Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

sabato 23 maggio 2026

Avellino: il vice sindaco di Pino Galasso oggi scende dal pero..!

 


L'interrogativo sulla regolarità amministrativa dell'era di Gianluca Festa trova una risposta impietosa in ogni faldone rimasto per anni lontano da sguardi indiscreti. 

La vulnerabilità del sistema non risiede solo nella spregiudicatezza del vertice politico, ma nella connivenza e nella leggerezza con cui gli uffici comunali hanno assecondato ogni disposizione, preparando il terreno per le pesanti contestazioni giudiziarie che l'ex sindaco si trova oggi ad affrontare.

L'episodio del bando per la gestione dei parcheggi cittadini rappresenta un esempio lampante, di come la fretta di raggiungere l'obiettivo desiderato possa tradursi in un errore clamoroso. 

La scelta del foro di Catania quale tribunale competente per eventuali liti, inserito tra le righe del documento ben prima che la gara si celebrasse, assume i contorni di un vero e proprio lapsus freudiano. 

Questo dettaglio burocratico costituisce la prova di come il bando fosse stato strutturato ricalcando fedelmente le specifiche della società catanese che si è poi aggiudicata l'appalto, svelando un disegno preordinato in cui la procedura di evidenza pubblica è stata ridotta a una mera formalità di facciata.

Un altro capitolo che meriterebbe un controllo approfondito riguarda i rapporti con la società De Vizia, responsabile della gestione dei rifiuti. 

A sollevare pesanti perplessità è la coincidenza legata ai centomila euro versati dalla ditta appaltatrice, nelle casse della società sportiva riconducibile direttamente a Festa.

Questo flusso di denaro, forse mascherato da sponsorizzazione, si inserisce in quel sistema di relazioni opache tra amministrazione pubblica e aziende private, che la Procura ha inteso perseguire, evidenziando come la gestione dei servizi essenziali venisse utilizzata quale strumento per alimentare interessi personali o di consorteria.

La cieca fedeltà di una parte della città nei confronti di un personaggio sotto processo e gravato da accuse così infamanti non si spiega con il fascino politico, bensì con la cinica attesa di una spartizione dei benefici una volta tagliato il traguardo elettorale. 

In un contesto in cui il programma per il sociale e il bene comune viene sistematicamente ignorato, il consenso si trasforma in un investimento clientelare. 

Chi sostiene questa proposta non cerca una buona amministrazione, ma la garanzia che quel sistema di affidamenti diretti, favori e incarichi possa ripartire, garantendo a ciascun sodale la propria quota di potere e di profitto a scapito della legalità e della dignità dell'intera comunità.

RDM

venerdì 22 maggio 2026

Avellino: la strada è aperta, la città potrà rispondere secondo coscienza..!

 


Lo stupore ostentato da Gianluca Festa in merito alla tempistica del pronunciamento della Commissione parlamentare Antimafia, che ha decretato la sua impresentabilità solo in occasione delle elezioni comunali e non per le precedenti regionali, rivela una profonda ipocrisia. 

Appare evidente che il potenziale di danno amministrativo in un contesto regionale, sia ben diverso rispetto a quello esercitabile in una realtà locale di dimensioni ridotte, dove le logiche di potere personale si consolidano più facilmente, ed è sufficiente un briciolo di visibilità per accreditarsi come leader. 

In una comunità cittadina, un simile verdetto istituzionale dovrebbe indurre l'elettorato a una riflessione molto più attenta e a una scelta basata sull'assoluta oculatezza.

L'anomalia più sconcertante di questa campagna elettorale risiede nella riproposizione di programmi altisonanti, proclami grandiosi e promesse gigantesche, che contrastano violentemente con la realtà dei fatti. 

Ciò che realmente rimane impresso, generando un profondo sconforto, è la vicenda del bando d'appalto per i parcheggi formulato in modo da predeterminare il vincitore, insieme alla miriade di contestazioni penali di cui l'ex sindaco dovrà rispondere davanti alla giustizia.

In questo quadro di opacità, la posizione di Laura Nargi appare indissolubilmente legata a quella del suo ex capo politico.

All'epoca dei fatti, l'allora vice sindaco ne assecondava le scelte, giungendo persino, secondo le ricostruzioni, ad avvertirlo della presenza della Guardia di Finanza, e a cooperare nel disperato tentativo di occultare documenti e supporti informatici durante le perquisizioni.

Sarebbe quanto mai opportuno che la candidata spiegasse alla cittadinanza per quale motivo, nonostante la sua ininterrotta presenza tra i banchi del Comune fin dal 2013, e i ruoli di massimo rilievo ricoperti, non sia mai riuscita a risolvere nessuno dei problemi strutturali della città. 

Gli stessi che oggi, dopo tredici anni di assoluta inefficacia amministrativa, promette miracolosamente di sanare. 

Non occorre una particolare acutezza intellettiva per unire i puntini e comprendere il disegno complessivo; 

mentre una simile e pervicace spregiudicatezza sembra appartenere unicamente, a chi persegua il solo obiettivo di infangare ulteriormente le istituzioni cittadine.

RDM

giovedì 21 maggio 2026

Avellino deve scegliere fra impresentabili e un professionista per bene..!

 

A volte ritornano

La decisione di Nello Pizza di sottrarsi al confronto televisivo con Gianluca Festa e Laura Nargi, risponde alla precisa volontà di marcare una netta distanza da due figure già gravate da pesantissime accuse penali. 

La reazione dei due ex alleati è stata segnata da un forte nervosismo; 

in particolare, la candidata alla carica di sindaco ha manifestato una prevedibile indignazione, definendo l'assenza dell'avversario un evento senza precedenti nella storia politica locale.

Risulta sempre più faticoso argomentare di fronte alle continue mistificazioni della realtà, che i due esponenti della vecchia amministrazione si affannano a diffondere. 

Nello Pizza

Specialmente nei giorni in cui la Commissione parlamentare Antimafia ha inserito ufficialmente Gianluca Festa e altri quattro candidati delle loro liste, nell'elenco degli impresentabili. 

Di fronte a un simile pronunciamento istituzionale, la sfrontatezza politica dovrebbe cedere il passo alla dignità personale, ma l'antologia di promesse irrealizzabili e di atteggiamenti istrionici offerta in questi anni, conferma la totale assenza di senso del limite.

Anche i tentativi di giustificare le palesi irregolarità burocratiche sfociano nel ridicolo. 

La spiegazione fornita in merito alla scelta del foro di Catania all'interno del bando per l'affidamento dei parcheggi, è stata liquidata con estrema superficialità dall'ex sindaco, il quale ha sostenuto che si tratterebbe di una normale prassi amministrativa. 

Al contrario, la normativa vigente impone regole profondamente diverse, come ha platealmente evidenziato lo stesso Pizza, confermando l'anomalia di una gara strutturata su misura per il soggetto privato.

L'elettorato cittadino si trova ora di fronte a un bivio morale, e non può continuare ad assecondare questo declino istituzionale. 

Festa e Nargi non meritano la fiducia della comunità e chi sceglie di schierarsi al loro fianco, dimostra di condividere la medesima impostazione etica e culturale, basata sulla rimozione della legalità e sul disprezzo per le regole fondamentali della convivenza civile.

RDM

mercoledì 20 maggio 2026

Avellino: Nello Pizza, il candidato distante da Il Gatto e la Volpe..!



L'esternalizzazione della gestione dei parcheggi ad Avellino rappresenta una scelta amministrativa deleteria, le cui conseguenze negative emergono oggi con estrema lucidità. 

Così descrive Nicola Giordano l'azione di controllo all'interno del Consiglio Comunale, che aveva già ampiamente denunciato una strategia fallimentare. 

Questa ha finito per indebolire l'Azienda Città Servizi e per mettere a serio rischio la natura pubblica, di un servizio strategico per l'intera comunità.

I fatti smentiscono qualsiasi tentativo odierno di riscrivere la realtà di quella gestione. 

La decisione di affidare la sosta ai privati ha progressivamente svuotato l'azienda pubblica delle sue funzioni principali, lasciandola priva di bilanci approvati, continua Giordano, e senza alcuna ricapitalizzazione; 

fino a condurla inevitabilmente, alla liquidazione senza che vi fosse un reale dibattito pubblico sul destino dei lavoratori e dei servizi.

Quando la giunta guidata da Gianluca Festa decise di procedere con l'affidamento ai privati, persino l'Autorità Nazionale Anticorruzione sollevò pesanti criticità sulla convenzione proposta. 

Nonostante i rilievi ufficiali dell'organo di controllo, aggiunge l'ex consigliere Pd, l'amministrazione scelse inspiegabilmente di tirare dritto, sottoscrivendo un accordo totalmente sbilanciato a favore degli interessi dei soggetti privati.

L'idea di città che emerge da quella stagione politica, si basa su un modello in cui i cittadini vengono vessati a beneficio del profitto di pochi, anziché poter usufruire di servizi gestiti nell'interesse della collettività. 

Per questa ragione, la vera priorità amministrativa deve rimanere la salvaguardia della gestione pubblica, l'assoluta garanzia della trasparenza e la piena tutela dei livelli occupazionali, offrendo un'alternativa concreta a un sistema che ha trasformato i beni comuni in occasioni di speculazione.

RDM

martedì 19 maggio 2026

Avellino: un elettorato incosciente continua la propria dedizione alla clientela più feroce..!

 


Il Paragnosta..!

Il paragone tra l'ex sindaco e certi vertici della politica nazionale, appare calzante nell'uso di una retorica che dispensa promesse senza alcun limite di realismo. 

Sembra quasi di riascoltare i versi de L'anno che verrà, di Lucio Dalla, sarà tre volte Natale, e festa tutto il giorno...i muti potranno parlare e i sordi già lo fanno...

Silenzi che diventano parole e divieti che svaniscono nel nulla. 

Un delirio narrativo composto da una stratificazione di menzogne che ha caratterizzato l'intera esperienza amministrativa; 

ma che oggi fatica a reggere l'impatto con la realtà. 

Il tempo degli asini che volano sembra giunto al termine, poiché il meccanismo è stato ormai smascherato con brutale chiarezza.

In un contesto come quello avellinese, la gestione del proprio bacino di voti segue logiche che poco hanno a che fare con il bene comune.

Nessuno chiede realmente ai candidati un piano strutturato per il sociale o per il benessere della comunità.

L'interesse dell'elettore medio si concentra esclusivamente sul beneficio personale, che si tratti di un trasferimento, di un incarico o di una promessa di assunzione.

Questo sistema clientelare è il terreno fertile su cui è cresciuta un'amministrazione che oggi deve rispondere di accuse pesantissime.

Ciò che è emerso dalle indagini della Procura costituisce l'unico dato oggettivo e attendibile per valutare la passata gestione.

Nonostante ciò, si assiste ai tentativi di alcuni esponenti della Curia avellinese, più o meno influenti, di accreditare versioni dei fatti differenti, quasi fossero destinatari di una qualche illuminazione superiore.

Questi interventi divini a favore della vecchia guardia amministrativa non possono cancellare la realtà dei fatti. 

Avellino è stata governata attraverso una narco-propaganda che ha privilegiato lo spettacolo e il piacere personale, al posto della cura per i fragili e dell'integrità gestionale. 

La pretesa di saperne più della magistratura, ostentata da certi ambienti ecclesiastici, appare solo come l'ultimo maldestro tentativo di difendere un sistema di potere ormai al tramonto.

RDM

lunedì 18 maggio 2026

Avellino: i pozzi restano avvelenati e l'indignazione latita..!

 


Il tentativo di Gianfranco Rotondi di recuperare una credibilità politica appare tardivo e scarsamente convincente. 

La parabola dell'eterno parlamentare, la cui attività nelle aule romane è stata storicamente percepita come distante dalle concrete battaglie del territorio, non brilla certo per affidabilità. 

Eppure, il deputato ha ritenuto opportuno prendere la parola alla Camera, per perorare la causa dei familiari dell'ennesima vittima, la trentasettesima, per avvelenamento da amianto all'Isochimica di Pianodardine.

Risulta singolare che un esponente di spicco della maggioranza debba sollecitare pubblicamente, il proprio Presidente del Consiglio per un dossier, che dovrebbe invece trovare risposte concrete, nei corridoi del potere romano. 

L'iniziativa assume i contorni di una mera operazione pubblicitaria, utile a ridipingere un curriculum politico, ormai sbiadito agli occhi dell'opinione pubblica, puntando su un intervento dall'efficacia nulla ma dal sicuro impatto emotivo.

In questo palcoscenico di scelte drammatiche, il parlamentare non poteva certo esimersi dal recitare la propria parte;

specialmente dopo aver espresso vicinanza a Gianluca Festa e Laura Nargi, all'indomani delle prime pesanti contestazioni per associazione a delinquere, delegittimando di fatto l'azione della Procura.

Le dinamiche della politica cittadina sembrano aver smarrito ogni parametro di logica e legalità.

L'avallo politico a figure sotto inchiesta per reati gravi, contribuisce a normalizzare condotte che dovrebbero invece, incontrare una ferma condanna istituzionale. 

Il ruolo più sconcertante viene giocato da quegli ambienti ecclesiastici che si sono assunti il compito di riabilitare e traghettare la vecchia dirigenza, verso una presunta rispettabilità, calpestando le leggi dello Stato e la dignità dei cittadini onesti.

La rimozione delle regole e della legittimità è divenuta un metodo di vita accettato, dove i conflitti di interesse e le tutele delle tifoserie prevalgono sul bene comune.

Il capoluogo si conferma così un laboratorio dell'incomprensibile, in cui il dramma storico degli operai dell'Isochimica viene strumentalizzato per scopi elettorali.

Ma i veri nodi del malaffare e della commistione tra poteri forti e istituzioni religiose, vengono sistematicamente ignorati o giustificati in nome della conservazione del potere.

RDM

sabato 16 maggio 2026

Avellino: due commissariamenti a ripetizione non bastano a una città senz'anima..!

 



Nonostante il mandato a termine, l'operato del Commissario Perrotta può essere considerato positivo, sebbene una visione più autentica delle criticità locali, sarebbe stata possibile attraverso un confronto diretto con le realtà associative che vivono quotidianamente il disagio del territorio. 

Troppe sigle esistono solo sulla carta o per auto-conservazione, ma ignorare chi ha trasformato l'impegno civile in una missione di vita appare un limite quasi patologico.

Ascoltare una figura come Massimo Passaro sarebbe stato un atto di rispetto verso la comunità e verso un lavoro di denuncia che, sebbene brutale nel modo in cui espone la realtà, disturba solo chi è immerso in una pervicace indifferenza. 

Il costante bombardamento di informazioni che il rappresentante de I Cittadini in Movimento attua tramite video e interventi digitali, svolge una funzione sociale preziosa, mirata a scuotere un'opinione pubblica assopita. 

Si tratta di un'opera edificante che la miseria umana, purtroppo, non riesce nemmeno a scorgere.

La dedizione nel far emergere le brutture e le disfunzioni amministrative non dovrebbe essere vissuta come un fastidio, bensì come uno stimolo per chiunque sia chiamato a gestire la cosa pubblica, anche se per un breve periodo. 

Evitare il confronto con chi presidia il territorio con tale tenacia, significa privarsi di una bussola fondamentale per orientarsi tra i bisogni reali dei cittadini.

RDM