Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

giovedì 3 settembre 2026

Avellino: alloggi popolari, semafori e piscina comunale: i soliti vecchi vizi nella nuova giunta..!

 


Gli alloggi popolari bloccati da ormai quarant’anni, sembrano finalmente vicini alla consegna, ma l’attuale amministrazione continua a mettere in scena la solita storia. 

Voci di corridoio descrivono una diatriba finalizzata unicamente a distribuire favoritismi a scapito della trasparenza. 

La procedura corretta imporrebbe di prendere semplicemente in mano la lista degli aventi diritto, verificare gli elenchi e consegnare le chiavi alle famiglie. 

Si preferisce invece assecondare le pretese bizzarre dei residenti di via Francesco Tedesco, fermi nel rifiutare il funzionamento di un semaforo per il timore che le auto in attesa producano fumi nocivi.

L'assessore Iacovacci dimostra una totale e spiazzante ignoranza del territorio che dovrebbe amministrare. 

A pochissimi metri da quel regolatore del traffico, esiste da anni un poligono all'aperto che scarica fumi, polveri e inquinamento acustico, quattro o cinque giorni alla settimana. 

Inoltre, l’amministrazione non mostra alcuna indignazione di fronte agli abbruciamenti che ogni anno, proprio in questo periodo, appestano l'aria con fumi tossici dal primo pomeriggio fino al giorno successivo.

Questa giunta dimostra di saper rincorrere solo l'inutile, lasciando languire i problemi reali che avrebbero dovuto fare parte di un serio piano di interventi. 

La fine dell'era Festa e Nargi aveva illuso la città, ma il peggio non sembra avere mai fine. 

Dalla sinistra alla destra estrema di FdI è un attimo per Festa..!

L’ex pigmalione di Nargi continua a cercare visibilità televisiva in trasmissioni prive di rispetto per i cittadini, utili soltanto a concedere ulteriore vetrina a chi ha già massacrato la reputazione del Capoluogo a livello nazionale. 

Il buon Gianluca dribbla sistematicamente le questioni irrisolte, per evitare di dovere rendere conto del proprio operato, preferendo fiondarsi sulla vicenda Samantha della Porta senza nemmeno citare il consigliere Poppa che l'ha sollevata, evidenziandone la gravità, l'illegittimità e un palese conflitto d'interessi.

La giunta comunale continua a mostrare a ogni passo i propri limiti, ampiamente prevedibili fin dalla prima lettura dei nomi che ne compongono la compagine. 

Anche il progetto per le opere di riattazione della piscina comunale non fa eccezione, rivelando la solita tendenza a rispondere a vecchie e consolidate logiche di affidamento piuttosto che a criteri di reale efficienza e trasparenza per la comunità.

Fidiamo in Nello Pizza, che certo non vorrà deluderci.

RDM

mercoledì 2 settembre 2026

Avellino: un sindaco attento alla società e non ai voti, porterebbe beneficio all'intera Comunità..!

 



Il finto piano di rilancio sponsorizzato dai vertici comunali per la struttura del Samantha Della Porta, cela un intervento milionario destinato in realtà a svelare scenari assai disconnessi dall'interesse pubblico.

Mentre l'ex capopopolo della minoranza prova a mettersi in mostra sventolando bandiere di protesta arrivate fuori tempo massimo, la reale disamina delle cifre è merito del consigliere di Ora Avellino, Nicola Poppa. 

Il dettagliato rendiconto del computo redatto dagli uffici della Motorizzazione, rivela voci spesa bizzarre, dove persino il semplice gesto di sollevare gli avvolgibili, viene tariffato come opera di ristrutturazione fondamentale.

Di fronte a un simile inventario, la totale assenza di contestazioni da parte delle autorità cittadine, somiglia alle solite manovre evasive di stampo il gatto & la volpe. 

Il mancato controllo dei costi lascia procedere inosservato un vero e proprio sopruso verso i beni collettivi.

L'abitudine locale di voltare le spalle alle questioni di fondamentale importanza per concentrarsi solo sull'orticello personale, rappresenta l'essenza stessa di un'angustia mentale che nel tempo, ha spinto la comunità in fondo a tutte le classifiche sulla qualità della vita.

I fascicoli sull'inquinamento, la tutela della salute o gli abusi ai danni degli animali, scivolano via nell'indifferenza generale, mentre l'eventuale ridimensionamento del concertone estivo diventa subito un caso da prima pagina. 

Tutti approvano le uscite di cassa finché non arrivano gli avvisi di pagamento per la spazzatura o sui passi carrai, calcolati proprio in base a quanto sperperato in precedenza.

L'incapacità di collegare le tasse alle spese inutili, sparisce dinazi alla futilità.

Il mancato rifacimento dello Stadio rischia di scatenare proteste di piazza, da parte di persone pronte poi, a mettersi in fila ai centri di assistenza per rimediare un pasto caldo o un paio di scarpe ai propri figli.

La città si sviluppa e cresce in senso sociale e civile, soltanto quando dimostra di possedere una comunità attenta alla vita quotidiana; 

soprattutto alla tutela della salute dei propri cari, evitando di subire passivamente criticità drammatiche come la carenza dei medici di base denunciata dai loro stessi ordini professionali. 

Un centro urbano ridotto a un guscio privo di spessore culturale, pronto a scambiare qualsiasi effimera festa di piazza per un segno di rinascita, va incontro a un destino privo di ogni prospettiva. 

In questo scenario desolante, i primi cittadini che pensano unicamente a inseguire il consenso elettorale, mentre il territorio si va progressivamente estinguendo, incarnano in modo perfetto la miseria morale e la totale assenza di valori.

I sindaci possono svolgere un ruolo fondamentale nel sollecitare e facilitare l'apertura di ambulatori da parte dei medici di medicina generale, specialmente nei piccoli Comuni o nelle zone svantaggiate, anche se non hanno un potere di comando diretto sulla gestione del personale sanitario.

La sanità è di competenza della Regione e delle singole ASL, ma il Sindaco, in qualità di massima autorità sanitaria locale, ha a disposizione diversi strumenti politici e logistici per intervenire.
Per esempio, offrire studi medici di proprietà del Comune a canone azzerato o agevolato, e il Centro Samantha Della Porta potrebbe rispondere anche a questo.
Farsi carico delle spese per le utenze, luce, riscaldamento, internet, o delle pulizie dei locali.
Mettere a disposizione personale comunale, o volontari per la gestione delle prenotazioni e della segreteria.
Promuovere la creazione di Case della Comunità o ambulatori pediatrici/infermieristici diffusi, sfruttando i fondi PNRR.
Rappresentare il disagio della cittadinanza presso i tavoli regionali e della ASL per chiedere la copertura delle zone carenti.
Non intuire che una sinergia attiva tra Comune e medici porti benefici diretti a tutta la comunità, diventa difficile da spiegare, perché se non ci si arriva, il problema diventa di competenza psichiatrica.
RDM

martedì 1 settembre 2026

Avellino: La fuga dal capoluogo irpino tra degrado ambientale e paralisi politica..!

 

Il capoluogo irpino scivola inesorabilmente verso uno spopolamento del tutto simile alla sorte dei borghi interni, ridotti ad offrire case ad un euro per attrarre abitanti. 

Chi governa la città appartiene alla solita corte di vecchi arnesi cresciuti nelle sagrestie democristiane, intenti solo a difendere la propria rendita di posizione, e a respingere con superiorità qualsiasi contributo esterno.

Nel frattempo l'aria cittadina resta irrespirabile. 

I fumi dei roghi agricoli continuano a soffocare la vallata ad ogni stagione, bruciando scarti di nocciole e sterpaglie, nella completa indifferenza delle istituzioni, da sempre inclini a tutelare i serbatoi di voti delle campagne. 

L'orizzonte non offre alcun cambiamento: 

la città si appresta a vivere il solito teatrino natalizio fatto di mercatini insulsi, per poi chiudere l'anno con il consueto e incivile baccano dei fuochi d'artificio, un incubo di rumore che devasta l'ambiente, tormenta le persone e spaventa a morte gli animali terrorizzati lungo le strade.

RDM

lunedì 31 agosto 2026

Avellino: accorgersi dei problemi solo quando diventano irreparabili, che strategia è..?



Denunciare il taglio scellerato degli alberi lungo il Fenestrelle o la distruzione irragionevole del verde urbano, si è rivelato l'ennesimo esercizio inutile.

La cittadinanza assiste inerte allo scempio della natura locale, completamente indifferente alle sorti della vegetazione o al dolore degli animali.

La stessa collettività che ignora la tutela dell'ambiente, non esita tuttavia a versare lacrime ipocrite non appena l'estate porta calore soffocante, oppure a celebrare l'eroismo di un quattrozampe quando questo la trae in salvo dalle acque.

Solo davanti al disagio o al pericolo improvviso, emerge un tardivo e grottesco interesse per l'ombra, il fresco e l'ossigeno che quegli alberi abbattuti avrebbero potuto ancora regalare al territorio.

Ogni ente locale difende pervicacemente le proprie pessime abitudini. 

Alfonsina De Felice

L'Alto Calore sostituisce i vertici amministrativi ma conserva intatta la propria inefficienza, lasciando che le perdite idriche continuino a sgorgare sull'asfalto nonostante segnalazioni, chiamate e denunce continue. 

All'altezza del civico quindici di via Fontanatetta, un vistoso guasto attende soltanto di peggiorare, tra le lamentele sterili di chi dovrebbe agire per risolvere il problema. 

La città si conferma prigioniera del proprio degrado, schiacciata da strade dissestate e da una vegetazione incolta che invade le carreggiate. 

Una città invasa da fumi tossici persistenti, non desta interesse a chi non soffra di problemi respiratori.

Invece di affrontare le emergenze quotidiane, quale l'avvelenamento da abbruciamenti continui e indiscriminati, l'amministrazione preferisce elemosinare finanziamenti regionali per lo stadio, comportandosi come una famiglia sul lastrico che chiede un prestito per concedersi una vacanza di lusso.

Il declino di una gestione amministrativa che muove i primi passi già azzoppata,  appare evidente. 

Chiunque giustifichi la situazione sostenendo la necessità di concedere tempo, cade nella consueta narrazione stucchevole che si ripete da anni. 

La bontà di un percorso si misura dalle sue premesse, e al momento la realtà presenta assurdità che nessuno avrebbe mai immaginato di rivedere, una volta usciti di scena i vecchi artefici del malgoverno.

RDM

sabato 29 agosto 2026

Avellino: acqua e verde pubblico ormai vittime dello scellerato disinteresse politico..!

 



Una grande invenzione di Fratelli d'Italia, consiste nella pretesa che l'Irpinia debba amministrare direttamente le risorse idriche presenti in abbondanza sul territorio locale. 

Il Consorzio idrico Alto Calore vide la luce proprio con l'intento di unire la totalità dei Comuni, e assicurare una gestione rispettosa del patrimonio naturale.

Sfortunatamente, le condotte clientelari portate all'estremo da Ciriaco De Mita, scissero l'ente in due società distinte al solo fine di moltiplicare assunzioni e favoritismi. 

Questa condotta ha spinto la struttura verso un inevitabile fallimento dopo anni di lento declino. 

La successione di amministratori nominati dai partiti per mere esigenze di potere, ha impedito qualunque concreta risoluzione dei problemi. 

Lo spreco della risorsa idrica e lo sfruttamento economico dei beni comuni, riflettono la deriva di una classe politica concentrata esclusivamente sul proprio tornaconto.

Anche la gestione del verde pubblico si è trasformata in un affare lucroso. 

Durante l'amministrazione di Paolo Foti avvenne l'abbattimento del cedro del libano  storico, situato nella piazza di fronte al Vescovato, evento segnato dal divieto di accesso all'area di cantiere opposto all'allora consigliere Dino Preziosi. 

A questo episodio seguirono la rimozione del pino secolare di Rione Corea e i mai chiariti interventi di disboscamento lungo il torrente Fenestrelle. 

La progressiva eliminazione degli alberi in città prosegue spesso, sulla base di presunte malattie vegetali mai certificate da perizie agronomiche o fitopatologiche imparziali. 

Di fronte alle richieste di manutenzione ordinaria e potatura, l'amministrazione comunale ancora non è capace di rispondere.

Risulta urgente eseguire verifiche accurate per preservare gli esemplari arborei residui, lungo diverse strade cittadine. 

Nello specifico, si rende necessaria una decisa potatura degli ulivi selvatici posizionati in punti critici come via Piave, con i due alberi gemelli, le rotonde di San Francesco in via degli Imbimbo e via Amabile, oltre ad altre zone urbane che necessitano di interventi immediati.

RDM

venerdì 28 agosto 2026

Avellino: ...la storia rimane la stessa...!

 



Una città lasciata a sé stessa reclama giustizia nel silenzio generale. 

Le periferie giacciono nell'abbandono più totale, e i parchi privati rimangono privi di qualsiasi tutela, mentre le forze dell'ordine concentrano i propri sforzi altrove, lasciando campo libero all'incessante aumento di furti e aggressioni. 

L'imponente evento musicale che ha paralizzato il centro urbano, dimostra chiaramente come la compagine amministrativa guidata dal sindaco Pizza, non abbia segnato alcuna discontinuità con il passato.

Il disinteresse della giunta attuale, risulta perfino più dannoso delle soperchierie che avevano caratterizzato le vecchie gestioni commissariate e i mandati precedenti. 

Nel frattempo, l'Alto Calore ignora la manutenzione delle condotte idriche persino di fronte a perdite d'acqua del tutto evidenti lungo le carreggiate, mentre il presidio ospedaliero Moscati si rivela incapace di soddisfare i bisogni primari dei cittadini. 

Il quadro è ulteriormente aggravato dall'arroganza della classe politica locale, intenta a vaneggiare di nuovi stadi e imponenti piani di riqualificazione comunitaria, mentre si dimostra del tutto incapace di intervenire persino di fronte alla chiusura degli ospedali di prosimità, causati dalla carenza della rete elettrica. 

I canali di scolo risultano completamente infossati, e la vegetazione selvatica invade le carreggiate senza alcun controllo, mentre i cassonetti dei rifiuti versano in condizioni igieniche degradanti a causa della totale assenza di interventi di pulizia e sanificazione.

Chi deve intervenire, chiediamo al sindaco e alla sua giunta, le politiche sociali rimangono del tutto inattive, e la gestione del piano di zona appare paralizzata dalla mancata nomina del legittimo vincitore della selezione pubblica per la presidenza. 

Di fronte a questa interminabile serie di inefficienze e all'incapacità dell'amministrazione di affrontare le vere emergenze del territorio, cresce il rimpianto per figure dal pugno di ferro capaci di imporre un'azione di governo decisiva.

RDM

giovedì 27 agosto 2026

Avellino: senza idee e fantasia siamo destinati alla bieca inelluttabilità..!

 



Il presidente Nicola Giordano sembra intenzionato a imporre a Gianluca Festa, uno scadenziario per la presentazione dei componenti delle commissioni di competenza senza averne alcuna facoltà.

Ha offerto al futile Festa, il pretesto ideale per conquistare l'ennesima ed evitabile visibilità mediatica. 

Nella solita messa in scena di una politica raffazzonata dell'ex primo cittadino, Giordano cade in una maldestra incoerenza, dimenticando che un ruolo di garanzia imporrebbe il semplice prendere atto degli eventi. 

Questa amministrazione ha esordito priva di qualsivoglia visione, navigando a vista giorno per giorno. 

Il sindaco Pizza mostra una totale indifferenza verso l'inerzia della propria giunta, laddove in qualsiasi struttura organizzata o azienda degna di questo nome, le verifiche periodiche sull'operato costituirebbero la normale prassi. 

Il consiglio comunale versa in uno stato di torpore paralizzante, dove a distanza di tre mesi regna il vuoto spinto, e i volti fin troppo noti della giunta non lasciano presagire nulla di buono. 

Pizza avrebbe fatto bene a studiare un minimo di storia prima di consegnarsi a determinati personaggi, se davvero nutriva l'illusione di modificarne il corso.

Nicola Poppa

In questo deprimente scenario di provincia, la sola voce di un certo rilievo rimane quella di Nicola Poppa.

La sua battaglia, condivisa solo nel silenzio generale, punta sulla formazione professionale presso il centro sociale Samantha Della Porta.

Individuare nel recupero dei mestieri artigianali, una risposta al dilagante spopolamento, resta primazia al vuoto che lo circonda.

Una comunità segnata persino da una tragica posizione nazionale nei tassi di suicidio, meriterebbe una presenza istituzionale capace di offrire risposte concrete, o quanto meno di spendere una parola di supporto, anziché arroccarsi in una cronica e nociva indifferenza.

RDM