Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

sabato 3 ottobre 2026

Avellino: un cortocircuito per l'accesso agli atti dimenticati..!

 


Nicola Giordano e Nicola Poppa

È una riflessione amara ma estremamente nitida sul ruolo e la responsabilità della politica locale, in particolare per quanto riguarda l'opposizione e il controllo democratico.

Il punto centrale secondo noi è il fallimento della vigilanza e la normalizzazione delle irregolarità.

Quando l'opposizione si riduce a pochissime voci — o addirittura a un unico consigliere propositivo o incisivo come Nicola Poppa — viene meno la funzione base del Consiglio Comunale. 

La minoranza non serve solo a fare presenza o a votare contro per principio, ma a fare le pulci agli atti, a verificare le procedure e a pretendere il rispetto delle regole. 

Se la maggior parte dei consiglieri se ne sbatte, si crea un vuoto che la maggioranza riempie inevitabilmente facendo e disfando a proprio piacimento.

Il richiamo alle vicende del passato, mostra come certi metodi non nascano dal nulla, ma proliferino dove c'è disattenzione o complicità passiva. 

Incolpare solo chi governa o chi abusa del proprio ruolo, è fuorviante se non si guarda a chi aveva il dovere istituzionale di bloccare, segnalare e denunciare tali condotte e non lo ha fatto.

Procedura, convocazioni informali o fuori norma ad mentula canis, commistioni tra politica e dirigenza, improvvise incursioni o ingerenze nelle società partecipate, sono tutti sintomi di una cultura amministrativa che tratta la cosa pubblica come un feudo privato. 

Quando le regole di ingaggio formali vengono calpestate nell'indifferenza generale, il confine tra gestione amministrativa e interesse personale si annulla.

La burocrazia e gli atti ordinari richiedono studio, presenza e tenacia. 

Spesso i consiglieri cercano il palcoscenico per la battuta ad effetto sui social o sui giornali, ma disdegnano il lavoro oscuro nelle commissioni o la lettura dettagliata delle delibere, che è l'unico vero modo per scoperchiare le illegittimità.

Se la documentazione e i fatti contestati restano nelle mani o nelle iniziative di un solo consigliere, per la maggioranza e la giunta è estremamente facile liquidare la questione come una battaglia personale, un attacco strumentale o una semplice fissazione del singolo. 

La forza dell'opposizione sta nell'azione corale e politica, non solo contabile o giudiziaria.

L'apatia degli altri consiglieri di minoranza finisce per fare da scudo involontario alla maggioranza. 

L'assenza di pressione politica, di richieste sistematiche di accesso agli atti, di pregiudiziali in aula e di presenza costante nelle commissioni, trasmette il messaggio che le irregolarità siano accettabili o privi di conseguenze politiche immediate.

Finché la cittadinanza e i rappresentanti eletti considereranno il rispetto delle procedure come una noiosa formalità, anziché come la prima garanzia di democrazia e trasparenza, si continuerà ad assistere al medesimo copione, cambino o meno i protagonisti della giunta.

RDM

venerdì 2 ottobre 2026

Avellino: una faida personale che non serve alla città..!

 


Laura Nargi continua a confermare la propria irrilevanza sul piano amministrativo, mostrando una sostanziale incapacità di offrire risposte concrete alla comunità, ma una sorprendente attenzione nel portare avanti, con modalità sempre più evidenti, la sua personale faida con l’ex mentore.

Una contesa che appare ormai priva di qualsiasi utilità per la città e che, proprio per questo, finisce per accomunare i protagonisti nel giudizio sulle rispettive condotte.

Da una parte si alimenta uno scontro personale che non produce alcun beneficio per i cittadini; 

dall’altra non si perde occasione per replicare, arrivando persino a convocare in Commissione Trasparenza il capo della tifoseria organizzata.

Una scelta che rischia di trasformare improvvisamente un ultras in un interlocutore istituzionale, alimentando l’impressione di una politica condizionata più dalle contrapposizioni personali, che dalla necessità di affrontare i problemi reali della città.

È difficile non interrogarsi, di fronte a simili episodi, sulla distanza tra la facciata di una stagione politica presentata come nuova, e la riproposizione di logiche che appartengono, invece, a una fase che si sperava definitivamente superata.

Ai vecchi elementi di conflittualità si aggiungono dinamiche da ripicca personale, gestite senza apparente senso della misura, e con il rischio di trascinare le istituzioni dentro una contesa che dovrebbe rimanere estranea alla cosa pubblica.

Nel frattempo, mentre alcuni esponenti sembrano concentrarsi su piccoli interventi dal sapore elettorale, come la gestione dei semafori, e altre figure appaiono assenti o protagoniste di polemiche eccessive, la città continua a fare i conti con problemi ben più concreti.

Il quadro che emerge è quello di un’amministrazione nella quale le energie sembrano spesso essere assorbite dalle contrapposizioni interne, dalle rivendicazioni personali e dalle vecchie logiche di appartenenza, anziché dalla soluzione delle questioni che interessano quotidianamente i cittadini.

In una giunta apparsa sin dall’inizio improvvisata, e nella quale trovano spazio figure già conosciute e ampiamente sottoposte al giudizio della città, spetterebbe al sindaco Nello Pizza assumere finalmente una posizione chiara.

Un intervento fermo, autorevole e soprattutto riconoscibile sul piano amministrativo sarebbe necessario per stabilire una volta per tutte,

se questa maggioranza intenda governare la città o continuare a consumare al proprio interno una partita fatta di personalismi, rivalse e vecchie contrapposizioni.

Perché, alla fine, è proprio dalla capacità del sindaco di esercitare pienamente il proprio ruolo che si potrà comprendere quale sia il reale peso politico e amministrativo di questa esperienza di governo.

RDM

giovedì 1 ottobre 2026

Avellino: traffico, parcheggi selvaggi e impunità, restano e nessuno se ne impipa..!

 


I disagi legati al traffico e ai parcheggi selvaggi nelle ore di punta, trasformano la viabilità cittadina in un vero percorso a ostacoli, alimentando una forte sensazione di abbandono e impunità. 

Quando la presenza del personale di vigilanza viene percepita come insufficiente nei nodi cruciali del flusso veicolare, il mancato rispetto delle norme stradali finisce per paralizzare l'intera circolazione, penalizzando regolarmente chi deve raggiungere il posto di lavoro.

La frustrazione aumenta di fronte alla percezione di un'amministrazione che procede in continuità con il passato, faticando a incisività e controllo del territorio. 

Questo senso di precarietà valica la gestione del traffico e tocca la sicurezza urbana generale, resa ancora più delicata da episodi gravi come gli atti intimidatori di martedì notte. 

La citazione del celebre brano della Nuova Compagnia di Canto Popolare, chill'o fatto è niro niro... sottolinea con amara ironia, quel sentimento di rassegnazione di fronte a dinamiche che sembrano non cambiare mai, lasciando la cittadinanza senza risposte chiare alle proprie richieste di tutela e presenza delle istituzioni.

L'azione della giunta guidata dal sindaco Pizza mostra diverse criticità nell'operato dell'assessore Ettore Iacovacci, sovraccaricato da una quantità di deleghe tale da poter fondare più comuni ma gestito senza la dovuta attenzione. 

La situazione dell'Acs richiede chiarimenti urgenti sulle modalità di lavoro prima di qualsiasi ripristino, superando le abitudini del personale addetto al controllo della sosta per indirizzarlo verso interventi indispensabili.

La città necessita di azioni costanti di manutenzione generale, dalla cura del verde pubblico alla pulizia di caditoie e cunette. 

L'amministrazione dovrebbe valorizzare le competenze artigianali antecedenti all'assunzione dei dipendenti comunali, contenendo le spese per l'affidamento di mansioni a ditte esterne. 

Infine emerge la necessità di riattivare l'impianto semaforico cittadino in via Francesco Tedesco, il cui spegnimento basato su idee di viabilità alternativa, ignora il mancato rispetto delle precedenze da parte degli automobilisti e provoca continui diverbi agli incroci.

RDM

mercoledì 30 settembre 2026

Avellino: Lacedonia e paesi limitrofi vittime della crematomania più nera..!

 


L’Alta Irpinia rientra pienamente nel dibattito sulla trasformazione energetica dell’Appennino, a causa di una forte concentrazione di impianti eolici industriali, fotovoltaici e sistemi di accumulo. 

L’associazione APS Fuori dalle Pale, aderente alla Coalizione Interregionale TESS, evidenzia le ripercussioni di questo fenomeno sul territorio della provincia di Avellino, sottolineando la gravità del fenomeno a livello nazionale.

L’attenzione sul tema viene ulteriormente sollevata dalla presenza di Francesco Pratesi, presidente di Italia Nostra Toscana e figlio del fondatore del WWF Italia Fulco Pratesi. 

Pratesi effettua sopralluoghi sul posto e incontra comitati, associazioni e cittadini per approfondire le criticità segnalate.

Secondo l’associazione, la proliferazione incontrollata di queste strutture incide in modo profondo sul paesaggio, sulle attività agricole e sulla biodiversità locale, un problema aggravato dalla mancanza di una pianificazione territoriale adeguata.

I dubbi sollevati riguardano anche la trasparenza degli iter autorizzativi e le dinamiche di collaborazione tra società di progettazione, enti pubblici e proprietari dei terreni. 

Viene richiesta una verifica approfondita della documentazione amministrativa per accertare eventuali conflitti di interesse.

Tra i punti critici emerge la situazione del comune di Lacedonia, dove l’associazione segnala che alcuni procedimenti legati agli impianti energetici sono stati riaperti dopo una precedente archiviazione.

L’iniziativa di Pratesi mira a estendere il confronto sul piano nazionale, rivendicando regole più rigide, maggiore chiarezza e controlli severi. 

La vertenza pone un interrogativo fondamentale per il futuro del territorio, incentrato sulla ricerca di un equilibrio tra le esigenze della transizione energetica e la salvaguardia del paesaggio, dell’agricoltura e del tessuto sociale dell’Irpinia.

RDM

Avellino: promesse garibaldine e bilanci al buio..!

 


La preoccupazione della città per la nomina di un avvocato alla guida dell'assessorato al bilancio appare del tutto fondata, soprattutto considerando la serie di gestione commissariali del passato che imporrebbe un approccio ben più rigoroso e trasparente anziché un inizio improvvisato. 

Risulta indispensabile che Rosalia Iandiorio fornisca risposte concrete mettendo sul tavolo la situazione reale delle casse comunali, supportata dai dati numerici effettivi e non dalle solite dichiarazioni di circostanza.

Si rende inoltre fondamentale chiarire in modo definitivo, le condizioni dell'Acs e definire i compiti destinati ai lavoratori da reintegrare, così da consentire alla cittadinanza di comprendere le strategie amministrative, prima che diventino scelte irreversibili. 

L'amministrazione dovrebbe finalmente dimostrare di ascoltare le istanze e le aspettative popolari, definendo un piano d'azione trasparente e fissando priorità ben precise. 

Intervenire sull'emergenza abitativa, sulla viabilità, sulla manutenzione del verde e sull'impiego dei vigilini, sfruttando le loro competenze per la tutela del patrimonio pubblico rappresenterebbe una svolta concreta e un servizio di reale valore per la comunità.

Prevale purtroppo la tendenza a riempirsi la bocca con grandi progetti e promesse altisonanti, lasciando da parte le questioni pratiche che incidono sulla quotidianità. 

L'esempio della ferrovia risulta emblematico, essendo rimasta dimenticata per lunghi anni prima di ritrovare una improvvisa centralità nei discorsi della politica locale. 

Una riscoperta dettata essenzialmente da due ragioni comode: da un lato la possibilità di tenersi al riparo da qualsiasi responsabilità diretta sul passato, dall'altro l'opportunità di utilizzare questi annunci altisonanti, per costruirsi una facciata da grandi figure istituzionali.

Appare desolante la strategia adottata da chi amministra, risolta in una costante presa in giro ai danni di chi risiede in un quartiere ormai privato di qualsiasi iniziativa e interesse. 

La carenza cronica di idee e di visione, che caratterizza l'operato degli assessori in carica, porta soltanto alla ripetizione di copioni stancanti e fastidiosi, mettendo in luce una totale assenza di creatività e una preoccupante inadeguatezza nel dare risposte concrete alla comunità.

RDM

martedì 29 settembre 2026

Avellino: ritorniamo al gioco delle tre carte da cui pensavamo d'esserci affrancati..!

 


L’arroganza dimostrata da Angelo D’Agostino nel rivendicare la propria vicinanza al percorso politico berlusconiano, sin dai tempi della discesa in campo, appare speculare, almeno sul piano politico, al comportamento di un’amministrazione comunale incline a concedere da una parte per poi sottrarre dall’altra.

L’imprenditore di Montefalcione, infatti, si candidò con la lista guidata da Mario Monti, il professore chiamato alla guida del Governo dopo la complessa fase istituzionale che accompagnò l’uscita di scena di Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi.

Una parabola politica che, al di là delle legittime scelte personali, restituisce l’immagine di una politica nella quale le appartenenze e le convenienze sembrano talvolta, assumere contorni estremamente mutevoli.

La stessa logica, sul piano amministrativo, emerge dalle scelte della giunta guidata dal sindaco Nello Pizza. 

Da un lato viene introdotta, o ripristinata, la gratuità della sosta breve nei parcheggi cittadini; 

dall’altro, secondo quanto denunciato nel dibattito pubblico, tale beneficio rischia di essere compensato da un maggiore carico fiscale a danno dei residenti.

Il risultato è una sorta di gioco delle tre carte amministrativo: 

si concede qualcosa in un settore e, contemporaneamente, si recupera altrove ciò che è stato concesso.

L’aspettativa di aver definitivamente chiuso la stagione dei giochi di prestigio politici, dopo l’uscita di scena di Gianluca Festa, rischia così di essere smentita dal tentativo di riproporre, con formule diverse, meccanismi già conosciuti.

E resta una domanda, forse la più amara: 

perché una parte dell’elettorato continua a premiare figure politiche che appaiono prive di una visione complessiva, mentre fatica a riconoscere il valore di chi si impegna quotidianamente per la propria comunità?

Massimo Passaro ha opportunamente richiamato l’attenzione sulla straordinaria capacità di Avellino di autoescludersi dalle opportunità di sviluppo, che si presentano davanti all’Irpinia.

Un evento di respiro internazionale come le regate veliche ospitate a Napoli avrebbe potuto rappresentare, per esempio, una vetrina strategica anche per l’entroterra irpino. 

Sarebbe bastato immaginare una politica territoriale capace di promuovere Avellino e la provincia come destinazione complementare all’evento, predisponendo iniziative di accoglienza e collegamenti, magari gratuiti o agevolati, per accompagnare i visitatori verso il capoluogo e i territori circostanti.

Non si tratta soltanto di cogliere un’occasione turistica. Si tratta di possedere una visione del territorio.

Ed è proprio su questo terreno che l’azione della giunta cittadina merita una riflessione politica più ampia. 

Il problema, infatti, non può essere ricondotto esclusivamente a una presunta incapacità strategica.

Il punto è capire se il bene comune rappresenti davvero la priorità dell’azione amministrativa.

Quando le decisioni pubbliche sembrano essere lette soprattutto attraverso il prisma delle future candidature, e delle prossime consultazioni regionali o nazionali, il rischio è che la città venga trasformata in uno strumento della politica, anziché essere la ragione stessa per cui la politica dovrebbe esistere.

È questa la vera questione.

Amministrare significa assumersi la responsabilità del presente, ma soprattutto costruire opportunità per il futuro. 

Vuol dire mettere Avellino nelle condizioni di intercettare ogni occasione di sviluppo, anziché assistere, ancora una volta, agli eventi che passano altrove.

Perché concedere qualcosa oggi e sottrarlo domani può forse produrre un consenso momentaneo.

Ma non costruisce una città.

RDM

lunedì 28 settembre 2026

Avellino: aspettando Natale accade tutto questo...

 



Retorica infarcita di fumo e promesse da marinaio, hanno prodotto esattamente ciò che ci si poteva aspettare: un pugno di mosche. 

Nemmeno le tanto sbandierate quantunque indecenti elargizioni si sono materializzate, se si esclude quella indegna destinata alle sigle sindacali.

Unica eccezione concessa a chi, tra le mura del Centro Samantha Della Porta, ha preferito distinguersi per una costante e assordante assenza, confermando la totale inconcludenza di una pantomima politica che ha ormai perso ogni contatto con la realtà.

L'amministrazione attuale sembra la fotocopia di quella precedente, al punto da riportare a galla accuse che si credevano ormai relegate al passato. 

L'ex sindaco trova nuovo slancio nel denunciare chi ne riproduce i metodi, ricevendo in risposta solo controaccuse anziché argomentazioni di merito. 

Da parte sua, l'assessore Iacovacci, pur efficace nel criticare gli errori della gestione precedente, tace sulle motivazioni che consentono concessioni gratuite del suolo pubblico e servizi di pulizia dedicati lungo il Corso principale. 

L'attuale giunta finisce così per somigliare a una sorta di Babbo Natale, capace di superare persino la generosità delle feste tradizionali con i propri doni istituzionali.

RDM