Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

lunedì 25 maggio 2026

Avellino: le chiacchiere non cambiano i fatti, e il linguaggio è una delle strategie..!

 



La riduzione del linguaggio a un mero campo di battaglia ideologico, si inserisce perfettamente in questo quadro di generale disfacimento. 

La pretesa di riformare la società modificando le desinenze dei ruoli istituzionali, non è che l'ennesimo sintomo di un'epoca che preferisce la superficie alla sostanza, sostituendo l'efficacia dell'azione con la vacuità della propaganda. 

Si assiste alla bizzarra pretesa di imporre per via burocratica o moralistica una neolingua, che anziché valorizzare la figura femminile nei ruoli di comando, ne depotenzia la portata istituzionale, quasi che il genere del sostantivo potesse surrogare la competenza o l'autorevolezza.

Questa propensione a rincorrere modelli culturali estranei alla tradizione giuridica e linguistica nazionale, dimostra la debolezza di una classe dirigente e non, incapace di elaborare risposte autonome.

Si mutuano acriticamente schemi d'oltreoceano per coprire l'assenza totale di una visione strategica, applicando al dibattito pubblico italiano, le stesse logiche di polarizzazione esasperata che caratterizzano altri contesti. 

Il risultato è una paralisi del buon senso, dove la discussione sui massimi sistemi comunicativi, serve da paravento per non affrontare le miserie quotidiane.

Mentre a livello centrale ci si barrica dietro la gestione dei flussi informativi e la protezione dei ruoli di potere, la periferia sconta il prezzo più alto di questa abdicazione dello Stato. 

La rarefazione del senso di legalità, che parte proprio dal disprezzo per la precisione formale e sostanziale delle regole, si traduce sul territorio avellinese in un vuoto pneumatico in cui le forze dell'ordine appaiono spettatrici passive, di un degrado strisciante. 

Quando le istituzioni preferiscono la narrazione alla realtà, i cittadini rimangono orfani di punti di riferimento credibili, esposti alle dinamiche di una microcriminalità e di potentati locali, pronti a occupare ogni spazio lasciato scoperto dal disinteresse collettivo.

RDM

domenica 24 maggio 2026

Avellino: l'inchiesta Dolce Vita non garantisce la città secondo i denigratori della Procura..!

 




Il paradosso di questa tornata elettorale si consuma proprio sull'altare dell'apparenza, dove l'organizzazione seriale di eventi, i premi a spron battuto e le continue chiusure delle strade vengono elevati a modello di amministrazione illuminata, nonostante il grave danno arrecato al decoro urbano e alla vivibilità dei residenti. 

In questa narrazione distorta, le inchieste della magistratura, i sospetti di truffe, gli imbrogli e le accuse di corruzione vengono liquidati come semplici accanimenti giudiziari, o fissazioni di magistrati in cerca di carriera, svuotando di significato la gravità delle contestazioni penali.

Si preferisce ignorare sistematicamente la totale assenza di programmi reali e il teatrino politico che ha condotto al fallimento e al conseguente commissariamento della giunta guidata da Laura Nargi. 

La vista di una piazza affollata per applaudire un candidato sotto processo per reati gravissimi, dovrebbe spingere l'intera comunità a porsi profonde domande di natura etica.

Assecondare questa deriva significa abdicare definitivamente al ruolo delle istituzioni e della legalità, accettando di trasformare la gestione pubblica in una giungla deregolamentata, simile alle logiche arbitrarie dei villaggi di frontiera del vecchio West americano. 

Se la cittadinanza rinuncia a pretendere trasparenza e correttezza, l'esito inevitabile sarà il definitivo declino morale della città.

RDM

sabato 23 maggio 2026

Avellino: il vice sindaco di Pino Galasso oggi scende dal pero..!

 


L'interrogativo sulla regolarità amministrativa dell'era di Gianluca Festa trova una risposta impietosa in ogni faldone rimasto per anni lontano da sguardi indiscreti. 

La vulnerabilità del sistema non risiede solo nella spregiudicatezza del vertice politico, ma nella connivenza e nella leggerezza con cui gli uffici comunali hanno assecondato ogni disposizione, preparando il terreno per le pesanti contestazioni giudiziarie che l'ex sindaco si trova oggi ad affrontare.

L'episodio del bando per la gestione dei parcheggi cittadini rappresenta un esempio lampante, di come la fretta di raggiungere l'obiettivo desiderato possa tradursi in un errore clamoroso. 

La scelta del foro di Catania quale tribunale competente per eventuali liti, inserito tra le righe del documento ben prima che la gara si celebrasse, assume i contorni di un vero e proprio lapsus freudiano. 

Questo dettaglio burocratico costituisce la prova di come il bando fosse stato strutturato ricalcando fedelmente le specifiche della società catanese che si è poi aggiudicata l'appalto, svelando un disegno preordinato in cui la procedura di evidenza pubblica è stata ridotta a una mera formalità di facciata.

Un altro capitolo che meriterebbe un controllo approfondito riguarda i rapporti con la società De Vizia, responsabile della gestione dei rifiuti. 

A sollevare pesanti perplessità è la coincidenza legata ai centomila euro versati dalla ditta appaltatrice, nelle casse della società sportiva riconducibile direttamente a Festa.

Questo flusso di denaro, forse mascherato da sponsorizzazione, si inserisce in quel sistema di relazioni opache tra amministrazione pubblica e aziende private, che la Procura ha inteso perseguire, evidenziando come la gestione dei servizi essenziali venisse utilizzata quale strumento per alimentare interessi personali o di consorteria.

La cieca fedeltà di una parte della città nei confronti di un personaggio sotto processo e gravato da accuse così infamanti non si spiega con il fascino politico, bensì con la cinica attesa di una spartizione dei benefici una volta tagliato il traguardo elettorale. 

In un contesto in cui il programma per il sociale e il bene comune viene sistematicamente ignorato, il consenso si trasforma in un investimento clientelare. 

Chi sostiene questa proposta non cerca una buona amministrazione, ma la garanzia che quel sistema di affidamenti diretti, favori e incarichi possa ripartire, garantendo a ciascun sodale la propria quota di potere e di profitto a scapito della legalità e della dignità dell'intera comunità.

RDM

venerdì 22 maggio 2026

Avellino: la strada è aperta, la città potrà rispondere secondo coscienza..!

 


Lo stupore ostentato da Gianluca Festa in merito alla tempistica del pronunciamento della Commissione parlamentare Antimafia, che ha decretato la sua impresentabilità solo in occasione delle elezioni comunali e non per le precedenti regionali, rivela una profonda ipocrisia. 

Appare evidente che il potenziale di danno amministrativo in un contesto regionale, sia ben diverso rispetto a quello esercitabile in una realtà locale di dimensioni ridotte, dove le logiche di potere personale si consolidano più facilmente, ed è sufficiente un briciolo di visibilità per accreditarsi come leader. 

In una comunità cittadina, un simile verdetto istituzionale dovrebbe indurre l'elettorato a una riflessione molto più attenta e a una scelta basata sull'assoluta oculatezza.

L'anomalia più sconcertante di questa campagna elettorale risiede nella riproposizione di programmi altisonanti, proclami grandiosi e promesse gigantesche, che contrastano violentemente con la realtà dei fatti. 

Ciò che realmente rimane impresso, generando un profondo sconforto, è la vicenda del bando d'appalto per i parcheggi formulato in modo da predeterminare il vincitore, insieme alla miriade di contestazioni penali di cui l'ex sindaco dovrà rispondere davanti alla giustizia.

In questo quadro di opacità, la posizione di Laura Nargi appare indissolubilmente legata a quella del suo ex capo politico.

All'epoca dei fatti, l'allora vice sindaco ne assecondava le scelte, giungendo persino, secondo le ricostruzioni, ad avvertirlo della presenza della Guardia di Finanza, e a cooperare nel disperato tentativo di occultare documenti e supporti informatici durante le perquisizioni.

Sarebbe quanto mai opportuno che la candidata spiegasse alla cittadinanza per quale motivo, nonostante la sua ininterrotta presenza tra i banchi del Comune fin dal 2013, e i ruoli di massimo rilievo ricoperti, non sia mai riuscita a risolvere nessuno dei problemi strutturali della città. 

Gli stessi che oggi, dopo tredici anni di assoluta inefficacia amministrativa, promette miracolosamente di sanare. 

Non occorre una particolare acutezza intellettiva per unire i puntini e comprendere il disegno complessivo; 

mentre una simile e pervicace spregiudicatezza sembra appartenere unicamente, a chi persegua il solo obiettivo di infangare ulteriormente le istituzioni cittadine.

RDM

giovedì 21 maggio 2026

Avellino deve scegliere fra impresentabili e un professionista per bene..!

 

A volte ritornano

La decisione di Nello Pizza di sottrarsi al confronto televisivo con Gianluca Festa e Laura Nargi, risponde alla precisa volontà di marcare una netta distanza da due figure già gravate da pesantissime accuse penali. 

La reazione dei due ex alleati è stata segnata da un forte nervosismo; 

in particolare, la candidata alla carica di sindaco ha manifestato una prevedibile indignazione, definendo l'assenza dell'avversario un evento senza precedenti nella storia politica locale.

Risulta sempre più faticoso argomentare di fronte alle continue mistificazioni della realtà, che i due esponenti della vecchia amministrazione si affannano a diffondere. 

Nello Pizza

Specialmente nei giorni in cui la Commissione parlamentare Antimafia ha inserito ufficialmente Gianluca Festa e altri quattro candidati delle loro liste, nell'elenco degli impresentabili. 

Di fronte a un simile pronunciamento istituzionale, la sfrontatezza politica dovrebbe cedere il passo alla dignità personale, ma l'antologia di promesse irrealizzabili e di atteggiamenti istrionici offerta in questi anni, conferma la totale assenza di senso del limite.

Anche i tentativi di giustificare le palesi irregolarità burocratiche sfociano nel ridicolo. 

La spiegazione fornita in merito alla scelta del foro di Catania all'interno del bando per l'affidamento dei parcheggi, è stata liquidata con estrema superficialità dall'ex sindaco, il quale ha sostenuto che si tratterebbe di una normale prassi amministrativa. 

Al contrario, la normativa vigente impone regole profondamente diverse, come ha platealmente evidenziato lo stesso Pizza, confermando l'anomalia di una gara strutturata su misura per il soggetto privato.

L'elettorato cittadino si trova ora di fronte a un bivio morale, e non può continuare ad assecondare questo declino istituzionale. 

Festa e Nargi non meritano la fiducia della comunità e chi sceglie di schierarsi al loro fianco, dimostra di condividere la medesima impostazione etica e culturale, basata sulla rimozione della legalità e sul disprezzo per le regole fondamentali della convivenza civile.

RDM

mercoledì 20 maggio 2026

Avellino: Nello Pizza, il candidato distante da Il Gatto e la Volpe..!



L'esternalizzazione della gestione dei parcheggi ad Avellino rappresenta una scelta amministrativa deleteria, le cui conseguenze negative emergono oggi con estrema lucidità. 

Così descrive Nicola Giordano l'azione di controllo all'interno del Consiglio Comunale, che aveva già ampiamente denunciato una strategia fallimentare. 

Questa ha finito per indebolire l'Azienda Città Servizi e per mettere a serio rischio la natura pubblica, di un servizio strategico per l'intera comunità.

I fatti smentiscono qualsiasi tentativo odierno di riscrivere la realtà di quella gestione. 

La decisione di affidare la sosta ai privati ha progressivamente svuotato l'azienda pubblica delle sue funzioni principali, lasciandola priva di bilanci approvati, continua Giordano, e senza alcuna ricapitalizzazione; 

fino a condurla inevitabilmente, alla liquidazione senza che vi fosse un reale dibattito pubblico sul destino dei lavoratori e dei servizi.

Quando la giunta guidata da Gianluca Festa decise di procedere con l'affidamento ai privati, persino l'Autorità Nazionale Anticorruzione sollevò pesanti criticità sulla convenzione proposta. 

Nonostante i rilievi ufficiali dell'organo di controllo, aggiunge l'ex consigliere Pd, l'amministrazione scelse inspiegabilmente di tirare dritto, sottoscrivendo un accordo totalmente sbilanciato a favore degli interessi dei soggetti privati.

L'idea di città che emerge da quella stagione politica, si basa su un modello in cui i cittadini vengono vessati a beneficio del profitto di pochi, anziché poter usufruire di servizi gestiti nell'interesse della collettività. 

Per questa ragione, la vera priorità amministrativa deve rimanere la salvaguardia della gestione pubblica, l'assoluta garanzia della trasparenza e la piena tutela dei livelli occupazionali, offrendo un'alternativa concreta a un sistema che ha trasformato i beni comuni in occasioni di speculazione.

RDM

martedì 19 maggio 2026

Avellino: un elettorato incosciente continua la propria dedizione alla clientela più feroce..!

 


Il Paragnosta..!

Il paragone tra l'ex sindaco e certi vertici della politica nazionale, appare calzante nell'uso di una retorica che dispensa promesse senza alcun limite di realismo. 

Sembra quasi di riascoltare i versi de L'anno che verrà, di Lucio Dalla, sarà tre volte Natale, e festa tutto il giorno...i muti potranno parlare e i sordi già lo fanno...

Silenzi che diventano parole e divieti che svaniscono nel nulla. 

Un delirio narrativo composto da una stratificazione di menzogne che ha caratterizzato l'intera esperienza amministrativa; 

ma che oggi fatica a reggere l'impatto con la realtà. 

Il tempo degli asini che volano sembra giunto al termine, poiché il meccanismo è stato ormai smascherato con brutale chiarezza.

In un contesto come quello avellinese, la gestione del proprio bacino di voti segue logiche che poco hanno a che fare con il bene comune.

Nessuno chiede realmente ai candidati un piano strutturato per il sociale o per il benessere della comunità.

L'interesse dell'elettore medio si concentra esclusivamente sul beneficio personale, che si tratti di un trasferimento, di un incarico o di una promessa di assunzione.

Questo sistema clientelare è il terreno fertile su cui è cresciuta un'amministrazione che oggi deve rispondere di accuse pesantissime.

Ciò che è emerso dalle indagini della Procura costituisce l'unico dato oggettivo e attendibile per valutare la passata gestione.

Nonostante ciò, si assiste ai tentativi di alcuni esponenti della Curia avellinese, più o meno influenti, di accreditare versioni dei fatti differenti, quasi fossero destinatari di una qualche illuminazione superiore.

Questi interventi divini a favore della vecchia guardia amministrativa non possono cancellare la realtà dei fatti. 

Avellino è stata governata attraverso una narco-propaganda che ha privilegiato lo spettacolo e il piacere personale, al posto della cura per i fragili e dell'integrità gestionale. 

La pretesa di saperne più della magistratura, ostentata da certi ambienti ecclesiastici, appare solo come l'ultimo maldestro tentativo di difendere un sistema di potere ormai al tramonto.

RDM