Il declino culturale avanza a passo spedito, con quasi la metà della popolazione studentesca che ignora le regole elementari della convivenza e preferisce istruirsi sulle reti sociali piuttosto che sui libri.
In questo panorama di desolazione intellettuale, la svolta ministeriale che bandisce cellulari e portatili per rispolverare penne e dizionari cartacei, appare come un barlume di salvezza.
Nel frattempo, la realtà locale di Avellino si perde in una sorta di farsa catartica di quart’ordine, dove l’isteria collettiva richiederebbe l’intervento urgente e massiccio di psicoterapeuti competenti.
Il culmine del ridicolo si raggiunge con la mobilitazione improvvisa delle nuove generazioni, coalizzate sotto il vessillo del fastidio per il divieto di giocare a pallone nelle piazze cittadine.
Le ordinanze comunali, sembrano ormai offrire un pretesto d'oro, per dare sfogo alle sciocchezze più urgenti, risvegliando la sensibilità di coscienze fino a ieri del tutto inesistenti.
Nessuno protesta o si indigna per lo scandalo di un centro per l’autismo bloccato da oltre vent’anni tra sofferenze e promesse mancate.
Nessuno si mobilita contro l’insensibilità delle amministrazioni di fronte all'emergenza abitativa, con alloggi popolari mai consegnati o ridotti a tuguri fatiscenti e malsani che minacciano la salute pubblica.
L'elenco delle storture e della pessima gestione amministrativa accumulata negli anni sarebbe infinito.Eppure, la sedicente Unione degli Studenti, che teoricamente dovrebbe combattere l'ignoranza dilagante all'interno della propria categoria, preferisce concentrare la propria foga rivoluzionaria su questioni di cortile.
La replica del sindaco Pizza a questa mobilitazione grottesca è stata opportuna e meritata.
Ormai si è ridotti a dover dimostrare l'evidenza, un esercizio del tutto sterile quando si ha a che fare con deficit cognitivi strutturali.
Le regole basilari della convivenza civile esigono rispetto, ma la pretesa di imporre i propri comodi a scapito della maggioranza silenziosa e rispettosa, è un vizio antico.
Un ringraziamento speciale va al lassismo scientificamente coltivato dai soliti noti, pronti a tutto pur di accaparrarsi il favore di una fetta di elettorato egocentrica.
Si tratta dell'ultimo, disperato tentativo di chi non ha più alcuna credibilità da spendere né argomenti reali da proporre.
RDM

