Nello Pizza
Il contrasto tra la solennità del passato e la frivolezza del presente politico appare stridente.
All'inizio del Novecento, la serietà impressa nei volti dei novelli sposi o dei rappresentanti istituzionali appena eletti, testimoniava la consapevolezza dell'onere intrapreso.
Costruire una famiglia o assumere un ruolo di responsabilità apicale, generava un'ansia legata all'incognita del dovere e della lealtà verso il mandato.
Oggi, al contrario, si osserva Laura Nargi e l'ex sindaco Festa agitarsi tra la folla in un clima di festeggiamenti e congratulazioni per traguardi indefiniti.
Ricordiamo il paradosso del Nobel per la pace assegnato a Barack Obama prima ancora che potesse dimostrare il proprio operato, che conosciamo da guerrafondaio.
In questo scenario, la scelta appare obbligata, Nello Pizza rappresenta l'elemento di novità ancora da testare, mentre i suoi avversari sono già stati misurati e pesati, risultando ampiamente carenti.
Anche nei recenti interventi radiotelevisivi, la coerenza è venuta a mancare.
Da una parte la figura di vertice dell'amministrazione appena commssariata, proclama la cementificazione zero, mentre dall'altra sostiene il progetto dello stadio ereditato dal proprio mentore, completo di nuove edificazioni commerciali e residenziali.
Dall'altra, l'ex primo cittadino sotto processo, non rinuncia alla retorica che gli ha garantito credito in passato, proponendo quello stile di vita spensierato che si è rivelato vacuo e utile solo a pochi eletti.
Infine, l'intero schieramento di destra, nascosto dietro un civismo di facciata, sembra aver urgenza di mobilitare figure ministeriali nel capoluogo.
Tra questi spicca il ministro Piantedosi, aspramente criticato per il silenzio riguardo alle recenti inchieste giornalistiche di testate nazionali.
La presenza di tali esponenti appare finalizzata unicamente a sedurre quella parte di elettorato meno incline alla riflessione critica, con narrazioni distanti dalla realtà vissuta dalla gente.
RDM


