Laura Nargi prosegue nel solco tracciato dai suoi predecessori, mantenendo l'attenzione focalizzata sulla gestione delle apparenze piuttosto che sulla risoluzione delle criticità strutturali che affliggono la comunità.
La sua azione sembra concentrarsi strategicamente sulla conservazione di un certo consenso elettorale, evitando accuratamente di affrontare le piaghe sociali che restano confinate ai margini del dibattito amministrativo.
Nonostante il cambio di facciata, la sostanza del potere locale non sembra mutata.
La gestione dei quartieri e la priorità concessa alle grandi opere, rimangono i pilastri di una visione che privilegia l'impatto visivo immediato, a scapito di interventi duraturi nel campo dell'assistenza e dell'integrazione.
Mentre si stringono accordi di facciata, il tessuto sociale più fragile continua a attendere risposte che difficilmente, arriveranno da chi ha scelto la continuità del silenzio rispetto al coraggio del cambiamento.
Diventare sindaco è una bella rogna: troviamo sospetta tanta euforia..!
Le menzogne si accumulano ormai, senza sosta in una narrazione pubblica che rasenta il ridicolo.
Da un lato si sbandiera la volontà di arrestare la cementificazione, dall'altro si promette il sostegno a progetti faraonici come quello stadio, che avrebbe senso solo in una realtà calcistica di massima serie, ormai lontana dai fatti.
Restano impresse le rappresentazioni sceniche avvenute nella banca di via dei Due Principati, dove imbonitori e narratori di favole si sono ritrovati con l’unico scopo di raschiare il fondo del barile dei consensi.
Il piano presentato dal progetto dello stadio, contiene previsioni gestionali che sono state prontamente smantellate dalle opposizioni, rivelando l'intenzione di affiancare alla struttura sportiva, l'ennesimo complesso destinato a centro commerciale e hotel.
Basterebbe un briciolo di curiosità per scoprire l'inconsistenza delle promesse fatte dalle ultime amministrazioni, finite sotto commissariamento, e per rileggere i programmi mai attuati dell'ex sindaco e i sogni del suo vice, poi asceso alla carica principale.
La situazione appare come una parodia grottesca, un teatrino di cui, purtroppo, troppi fingono di non accorgersi.
RDM
