Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

mercoledì 3 giugno 2026

Avellino: aspettiamo una risposta saggia e autonoma da Nello Pizza..!

 


Il provincialismo avellinese trova la sua massima espressione nell'adorazione cieca della caciara e del vicolo affollato. 

Gianluca Festa aveva intuito con precisione chirurgica i meccanismi mentali del concittadino medio-basso, e Laura Nargi ha semplicemente preso quel modello e lo ha capillarmente distribuito in ogni periferia, quasi a voler democratizzare il degrado.

Il dato più deprimente resta la capacità delle brutture urbane di fare proseliti. 

Persino Nello Pizza, dal quale ci si aspetterebbe una naturale repulsione per certe notti brave, finisce per allinearsi alla logica delle zone a traffico limitato. 

Provvedimenti spacciati per modernità che in realtà si traducono nel sistematico martirio di pensionati, anziani e residenti colpevoli solo di desiderare il diritto al riposo. 

Sotto la passata gestione Nargi i vicoli si sono trasformati in percorsi a ostacoli dove persino le ambulanze faticavano a transitare. 

Ora ci si prepara a spalancare nuovamente le porte allo spettacolo già visto di tossicodipendenza esibita, marciapiedi invasi dal vomito e sbornie moleste: 

un eccellente tirocinio per abituare precocemente i minorenni alle miserie del mondo adulto.

Nel frattempo, la massima carica cittadina arranca nella palude della composizione della giunta, prigioniera di un manuale Cencelli basato esclusivamente, sulle preferenze elettorali e non sulla competenza. 

Si assiste al solito valzer di opportunisti abili a saltare da un carro all'altro senza mai scendere da cavallo. 

Appare profondamente ingiusto che una manciata di voti, spesso racimolati con logiche clientelari, basti a cancellare la storia e la coerenza delle persone. 

Chi ha militato per anni nello stesso partito con dedizione, dimostrando un indiscutibile valore professionale, si ritrova mortificato e scavalcato dal signorotto delle tessere di turno.

Sarebbe auspicabile che Pizza lanciasse un segnale chiaro sulla natura della prossima amministrazione. 

Resta da capire se il futuro governo cittadino sia destinato a soccombere ai vari capibastone, rimanendo ostaggio delle correnti esattamente come accaduto a Laura Nargi, o se possieda la forza e l'autonomia necessarie per stabilire immediatamente le dovute gerarchie politiche e morali.

RDM

martedì 2 giugno 2026

Avellino: Nello Pizza e le scelte illuminate delle cose semplici..!

Il Sindaco e il Commissario

Dopo aver assistito alle promesse ingannevoli di Laura Nargi e dell'ex alleato Gianluca Festa sulla realizzazione di opere in una città bisognosa di tutto, rimasta per anni in una condizione di assoluta inefficienza amministrativa, si attende la formazione di una giunta che porti una restaurazione. 

Il lavoro da compiere è notevole e sembra che il sindaco abbia individuato subito le priorità. 

Si tratta delle medesime necessità enumerate durante la campagna elettorale per rimettere in ordine il contesto urbano, e non di quei proclami altisonanti verso cui i fatti hanno ormai dimostrato una comprovata diffidenza. 

Risulta semplice intuire che la manutenzione delle strade, il rispetto del codice della strada e la sicurezza rappresentino un limite da rispettare a ogni costo.

L'analisi che i vertici politici hanno dovuto elaborare a seguito di un risultato elettorale disastroso, suscita ancora una volta lo stupore per un'incompetenza madornale. 

Il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi si è lamentato delle scelte locali e dell'ostinazione dei partiti di destra su due candidati difficili.

Tuttavia, come accade di frequente con simili esponenti del nulla, la responsabilità viene attribuita ad altri, dimenticando che sono stati proprio loro ad aver benedetto quelle decisioni rivelatesi del tutto infondate.

Il risultato del primo turno l'avevamo previsto con riserva, nonostante ci si imbattesse continuamente in certezze che vedevano uno dei due contendenti, vincitore già alla prima tornata. 

I numerosi veggenti sono stati smentiti da una realtà differente e, nella speranza che gli aspiranti alle posizioni di potere non siano i soliti noti, si attende con ansia una gestione illuminata della cosa pubblica.

RDM




lunedì 1 giugno 2026

Avellino: la stupidità nella pretesa di una qualifica al femminile..!

 


La lingua italiana è ormai diventata il parco giochi di sociologi improvvisati e paladini del progresso a buon mercato. 

C'è chi si illude di elevare lo status della donna violentando i vocabolari e piegando la grammatica a un filone di politicamente corretto che rasenta il ridicolo. 

Si pensa davvero che modificare la sacralità dei ruoli istituzionali e delle cariche, sia la chiave dell'emancipazione, ignorando che la dignità si costruisce sui fatti e non sulle desinenze.

La farsa tocca il suo apice durante le liturgie, dove persino il clero si lancia in acrobazie verbali per sdoppiare i plurali collettivi. 

Un esercizio che si commenta da solo per la sua evidente stupidità, risultando alla fine offensivo sia per gli uomini sia per le donne. 

L'intelligenza umana non si lascia abbindolare da una specifica linguistica tanto ridondante quanto inutile. 

Il rispetto vero prescinde da queste storpiature ideologiche, e si sviluppa su basi ben più solide di una qualifica declinata al femminile, per accontentare la bizzarria del momento.

Il tentativo di imporre termini come sindaca, assessora o avvocata...non fa altro che accentuare una separazione di cui nessuno sentiva il bisogno. 

Questa ostinazione nel voler differenziare a tutti i costi i titoli istituzionali e professionali in base al sesso, finisce per creare una linea di demarcazione artificiale.

Invece di unire nel segno della competenza professionale, una simile distinzione linguistica rischia di innescare, prima o poi, un meccanismo di confronto basato esclusivamente sul genere. 

Si introduce così il pericolo concreto di una valutazione di merito distorta, dove l'attenzione si sposta dal valore del professionista alla sua desinenza grammaticale; 

spianando la strada a giudizi su quale dei due generi sia implicitamente migliore nello svolgimento di quel determinato ruolo.

RDM


sabato 30 maggio 2026

Avellino: una giunta da cinquantamila euro al mese, sarà mai all'altezza..?

 

Il manifesto usurpato a Nicola Giordano...!

Ettore Iacovacci, Luca Cipriano, Marianna Mazza, Monica Spiezia e una serie di altri esponenti del tutto anonimi, con l’unica eccezione dell’onnipresente Nicola Giordano, ottengono cifre plebiscitarie di preferenze grazie al solito, provvidenziale meccanismo del clientelismo.

Il vero nodo della questione non risiede tanto nei candidati stessi, quanto in quella massa di elettori del tutto privi di dignità e di rispetto nei confronti di chi ha investito sacrifici e impegno reale, per affrontare i drammi quotidiani della città.

Allo stato attuale, questi personaggi inseguono una comoda poltrona da migliaia di euro al mese, e spetterà al sindaco risponderne pubblicamente, magari riportando gli stipendi alla natura delle cose. 

Del resto, nel corso degli anni le critiche verso Festa e Nargi, si sono concentrate proprio sulla volgare appropriazione di compensi mai meritati, e difficilmente digeribili da una mente razionale.

Resta da vedere se questi sedicenti paladini del voto sapranno dimostrarsi all’altezza del ruolo ottenuto, e del relativo alquanto discutibile stipendio.

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venerdì 29 maggio 2026

Avelino: le priorità sono il quotidiano, il resto può attendere..!

 



Il sindaco nutre una grande passione per il calcio, ma manifestare il desiderio di un nuovo stadio per una città che affronta ben altre urgenze, crediamo sia un problema nei problemi. 

Sebbene il Partenio abbia ormai una struttura vetusta che potrebbe essere ristrutturata, con un computo metrico ancora da definire, stimiamo che una città proiettata nel futuro, non possa rimanere ancorata a consuetudini obsolete. 

Se dovesse emergere la necessità di contrarre un nuovo debito, che si aggiungerebbe a quelli preesistenti, sarebbe più ragionevole individuare aree periferiche idonee.

Riteniamo invece, che la priorità debba essere data alle sofferenze quotidiane irrisolte da anni. 

Dopo innumerevoli promesse disattese e raggiri, gli alloggi rimangono fatiscenti e molte famiglie continuano ad attendere una sistemazione dignitosa. 

La pulizia della città, inoltre, non può limitarsi alla manutenzione ordinaria, trascurando parcheggi, aiuole e  periferie. 

Il decoro del territorio, come sostenuto costantemente, rappresenta il vero biglietto da visita in grado di attrarre o scoraggiare il turismo.

E chi pensa che la gente abbia urgenza di grandi opere infrastrutturali, per lasciare un segno, evidentemente vive sulla Luna: 

le esigenze sono molteplici e i servizi languono, poi lo smoking lo indosseremo quando il debito non sarà più insostenibile.

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giovedì 28 maggio 2026

Avellino: i migliori se ne vanno, restano le macerie..!

 



La scomparsa di Giuseppe Gargani segna la fine di un'epoca, lasciando un vuoto in un panorama politico locale, ormai caratterizzato da una diffusa miseria morale, culturale e politica. 

Storico deputato italiano ed europeo, nonché sottosegretario alla Giustizia per ben sei esecutivi consecutivi, Gargani ha rappresentato uno degli ultimi e più autorevoli punti di riferimento per l'Irpinia, mantenendo intatto il proprio spessore intellettuale anche molto tempo dopo aver concluso la sua esperienza nelle istituzioni attive.

Il suo addio giunge proprio nel momento in cui la città si affaccia a una nuova e delicata fase amministrativa, un passaggio per il quale lo statista non aveva mancato di spendersi fino all'ultimo, offrendo riflessioni e auspici affinché la comunità avellinese potesse finalmente, ritrovare quei sentieri di dignità e competenza abbandonati da troppo tempo. 

Ciò che rimane oggi, al contrario, è la desolante presenza di esponenti politici improvvisati legati fra di loro per quella debolezza culturale che li rende intercambiabili.

Figure che si sono illuse di essere grandi protagoniste della scena pubblica, rivelandosi invece del tutto incapaci di elaborare analisi elementari o di produrre una reale efficacia gestionale.

Questa critica profonda nei confronti del declino locale, è stata una nostra bandiera portata avanti con determinazione nel corso degli anni, nonostante l'immobilismo di un contesto in cui nulla sembrava mutare, se non l'atteggiamento perennemente arrogante di Gianluca Festa e l'incomprensibile smania di protagonismo di Laura Nargi. 

La parabola di quest'ultima appare come la recitazione di un copione tragico, ormai logoro e del tutto privo di significato per il futuro di una città, che necessita urgentemente di recuperare la propria statura storica e morale.

Ora siamo alla conta delle vacche, ogni muggito, un euro e chi ne ha sette o ottocento, prende tutto...o quasi..!

RDM

mercoledì 27 maggio 2026

Avellino dopo due commissariamenti è libera..!

 


Topolino e Minnie finalmente ai giardinetti..!

La tornata elettorale appena conclusasi ha ridimensionato con un solo colpo l'arroganza, la saccenteria e la supponenza che avevano caratterizzato l'ultimo scenario politico cittadino.

Risulta del tutto inutile enumerare la complessa macchina organizzativa del centrosinistra, i suoi accordi tra liste e la mobilitazione dei portatori di voti; 

i fatti emersi dalle urne sono chiarissimi, e superano persino la resistenza di quello zoccolo duro di sostenitori, rimasto indifferente al rispetto delle leggi e delle regole.

Le bocciature subite da figure come Negrone, Genovese o Claudio Mauriello, coniuge della segretaria provinciale di Fratelli d'Italia Ines Fruncillo, hanno definito chiaramente la direzione di un corpo elettorale, determinato a imprimere una svolta decisa. 

La volontà emersa è quella di uscire finalmente, dalla palude istituzionale e dalla volgarità gestionale, che avevano condotto la città a subire due commissariamenti prefettizi in rapida successione.

Dal canto suo, l'ex sindaco Gianluca Festa ha mostrato ancora una volta l'incapacità di riconoscere la propria inadeguatezza amministrativa e politica, persino di fronte all'incalzare delle domande di un giornalismo da ultimo, degno di questo nome e non incline alla deferenza. 

Contemporaneamente, Laura Nargi ha dovuto fare bruscamente i conti con la realtà, una realtà che si è scontrata in modo totale e senza sconti, con la dimensione fiabesca nella quale aveva vissuto e governato negli ultimi anni.

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