Regalare l'ex Centro Samantha Della Porta alla motorizzazione civica significa rinnegare un'esperienza di aggregazione, nata nel nome di una ragazza vittima del terremoto dell'ottanta.
Quella struttura ha rappresentato per anni un punto di riferimento sociale imprescindibile, offrendo accoglienza, consultori e sede a diverse associazioni di volontariato, dedicate al supporto delle fasce di popolazione più fragili.
Mentre l'azienda sanitaria locale versa un canone mensile all'azienda dei trasporti per usufruire di un deposito farmaceutico, le delibere comunali si susseguono a un ritmo quasi sospetto, pur di cedere a titolo gratuito un bene collettivo.
Di fronte a questo scenario, il primo cittadino si astiene dall'intervenire con la dovuta decisione, assecondato dal disinteresse generale della maggioranza di governo.
La comunità cittadina appare distratta dalle manifestazioni estive e dalle luminarie, mentre Laura Nargi prosegue in una narrazione distorta della realtà a colpi di annunci ed esitazioni.
Nonostante le ripetute segnalazioni del consigliere Nicola Poppa sulle criticità della gestione amministrativa, non risulta alcun tentativo da parte degli assessori o dei funzionari competenti di chiarire la vicenda, confermando una tendenza all'opportunismo politico che continua a caratterizzare le dinamiche locali di Avellino.
L'incuria e il menefreghismo rappresentano una costante del territorio, un vizio diffuso da cui nessuno sembra essere immune.Persino le principali sigle sindacali, in foto, che dovrebbero per statuto tutelare l'interesse collettivo, paiono aver smarrito il proprio ruolo sociale.
Le organizzazioni si accontentano infatti della nuova sede assegnata a contrada Quattrograna Ovest, disinteressandosi completamente, del vecchio centro sociale dove occupavano tre locali rimasti perennemente inutilizzati.
Questa stessa logica di indifferenza caratterizza la gestione del Piano di Zona, una risorsa finora del tutto inefficace e priva di utilità concreta per la comunità.
Il suo dirigente Raffaele D'Elia, estromesso dall'ex sindaco Festa pur avendo regolarmente vinto il concorso, rimane tuttora escluso dall'incarico, senza che questa palese ingiustizia scuota minimamente la sensibilità o il senso delle istituzioni dei primi cittadini del comprensorio.
Gli stessi amministratori continuano a pretendere l'erogazione dei servizi sociali senza neppure versare le quote dovute al fondo comune.
La condotta dominante rimane sempre la medesima: tutelare i propri interessi particolari e disinteressarsi del bene collettivo.
L'applicazione del più becero metodo democristiano dell'oblio si trasforma in una strategia sistematica e vergognosa.Anziché fornire risposte chiare e argomentazioni concrete, la gestione politica preferisce ignorare le critiche con l'ostentata superiorità tipica dei poteri d'altri tempi, declassando ogni fondata denuncia a un irrilevante ed trascurabile battito d'ali di farfalla.
La reazione a un simile raduno di anime perse impone il riappropriarsi immediato della propria dimensione umana.
Di fronte a questo scenario desolante occorre ritrovare la forza morale e il senso di comunità per riscattare la città dal degrado e dall'indifferenza.
RDM


