Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

martedì 28 aprile 2026

Avellino, città agonizzante...altro che rinascita enjoi..!

 

Nello Pizza

La necessità di rifondare la città appare prioritaria, confermando la validità delle posizioni espresse da Nello Pizza.

Un impegno centrato su trasparenza e legalità, concetti che il candidato della sinistra sottolinea non essere affatto scontati.

L'avvocato intraprende questa sfida con la tenacia e la determinazione che caratterizzano il suo percorso professionale, forte di una reputazione basata su integrità e un profondo senso di umanità.

In un'epoca in cui definire la statura morale degli individui risulta complesso, spicca la condanna a cinque anni di reclusione per l'avvocato Emilio Santulli. 

Il fatto che un professionista prossimo agli ottant'anni e di solida posizione economica rischi di trascorrere l'ultima fase della vita in detenzione, con una pena per peculato persino superiore a quella invocata dal Pubblico Ministero, evidenzia una ferma volontà di svolta da parte della magistratura.

Il capoluogo sembra aver raggiunto il limite della sopportazione di fronte a patrimoni accumulati attraverso condotte illecite.

L'appropriazione di beni gestiti nell'ambito di un concordato relativo alla ditta Picariello rappresenta un atto di una miseria morale che supera ogni limite di spudoratezza.

Il concetto di giustizia ad Avellino, sembra ormai inscindibile dai rinvii e dalle aule di tribunale, diventando il vero convitato di pietra della campagna elettorale. 

Mentre il processo Dolce Vita è stato ufficialmente rinviato al 25 settembre 2026 per la costituzione di un nuovo collegio giudicante, la città resta sospesa tra la cronaca giudiziaria e le urne.

Il binomio formato da Gianluca Festa e Laura Nargi rappresenta il fulcro delle contraddizioni politiche che Avellino si trascina da anni.

Se da un lato l'ex sindaco deve affrontare il peso di un processo per reati gravi, dall'altro la sua erede politica, tenta di smarcarsi dalle ombre giudiziarie rivendicando una purezza civica che appare a molti come un'operazione di ritocco elettorale.

Le chiacchiere stanno a zero, e i programmi dei già visti e sentiti faremo, diremo e vedremo, li abbiamo pesati, misurati e...trovati mancanti...smettetela di continuare a offendere l'intelligenza..! 

RDM

lunedì 27 aprile 2026

Avellino: ripartiamo come se niente fosse accaduto..?

 


La decisione di Nargi di occultare i simboli dei partiti a sostegno della propria candidatura, rappresenta l’ennesimo segnale di una strategia ambigua, percepibile da chiunque non scelga deliberatamente di ignorare la realtà. 

L'aspirazione a definirsi esponente civica stride con il supporto elettorale di due forze di governo che, in modo altrettanto discutibile, hanno rinnegato la propria identità pur di conservare il comando. 

Risulta difficile stabilire chi ne esca peggio tra la candidata, le segreterie politiche e i comprimari; 

di certo, il coinvolgimento dell'elettore in tale dinamica lascia interdetti.

La dignità che l’ex sindaco, oggetto di commissariamento, dichiara di voler restituire al capoluogo, è la medesima che è stata invocata invano durante l'intero anno di gestione, prima che a parlare fossero i faldoni delle cronache giudiziarie. 

Appare quasi mirabile la capacità con cui Nargi, Festa e altri soggetti si dipingano con toni enfatici, omettendo con cura il bilancio degli ultimi anni, fatto di decisioni errate e sistematiche amnesie.

Occorre ribadire che Avellino sta affrontando una progressiva desertificazione. 

Se la responsabilità di tale declino non risiede in amministrazioni che hanno privilegiato l'effimero di feste e manifestazioni, mentre il commercio agonizzava e le saracinesche si abbassavano definitivamente, sorge spontaneo il quesito su chi siano i reali referenti di tale sfacelo.

RDM

sabato 25 aprile 2026

Avellino: una tossicità dilagante sta avvelenando anche le coscienze sane..!

 



Il mercato delle coscienze appare in pieno fermento, con un frenetico oscillare tra schieramenti opposti privo di qualsiasi pudore, animato dall'unico obiettivo di occupare le stanze di un potere fine a se stesso. 

Personaggi come Festa, Negrone e Genovese appartengono a una compagine gravata da pendenze giudiziarie che nulla spartisce con le promesse sbandierate in campagna elettorale. 

Chiunque abbia scelto di accoglierli nelle proprie fila, dovrebbe chiarire quali aspettative riponga in figure che hanno già ampiamente, dato prova di inaffidabilità.

Resta da capire se l'elettore non avvezzo al mercimonio o alle questue sia riuscito a mettere a fuoco la gravità della situazione;

ignorare quanto accaduto e quanto continua a verificarsi, presuppone necessariamente malafede o una desolante ottusità.

Le norme e i regolamenti sistematicamente disattesi per anni, con esiti penali che si manifesteranno a settembre, nonostante una lentezza giudiziaria quasi sospetta, assumono contorni inquietanti. 

Quando il commissario Paolo D'Attilio, al termine del suo mandato, sintetizzò il malaffare definendo il Comune come un ente privo di regole, sembrò parlare al vento.

Allo stesso modo, il Procuratore Airoma e chiunque abbia conservato un briciolo di etica e morale, schierandosi contro il sistema rappresentato da Nargi e Festa, è stato deriso e ignorato, persino dal clero e dal Vescovo che incoronò Nargi durante una celebrazione eucaristica in Cattedrale.

Evidentemente, una città che preferisce abbandonarsi a palchi sonori e movida tossica, piuttosto che affrontare la miseria della propria quotidianità, nutrendosi di sterili proclami sul futuro anziché di fatti concreti, ha smarrito ogni diritto sociale e ogni residua speranza di crescita.

RDM

venerdì 24 aprile 2026

Avelino: misurarsi con gli stupidi non conviene, sono allenati...

 



Sguardi rivolti in ogni direzione non intercettano altro che criticità, e risulterebbe fin troppo comodo liquidare la questione parlando semplicemente della vastità di servizi che richiederebbero una cura costante. 

Tale dedizione è venuta meno per motivazioni non sempre ammissibili, come dimostrano alloggi afflitti da infiltrazioni così gravi da sfociare in allagamenti, eppure mai degnati della necessaria attenzione.

Il quadro peggiora considerando lo stallo del Piano di zona e delle politiche sociali, rimaste paralizzate poiché l'ex sindaco Festa non riusciva a trovare un accordo sulle nomine dirigenziali. 

Simili dinamiche hanno impedito l'apertura del centro per l'autismo, il ripristino del manto stradale o la pianificazione di strategie per contrastare la desertificazione commerciale. 

Come sosteneva De Mita, il pensiero è una dote che si possiede o manca del tutto, e chi ne è privo farebbe meglio a evitare di ammantarsi di virtù inesistenti per poi generare risultati risibili.

Festa e Nargi si sono calati nel ruolo di impresari teatrali, puntando su una narcosi collettiva a base di canzonette e spettacoli che ha lasciato il segno nelle menti più fragili e prive di strumenti culturali. 

Nel frattempo, la questione dell'Acs rappresenta un ulteriore dramma che coinvolge decine di famiglie ormai ridotte alla precarietà alimentare. 

Una stirpe di saccenti privi di competenze si è imposta grazie a una medioevale masnada di sostenitori, confondendo il becero consenso con la reale capacità gestionale. 

Del resto, basta proporsi agli anziani per sbrigare la noia delle bollette all'ufficio postale per garantirsi quei pochi centinaia di voti necessari a occupare uno scranno comunale. 

Questi individui restano depositari unicamente della vacuità che li contraddistingue da sempre, e le conseguenze del potere nelle loro mani appaiono difficilmente descrivibili.

RDM

giovedì 23 aprile 2026

Avellino, circondata da trapezisti, trampolieri e mangiafuoco..!

Gianluca Gaeta..!

Ines Fruncillo nega una militanza in Forza Italia, ignorando però, le numerose testimonianze che la vedevano presenziare costantemente alle riunioni con Gianfranco Rotondi, figura storica uscita da quello stesso schieramento. 

Tale amnesia selettiva appare come un tratto distintivo condiviso con Giorgia Meloni, che ha elevato la dimenticanza fittizia, a vera e propria cifra stilistica e politica.

Fulvio Martusciello, ormai irretito da un legame profondo con le figure femminili del panorama irpino, si è sentito in dovere di prendere le difese della rappresentante di Fratelli d’Italia. 

Il suo intervento mira a proteggere la credibilità di chi, nonostante le evidenze del proprio percorso politico, continui a sostenere tesi distanti dalla realtà, confermando come in questo circolo di potere, la coerenza sia diventata un elemento del tutto trascurabile.

L'elettore dovrebbe finalmente opporsi alla sfacciataggine dei continui cambi di casacca, una pratica che un tempo restava confinata entro i limiti delle proprie aree di appartenenza, ma che oggi ha cancellato ogni residuo di scrupolo morale. 

Questa involuzione politica ha reso anacronistica la coerenza, sostituendola con una coscienza libertina che permette a formazioni come il Partito Democratico di riaccogliere figure come Gianluca Gaeta, reduce da esperienze evidentemente poco remunerative con Gianluca Festa e Laura Nargi.

In un panorama dominato dalla volgarità, il senso del decoro avrebbe dovuto imporre un segnale etico che invece manca totalmente. 

Il dominio incontrastato della menzogna e della faccia tosta delinea un quadro in cui la spudoratezza diventa la norma. 

Se anche la parte sana della società finisce per rassegnarsi e adeguarsi a questo andazzo, il futuro non può che prospettarsi cupo, oppresso da nubi cariche di presagi infausti per la tenuta civile e morale della collettività.

RDM

mercoledì 22 aprile 2026

Avellino: la destra sceglie i due commissariati...!

 


Luigi Barone, Lega irpina, incarna una figura politica che solleva perplessità immediate; 

specialmente considerando la sua adesione a un movimento che storicamente, ha riservato al Mezzogiorno auspici di catastrofi naturali e insulti gratuiti. 

Passare sopra a simili precedenti richiederebbe, in un mondo razionale, un consulto specialistico per accertare lo stato delle facoltà mentali di chi sceglie di dimenticare. 

Non pago di tale amnesia, Barone decide di puntare orgogliosamente su Gianluca Festa come alfiere della destra, dimostrando una beata ignoranza, o un totale disinteresse per il passato e il presente dei personaggi che seleziona.

Questo modo di operare non è altro che il riflesso locale di un andazzo nazionale. 

Mentre il governo centrale arranca tra inchieste giudiziarie che spuntano con regolarità disarmante, i referenti territoriali come Martusciello e Fruncillo sembrano aver eletto il sospetto e l'indagine, a requisiti di merito. 

Per questa classe dirigente, avere un candidato chiacchierato appare come un vanto o una scorciatoia dorata verso il comando, confermando che il concetto di servizio pubblico, e le sofferenze della cittadinanza sono variabili del tutto estranee ai loro interessi. 

In questo scenario desolante, Avellino scivola tristemente nelle cronache insieme preoccupanti e perfino nere, rappresentata da una gestione sportiva che arranca, e da una politica che pare aver smarrito ogni dignità.

RDM

martedì 21 aprile 2026

Avellino: i partiti di governo scelgono Festa e Nargi: il potere al di là di tutto..!

Gianluca Festa

L’attuale panorama politico avellinese si presenta come un mercato delle vanità, dove il trasformismo ha sostituito l’ideologia, rendendo la coerenza un reperto archeologico. 

Il fenomeno dei saltatori della quaglia, pronti a migrare verso qualsiasi schieramento garantisca un bando o una poltrona, ha raggiunto vette di spudoratezza tali da annullare ogni distinzione etica tra i fronti contrapposti. 

In questo scenario di fluidità opportunistica, la figura di Antonio Gengaro emerge come un’anomalia, rappresentando una visione politica che non si piega alle convenienze del momento.

La dedizione di Gengaro alla propria idea di comunità, appare quasi spietata nella sua integrità, una dote che lo ha portato in passato a gesti estremi come le dimissioni dal direttivo provinciale del Partito Democratico, pur di non tradire la propria coscienza. 

Questo isolamento, subito per difendere le istanze del circolo Aldo Moro, sembra oggi giunto a una risoluzione grazie all'allineamento con la segreteria nazionale, ricucendo uno strappo che pareva definitivo. 

La scelta di Nello Pizza come candidato unitario, segna un punto di svolta per una sinistra che per una volta, decide di non implodere ma di sfidare apertamente, un raggruppamento avversario composto da fuoriusciti e figure prive di qualsiasi bussola morale.

Laura Nargi

La competizione elettorale si preannuncia dunque come uno scontro tra la resistenza di un metodo fondato sulla dignità e una coalizione ibrida, specchio fedele di quanto accade a livello nazionale da anni, dove il potere è l’unico collante tra forze eterogenee. 

La speranza risiede in un corpo elettorale che sappia ancora distinguere tra la difesa granitica di un principio, e la pervicace ricerca di un tornaconto personale.

Il rifiuto di assecondare quella porzione urbana che ha barattato l'onestà intellettuale, con una vacua e instabile rilevanza politica, rappresenta l'abbandono definitivo di ogni tensione morale.

Le formazioni politiche locali non sono entità isolate, ma agiscono come terminali periferici di strutture centralizzate, riflettendo pregi e difetti delle segreterie nazionali. 

Questa filiazione trasforma il territorio in un laboratorio dove le direttive romane vengono applicate con una fedeltà spesso cieca, ignorando le specificità del tessuto sociale circostante.

La scelta dei due commissariati sembra quasi la ricerca di ritrovare se stessi anche ad Avellino, città ormai palcoscenico di una sceneggiatura priva di riferimenti moralmente perseguibili.

In questo panorama di decadenza, il centro per l'autismo resta sbarrato, la pianificazione delle corsie preferenziali assume contorni grotteschi e i drammi legati all'emergenza abitativa rimangono privi di soluzione.

Un ritorno a dinamiche del passato segnerebbe la resa di una comunità così marcia nelle coscienze, da rendere vano persino un improbabile intervento Superiore.

RDM