Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

lunedì 22 giugno 2026

Avellino: la restaurazione portò alla rivoluzione..!

 

La giunta di Nello Pizza

La composizione della nuova giunta municipale suscita profonde perplessità e lascia ben poco spazio alla serenità. 

Tra i nomi spicca quello di Cipriano, un personaggio che ha storicamente conquistato lo scranno di consigliere dispensando ai propri elettori una discreta dose di chiacchiere e vacuità, per poi rintanarsi comodamente al Gesualdo dimenticando ogni impegno preso. 

La sua parabola è culminata in una vicenda giudiziaria che, per quanto conclusasi senza condanne, lascia comunque l'amaro in bocca a una comunità stanca di essere ciclicamente trascinata in dinamiche opache e sospetti striscianti. 

C'è poi Iacovacci, forte del suo bottino di preferenze personali, il quale si pone come un pilastro della coalizione senza aver tuttavia prodotto alcunché di tangibile fino a questo momento. 

Il resto della squadra non merita nemmeno una menzione dettagliata, vista l'assoluta mancanza di meriti memorabili accumulati durante la loro perenne permanenza sulle varie poltrone comunali.

In definitiva si tratta delle solite facce, viste e riviste, la cui presenza viene garantita esclusivamente dall'indiscutibile rispettabilità del Sindaco, unanimemente considerato una persona perbene.

A questo punto emerge la necessità che l'amministrazione definisca un elenco chiaro di tre o quattro priorità fondamentali da ricondurre alla normalità, indicando con precisione tempi di realizzazione e scadenze tassative. 

Il tutto dovrebbe poi essere illustrato in una conferenza stampa aperta a un reale contraddittorio, utile a spiegare i risultati passo dopo passo.

Tra le questioni urgenti spicca la gestione dello stadio, una struttura che si profila come un autentico generatore di guai per il tessuto urbano. 

Una soluzione radicale potrebbe essere il suo trasferimento in periferia, seguendo il modello delle maggiori città italiane e internazionali. 

In alternativa, qualora dovesse restare nella collocazione attuale, si renderebbe quantomeno indispensabile un intervento drastico di pulizia, in particolare per i servizi igienici che oggi testimoniano il totale declino del vivere civile. 

La manutenzione degli alloggi e la consegna alle famiglie ormai in attesa da anni, a nostro avviso è una priorità.

Ancora, il rifacimento delle pavimentazioni, specialmente nei pressi delle rotatorie e delle strade a servizio dei parchi e delle zone residenziali, rappresentano interventi urgentissimi per restituire un minimo di qualità al decoro cittadino.

Prendere esempio dal  direttore dell'Asl Maria Concetta Conte, non sarebbe male.

Conte si distingue per un operato concreto e privo di superflui proclami. 

Evitando sfilate di rito a braccia incrociate o quegli stucchevoli atteggiamenti di stampo oltreoceanico, la dirigente ha dimostrato pragmatismo aprendo il Centro per l'Autismo, e attivandosi concretamente per il potenziamento degli ospedali di prossimità.

RDM

sabato 20 giugno 2026

Avellino: una giunta disunita a scuola di priorità..!

 Maria Concetta Conte, direttore generale Asl Avellino


Il panorama politico locale offre il consueto spettacolo di approssimazione, un festival della confusione in cui si muovono indifferentemente, assessori in pectore e consiglieri delusi per una presunta bocciatura elettorale. 

Il primo cittadino si trova costretto a gestire una compagine che necessiterebbe di un vero e proprio corso di formazione scolastica elementare, utile a definire un piano di azioni prioritarie che, paradossalmente, restano ignote persino agli stessi rappresentanti della maggioranza.

Si assiste così a giravolte singolari, come quella di Iacovacci, che attacca le zone a traffico limitato per poi approvarle senza troppi sussulti, mentre Iandolo manifesta apertamente la propria frustrazione per il mancato inserimento nella squadra dell'esecutivo. 

Del resto, la cifra del tempo presente è il trionfo dei tuttologi, personaggi convinti di acquisire competenze specifiche per una sorta di miracolosa investitura divina legata al ruolo ottenuto. 

La presenza di professionisti veri nei vari assessorati avrebbe garantito esiti di sicuro diversi, mentre nello scenario attuale si registra, nella migliore delle ipotesi, la presenza di figure che riescono a comprendere i meccanismi della macchina amministrativa con colpevole ritardo, circondate da una schiera di sapientoni in costante crescita esponenziale.

La differenza sostanziale risiede nella competenza, come dimostra la gestione del direttore Maria Concetta Conte alla guida dell'azienda sanitaria locale, dove l'esperienza nel settore si traduce in traguardi concreti. 

Di contro, l'azienda ospedaliera Moscati sconta le difficoltà del direttore generale Germano Perito, il quale si muove ancora a tentoni a causa di un percorso accademico in economia che si rivela del tutto estraneo, alle dinamiche strettamente operative di un presidio ospedaliero.

L'efficacia dell'azione di Maria Conte trova un'ulteriore conferma nell'attivazione della casa di comunità a Castel Baronia, una struttura deputata all'assistenza degli anziani, che rappresenta un segnale di fondamentale importanza, per le aree interne e più isolate del territorio. 

Grazie a questo intervento, i milleduecento residenti del comune hanno potuto percepire la vicinanza reale delle istituzioni, dimostrando come una programmazione attenta, possa finalmente azzerare le storiche disuguaglianze ed evitare l'esistenza di cittadini penalizzati dalla perifericità geografica.

RDM

venerdì 19 giugno 2026

Avellino: nonostante l'endemica carenza di risorse economiche, il metodo festiano ha appassionato tanti...!

 


Il controverso capitolo dei finanziamenti pubblici destinati all'Us Avellino viene liquidato da parte della stampa come una semplice prassi consolidata. 

Una giustificazione che evoca inevitabilmente altre vecchie abitudini del sistema, come l'anatocismo bancario, considerato normale per decenni prima che interventi legislativi e ricorsi illuminati ne svelassero la vera natura di espediente usurario. 

La collocazione geografica di Avellino, capoluogo di una provincia inserita in una regione di rilievo, basta e avanza a fornire agli appassionati di calcio, le coordinate storiche o logistiche per rendere ingiustificati simili investimenti.

Dietro la parvenza della consuetudine si nasconde il solito stratagemma finalizzato a dilapidare il denaro della collettività, utile forse a coltivare amicizie strategiche o a perseguire interessi ben più oscuri. 

L'operato del presidente Rizieri Buonopane si dimostra fallimentare sul fronte della reale promozione del territorio, abbandonato a se stesso come testimonia in modo lampante lo stato disastroso della rete viaria locale. 

Invece di incanalare risorse verso il ripristino delle strade, si preferisce deviare i fondi altrove.

Chiunque si trovi a percorrere quotidianamente le arterie dell'Irpinia conosce fin troppo bene le criticità strutturali, un problema che diventa drammatico e ridondante persino da descrivere durante la stagione invernale, quando le cronache locali si riempiono regolarmente di denunce sui disagi automobilistici.

Le abitudini e le prassi non possono e non devono rappresentare un metro di misura per ciò che è giusto. 

Una provincia gravata da carenze sistemiche e bisognosa di interventi strutturali prioritari, dovrebbe concentrarsi sul miglioramento dei servizi e delle aspettative dei cittadini, abbandonando una volta per tutte, la malsana tendenza a sprecare denaro pubblico a danno della comunità irpina.

RDM

giovedì 18 giugno 2026

Avellino: niente è quello che sembra..!

 

D'Agostino e Buonopane dinanzi alla mostruosa porta verde della Provincia..!

    Il tenente Antonietta D'Appollonio assume il comando della Guardia di Finanza di Avellino a soli ventisette anni, un'età che promette di portare una ventata di energia positiva in una provincia da troppo tempo soffocata dalle logiche di vecchi marpioni della politica locale.

L'amministrazione di Avellino è ormai tristemente celebre per un sistema clientelare che riduce le tasse dei contribuenti a un bancomat privato. 

Emblematico è il caso del presidente uscente Buonopane e del suo ambiguo rapporto con Angelo Antonio D'Agostino. 

Il finanziamento di ben due milioni di euro a favore della squadra di calcio locale, giustificato con un presunto ritorno d'immagine, appare tanto infantile quanto sospetto. 

Un esborso simile avrebbe meritato la massima trasparenza, mentre si è assistito al sistematico tentativo di ostacolare l'accesso dei consiglieri alle delibere, come denunciato dal nuovo vice presidente Spera. 

Il comandante Antonietta D'Appollonia

Quando la lettura delle carte diventa un ostacolo insormontabile sia al Comune sia alla Provincia, e il denaro pubblico viene trattato come un deposito personale degli amministratori, il lavoro per la Corte dei Conti e la Guardia di Finanza è destinato ad aumentare.

La memoria corta della città, sempre pronta a farsi ammaliare dai venditori di fumo, dimentica che l'Us Avellino deve ancora oltre un milione di euro, più gli interessi accumulati negli anni, per i canoni inevasi dello stadio Partenio. 

Si assiste così al paradosso sociale per cui un povero cittadino in difficoltà con le rate della spazzatura viene emarginato, mentre D'Agostino viene celebrato come un eroe solo perché possiede il tifo calcistico.

Questa deriva culturale, che allontana le persone dalla legalità per avvicinarle ai furbi, deve essere arginata. 

Le indagini della Procura dovrebbero garantire la giustizia per tutti, ma pare che il cittadino eviti di scuotere equilibri consolidati dove gli scaltri trionfano sempre. 

Persino l'archiviazione di un'indagine complessa da parte di un Gip non cancella i fatti; 

dimostra spesso che i confini di una legge aggirata con astuzia, impediscono di procedere oltre. 

Nessuno dovrebbe quindi sbandierare una presunta verginità morale dietro un'assoluzione formale, poiché non è raro che gli stessi soggetti finiscano nuovamente nel mirino della giustizia e alla fine, vengano giudicati colpevoli.

RDM


mercoledì 17 giugno 2026

Avellino: A Santa Chiara, ropp' arrubbata, facettero 'e porte 'e fierro"..!

 

Enzo De Luca abbatte le sacralità notturne..!

Il celebre sindaco sceriffo di Salerno ha dichiarato guerra a quella movida selvaggia che ha tormentato per anni i residenti del centro storico e di altri quartieri cittadini, una situazione degenerata a causa della visione distorta della gestione precedente. 

Nonostante i fiumi di inchiostro versati per spiegare quanto questo caos fosse ingiusto e irrispettoso, chi si considerava padrone del divertimento pubblico ha sempre ignorato la disperazione e le proteste di anziani, malati e famiglie con bambini piccoli.

L'operazione di pulizia morale e acustica è stata battezzata con il programmatico motto Cafoni zero

Il provvedimento mira a stroncare definitivamente la musica ad alto volume e a colpire i troppi incivili che nel cuore della notte disturbano il riposo altrui con muscia ad alto volume, vomiti, urla e schiamazzi. 

La promessa delle autorità salerintane è drastica, l'intenzione dichiarata è quella di sequestrare i mezzi a motore, costringere i trasgressori a muoversi esclusivamente a piedi, e senza crare disturbo.

L'ex governatore campano non è certo un personaggio noto per le mezze misure o per le promesse a vuoto. 

La speranza della cittadinanza è che anche i responsabili della sicurezza locale mantengano la parola data, riprendendo il controllo di una situazione sfuggita di mano che per troppo tempo è stata usata come fumo negli occhi durante le campagne elettorali, campagne che fortunatamente si sono concluse con il fallimento politico dei vecchi amministratori.

Una speranza finora vanificata dalle chiacchiere e dall'assenza delle Forze dell'Ordine nei luoghi topici.

Una volta rubato le porte di ferro, come dice il proverbio, servono a ben poco se non si stila un progetto per la prevenzione territoriale. 

La città è stanca delle solite tavolate prefettizie dove si proclama e si intervista a favore di telecamera, come per il Comune anche le altre istituzioni sarebbe bene che smettano di trastullarsi.

Non possiamo rimanere ostaggio di qualche migliaio di ragazzotti che in nome di chissà quale diritto divino, debbano sporcare e disturbare la parte sana che paga le tasse e determina l'esistenza di un territorio fin troppo martoriato. 

Abbattimo questa finta rinascita fondata su un libertinaggio feroce, molto vicino a quella forma infima filosofica del libertinismo settecentesco.

RDM

martedì 16 giugno 2026

Avellino: le esperienze già fatte dovrebbero servire a non sbagliare ancora..!

 


Il Teatro Carlo Gesualdo


I porti delle nebbie che hanno afflitto gli ultimi decenni sembrano non trovare mai fine, specialmente quando si analizza la gestione del Teatro Gesualdo, una struttura che ha generato grattacapi al Comune di Avellino fin dal suo esordio. 

L'esperienza guidata da Luca Cipriano fu duramente contestata dalla Procura a causa di un presunto ammanco di seicentomila euro, un bilancio considerato inesistente, somme non dichiarate destinate al Teatro Pubblico Campano e una gestione a dir poco generosa di biglietti omaggio privi di giustificazione. 

La tendenza locale è quella di ignorare sistematicamente le indagini della magistratura. 

Infatti, a vicenda giudiziaria ancora aperta, il Partito Democratico decise comunque di candidare Cipriano alla carica di sindaco, poltrona poi conquistata da Gianluca Festa. 

Alla fine, la decisione del Gip ha dato torto ai detrattori e ragione ai sostenitori, sancendo l'innocenza dell'ex presidente del teatro.

Nel frattempo, l'amministrazione Festa prima e quella Nargi poi hanno alimentato l'attesa per la costruzione di un nuovo stadio, un progetto che appare come una distorsione della realtà. 

Rilanciare questa bizzarra idea, mutuata dai soliti promotori di grandi eventi, premiazioni e festival del cioccolato, rappresenta un insulto al buon gusto e alla situazione di dissesto finanziario che colpisce l'ente pubblico. 

Risulta diabolico ricadere nei medesimi errori del passato, pretendendo di amministrare con metodologie ampiamente censurate dal prefetto commissario uscente.

Cipriano, attualmente in procinto di celebrare la propria nomina ad assessore alla cultura con l'ansia di organizzare il Ferragosto, pur essendo legalmente innocente non ha lasciato un buon ricordo della sua gestione teatrale, considerate le vicissitudini in cui è naufragato. 

Al contempo, il legame dell'amministrazione con Angelo Antonio D'Agostino, pronto a perpetuare un'influenza nefasta e mirata esclusivamente al tornaconto personale, appare altrettanto deleterio. 

Il sindaco Nello Pizza dovrebbe mantenere le promesse della campagna elettorale, dedicandosi alla cura della quotidianità e risolvendo le emergenze relative agli alloggi popolari, alla viabilità, al centro per l'autismo e al degrado dei parcheggi e dei quartieri abbandonati a se stessi. 

Un cambio di passo è quanto mai necessario, poiché le dichiarazioni dei futuri assessori ricordano fin troppo la trama di un film già visto, costato alla città ben tre commissariamenti.

RDM

lunedì 15 giugno 2026

Avellino: una nomina ad assesore per diventare magicamente qualificato..!

 

Matteo Piantedosi

Si attendeva un segnale, una presa di posizione ufficiale dopo le confessioni spontanee di Claudia Conte circa il rapporto amoroso col ministro. 

Ma la consueta arroganza del potere ha preferito ignorare l'evidenza, confermando quel radicato e fastidioso senso di superiorità tipico di chi si ritenga intoccabile. 

Forte di una sottomissione popolare che spinge la massa a fare un passo indietro dinanzi all'autorità, l'ex prefetto Piantedosi a Castelfranci si mostra sereno e sorridente in compagnia di esponenti politici teoricamente opposti, come il parlamentare Ricciardi del Partito Democratico.

L'accoglienza calorosa ricevuta durante la visita nel piccolo comune dell'Irpinia rappresenta l'ennesima conferma del totale decadimento dell'etica e della morale collettiva. 

Risulta desolante constatare come i princìpi fondamentali non abbiano più alcun valore per l'opinione pubblica, pronta ad accettare supinamente qualsiasi scenario pur di inseguire microscopici interessi personali.

Nel frattempo, la composizione della nuova giunta cittadina, strutturata in parte per spartire poltrone e accontentare i vari appetiti politici, rischia un fallimento strategico. 

A fronte dei nove posti assegnati si è generato un numero speculare di scontenti, pronti a manifestare il proprio disappunto. 

Il primo cittadino si trova ora costretto a barcamenarsi tra malumori interni e contestazioni aperte.

Una strategia lungimirante, utile a smascherare i finti benefattori della comunità, avrebbe imposto la nomina di un esecutivo interamente tecnico, slegato dalle logiche elettorali. 

Siamo preda dei saltafossi che con quattro voti al seguito, diventano verginelle all'altezza di quel ruolo che occupavano già prima, ma sedute su scranni diametralmente opposti, quando concorrevano al dissesto che ora esse stesse dovrebbero sanare..!

Il capoluogo necessita con urgenza di competenze specifiche e profili professionali di alto livello, indispensabili per arginare un dissesto finanziario evidente, un fallimento concreto che i vari commissari succedutosi hanno evitato accuratamente di dichiarare, solo per proteggere i vecchi amministratori da inevitabili conseguenze giudiziarie.

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