Il tentativo di Gianfranco Rotondi di recuperare una credibilità politica appare tardivo e scarsamente convincente.
La parabola dell'eterno parlamentare, la cui attività nelle aule romane è stata storicamente percepita come distante dalle concrete battaglie del territorio, non brilla certo per affidabilità.
Eppure, il deputato ha ritenuto opportuno prendere la parola alla Camera, per perorare la causa dei familiari dell'ennesima vittima, la trentasettesima, per avvelenamento da amianto all'Isochimica di Pianodardine.
Risulta singolare che un esponente di spicco della maggioranza debba sollecitare pubblicamente, il proprio Presidente del Consiglio per un dossier, che dovrebbe invece trovare risposte concrete, nei corridoi del potere romano.
L'iniziativa assume i contorni di una mera operazione pubblicitaria, utile a ridipingere un curriculum politico, ormai sbiadito agli occhi dell'opinione pubblica, puntando su un intervento dall'efficacia nulla ma dal sicuro impatto emotivo.
In questo palcoscenico di scelte drammatiche, il parlamentare non poteva certo esimersi dal recitare la propria parte;
specialmente dopo aver espresso vicinanza a Gianluca Festa e Laura Nargi, all'indomani delle prime pesanti contestazioni per associazione a delinquere, delegittimando di fatto l'azione della Procura.
Le dinamiche della politica cittadina sembrano aver smarrito ogni parametro di logica e legalità.
L'avallo politico a figure sotto inchiesta per reati gravi, contribuisce a normalizzare condotte che dovrebbero invece, incontrare una ferma condanna istituzionale.
Il ruolo più sconcertante viene giocato da quegli ambienti ecclesiastici che si sono assunti il compito di riabilitare e traghettare la vecchia dirigenza, verso una presunta rispettabilità, calpestando le leggi dello Stato e la dignità dei cittadini onesti.
La rimozione delle regole e della legittimità è divenuta un metodo di vita accettato, dove i conflitti di interesse e le tutele delle tifoserie prevalgono sul bene comune.
Il capoluogo si conferma così un laboratorio dell'incomprensibile, in cui il dramma storico degli operai dell'Isochimica viene strumentalizzato per scopi elettorali.
Ma i veri nodi del malaffare e della commistione tra poteri forti e istituzioni religiose, vengono sistematicamente ignorati o giustificati in nome della conservazione del potere.
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