L’intervento a gamba tesa di Edmondo Cirielli sulle dinamiche politiche avellinesi, solleva interrogativi profondi sul rispetto che un uomo delle istituzioni, per di più con un passato nei Carabinieri, dovrebbe nutrire verso gli organi inquirenti.
Appare paradossale che la legittimità di indagini e processi venga riconosciuta solo quando le sentenze ricalcano i desiderata del governo Meloni.
Per il Viceministro, figure come Nargi e Festa rappresenterebbero il meglio della città, nonostante Avellino sia attualmente un teatro complesso di inchieste e accuse pesanti.
Una valutazione che suona come una sfida aperta alla Procura: chi dovrebbe avere riverenza per il lavoro investigativo, sembra invece ignorare gli elementi probatori in mano ai magistrati, preferendo la narrazione politica ai fatti giudiziari.
Siamo di fronte a un’epoca segnata dallo scontro tra poteri, dove la prevaricazione diventa la nuova regola di vita, una scelta vincente applaudita da una schiera di gregari pronti a compiacere il più forte.
In questo scenario, la lezione di Petracca appare lucida: dividere il fronte per una prova di forza interna è un errore madornale che prepara la strada alla sconfitta.
L’asse tra la sinistra e il Movimento di Giuseppe Conte ha già dimostrato la propria efficacia in regione;
puntare su un candidato che goda della stima popolare e che vanti una moralità specchiata, potrebbe intercettare persino l’elettorato di destra, stanco di dinamiche prettamente ideologiche.
Le incursioni di personaggi come Martusciello o Cirielli, estranei alla realtà territoriale irpina, generano un fastidio profondo.
Si percepisce un’arrogante pretesa di condizionare il pensiero locale, trascinando ancora una volta la città nel vortice delle scelte clientelari.
Toni Iermano
Avellino non ha bisogno di tutele esterne ma di un’autonomia coraggiosa.
Nomi come Vincenzo Ciampi, Antonio Gengaro, Nicola Giordano, Toni Iermano...e altri che restano da parte.
Tanti rappresenterebbero le risorse capaci di costruire un futuro amministrativo degno, restituendo respiro a una comunità che non può più accettare subornazioni o diktat calati dall’alto.
Basterebbe volerlo.
RDM

