ed evitabile visibilità mediatica. 

Nella solita messa in scena di una politica raffazzonata dell'ex primo cittadino, Giordano cade in una maldestra incoerenza, dimenticando che un ruolo di garanzia imporrebbe il semplice prendere atto degli eventi. 

Questa amministrazione ha esordito priva di qualsivoglia visione, navigando a vista giorno per giorno. 

Il sindaco Pizza mostra una totale indifferenza verso l'inerzia della propria giunta, laddove in qualsiasi struttura organizzata o azienda degna di questo nome, le verifiche periodiche sull'operato costituirebbero la normale prassi. 

Il consiglio comunale versa in uno stato di torpore paralizzante, dove a distanza di tre mesi regna il vuoto spinto, e i volti fin troppo noti della giunta non lasciano presagire nulla di buono. 

Pizza avrebbe fatto bene a studiare un minimo di storia prima di consegnarsi a determinati personaggi, se davvero nutriva l'illusione di modificarne il corso.

Nicola Poppa

In questo deprimente scenario di provincia, la sola voce di un certo rilievo rimane quella di Nicola Poppa.

La sua battaglia, condivisa solo nel silenzio generale, punta sulla formazione professionale presso il centro sociale Samantha Della Porta.

Individuare nel recupero dei mestieri artigianali, una risposta al dilagante spopolamento, resta primazia al vuoto che lo circonda.

Una comunità segnata persino da una tragica posizione nazionale nei tassi di suicidio, meriterebbe una presenza istituzionale capace di offrire risposte concrete, o quanto meno di spendere una parola di supporto, anziché arroccarsi in una cronica e nociva indifferenza.

RDM

mercoledì 26 agosto 2026

Avellino: ma a che servono le Politiche Sociali..?

 


Durante il suicidio di Ciro Erra, le celebrazioni promosse da Cipriano proseguivano senza sosta, macinando incontri e proclami sui valori dello sport. 

Tali iniziative apparivano come mere vacuità dal sapore ipocrita, incapaci di cogliere la realtà e la misura in cui un festeggiamento potesse acuire il dolore profondo di chi soffre. 

Le politiche sociali rappresentano l'accusa più evidente, verso un'amministrazione illusa di poter decretare la felicità collettiva con un semplice gesto. 

Organizzare una manifestazione pubblica non equivale a una festa privata tra invitati disposti al divertimento, ma costituisce un atto delicato che richiede rispetto nei confronti di chi vive una condizione di marginalità economica, sociale e fisica. 

La storia della città di Pizza si conferma identica alle gestioni precedenti, riducendo a un'illusione la speranza di una svolta sui problemi concreti, mentre persistono il parcheggio selvaggio sui marciapiedi e la consueta arroganza del potere. 

La nostra non vuole essere una contrapposizione dura e pura a questa amministrazione, di cui abbiamo tessuto lodi e speranze durante la campagna elettorale, ma la visione corretta di quanto stia accadendo: 

una aiuto per chi incominci la propria azione gestionale col piede sbagliato.

RDM

martedì 25 agosto 2026

Avellino: la guerra dei concertoni alla faccia di chi soffre..!



Un battibecco sulla primogenitura di un concertone da milleunanotte rivela la qualità degli amministratori in giunta, spingendo a riflettere sulla necessità di un intervento del sindaco nei confronti di un pseudo assessore alla cultura, affinché dimostri un minimo di dignità.

A tre mesi dalla nomina dell'esecutivo riaffiorano gli stessi incubi appena eliminati. 

Si continua a piangere sulle politiche sociali e sul relativo piano di zona, sulle strade che restano bombardate e su un verde pubblico paragonabile alla foresta amazzonica.

La mancanza di un segno di esistenza solleva il dubbio che un'eventuale scelta di un assessorato di peso da parte di Nicola Giordano, avrebbe potuto garantire una maggiore consistenza rispetto a colleghi impegnati soprattutto, a scegliere il posto migliore dove piantare l'ombrellone. 

L'insegnamento di Tomasi di Lampedusa non smette mai di trovare conferme in questa politichetta d'accatto.

Sarebbe stato preferibile un impegno concreto sulle priorità reali, tralasciando la questione dello stadio che non rappresenta un'urgenza, se non per una minoranza di tifosi. 

Le grandi invenzioni non assicurano il sostentamento alla popolazione, e di fronte alle difficoltà di molti, si registrano soltanto approvazioni formali senza azioni concrete.

Nel frattempo la gestione dell'Alto Calore viene vista come incentrata sul fare cassa con strategie discutibili, senza fornire risposte alle comunicazioni Pec inviate per segnalare evidenti perdite d'acqua sull'asfalto.

Allo stesso modo, un'attenzione diretta alle criticità del Pronto Soccorso e un controllo sulle liste d'attesa, rappresenterebbero un dovere inalienabile per chi guida la città ai massimi livelli. 

Rimane quindi l'interrogativo se sia davvero così difficile dedicarsi alla gestione quotidiana o se le promesse sbandierate durante la campagna elettorale, costituiscano l'ennesima illusione, mentre la situazione appare del tutto immutata rispetto al passato.

RDM

lunedì 24 agosto 2026

Avellino: la destra dell'inciampo non ha futuro..!

 



Quando la finzione raggiunge il culmine, l'apparenza della verità cede il passo al falso, e l'allestimento spartano del pranzo tra Gianluca Festa e i vertici di Fratelli d'Italia ne decreta il reale esito. 

Una campagna elettorale prende il via nel peggiore dei modi, per chiunque preservi un minimo senso di morale ed etica istituzionale, e Fratelli d'Italia ad Avellino ha sempre dato il peggior risultato nazionale.

Edmondo Cirielli, in passato indagato per corruzione e abuso d'ufficio prima di vedere la propria posizione archiviata, auspica che l'ex sindaco Festa possa beneficiare della medesima sorte nei dibattimenti giudiziari previsti per l'autunno. 

L'elemento critico di questa classe politica, ormai asservita a logiche estranee ai principi della legalità perseguiti dalla magistratura, risiede nell'incrollabile e sfacciata presunzione derivante dal primato elettorale nazionale.

La consegna delle conversazioni che Andrea Del Mastro, sottosegretario alla giustizia condannato in primo grado, avrebbe intrattenuto con un soggetto legato alla criminalità organizzata romana, un materiale che risulterebbe fondamentale per il contrasto alle mafie, è stata bloccata dalla maggioranza guidata da Giorgia Meloni e sostenuta dallo stesso Cirielli.

Tutto ciò si consuma dopo una serie di pessime figure sul piano internazionale e dopo i pesanti danni arrecati al tessuto economico del Paese, in particolare a scapito delle categorie produttive messi in ginocchio dai rincari dei carburanti e delle forniture energetiche. 

Si registra infine la totale e cieca adesione alle azioni condotte da Stati Uniti e Israele, unitamente a vergognose prese di posizione punitive contro Gaza, e contro chiunque manifesti solidarietà al popolo palestinese, mentre i responsabili di tali atroci azioni trascorrono spensierate vacanze sul territorio italiano.

Ogni candidatura con Fratelli d'Italia si rivela fragile sul piano dell'etica istituzionale, ma la sola vera incognita sul voto del 2027- resta legata alla linea politica di Elly Schlein. 

Un suo eventuale rifiuto di farsi da parte, innescherà una frattura interna alla sinistra, spianando la strada a una sconfitta annunciata del campo progressista.

Una crisi dell'opposizione non garantisce tuttavia, una vittoria scontata a Giorgia Meloni. 

Gli equilibri del quadro politico rischiano di saltare indipendentemente dalle mosse della sinistra, poiché l'azione parallela di Roberto Vannacci e Giuseppe Conte, e frange del Pd e Avs, potrebbero generare una rimescolamento del tutto inaspettato nello scenario elettorale italiano.

RDM

sabato 22 agosto 2026

Avellino: un'amministrazione è valida solo se esistano i fatti, le chiacchiere hanno stufato..!

 



Un esecutivo immobile, abile soltanto ad agire a parole e a gettare fumo negli occhi per coprire un vuoto cosmico di idee e di concretezza. 

Le cronache cittadine restituiscono l'immagine di un'amministrazione allo sbando, dove singoli esponenti, D'Aliasi, si cimentano in crociate di facciata sulla plastica o alimentano narrazioni distorte. 

Le favole sui fondi della Motorizzazione, Iacovacci, destinati al Centro Sociale, ignorano scientificamente l'uso e consumo esclusivo dell'immobile previsto dal comodato d'uso gratuito per ben quindici anni.

Tra chi si intromette senza titolo, Trezza, in vicende private come Casa Betania e chi preferisce brillare per un'assenza totale, Giacobbe, spezzata solo da sporadiche e discutibili apparizioni in contesti solenni, il quadro complessivo dell'intera squadra appare desolante. 

Resta un panorama deserto, popolato unicamente dall'inettitudine di chi dovrebbe governare la cosa pubblica.

Invece di proseguire con questo festival del nulla infarcito di annunci, promesse e comunicazioni strategiche studiate solo per addormentare i cittadini, occorre esigere l'immediata verifica dei progetti realmente messi a terra. 

Servono carte e fatti per capire se esistano idee di un qualche valore, o se ci si trovi davanti all'ennesima farsa in stile gatto e la volpe, dove il futuro viene coniugato costantemente al domani per nascondere l'incapacità di agire nell'oggi.

Un'attività istituzionale ridotta ormai a mera passerella, dove la documentazione amministrativa viene trattata come un orpello, anziché come l'ossatura fondamentale del mandato ricevuto dagli elettori. 

La figura di Nicola Poppa emerge per isolata diligenza in un panorama dove lo studio approfondito degli atti e la padronanza delle carte, sembrano diventati meri ricordi del passato.

Nell'aula di un capoluogo di provincia, il rigore e la preparazione scientifica dovrebbero rappresentare la norma minima, per qualunque rappresentante cittadino, a prescindere dalla collocazione politica. 

Assistere a un'opposizione che si ritrova sola a presidiare il merito delle questioni conferma l'appiattimento culturale di una classe dirigente incline all'approssimazione. 

Chi governa o siede in aula senza conoscere ciò che vota abdica al proprio ruolo, trasformando la politica in una recita improvvisata e priva di rispetto per la comunità amministrata.

RDM

venerdì 21 agosto 2026

Avellino: Libropolis e il muro di gomma: se le piazze perdono l'anima..!



Un atto di accusa aperto contro un sistema burocratico sordo e miope, incapace di cogliere il valore sociale ed educativo delle iniziative culturali indipendenti, lo leggiamo su facebook analizzandolo.

Mentre le piazze storiche della Campania vengono concesse senza riserve a fiere commerciali e bancarelle prive di identità, realtà come Libropolis continuano a scontrarsi con porte chiuse e silenzi amministrativi.

La gestione dello spazio pubblico riflette una profonda disattenzione verso le normative nazionali e il principio delle pari opportunità per le associazioni no profit. 

Ridurre la piazza a un mero spazio di profitto economico, significa mortificare la funzione aggregativa della comunità, e sottrarre ai cittadini un fondamentale diritto alla partecipazione culturale.

Il testo si chiude con un appello accorato rivolto alle istituzioni locali, affinché abbandonino il ruolo di meri burocrati. 

Ai primi cittadini, e quello di un Capoluogo dovrebbe nutrire maggiore responsabilità, viene chiesto un cambio di rotta deciso, per restituire dignità, ascolto e centralità alla cultura viva all'interno del territorio regionale.

L'ennesima dimostrazione di come le verità fondamentali e i concetti all'apparenza più semplici, riescano a mettere a nudo i limiti di un'amministrazione distante dalle esigenze reali. 

Un intervento emerso quasi per caso dalle pagine delle piattaforme sociali, riporta al centro del dibattito riflessioni e ovvietà concettuali, che le istituzioni tendono sistematicamente a ignorare.

La difficolta da parte di chi detiene il potere nel recepire osservazioni cosi lineari, rivela una chiara fragilità di fondo. 

Quando la gestione della cosa pubblica perde di vista i principi basilari del proprio mandato, anche il buonsenso più elementare finisce per trasformarsi in una critica scomoda e difficile da digerire.

Il testo proposto offre un'occasione immediata per sollecitare una presa di coscienza collettiva. 

Resta l'auspicio che chi occupi ruoli di responsabilità sappia finalmente, cogliere questi spunti per ritrovare l'orientamento, e adempiere con reale efficacia alla propria funzione istituzionale.

RDM