Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

giovedì 11 giugno 2026

Avellino: elezione di Fausto Picone sindaco di Candida..!

 


Enzo Alaia a sinistra, Picone e D'Agostino a destra

La politica locale offre da sempre lo spettacolo desolante di un teatrino fondato su menzogne, sotterfugi e un assoluto disprezzo per la verità. 

Tuttavia, gli ultimi sviluppi legati alle elezioni provinciali sono riusciti a raggiungere vette di squallore difficilmente immaginabili, peggiorate soltanto dalle dichiarazioni successive che sono riuscite nell'intento di mortificare ulteriormente l'immagine dell'intera provincia.

Assemblea del Pd irpino

Nel solito copione in cui tutti proclamano vittoria e nessuno ammette la sconfitta, i giochi di potere e i subdoli accordi che hanno decretato l'elezione di Fausto Picone, dimostrano come l'intero scenario fosse già stato pianificato nei minimi dettagli. 

In questa commedia dell'assurdo, Marco Santo Alaia diventa novello segretario del Partito Democratico provinciale per spianare la strada a Pizza, convinto di poter finalmente raggiungere indenne la poltrona del Comune.

Questo deprimente esercizio di compromessi e trasformismo da circo sarebbe persino tollerabile, se non si consumasse interamente a spese dei cittadini, colpevoli solo di aver delegato il proprio futuro a personaggi del tutto immeritevoli. 

L'immarcescibile consigliere regionale Enzo Alaia si affretta a dichiarare l'assenza di qualsiasi asse con Petracca, venendo immediatamente smentito dagli stessi componenti della sua cordata, che pubblicamente affermano l'esatto contrario.

Il disonore non solo permane, ma raddoppia la sua portata. 

Chi si illudeva che tali dinamiche fossero un'esclusiva delle passate amministrazioni, farebbe bene a destarsi dal sonno malato che da troppo tempo, paralizza l'Irpinia.

L'episodio che ha visto il figlio di De Luca allontanare dal palco il presidente della Provincia, proprio nel suo territorio, avrebbe dovuto suscitare l'immediato imbarazzo di tutti i presenti. 

Tuttavia, in un'epoca contraddistinta dalla viltà e da una profonda carenza di umanità, a trionfare è unicamente l'arroganza di un potere fine a se stesso. 

In questo scenario desolante, il valore della dignità personale viene sistematicamente sacrificato sull'altare del consenso politico.

RDM


mercoledì 10 giugno 2026

Avellino: ormai la marginalità la fa da padrone..!

 

Fausto Picone e Enzo Alaia

La politica avellinese si conferma quel meraviglioso teatro dell'assurdo, dove le patenti di fine intellettuale e opinionista illuminato, vengono distribuite generosamente, senza il fastidioso intralcio di una laurea o di qualche pubblicazione scientifica.

Il quadro che emerge dall'ultimo spettacolo elettorale è grottesco. 

Da un lato c'è il Pd di area petracchiana che riesce nell'impresa di annichilire il proprio candidato. 

Dall'altro spicca la prestazione interpretativa di Francesco Pionati, il quale, fedele a una tradizione di letture quantomeno fantasiose, riesce a scorgere in un risultato oggettivamente stupefacente, una clamorosa vittoria dello stesso Pd. 

Un'analisi che definire errata è un complimento generoso all'ex deputato berlusconiano, ormai strutturalmente incapace di cogliere la realtà dei fatti.

Non meno enigmatico risulta l'escursus filosofico impresso alla campagna elettorale da Fausto Picone. 

Il candidato di destra e sinistra è riuscito a confondere le acque a tal punto da autorizzare un paradosso istituzionale: 

si dovrebbero quasi considerare i due contendenti come membri dello stesso schieramento. 

Una dinamica surreale che getta il ridicolo anche sulla destra locale, la quale ha festeggiato una presunta vittoria convinta, evidentemente per un barlume di totale confusione.

La realtà cittadina si riduce così a un coacervo di capibastone rimasti fermi a logiche feudali. 

Personaggi convinti di poter fare e disfare i destini politici a proprio piacimento, del tutto impermeabili alla smentita dei fatti. 

Al di là delle chiacchiere e delle dichiarazioni trionfali rilasciate alla stampa, i numeri e i risultati reali restano l'unica certezza indiscutibile, ovvero un fallimento totale e indiscutibile su tutta la linea.

RDM

martedì 9 giugno 2026

Avellino: il Pd irpino mostra i propri limiti istituzionali..!

 


Quando l'Us Avellno si scambiava favori con il presidente Buonopane..!

La svolta a destra di Maurizio Petracca assume contorni quasi diabolici, considerando che l'interessato continua a ritenersi un esponente di spicco del proprio partito mentre, nei fatti, tesse trame contrarie alla Provincia. 

Gli accordi con Alaia, secondo alcune fonti, non bastano a nostro avviso, a delegittimare un partito con chiare indicazioni per Buonopane.

L'ex Presidente avrà le sue carenze politiche, forse, ma certo il messaggio che queste elezioni hanno inviato, è la sconfitta della sinistra e una vittoria di una destra invero inesistente.

Una destra priva di reale peso e incapace di pungere incassa così un successo inaspettato con il candidato Picone, beneficiando del voltafaccia del consigliere regionale, il quale ha scientemente dirottato una quota di voti del Partito Democratico ai danni di Rizieri Buonopane. 

Dal canto suo, il sindaco di Montella sceglie di non abbandonare la formazione politica, limitandosi a pretendere un confronto interno volto a fare chiarezza su chi abbia definitivamente, smarrito la legittimità dell'appartenenza. 

Resta da comprendere la logica contorta di chi si adopera affinché il proprio stesso candidato alla Provincia, vada incontro a un naufragio, una dinamica che rievoca inevitabilmente le elezioni comunali del 2018, quando Pizza venne sconfitto al ballottaggio. 

In quell'occasione le manovre dei transfughi stagionali restarono anonime, ma una simile condotta, avvilente e vergognosa, non può e non deve essere archiviata con tanta leggerezza.

La gestione politica locale manifesta profonde carenze da lungo tempo, eppure l'opinione pubblica sembra assimilare passivamente il declino quasi si trattasse di una fatalità ineluttabile. 

Si assiste, per esempio, al silenzio assordante di consiglieri, candidati ed ex assessori, per non parlare della figura dei sindaci che si sono succeduti, sulla quale è preferibile stendere un velo pietoso, tutti sistematicamente indifferenti dinanzi alle condizioni degradanti in cui versa il pronto soccorso cittadino, ridotto ormai a un vero e proprio lazzaretto. 

A suscitare ulteriore sconcerto è la scoperta delle modalità con cui si svolgono i quotidiani passaggi di consegne. 

Ogni giorno si registra un'ora e mezza di vuoto assoluto, un lasso di tempo in cui la città di Avellino rimane priva di un presidio di ricovero assistenziale d'urgenza. 

In quella fascia oraria le persone colte da malore, non possono nemmeno accedere alla struttura per attendere il proprio turno. 

Si tratta di una disfunzione operativa di una gravità inaudita, di fronte alla quale nessuno sembra informato, nessuno vede e nessuno avverte il bisogno di reagire. 

È dunque evidente la necessità che il sindaco Pizza si distacchi finalmente da simili atteggiamenti disumani, offrendo piuttosto un segnale di riscatto e una concreta speranza a tutela delle fasce più deboli, dei meno abbienti e di chi si trova in condizioni di fragilità.

RDM

lunedì 8 giugno 2026

Avellino: qual è l'autonomia del Pd avellinese, quello che decide Petracca..?

 

Maurizio Petracca e Rizieri Buonopane..!


Il titolo di città del vino si riduce a una pura smanceria priva di significato e di reale potere attrattivo, partorita dalla precedente amministrazione Festa. 

Ormai si vive in un'epoca paradossale in cui basta indossare un cappello per improvvisarsi esperti in qualsiasi campo, persino nella pretesa di rilanciare un turismo mai esistito in nome di una cultura decisamente cafona.

Avellino ha invece un disperato bisogno di figure capaci e serie. 

Questo significa, molto semplicemente, che quando manca la competenza specifica sugli argomenti, l'unica scelta sensata e ammissibile dovrebbe essere quella di farsi da parte.

L'ego smisurato dell'ex sindaco Gianluca Festa gli impedisce di comprendere i propri macroscopici limiti. 

Dopo non aver capito nulla dell'esito delle scorse elezioni, l'ex primo cittadino dovrebbe quantomeno evitare di avventurarsi in continui pronostici, sulla durata dell'attuale giunta avellinese.

Ridotto ormai alla condizione di un nobile decaduto, l'ex sindaco si ostina a considerarsi un personaggio di rilievo. 

Purtroppo per lui, la sorte ha smesso di essergli amica. 

Quando l'intera azione politica si fonda sul nulla elevato al quadrato, anche la fazione di tifosi più ottusa e fedele inizia inevitabilmente a fare due più due, e ad aprire gli occhi sulla realtà.

Il nuovo presidente della provincia Fausto Picone e Enzo Alaia

Questo scenario si profila anche per il Partito Democratico, che si è scisso ancora una volta in tronconi utili solo a far naufragare il patto faticosamente raggiunto con il Movimento 5 Stelle. 

I risultati appaganti e ampiamente riconosciuti in Campania si ritrovano così annullati da una faida personale tra Rizieri Buonopane e Maurizio Petracca, entrambi desiderosi di mostrare la propria capacità di gestione del potere.

La vergogna appare palese, poiché i consiglieri e i sindaci del Pd, chiamati al voto per il Consiglio, la presidenza e l'Assemblea della Provincia, dimostrano quanto labile sia la propria convinzione ideologica se paragonata alla logica del tornaconto personale. 

Petracca non offre un bell'esempio di correttezza istituzionale nei confronti del partito che lo ha riconfermato in Regione, lasciando l'elettorato nel totale smarrimento e privo di punti di riferimento di cui potersi fidare.

RDM


sabato 6 giugno 2026

Avellino: una giunta nuova e di rottura non può considerare i soliti noti cambia casacca..!

 

La vecchia giunta di Gianluca Festa..!

La composizione della nuova giunta comunale solleva interrogativi di non poco conto sull'adeguatezza delle nomine rispetto alle reali competenze e ai trascorsi dei prescelti.

Nicola Giordano si distingue come l'unico componente dotato di una chiara attitudine per l'urbanistica, unita a una spiccata propensione per l'ispezione delle dinamiche interne a un'amministrazione comunale storicamente priva di regole chiare.

Una lacuna gestionale già ampiamente stigmatizzata dai numerosi commissari prefettizi che si sono succeduti nel tempo.

Proprio per questa sua natura spiccatamente operativa e per la solida esperienza maturata sul campo, la presidenza del Consiglio comunale appare come una collocazione del tutto inadatta a valorizzarne il potenziale.

Altrettanto fuori luogo appare l'assegnazione delle politiche sociali a Carlo Mele. 

Il passato solleva infatti forti perplessità, data la sistematica assenza di risposte, nel corso degli anni, alle reiterate richieste di un rendiconto trasparente sulle ingenti risorse economiche confluite nella Caritas. 

La gestione dell'ex direttore si è distinta anche per il divieto assoluto di intervistare i giovani volontari, che a dispetto della facciata solidaristica, percepivano un regolare emolumento per le attività richieste dalla struttura diocesana.

Se l'orizzonte di questo governo cittadino deve essere una consiliatura completa di cinque anni, la selezione della squadra di comando dovrebbe obbedire a un paradigma etico elementare.

I prescelti dovrebbero rispondere del proprio operato anzitutto sul piano morale, senza escludere le vicende giudiziarie passate e presenti. 

Un criterio di trasparenza talmente lineare da risultare comprensibile a chiunque, fatta eccezione, ovviamente, per i diretti interessati e per quella zona grigia della città finanche occupata da una parte del clero.

RDM

venerdì 5 giugno 2026

Avellino: Lacedonia all'atto finale contro una Preside fin troppo chiacchierata..!



Rosa Cassese

Le recenti cronache relative alle tensioni sindacali scoppiate all'Istituto Omnicomprensivo Francesco De Sanctis di Lacedonia, sollevano interrogativi complessi ed evidenziano il delicato equilibrio tra la gestione burocratica delle istituzioni pubbliche, il ruolo del merito e la trasparenza verso i cittadini. 
La vicenda specifica offre lo spunto per una riflessione strutturata su due livelli distinti: 
il dibattito generale sulla Pubblica Amministrazione in Italia, e i dettagli della cronaca locale legati alla dirigente scolastica Rosa Cassese. 
Il tema del rapporto tra politica, dirigenza e cittadini è al centro di una discussione storica nel contesto italiano.
La visione della società civile richiede una Pubblica Amministrazione efficiente, trasparente e orientata al servizio del cittadino, che attraverso la fiscalità generale ne finanzia il funzionamento e ha il diritto di pretendere competenza e rispetto.
Molti analisti e riforme legislative hanno cercato nel tempo, di marcare una linea netta tra l'indirizzo politico e l'attività gestionale dei dirigenti, al fine di arginare logiche clientelari e valorizzare il merito. 
Tuttavia, le criticità burocratiche e la percezione di ingerenze esterne rimangono nodi ampiamente dibattuti dall'opinione pubblica.
L'episodio specifico citato e riportato dalle testate giornalistiche locali evidenzia un livello di conflittualità istituzionale estremamente acceso.
C'è voluto l'intervento delle Forze dell'Ordine durante un tavolo di contrattazione per l'Istituto di Lacedonia con le sigle sindacali Gilda-Unams e Anief, per far verbalizzare presunte violazioni procedurali. 
La figura della dirigente Rosa Cassese, reggente a Lacedonia, era già stata al centro dell'attenzione mediatica e di accesi dibattiti in passato, come nel caso delle proteste documentate dal quotidiano Il Mattino.
Le contestazioni avanzate dai rappresentanti dei lavoratori, sembra si siano tradotte nella segnalazione delle presunte irregolarità amministrative e gestionali alla Procura della Repubblica di Avellino, richiedendo formalmente l'intervento degli organi ispettivi ministeriali. 
I conflitti all'interno delle singole autonomie scolastiche riflettono la complessità e la fragilità strutturale in cui si muove la dirigenza pubblica, costantemente in bilico tra la rigidità delle norme amministrative, le istanze sindacali del personale e il diritto degli utenti finali a un servizio stabile e di qualità.
RDM

Avellino: Il sindaco avanzi senza infingimenti..!

 



Un esecutivo cittadino non ha il compito di assecondare le personali preferenze della politica per risultare valido, bensì deve valutare le reali capacità professionali, le quali non si misurano affatto con il conteggio delle preferenze.

Attualmente si registra la presenza di transfughi provenienti dagli schieramenti di Nargi e Festa, soggetti che oggettivamente non possono e non devono trovare spazio nella nuova squadra. 

Se il sindaco intende davvero lanciare un segnale di integrità morale e di reale cambiamento, l'eventuale concessione di poltrone assessorili a transfughi e saltatori della quaglia, rappresenterebbe una clamorosa e immediata smentita dei suoi stessi proclami. 

Questi personaggi non possiedono certo lo spessore di figure come Nicola Poppa, il quale ha dato prova del proprio valore decidendo di portare avanti una dura contestazione, pur nella piena consapevolezza di andare contro tendenza. 

Un combattente Poppa, alla fine premiato, che si è battuto in nome di un principio ideale, non per rincorrere una comoda e remunerativa sedia istituzionale, come invece si verifica nella maggioranza dei casi.

     Maura Sarno con Nello Pizza

In questo scenario, l'operato di Maura Sarno, in perfetta continuità con la linea da sempre tracciata dal predecessore Ciampi, appare un passaggio propedeutico indispensabile per garantire la coerenza e lo sviluppo della forza politica che rappresenta. 

La scelta di rinunciare persino a una carica di indiscutibile rilievo come quella di vicesindaco, compiuta pur di non calpestare un'etica pubblica ormai quasi del tutto estinta, dovrebbe fungere da severo avvertimento per la nascente amministrazione comunale.

I gesti di finta complicità, le continue pressioni politiche e la presenza asfissiante di una scorta di guardiani costantemente schierata attorno al primo cittadino, offrono uno spettacolo decisamente avvilente. 

La reale capacità di liberarsi da queste lusinghe e condizionamenti interessati, rappresenterà il vero e definitivo banco di prova atteso dall'opinione pubblica.

RDM