Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

martedì 29 settembre 2026

Avellino: ritorniamo al gioco delle tre carte da cui pensavamo d'esserci affrancati..!

 


L’arroganza dimostrata da Angelo D’Agostino nel rivendicare la propria vicinanza al percorso politico berlusconiano, sin dai tempi della discesa in campo, appare speculare, almeno sul piano politico, al comportamento di un’amministrazione comunale incline a concedere da una parte per poi sottrarre dall’altra.

L’imprenditore di Montefalcione, infatti, si candidò con la lista guidata da Mario Monti, il professore chiamato alla guida del Governo dopo la complessa fase istituzionale che accompagnò l’uscita di scena di Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi.

Una parabola politica che, al di là delle legittime scelte personali, restituisce l’immagine di una politica nella quale le appartenenze e le convenienze sembrano talvolta, assumere contorni estremamente mutevoli.

La stessa logica, sul piano amministrativo, emerge dalle scelte della giunta guidata dal sindaco Nello Pizza. 

Da un lato viene introdotta, o ripristinata, la gratuità della sosta breve nei parcheggi cittadini; 

dall’altro, secondo quanto denunciato nel dibattito pubblico, tale beneficio rischia di essere compensato da un maggiore carico fiscale a danno dei residenti.

Il risultato è una sorta di gioco delle tre carte amministrativo: 

si concede qualcosa in un settore e, contemporaneamente, si recupera altrove ciò che è stato concesso.

L’aspettativa di aver definitivamente chiuso la stagione dei giochi di prestigio politici, dopo l’uscita di scena di Gianluca Festa, rischia così di essere smentita dal tentativo di riproporre, con formule diverse, meccanismi già conosciuti.

E resta una domanda, forse la più amara: 

perché una parte dell’elettorato continua a premiare figure politiche che appaiono prive di una visione complessiva, mentre fatica a riconoscere il valore di chi si impegna quotidianamente per la propria comunità?

Massimo Passaro ha opportunamente richiamato l’attenzione sulla straordinaria capacità di Avellino di autoescludersi dalle opportunità di sviluppo, che si presentano davanti all’Irpinia.

Un evento di respiro internazionale come le regate veliche ospitate a Napoli avrebbe potuto rappresentare, per esempio, una vetrina strategica anche per l’entroterra irpino. 

Sarebbe bastato immaginare una politica territoriale capace di promuovere Avellino e la provincia come destinazione complementare all’evento, predisponendo iniziative di accoglienza e collegamenti, magari gratuiti o agevolati, per accompagnare i visitatori verso il capoluogo e i territori circostanti.

Non si tratta soltanto di cogliere un’occasione turistica. Si tratta di possedere una visione del territorio.

Ed è proprio su questo terreno che l’azione della giunta cittadina merita una riflessione politica più ampia. 

Il problema, infatti, non può essere ricondotto esclusivamente a una presunta incapacità strategica.

Il punto è capire se il bene comune rappresenti davvero la priorità dell’azione amministrativa.

Quando le decisioni pubbliche sembrano essere lette soprattutto attraverso il prisma delle future candidature, e delle prossime consultazioni regionali o nazionali, il rischio è che la città venga trasformata in uno strumento della politica, anziché essere la ragione stessa per cui la politica dovrebbe esistere.

È questa la vera questione.

Amministrare significa assumersi la responsabilità del presente, ma soprattutto costruire opportunità per il futuro. 

Vuol dire mettere Avellino nelle condizioni di intercettare ogni occasione di sviluppo, anziché assistere, ancora una volta, agli eventi che passano altrove.

Perché concedere qualcosa oggi e sottrarlo domani può forse produrre un consenso momentaneo.

Ma non costruisce una città.

RDM

lunedì 28 settembre 2026

Avellino: aspettando Natale accade tutto questo...

 



Retorica infarcita di fumo e promesse da marinaio, hanno prodotto esattamente ciò che ci si poteva aspettare: un pugno di mosche. 

Nemmeno le tanto sbandierate quantunque indecenti elargizioni si sono materializzate, se si esclude quella indegna destinata alle sigle sindacali.

Unica eccezione concessa a chi, tra le mura del Centro Samantha Della Porta, ha preferito distinguersi per una costante e assordante assenza, confermando la totale inconcludenza di una pantomima politica che ha ormai perso ogni contatto con la realtà.

L'amministrazione attuale sembra la fotocopia di quella precedente, al punto da riportare a galla accuse che si credevano ormai relegate al passato. 

L'ex sindaco trova nuovo slancio nel denunciare chi ne riproduce i metodi, ricevendo in risposta solo controaccuse anziché argomentazioni di merito. 

Da parte sua, l'assessore Iacovacci, pur efficace nel criticare gli errori della gestione precedente, tace sulle motivazioni che consentono concessioni gratuite del suolo pubblico e servizi di pulizia dedicati lungo il Corso principale. 

L'attuale giunta finisce così per somigliare a una sorta di Babbo Natale, capace di superare persino la generosità delle feste tradizionali con i propri doni istituzionali.

RDM


sabato 26 settembre 2026

Avellino: il coraggio di essere uomini...



La condanna pronunciata nei confronti di Gianluca Festa per le offese rivolte al presidente dell’Ordine degli Architetti, Erminio Petecca, appare, a nostro avviso, sproporzionata, e rischia di alimentare la sensazione di un eccesso di rigore nell’esercizio della funzione giudiziaria.

Tale epilogo richiama, per alcuni aspetti, la severità dimostrata nella vicenda di Rosario Lamberti, per il quale la detenzione prosegue in ragione del formale cumulo delle pene previsto dall’ordinamento.

Proprio la consapevolezza delle pesanti conseguenze che possono derivare da determinate vicende giudiziarie dovrebbe suggerire, in ogni circostanza, una particolare misura. 

Quando, invece, il rigore finisce per prevalere sulla proporzionalità, il rischio è che l’esercizio del potere perda quella dimensione di equilibrio che dovrebbe sempre accompagnarlo.

Per l’ex sindaco si aprono ora procedimenti relativi ad addebiti di ben altra gravità. 

Sarà la magistratura, nelle sedi proprie, a stabilire responsabilità e conseguenze. 

Festa, almeno finora, ha mantenuto una posizione di ferma rivendicazione delle proprie ragioni, senza rinunciare a difendere le proprie scelte e il proprio operato. 

Un atteggiamento che, nel bene e nel male, si distingue da quello emerso in altre analoghe vicende.

E qui torna alla mente la celebre classificazione contenuta ne Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia, nella quale gli uomini vengono idealmente suddivisi in cinque categorie: 

gli uomini veri, i mezz'uomini, gli ominicchi, i ruffiani e, infine, i quaquaraquà.

Una tassonomia amara e spietata, nella quale Sciascia descrive una progressiva perdita di coraggio, dignità e autonomia morale. 

Parte dagli uomini capaci di assumersi le proprie responsabilità fino a coloro che preferiscono adattarsi, servire o parlare, senza mai assumere realmente il peso delle proprie parole.

È una classificazione letteraria, naturalmente. 

Ma, riletta alla luce di ciò che accade ogni giorno nella vita pubblica, conserva una sorprendente attualità.

Perché il problema non è soltanto stabilire chi abbia ragione o torto. È osservare come ciascuno si comporta quando arrivano le conseguenze delle proprie scelte: 

chi affronta le proprie responsabilità, chi cerca riparo, chi cambia posizione e chi, semplicemente, continua a starnazzare.

Forse è proprio questo il punto sul quale la lezione di Sciascia resta più difficile da dimenticare.

RDM

venerdì 25 settembre 2026

Avellino: incuria stradale e paralisi amministrativa: la distanza tra proclami e realtà cittadina..!

 



Un avvocato esperto di bilanci rappresenta un elemento inatteso, ma la delega specifica appartiene a Rosalia Iandiorio. 

La giunta si configura come un insieme di figure inadeguate sia per le competenze possedute, sia per percorsi personali poco convincenti. 

La presenza di componenti ricompensati a seguito di dinamiche di opportunismo appare superflua se non dannosa, mentre l'inettitudine si riflette nell'assoluta paralisi dell'azione di governo. 

All'avvio del quinto mese dall'insediamento, a parte l'intensa programmazione di festeggiamenti promossa da Cipriano e l'allestimento lungo il corso di strutture temporanee di dubbio gusto — tali da soffocare le ultime attività commerciali superstiti —, non risulta realizzato alcuno degli obiettivi auspicati per la città.

La gestione cittadina richiede interventi concreti, come il ripristino del manto stradale privo di buche e avvallamenti, la cura del verde pubblico per evitare l'invasione delle carreggiate e il rispetto rigoroso dei divieti. 

Si rende inoltre indispensabile la pulizia di caditoie e cunette prima del maltempo, evento che non può essere ogni volta trattato come un'emergenza imponderabile. 

Il riordino degli uffici comunali e delle società partecipate, costituisce un'operazione complessa che va affrontata con gradualità, evitando scorciatoie improvvisate che rischiano solo di generare ulteriore confusione. 

L'ottimizzazione dei carichi di lavoro e il miglioramento dei servizi dipendono dall'impegno costante degli amministratori, chiamati ad agire con dedizione e continuità anziché disperdersi in vuoti proclami o nell'imitazione di approcci e visioni già noti.

RDM

giovedì 24 settembre 2026

Avellino: eredità tossiche e promesse marinare..!

 

Il professore Toni Feoli evidenzia sulle pagine del quotidiano, le contraddizioni di un'amministrazione insediatasi con la promessa di curare i mali del passato, ma rivelatasi nei fatti incapace di incidere. 

La condizione cittadina appare persino peggiorata, del tutto priva di una visione strategica e di un piano strategico per affrontare le reali priorità di una comunità stagnante. 

L'assenza di un teatro operativo, la chiusura dell'ultima sala cinematografica, il costante ridimensionamento della ferrovia e la progressiva smobilitazione dei luoghi di aggregazione sociale, spingono a rimpiangere persino le passate stagioni amministrative. 

A pochi mesi dall'elezione, la nuova classe dirigente ha preferito ritirarsi in vacanza, piuttosto che dedicarsi con continuità e rigore, agli impegni solennemente presi con gli elettori in campagna elettorale.

Le conseguenze della gestione Festa continuano a logorare i rapporti politici e amministrativi a causa di decisioni discutibili. 

Il Comune contesta a Irpinia Ambiente la trattenuta di alcuni milioni di euro, che la società non intende restituire in seguito al repentino cambio della gestione dello spazzamento cittadino. 

Un'operazione presentata all'epoca dall'ex amministrazione come un grande beneficio collettivo, ha invece prodotto un incremento della tassa sui rifiuti senza alcun miglioramento del servizio. 

Permangono inoltre forti dubbi sulla natura dei centomila euro versati dalla ditta De Vizia alla società sportiva riconducibile all'ex sindaco.

RDM

mercoledì 23 settembre 2026

Avellino: le contraddizioni non mancano...e la "storia" continua...

 


La nomina di Laura Nargi al vertice della Commissione Trasparenza solleva interrogativi politici e istituzionali che non possono essere ignorati. 

Affidare il controllo sulla trasparenza amministrativa a una figura accostata a una vicenda controversa, come quella degli incartamenti e dei computer prelevati insieme a Gianluca Festa, la cui successiva sorte è oggetto di interrogativi, rischia di alimentare dubbi sull'opportunità della scelta.

Le immagini che documentano la presenza dei due nell'ufficio, costituiscono un elemento che merita di essere esaminato con attenzione, senza sostituire la verifica dei fatti con conclusioni precostituite.

La trasparenza, infatti, non è soltanto una funzione regolamentare: 

è una responsabilità istituzionale che richiede credibilità, chiarezza e fiducia da parte dei cittadini. 

Proprio per questo, la nomina di Nargi impone una riflessione sull'opportunità politica della scelta, e sulla necessità di chiarire ogni aspetto della vicenda.

Perché la fiducia nelle istituzioni non si proclama, ma si costruisce attraverso comportamenti verificabili, responsabilità e rispetto delle regole.

L'attuale amministrazione continua a dispensare segnali palesemente contraddittori e in aperto contrasto con le aspettative generali. 

La presenza di consiglieri già appartenenti alla vecchia maggioranza, riproposti oggi come figure di rinnovamento per dar vita a un percorso suppostamente inedito, suscita forte sconcerto e motivata preoccupazione. 

Allo stesso modo, l'affidamento di ruoli di governo ad assessori che hanno attivamente sostenuto le passate giunte guidate da Festa, oggi sotto processo con addebiti di estrema gravità, appare del tutto inadeguato. 

Si pretende infatti di rigenerare la gestione della cosa pubblica, attraverso esponenti che non hanno lasciato alcuna traccia significativa, durante il loro lungo e ininterrotto mandato in aula. 

In questo panorama spicca unicamente la figura di Nicola Poppa, il solo capace di scegliere consapevolmente l'opposizione pur di sottrarsi ai soliti diktat distruttivi, le cui prime e rovinose conseguenze iniziano già a manifestarsi chiaramente.

RDM

martedì 22 settembre 2026

Avellino: tutto è concesso e niente fa più scandalo..!


Il tema del bullismo arboreo e della gestione del verde urbano è raccapricciante. 

La situazione riguardo al fenestrelle e agli alberocidi durante l'amministrazione Festa, solleva questioni significative sulla protezione dell'ambiente, e sul benessere della comunità. 

La mancanza di alberi può avere un impatto negativo non solo sull'estetica della città, ma soprattutto sulla salute pubblica e sull'ecosistema locale.

L’argomento, però, non ha suscitato il giusto interesse, perché noi siamo troppo legati alle stronzate e sempre meno capaci di prestare attenzione alle cose serie, quelle che non tutti riescono a intercettare.

Al di là del sospetto, piuttosto inquietante e dal quale non riusciamo a liberarci, di un possibile affare nascosto, ci sarebbe piaciuto conoscere l’epilogo di quella vicenda, nata e morta dopo mesi di frenetica attività sotto il Genio Civile, che pericolosamente liberava le fondazioni di alcuni fabbricati dal terreno di contenimento. 

Intanto la Polizia Municipale, l’Amministrazione comunale e le istituzioni, in generale, sembravano brillare per la loro assenza.

Una vicenda sulla quale sarebbe stato doveroso fare chiarezza, invece di lasciare che il silenzio calasse su tutto, come se nulla fosse accaduto.

Siamo in un'epoca in cui tutto è concesso e niente fa più scandalo. 

Assistiamo a Giorgia Meloni che canta e sbraita, circondata dall'euforia incauta di giovanotti e giovanotte che si lasciano trascinare dalla festa, mentre tutto brucia intorno a noi.

E non è soltanto un eufemismo. 

I nostri aerei vengono colpiti, la guerra infuria e rischia di lasciarci in brache di tela. 

Nel frattempo, le famiglie sono costrette a fare i conti con aumenti incontrollati, che alimentano le entrate dello Stato a spese della povera gente.

Gente che sempre più spesso, non riesce neanche a raggiungere il posto di lavoro in automobile, schiacciata dal costo del carburante, dalle spese quotidiane e da una situazione economica che sembra non lasciare tregua.

Eppure, in questo scenario, c'è ancora chi canta, chi urla e chi festeggia. 

Come se il mondo intorno non stesse andando a pezzi. 

E la sofferenza di tanti fosse soltanto un rumore di fondo, facilmente coperto dalla musica e dagli applausi.

RDM