Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

sabato 13 giugno 2026

Avellino: chi studia guadagna umiltà, l'ignorante solo arroganza..!


Maurizio Petracca e Rizieri Buonopane quattro anni fa..!

L'analisi di Gianluca Festa coglie nel segno, prefigurando una giunta che si riduce a un banale copia e incolla di quella galassiana di venti anni fa. 

Risulta umiliante trovarsi a confronto con veri e propri dinosauri che non hanno mai fatto nulla per la città. 

Nessuno ha mai incrociato questi personaggi su alcuna problematica reale, al contrario di quanto fa quotidianamente Massimo Passaro, da anni al servizio gratuito dei meno abbienti e pronto a farsi carico di ogni esigenza da sempre ignorata dalle istituzioni.

Figure come Giacobbe, Trezza, Ambrosone e Cipriano, insieme ad altri in fieri che chiunque abbia buona memoria potrebbe aggiungere, vengono alla fine premiate da un elettorato sofferente di amnesia e nessuna cultura politica. 

Tutti costoro hanno gestito la cosa pubblica per i propri interessi, dato che non si ricordano vantaggi fruiti dalla città al di fuori di qualche rinvio a giudizio. 

Il nuovo sindaco, stimato e conosciuto, si è purtroppo infilato in un vicolo cieco da cui sarà difficile uscire. 

I condizionamenti saranno troppi e solo una persona dotata di enorme pazienza potrebbe riuscire a tirare avanti, anche perché basterebbe un minimo controllo sulla gestione della propria giunta, per non poter fare a meno di abbandonare.

Lo schifo pervade questa pseudo politica nelle sue pieghe più nascoste. 

La boria, che fa rima con supponenza, fa sì che il potere nelle mani di chi vive di luce riflessa come Piero De Luca, diventi un'arma atta a distruggere orgoglio e umanità. 

Quanto registrato da Enzo Costanza su quel palco al Corso, rappresenta il riassunto di anime malvage riunite per mostrare la propria miseria. 

Rino Buonopane, ancora presidente della Provincia di Avellino, viene cacciato da un ragazzotto di Salerno in trasferta. 

Gli schiaffi non sarebbero bastati per far capire a quel presuntuoso a capo di un gruppo di amebe che le persone hanno una dignità, a prescindere dal ruolo e dalla posizione occupata nella società. 

Resta solo da sperare in una salvezza divina da questa banda di volgari arrivisti, accomodati ancora una volta sulle poltrone più alte.

RDM



venerdì 12 giugno 2026

Avellino: se non si partirà con assoluta autonomia, la giunta durerà poco..!

 



Massimo Passaro rappresenta ormai l'unico fustigatore dei costumi avellinesi, rimasto solo a esporsi per accusare pubblicamente gli abusi e le carenze del territorio. 

Al contrario, per gli oltre quattrocento candidati alle scorse elezioni, sia tra gli eletti sia tra gli sconfitti, il disonore cresce in modo esponenziale a causa dell'assoluto menefreghismo che li pervade. 

I vincitori appaiono concentrati esclusivamente sulla scalata al potere, mentre i secondi sono completamente spariti dopo aver mancato l'obiettivo di entrare nella stanza dei bottoni, seguendo la logica del muoia Sansone con tutti i Filistei.

Questa situazione costituisce una vera cartina di tornasole dell'infimo livello culturale e affettivo che caratterizza sia i vecchi sia i giovani. 

Costoro, colpiti nell'intimo dall'impegno di Passaro, percepiscono la sua azione come un'offesa al quieto vivere anziché come uno stimolo a migliorare. 

Del resto, Confucio sottolineava come l'uomo superiore coltivi la giustizia e l'uomo inferiore la speranza di ricevere favori.

Avellino si presenta come un coacervo di approssimazione, opere incompiute e saccenteria. 

Si tratta di una realtà già sperimentata direttamente guardando al passato con le vecchie amministrazioni. 

La sicurezza è ormai un lontano ricordo e sancisce il fallimento degli organi istituzionali preposti, dato che le chiacchiere, gli incontri in prefettura e le foto di rito lasciano il tempo che trovano. 

Con gli eventi criminosi all'ordine del giorno, si registra l'assenza delle forze dell'ordine a tutti i livelli, supportata da un disordine mentale esaltato dalla brama di feste, ubriacature e permissivismo sfrenato.

Nonostante da più parti si sentisse dire che con Festa e Nargi la città fosse viva, la chiusura delle strade e la regola sottintesa di dare sfogo a ogni desiderio represso e inconfessabile, hanno in realtà contribuito a istituzionalizzare una permissività lassista. 

Avellino non appartiene solo a una specifica cerchia di persone, ma anche a chi ha esigenze del tutto diverse, come gli anziani, i bambini, i malati, i disabili e i lavoratori.

La politica cambi passo, il servizio alla gente prenda il sopravvento e esempio dall'impegno dell'Avvocato de I Cittadini in Movimento..!

RDM

giovedì 11 giugno 2026

Avellino: elezione di Fausto Picone sindaco di Candida..!

 


Enzo Alaia a sinistra, Picone e D'Agostino a destra

La politica locale offre da sempre lo spettacolo desolante di un teatrino fondato su menzogne, sotterfugi e un assoluto disprezzo per la verità. 

Tuttavia, gli ultimi sviluppi legati alle elezioni provinciali sono riusciti a raggiungere vette di squallore difficilmente immaginabili, peggiorate soltanto dalle dichiarazioni successive che sono riuscite nell'intento di mortificare ulteriormente l'immagine dell'intera provincia.

Assemblea del Pd irpino

Nel solito copione in cui tutti proclamano vittoria e nessuno ammette la sconfitta, i giochi di potere e i subdoli accordi che hanno decretato l'elezione di Fausto Picone, dimostrano come l'intero scenario fosse già stato pianificato nei minimi dettagli. 

In questa commedia dell'assurdo, Marco Santo Alaia diventa novello segretario del Partito Democratico provinciale per spianare la strada a Pizza, convinto di poter finalmente raggiungere indenne la poltrona del Comune.

Questo deprimente esercizio di compromessi e trasformismo da circo sarebbe persino tollerabile, se non si consumasse interamente a spese dei cittadini, colpevoli solo di aver delegato il proprio futuro a personaggi del tutto immeritevoli. 

L'immarcescibile consigliere regionale Enzo Alaia si affretta a dichiarare l'assenza di qualsiasi asse con Petracca, venendo immediatamente smentito dagli stessi componenti della sua cordata, che pubblicamente affermano l'esatto contrario.

Il disonore non solo permane, ma raddoppia la sua portata. 

Chi si illudeva che tali dinamiche fossero un'esclusiva delle passate amministrazioni, farebbe bene a destarsi dal sonno malato che da troppo tempo, paralizza l'Irpinia.

L'episodio che ha visto il figlio di De Luca allontanare dal palco il presidente della Provincia, proprio nel suo territorio, avrebbe dovuto suscitare l'immediato imbarazzo di tutti i presenti. 

Tuttavia, in un'epoca contraddistinta dalla viltà e da una profonda carenza di umanità, a trionfare è unicamente l'arroganza di un potere fine a se stesso. 

In questo scenario desolante, il valore della dignità personale viene sistematicamente sacrificato sull'altare del consenso politico.

RDM


mercoledì 10 giugno 2026

Avellino: ormai la marginalità la fa da padrone..!

 

Fausto Picone e Enzo Alaia

La politica avellinese si conferma quel meraviglioso teatro dell'assurdo, dove le patenti di fine intellettuale e opinionista illuminato, vengono distribuite generosamente, senza il fastidioso intralcio di una laurea o di qualche pubblicazione scientifica.

Il quadro che emerge dall'ultimo spettacolo elettorale è grottesco. 

Da un lato c'è il Pd di area petracchiana che riesce nell'impresa di annichilire il proprio candidato. 

Dall'altro spicca la prestazione interpretativa di Francesco Pionati, il quale, fedele a una tradizione di letture quantomeno fantasiose, riesce a scorgere in un risultato oggettivamente stupefacente, una clamorosa vittoria dello stesso Pd. 

Un'analisi che definire errata è un complimento generoso all'ex deputato berlusconiano, ormai strutturalmente incapace di cogliere la realtà dei fatti.

Non meno enigmatico risulta l'escursus filosofico impresso alla campagna elettorale da Fausto Picone. 

Il candidato di destra e sinistra è riuscito a confondere le acque a tal punto da autorizzare un paradosso istituzionale: 

si dovrebbero quasi considerare i due contendenti come membri dello stesso schieramento. 

Una dinamica surreale che getta il ridicolo anche sulla destra locale, la quale ha festeggiato una presunta vittoria convinta, evidentemente per un barlume di totale confusione.

La realtà cittadina si riduce così a un coacervo di capibastone rimasti fermi a logiche feudali. 

Personaggi convinti di poter fare e disfare i destini politici a proprio piacimento, del tutto impermeabili alla smentita dei fatti. 

Al di là delle chiacchiere e delle dichiarazioni trionfali rilasciate alla stampa, i numeri e i risultati reali restano l'unica certezza indiscutibile, ovvero un fallimento totale e indiscutibile su tutta la linea.

RDM

martedì 9 giugno 2026

Avellino: il Pd irpino mostra i propri limiti istituzionali..!

 


Quando l'Us Avellno si scambiava favori con il presidente Buonopane..!

La svolta a destra di Maurizio Petracca assume contorni quasi diabolici, considerando che l'interessato continua a ritenersi un esponente di spicco del proprio partito mentre, nei fatti, tesse trame contrarie alla Provincia. 

Gli accordi con Alaia, secondo alcune fonti, non bastano a nostro avviso, a delegittimare un partito con chiare indicazioni per Buonopane.

L'ex Presidente avrà le sue carenze politiche, forse, ma certo il messaggio che queste elezioni hanno inviato, è la sconfitta della sinistra e una vittoria di una destra invero inesistente.

Una destra priva di reale peso e incapace di pungere incassa così un successo inaspettato con il candidato Picone, beneficiando del voltafaccia del consigliere regionale, il quale ha scientemente dirottato una quota di voti del Partito Democratico ai danni di Rizieri Buonopane. 

Dal canto suo, il sindaco di Montella sceglie di non abbandonare la formazione politica, limitandosi a pretendere un confronto interno volto a fare chiarezza su chi abbia definitivamente, smarrito la legittimità dell'appartenenza. 

Resta da comprendere la logica contorta di chi si adopera affinché il proprio stesso candidato alla Provincia, vada incontro a un naufragio, una dinamica che rievoca inevitabilmente le elezioni comunali del 2018, quando Pizza venne sconfitto al ballottaggio. 

In quell'occasione le manovre dei transfughi stagionali restarono anonime, ma una simile condotta, avvilente e vergognosa, non può e non deve essere archiviata con tanta leggerezza.

La gestione politica locale manifesta profonde carenze da lungo tempo, eppure l'opinione pubblica sembra assimilare passivamente il declino quasi si trattasse di una fatalità ineluttabile. 

Si assiste, per esempio, al silenzio assordante di consiglieri, candidati ed ex assessori, per non parlare della figura dei sindaci che si sono succeduti, sulla quale è preferibile stendere un velo pietoso, tutti sistematicamente indifferenti dinanzi alle condizioni degradanti in cui versa il pronto soccorso cittadino, ridotto ormai a un vero e proprio lazzaretto. 

A suscitare ulteriore sconcerto è la scoperta delle modalità con cui si svolgono i quotidiani passaggi di consegne. 

Ogni giorno si registra un'ora e mezza di vuoto assoluto, un lasso di tempo in cui la città di Avellino rimane priva di un presidio di ricovero assistenziale d'urgenza. 

In quella fascia oraria le persone colte da malore, non possono nemmeno accedere alla struttura per attendere il proprio turno. 

Si tratta di una disfunzione operativa di una gravità inaudita, di fronte alla quale nessuno sembra informato, nessuno vede e nessuno avverte il bisogno di reagire. 

È dunque evidente la necessità che il sindaco Pizza si distacchi finalmente da simili atteggiamenti disumani, offrendo piuttosto un segnale di riscatto e una concreta speranza a tutela delle fasce più deboli, dei meno abbienti e di chi si trova in condizioni di fragilità.

RDM

lunedì 8 giugno 2026

Avellino: qual è l'autonomia del Pd avellinese, quello che decide Petracca..?

 

Maurizio Petracca e Rizieri Buonopane..!


Il titolo di città del vino si riduce a una pura smanceria priva di significato e di reale potere attrattivo, partorita dalla precedente amministrazione Festa. 

Ormai si vive in un'epoca paradossale in cui basta indossare un cappello per improvvisarsi esperti in qualsiasi campo, persino nella pretesa di rilanciare un turismo mai esistito in nome di una cultura decisamente cafona.

Avellino ha invece un disperato bisogno di figure capaci e serie. 

Questo significa, molto semplicemente, che quando manca la competenza specifica sugli argomenti, l'unica scelta sensata e ammissibile dovrebbe essere quella di farsi da parte.

L'ego smisurato dell'ex sindaco Gianluca Festa gli impedisce di comprendere i propri macroscopici limiti. 

Dopo non aver capito nulla dell'esito delle scorse elezioni, l'ex primo cittadino dovrebbe quantomeno evitare di avventurarsi in continui pronostici, sulla durata dell'attuale giunta avellinese.

Ridotto ormai alla condizione di un nobile decaduto, l'ex sindaco si ostina a considerarsi un personaggio di rilievo. 

Purtroppo per lui, la sorte ha smesso di essergli amica. 

Quando l'intera azione politica si fonda sul nulla elevato al quadrato, anche la fazione di tifosi più ottusa e fedele inizia inevitabilmente a fare due più due, e ad aprire gli occhi sulla realtà.

Il nuovo presidente della provincia Fausto Picone e Enzo Alaia

Questo scenario si profila anche per il Partito Democratico, che si è scisso ancora una volta in tronconi utili solo a far naufragare il patto faticosamente raggiunto con il Movimento 5 Stelle. 

I risultati appaganti e ampiamente riconosciuti in Campania si ritrovano così annullati da una faida personale tra Rizieri Buonopane e Maurizio Petracca, entrambi desiderosi di mostrare la propria capacità di gestione del potere.

La vergogna appare palese, poiché i consiglieri e i sindaci del Pd, chiamati al voto per il Consiglio, la presidenza e l'Assemblea della Provincia, dimostrano quanto labile sia la propria convinzione ideologica se paragonata alla logica del tornaconto personale. 

Petracca non offre un bell'esempio di correttezza istituzionale nei confronti del partito che lo ha riconfermato in Regione, lasciando l'elettorato nel totale smarrimento e privo di punti di riferimento di cui potersi fidare.

RDM


sabato 6 giugno 2026

Avellino: una giunta nuova e di rottura non può considerare i soliti noti cambia casacca..!

 

La vecchia giunta di Gianluca Festa..!

La composizione della nuova giunta comunale solleva interrogativi di non poco conto sull'adeguatezza delle nomine rispetto alle reali competenze e ai trascorsi dei prescelti.

Nicola Giordano si distingue come l'unico componente dotato di una chiara attitudine per l'urbanistica, unita a una spiccata propensione per l'ispezione delle dinamiche interne a un'amministrazione comunale storicamente priva di regole chiare.

Una lacuna gestionale già ampiamente stigmatizzata dai numerosi commissari prefettizi che si sono succeduti nel tempo.

Proprio per questa sua natura spiccatamente operativa e per la solida esperienza maturata sul campo, la presidenza del Consiglio comunale appare come una collocazione del tutto inadatta a valorizzarne il potenziale.

Altrettanto fuori luogo appare l'assegnazione delle politiche sociali a Carlo Mele. 

Il passato solleva infatti forti perplessità, data la sistematica assenza di risposte, nel corso degli anni, alle reiterate richieste di un rendiconto trasparente sulle ingenti risorse economiche confluite nella Caritas. 

La gestione dell'ex direttore si è distinta anche per il divieto assoluto di intervistare i giovani volontari, che a dispetto della facciata solidaristica, percepivano un regolare emolumento per le attività richieste dalla struttura diocesana.

Se l'orizzonte di questo governo cittadino deve essere una consiliatura completa di cinque anni, la selezione della squadra di comando dovrebbe obbedire a un paradigma etico elementare.

I prescelti dovrebbero rispondere del proprio operato anzitutto sul piano morale, senza escludere le vicende giudiziarie passate e presenti. 

Un criterio di trasparenza talmente lineare da risultare comprensibile a chiunque, fatta eccezione, ovviamente, per i diretti interessati e per quella zona grigia della città finanche occupata da una parte del clero.

RDM