Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

giovedì 22 ottobre 2026

Avellino e la matematica dell’arroganza: bilanci e semafori in rosso..!

 


Il confronto politico ad Avellino registra un nuovo momento di tensione attorno allo scontro che ha visto contrapposti l'assessore Ettore Iacovacci e l'ex sindaco Gianluca Festa. 


Al di là dei toni della polemica, la questione sollevata da Festa sulla gestione della cosiddetta nuova amministrazione, tocca argomenti contabili e gestionali concreti che meritano un'analisi approfondita. 

Soprattutto di fronte a un'azione di governo che per molti aspetti, appare in perfetta continuità con le passate gestioni commissariate.

Al centro della contesa c'è la situazione finanziaria dell'Avellino Città Servizi. 

Sulle tabelle contabili dell'azienda partecipata si confrontano due bilanci diametralmente opposti. 

Da un lato quello elaborato dal precedente direttivo guidato da Spagnuolo, che evidenziava un utile superiore al milione di euro; 

dall'altro quello redatto dall'attuale amministrazione, che registra una perdita vicina ai 500 mila euro. 

Di fronte a una forbice di un milione e mezzo di euro, le richieste di chiarimento appaiono motivate dalla necessità di fare chiarezza nell'interesse pubblico. 

In questo contesto, l'atteggiamento di fermezza del sindaco in pectore Iacovacci e la sua chiusura al dialogo finiscono per assumere i tratti di una difesa d'ufficio dell'operato della giunta, dove il principio d'autorità sembra prevalere sulla trasparenza.

La rigidità mostrata sul fascicolo Acs si riflette anche nelle scelte relative alla quotidianità della città e alle competenze amministrative dell'assessore. 

Un esempio evidente è rappresentato dalla gestione della viabilità lungo via Francesco Tedesco, dove il blocco dei semafori ha sollevato forti perplessità tra automobilisti e residenti per i disagi arrecati al traffico locale.

Il quadro generale restituisce così l'immagine di un'amministrazione che gestisce il territorio e i beni pubblici con una forte discrezionalità, giustificandola in nome di priorità ed esigenze mai chiarite del tutto fino in fondo. 

Il rischio per la città è quello di trovarsi in una situazione persino più complessa di quella passata, con decisioni che impattano direttamente sulla comunità senza che vi sia un reale spazio di confronto.

RDM

mercoledì 21 ottobre 2026

Avellino: sicurezza a pezzi, il miraggio dello stadio addormenta la città..!

 


Quando si vive quotidianamente un senso di insicurezza in quartieri o vie specifiche, come Via Fariello e le zone limitrofe al Terminal Bus e all'Azienda Ospedaliera Moscati, la sensazione che le priorità dell'amministrazione e delle forze dell'ordine siano sfocate, diventa forte e palpabile.

Il tema della sicurezza urbana ad Avellino, pur essendo una città di dimensioni medio-piccole, presenta diverse complessità su cui si concentrano spesso le rivendicazioni dei cittadini.

La gestione dell'ordine pubblico fa capo al Prefetto, al Questore e al Comando dei Carabinieri attraverso il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica. 

La richiesta di un'integrazione più stretta del Sindaco con la Polizia Locale, le Forze dell'Ordine e le istituzioni come il Moscati, spesso teatro di episodi critici nei pressi del pronto soccorso o delle aree di sosta, è un punto cruciale che richiede protocolli dedicati e presenza costante.

Il contrasto percepito tra l'attenzione verso le infrastrutture sportive come lo stadio o la riapertura della Curva Nord, e i servizi essenziali, sicurezza, vivibilità, trasporti e decoro, è al centro del dibattito cittadino. 

Gli eventi sportivi o i progetti di forte impatto mediatico monopolizzano l'agenda politica e la discussione sulle piattaforme digitali, lasciando in secondo piano i problemi di quartiere quotidiani.

Quando il senso comune o il dibattito sui circuiti mediaici tende a minimizzare i disservizi, in nome della passione calcistica o di interventi di facciata, si genera una sensazione di rassegnazione ed approssimazione.

Per far sì che queste segnalazioni non restino confinate alle discussioni cittadine o ai social media, esistono alcuni canali e strumenti di partecipazione istituzionale. 

Formulare richieste formali o petizioni di quartiere, per sollecitare un'attenzione specifica sul quadrante di Via Fariello in sede di Comitato per l'Ordine e la Sicurezza, non dovrebbe essere difficile.

Come coinvolgere i consiglieri comunali per portare all'ordine del giorno interrogazioni dettagliate sui protocolli di sicurezza, e sui servizi nelle zone più sensibili della città.

Insomma, diventare parte integrante del territorio, non rimanere sterili osservatori immediatamente silenziati dal nuovo stadio e dalla curva nord.

RDM


martedì 20 ottobre 2026

Avellino: tanti annunci, fondi rinviati a data da destinarsi..!





Il consiglio comunale si occupa oggi delle questioni relative allo stadio e all'Acs. 

La ricostruzione di un'opera particolarmente onerosa suscita inevitabilmente un forte interesse, tanto che un'eventuale affidamento a D'Agostino avrebbe allontanato diversi esponenti dalle consuete manovre che spingono molti a candidarsi. 

Risulta fondamentale che la cittadinanza sia informata su quanto avviene all'interno dell'assise, affinché emerga chiaramente chi opera per tornaconto personale e chi agisce nell'interesse della comunità.

L'attività dell'amministrazione si è avviata in modo maldestro, evidenziato dal tentativo di cedere alla motorizzazione il bene pubblico intitolato a Samantha Della Porta, donato alla città con precisi vincoli statutari. 

E assegnare un ulteriore immobile a Contrada Quattrograna, alle organizzazioni sindacali, ben note per non aver mai impiegato gli spazi a loro destinati presso il centro sociale, completa la vergogna.

In questo scenario, Nicola Poppa appare attualmente come l'unico consigliere di opposizione capace di distinguersi. 

Presentando rilievi documentati che nessuno è riuscito a smentire, Poppa si è trovato nuovamente a confrontarsi sul tema dello stadio con un atteggiamento ritenuto arrogante da parte di Jacovacci.

Le immagini delle arterie viarie sommerse dalla vegetazione, unitamente alle condizioni fatiscenti delle pavimentazioni stradali, e alle infrazioni al codice della strada incomprensibilmente tollerate dalla polizia municipale, costituiscono alcune delle principali criticità costantemente affrontate e dibattute.

Poppa ha rivolto all'assessore Enza Ambrosone tre quesiti improntati alla stretta logica, di fronte ai quali non sono giunte risposte adeguate. 

L'incertezza espressa dall'assessore in merito alla proposta di acquisto dello stadio avanzata da D'Agostino, evidenzia l'inconsistenza decisionale della giunta. 

Rispetto alla remota ipotesi di un finanziamento regionale previa presentazione di un progetto, Poppa replica sulla disponibilità del mezzo milione di euro necessario per avviare le procedure ridotta a un vago intento; 

così come è rimasta irrisolta la questione relativa al reperimento della differenza di almeno trenta o quaranta milioni di euro.

La prospettiva di una mera fantasia appare dunque concreta, mentre la cittadinanza rimane in uno stato di sostanziale inconsapevolezza.

L'inserimento congiunto degli argomenti relativi allo stadio e all'Acs all'interno dell'ordine del giorno, si configura come una strategia condizionata, tesa a favorire una specifica direzione decisionale a scapito di un'altra. 

Tale modalità operativa suscita forti perplessità in chi osserva la vicenda con correttezza e onestà intellettuale, con il solo obiettivo di perseguire il bene della città e di superare qualsiasi legittimo sospetto legato ad aspettative inconfessabili.

RDM

lunedì 19 ottobre 2026

Avellino: dal Commissario a Iacovacci: le storte amministrative che affondano la città..!

 


L’operato del commissario Giuliana Perrotta ha portato con sé iniziative senza dubbio lodevoli, ma anche storture decisamente scadenti. 

L’impressione è che si sia voluto a tutti i costi portare a termine un disegno mentale iniziale, orientato a far bene all’economia della città, ma a quale prezzo? 

L’economia è certamente una priorità fondamentale, ma quando le scelte arrivano a mettere alla fame intere famiglie, o a regalare il patrimonio pubblico a sindacati ed enti pubblici, viene davvero da pensare che l’ex Prefetto sia andato in più di un’occasione fuori giri con il cervello.

Pur essendoci sempre trovati in aperto contrasto con l’amministrazione Festa, in questo caso ci vediamo costretti a prenderne le parti di fronte all'atteggiamento del super assessore Ettore Iacovacci, per ampiezza di deleghe ma di certo non per capacità dimostrate. 

Il suo piano strategico per l’Acs ha del diabolico: spingere la gente verso la pensione e penalizzare chi resta, con l'unico scopo di annullare una società partecipata che in realtà nessuno ha mai gestito con attenzione e rispetto per la comunità. 

Una simile linea d'azione è tutt'altro che un'intuizione illuminata.

Ci troviamo di fronte a una gestione palesemente contraddittoria e dannosa. 

Da una parte vediamo Pizza regalare i beni pubblici a sindacati che non hanno mai sfruttato nemmeno i locali riservati al Samantha della Porta, per poi destinare quello stesso centro sociale alla Motorizzazione Civile; 

dall’altra si assiste alla distruzione dell’Acs, l’unica azienda incaricata della manutenzione e dei servizi essenziali per la città.

Se era questa la nuova storia sventolata durante la campagna elettorale, non resta che prenderne atto con rammarico: 

questa amministrazione ha iniziato il suo cammino decisamente con il piede sbagliato.

RDM

sabato 17 ottobre 2026

Avellino: da De Mita a Meloni: il potere cambia volto, ma l’Irpinia resta in attesa del suo futuro..!

 


Il dibattito sulla crescita economica, sul peso del debito pubblico e sull'efficacia della spesa dei fondi del PNRR, è centrale nel confronto politico contemporaneo. 

Molte analisi internazionali sostengono che le riforme strutturali, faticano a scaricarsi sull'economia reale, mentre l'inflazione e la perdita del potere d'acquisto dei salari continuano a pesare sulle famiglie.

Tuttavia, la stabilità nei sondaggi dell'attuale maggioranza, si può spiegare attraverso diversi fattori sociologici e politici.

Spesso il consenso si consolida non per un'adesione incondizionata, ma per la percezione di mancanza di un'alternativa di governo strutturata o convincente.

La polarizzazione politica porta molti elettori a confermare il voto di appartenenza, indipendentemente dall'andamento degli indicatori macroeconomici.

Una vasta fascia di cittadini sfiduciati, stupidamente smette direttamente di votare, lasciando ai partiti di maggioranza una percentuale di consensi relativi ancora più solida.

Le recenti intitolazioni ad Avellino e Montefredane, testimoniano quanto la figura di Ciriaco De Mita rimanga centrale e controversa nella memoria collettiva dell'Irpinia e d'Italia.

Se da un lato la critica storica e politica, evidenzia il forte ricorso al sistema clientelare e all'occupazione del potere, dall'altro lato i sostenitori e gli storici del periodo, gli riconoscono specifici interventi sul territorio e sul piano politico nazionale.

Nella ricostruzione post-terremoto del 1980, l'azione di De Mita permise di convogliare ingenti risorse statali verso l'Irpinia a favore però, delle imprese nordiche. 

Tra gli interventi principali vi fu l'infrastrutturazione industriale delle aree industriali come Pianodardine, Solofra, Calitri...Nusco. 

Sebbene molte di quelle industrie abbiano subito crisi negli anni successivi, per diversi decenni hanno garantito un'occupazione manifatturiera in una terra storicamente segnata dall'emigrazione.

Il potenziamento delle reti viarie interne ed extraurbane in Campania e in Irpinia, negli anni '80 fu fortemente spinto dall'asse politico che faceva capo alla Democrazia Cristiana irpina.

De Mita portò una classe dirigente meridionale ai vertici delle istituzioni e della cultura politica dell'epoca, si pensi al ruolo del progetto culturale dell'Università di Salerno e mai di Avellino, però, o ai centri di formazione politica.

Ciò nonostante, il dibattito su quale sia l'eredità a lungo termine — se uno sviluppo autosufficiente o una dipendenza dall'assistenzialismo e dalla spesa pubblica — rimane del tutto aperto e divide profondamente l'opinione pubblica.

La riflessione sulla tendenza del popolo a seguire il cane pastore, o sulla facilità con cui le spinte rivoluzionarie e populiste finiscono per omologarsi al potere, richiama un classico tema della sociologia politica italiana, dal trasformismo descritto da Gramsci fino al gattopardismo.

Quando la politica viene percepita esclusivamente come gestione del potere personale, e non come strumento di trasformazione sociale, il cittadino rischia di oscillare tra la rassegnazione e la delega acritica.

RDM

venerdì 16 ottobre 2026

Avellino: la differenza tra la validità del merito e la qualità del metodo, nel caso di Francesca Albanese coincidono..!

 


La figura di Francesca Albanese, giurista internazionale originaria di Ariano Irpino e Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, ha attirato grande attenzione mediatica e diplomatica negli ultimi anni, per il suo costante impegno sul fronte dei diritti umani e del diritto internazionale.

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Avellino, richiede la concessione della cittadinanza onoraria alla Giurista originaria di Ariano Irpino. 

Il Consiglio comunale di Avellino esaminerà e discuterà la proposta nella seduta di mercoledì 21 ottobre prossimo, per valutare il riconoscimento ufficiale alla figura dell' Irpina.

Affinché l'indicazione venga approvata, la mozione dovrà essere messa ai voti durante l'assise cittadina, e raccogliere la maggioranza prevista dal regolamento comunale, per la concessione delle onorificenze civiche.

Da un lato, il profilo di Francesca Albanese e il valore del suo operato istituzionale e umanitario, come Relatrice Speciale ONU, rimangono fuori discussione per il prestigio che apportano al territorio irpino. 

Dall'altro, una scelta procedurale affrettata o priva di condivisione, rischia di danneggiare il fine stesso dell'iniziativa.

La cittadinanza onoraria è un riconoscimento che, per sua natura, dovrebbe esprimere il sentimento unitario di un'intera comunità. 

Quando una proposta viene depositata senza un preventivo confronto tra le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione, rischia di essere percepita come una bandierina di parte anziché come un tributo di equità.

Non tutti i consiglieri comunali conoscono nel dettaglio, il complesso lavoro svolto nell'ambito del diritto internazionale e dei mandati ONU. 

Senza un momento di dibattito preliminare o di illustrazione dei contenuti, si priva la massima assise cittadina, degli strumenti giusti per comprendere appieno la portata della figura di Francesca Albanese.

Il rischio concreto di non costruire un consenso preventivo, è che la mozione diventi oggetto di scontro ideologico in aula, spaccando il Consiglio e depotenziando il segnale di stima che si vorrebbe inviare alla nobile azione sui diritti umani dell'Irpina.

La prassi istituzionale più efficace prevede solitamente di illustrare il curriculum, le motivazioni e la figura del candidato, con il supporto di documentazione ed eventuale dibattito tecnico.

Un confronto informale tra le varie forze politiche per saggiare la sensibilità dell'aula e sottoscrivere una mozione condivisa da tutto il Consiglio. 

Era la giusta proprosizione dell'evento che invece scaturisce in una sterile assenza di sensibilità politica del Movimento e dei propri dirigenti, diremmo alquanto superficiali.

RDM


giovedì 15 ottobre 2026

Alta Irpinia: il degrado del territorio tra pale eoliche e servizi al collasso..!

 


L'Alta Irpinia soffre a causa di una speculazione energetica che prosegue senza sosta. 

Nonostante le denunce dei media e i richiami di figure storicamente legate alla tutela del territorio, gli interessi economici continuano a prevalere. 

Molti Comuni, strangolati dai tagli di bilancio, finiscono per cedere alle pressioni delle società del settore, le quali approfittano delle difficoltà finanziarie locali, offrendo compensi economici in cambio del via libera ai progetti. 

Questa dinamica danneggia gravemente un patrimonio naturale e paesaggistico ormai stremato, rendendo urgente una presa di posizione definitiva per fermare lo sfruttamento dell'ambiente.

Mentre si perseguono logiche di profitto economico, i servizi fondamentali per la cittadinanza continuano a peggiorare, lasciando la popolazione in una condizione di progressivo abbandono. 

La scarsa manutenzione delle infrastrutture viarie e l'abbassamento della qualità della vita, caratterizzano un territorio depauperato, da cui le giovani risorse e le migliori competenze continuano ad allontanarsi. 

Questo continuo spopolamento priva l'area delle energie necessarie per un reale rinnovamento, accelerando un processo di declino e isolamento sociale che rischia di diventare irreversibile.

RDM