Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

martedì 14 aprile 2026

Avellino: uscire da due commissariamenti per riproporre i commissariati, è patologico..!



Il prefetto Giuliana Perrotta

Avellino appare come una città segnata da una condizione politica degenerativa, in cui, nonostante il susseguirsi di due commissariamenti consecutivi, la scena continua a essere occupata dai medesimi nomi, responsabili di vergogne nazionali e disastri amministrativi. 

Il panorama politico locale, infimo e privo di slanci ideali, funge da specchio a un territorio che, pur possedendo personalità di indubbio valore, soffre la protervia di un ceto politico arretrato, segnato da evidenti carenze intellettuali e psichiche.

L’abitudine all’arroganza gestionale degli ex caporioni, ormai fuori gioco, ha generato la convinzione che l’amministrazione possa fondarsi soltanto sull’imposizione reiterata, di figure che, come malattie recidivanti, ritornano ciclicamente sulla scena pubblica. 

Walter Giordano, protagonista di continue e opposte scelte di campo, ambisce ora al vertice di Palazzo di Città, pur non avendo mai dimostrato una reale aderenza alle problematiche cittadine. 

Allo stesso modo, Enza Ambrosone, figlia spirituale di Mancino, riemerge prepotentemente dopo un lungo periodo di assenza, nonostante l'assenza per le cicliche sofferenze di Avellino.

Sorge spontaneo chiedersi perché Petracca, nel suo ruolo di guida, non promuova una rapida selezione di figure realmente autorevoli e gradite ai cittadini. 

Basterebbe sottoporre alla segreteria alcuni riferimenti di alto profilo, e condurre un’escursione informativa imparziale per individuare il candidato adatto. 

Invece, si preferisce persistere in un gioco di nomi precostituito, ignorando le potenzialità di un territorio che meriterebbe una classe dirigente all'altezza, anziché una gestione ostaggio di logiche di potere ormai logore e prive di futuro.

Chiedere a chi ha originato i problemi di risolverli resta una vana utopia. 

È opportuno ricordare, per esempio, che Angelo Antonio D'Agostino, insieme a Gianluca Festa, ha operato attivamente per allontanare il mercato dalla sua storica sede nel piazzale antistante il campo sportivo, con il solo obiettivo di non turbare l'immagine del parco residenziale limitrofo.

In questo quadro di desolazione, appare spudorata la scelta di affidare un progetto amministrativo al sindaco di Montefalcione, ex piddino e oggi dirigente in Forza Italia. 

Egli accetta di rinunciare al simbolo del proprio partito, pur di assecondare i capricci di Laura Nargi, la cui condotta politica sembra guidata da logiche ben distanti dalla capacità di condurre un Capoluogo.

La domanda sorge spontanea: la cittadinanza è ancora disposta a tollerare simili miserie? 

Non è bastato lo squallore generato dalle ultime gestioni per innescare una necessaria ribellione?

È tempo di smettere di lamentarsi mentre gli alloggi popolari rimangono chiusi nei cassetti, le politiche sociali languono, e l'incuria dilaga tra abusi.

Finché prevarranno questi meccanismi di potere, la città continuerà a essere ostaggio di un'inefficienza cronica, rendendo vane le speranze di un reale rinnovamento amministrativo.

RDM

lunedì 13 aprile 2026

Avellino: tutti dormono aspettando l'incoronazione, solo Nicola Giordano è sempre sul pezzo..!

 


Nicola Giordano rappresenta per molti l'unica figura capace di mantenere una coerenza politica prima, durante e dopo ogni fase amministrativa, distinguendosi in una città che appare spesso assopita e succube di un sistema strafottente. 

Le coscienze cittadine, ormai addomesticate, sembrano incapaci di reagire a contraddizioni eclatanti, accettando una gestione del territorio priva di equità e raziocinio. 

L'eredità di un trascorso politico profondamente compromesso, ha inciso negativamente sulla capacità di autogestione dell'intera provincia.

In questo scenario, Gianluca Festa continua a proporsi come sindaco in pectore, tentando di trasformare ogni criticità della propria amministrazione, in un presunto successo. 

Tuttavia, la gestione di Azienda Città Servizi risulta emblematica di una visione distorta continua l'ex consigliere. 

Nonostante i recenti tentativi di riposizionamento, i fatti denunciano una realtà ben diversa: 

sotto la sua guida, i servizi principali sono stati progressivamente esternalizzati, in particolare la gestione della sosta, affidata a privati con modalità spesso contestate.

Le decisioni assunte in quegli anni — dalla mancata approvazione dei bilanci all' assenza della ricapitalizzazione — hanno indebolito la società pubblica, rendendola marginale e aprendo la strada a interessi privati. 

Proporre oggi un rilancio di ACS, dopo averne svuotato le funzioni chiave, appare, rileva Giordano, come un tentativo elettorale privo di sostanza. 

La questione è cruciale: 

i servizi pubblici devono restare un patrimonio della comunità o trasformarsi in un'opportunità di profitto per pochi? 

La realtà dei fatti suggerisce che la responsabilità di questo declino abbia un nome preciso, confermando come, per molti osservatori critici, la gestione di tali processi sia colpevole di aver svenduto un bene essenziale della cittadinanza.

RDM

sabato 11 aprile 2026

Avellino: le solite scelte, i soliti errori...non ne usciremo mai finché avremo questa classe politica..!

Enza Ambrosone

Il taglio inopinato degli alberi nel Parco Fenestrelle richiama alla mente il disboscamento selvaggio avvenuto sotto l'amministrazione Festa, un'operazione durata un mese intero nel cuore della città, sotto gli occhi del Genio Civile, senza che nessuno sollevasse obiezioni. 

Il passaggio quotidiano di migliaia di veicoli, inclusi quelli delle istituzioni e delle forze dell'ordine, non ha prodotto alcun sussulto dinanzi a uno scempio così palese. 

Avellino si conferma la città più abusata del Mezzogiorno, dove l'inquinamento sistematico e le costanti dimostrazioni di arroganza passano ormai sotto silenzio.

Le manovre dei partiti in vista della scadenza elettorale di maggio, condotte senza alcun coinvolgimento dei cittadini, rappresentano solo la punta di un iceberg che rivela uno scollamento istituzionale privo di etica e morale. 

L'attenzione che Martusciello e i suoi sodali riservano a Laura Nargi — nonostante un passato di stretta collaborazione con Gianluca Festa, attualmente a processo per capi d'accusa gravissimi — è il segno di un decadimento civile che riflette una filosofia del potere fine a se stessa, simile a quella manifestata a livello nazionale.

In questo diario si contesta apertamente un metodo che vede alcuni capibastone decidere le sorti della comunità a proprio piacimento. 

Con l'avvicinarsi delle elezioni, la speranza è riposta in una reazione dell'elettorato contro una destra raffazzonata, e un Partito Democratico convinto di poter vincere ignorando quella sinistra incapace di farsi sentire. 

In un quadro dominato da figure come Festa, Nargi o Enza Ambrosone, il rischio concreto è che l'elettore scelga l'astensione o si rivolga altrove. 

In tale contesto, una candidatura del Movimento 5 Stelle guidata da Enzo Ciampi, potrebbe rappresentare l'unica vera variabile capace di rompere gli equilibri di un potere, che considera la città un semplice terreno di conquista per affari e carriere.

RDM

venerdì 10 aprile 2026

Avellino: Gigi Proietti: per essere qualcuno serve almeno un avviso di garanzia..!

 

Gianfranco Rotondi perde nuovamente l'occasione per restare in silenzio, tessendo le lodi di un Piantedosi che avrebbe dimostrato il proprio valore nell'arresto di un assassino fuggito da una comunità. 

In realtà, il merito dell'operazione va ascritto ai Carabinieri, mentre il ministro, dipinto in toni da casanova, sembrava ignorare persino le frequentazioni di Del Mastro. 

Il problema più evidente dell'Italia risiede in una classe politica di scarsa qualità, che riduce al lumicino le speranze di ripresa dopo aver toccato le soglie dell'inferno.

La destra avellinese si conferma come la coalizione più squalificata, un primato significativo se si considera la gravità dei problemi che affliggono anche lo schieramento opposto. 

Lo sberleffo verso la legge è ormai una costante negativa dell'intero governo nazionale, che trova una declinazione ancor peggiore nella realtà di Avellino. 

Qui, Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia si sono abbarbicati a Gianluca Festa e Laura Nargi, le due figure più attenzionate dalla Procura.

Appare chiaro che Angelo Antonio D'Agostino e i suoi alleati nutrano una pessima considerazione dell'elettorato. 

In qualsiasi altra realtà italiana risulterebbe perlomeno inopportuno puntare su personaggi dal passato disdicevole. 

Laura Nargi è uscita da un'accusa di associazione a delinquere con un provvedimento lieve e una testimonianza funzionale alle indagini, mentre il suo ex mentore affronta un processo per accuse gravissime. 

Risulterebbe davvero singolare se anche l'ex sindaco riuscisse a sottrarsi alle proprie responsabilità giudiziarie.

RDM

giovedì 9 aprile 2026

Avellino: la città vive il paradosso del nichilismo elettorale..!



I reiterati rinvii dell'apertura della Dogana sono ormai ammantati da bugie infantili che non sfuggono a nessuno, frutto di ordini politici eseguiti pedissequamente dai subalterni. 

Se la pioggia aveva giustificato il primo stop, l'ascensore malfunzionante ha bloccato il secondo, lasciando presagire che la terza scusa potrebbe riguardare eventi altrettanto risibili. 

Tale atteggiamento dimostra una mancanza assoluta di rispetto verso i cittadini, la cui importanza svanisce una volta deposta la matita nel seggio elettorale. 

Il pudore non è più una virtù, sostituito dall'arroganza elevata a religione per raggiungere il successo.

Ines Fruncillo e il condannato Andrea Del Mastro

In via Tagliamento continuano a circolare nomi estranei alla drammatica realtà avellinese, mentre i sostenitori di Festa e Nargi, si scontrano in una faida interna che ricalca fedelmente le tensioni nazionali tra i partiti di governo. 

Si vive in un'epoca di totale strafottenza, dove avvisi di garanzia, processi ed etica calpestata non scalfiscono minimamente il potere, lasciando che diritti e doveri diventino oggetto di arbitrio personale.

In questo scenario, la reazione di Gianluigi Marotta, ex ragioniere capo plurindagato, alla decisione del Commissario Perrotta appare quasi paradossale. 

Sebbene sia prerogativa del Commissario scegliere collaboratori affidabili, il beniamino delle precedenti amministrazioni, si ribella a una valutazione che giunge persino tardiva, data la sua posizione discutibile.

Per quanto riguarda le prossime elezioni, la rosa dei candidati del Partito Democratico dovrebbe, per logica, ridursi a un solo nome, Nicola Giordano senza precendeti penali, che se pure azzerati lasciano per sempre dubbi e certezze.

Egli è l'unico ad aver avuto la forza di smantellare un sistema amministrativo indefinito e la sua cerchia. 

Se questo merito non viene riconosciuto dai vertici della segreteria, resta da chiedersi cosa rappresentino gli altri nomi se non l'ennesima espressione di amichettismo.

Risulta singolare l'esclusione di figure come Antonio Gengaro e Vincenzo Ciampi, ma in un marasma di volgarità politica e impudicizia come quello attuale, essere messi da parte vale più di una medaglia al valore.

RDM

mercoledì 8 aprile 2026

Avellino: resteremo per sempre fanalino di coda..!

 

La contestatissima Beatrice Venezi

Il governo dei sodali e dei compari non accenna a recedere dalle proprie abitudini. 

La nomina al Turismo di un organizzatore di eventi, già noto come autista di Celentano e contestato sovrintendente della Fenice, porta con sé bizzarre teorie secondo cui l'opera apparterrebbe a un'era preelettrica o il lavoro d'orchestra dovrebbe basarsi esclusivamente sulle durate

Nessuno sembra indignarsi per una gestione volgare che premia unicamente la cerchia dei parenti e degli amici; 

deridendo nei fatti quel Ministero del Merito tanto decantato, proprio come il sovranismo si scioglie in un servilismo verso chi mette a rischio il futuro delle nuove generazioni.

In questo contesto, non sorprende che Fulvio Martusciello accetti il rischio di una sconfitta annunciata alle prossime amministrative, pur di assecondare le ambizioni dell'ex complice di Gianluca Festa, Laura Nargi. 

Risulta arduo spiegare le assurdità di un capoluogo che, pur avendo a disposizione professionisti integri, non prova alcun dubbio o introspezione nel riversare le proprie preferenze su figure indagate o sotto processo.

La destra pasquale 

L'imposizione di una figura dall'incompetenza conclamata come Laura Nargi e la scelta di un avvocato come Fabio Benigni, perennemente distante dalla realtà locale, confermano il totale disinteresse di una destra di basso profilo per le sorti della città.

Sul versante opposto, la sinistra è dilaniata da una faida profonda tra le diverse componenti del Partito Democratico. 

Eppure, figure come Nicola Giordano, Antonio Gengaro e Vincenzo Ciampi rappresenterebbero un patrimonio prezioso per una cittadina di provincia sistematicamente abusata e mai realmente amministrata. 

Avellino resta invece un terreno di conquista per affari e incarichi, un centro di potere utile solo a garantire carriere regionali o nazionali a chi padroneggia alla perfezione l'arte del clientelismo e dell'intrallazzo, arrogandosi il diritto di decidere della vita altrui.

RDM


martedì 7 aprile 2026

Avellino: i tanti soloni locali ritengono l'etica concetto opinabile..!

 


Il panorama politico attuale offre lo spettacolo desolante di un ministro dell'Interno celebrato da una tifoseria cieca, nonostante i numeri e la realtà dei fatti ne certifichino l'irrilevanza. 

Matteo Piantedosi osserva passivo un flusso migratorio che sfiora le trecentomila presenze mentre i centri in Albania restano gusci vuoti destinati a poche decine di individui.

La sua gestione si distingue per una preoccupante amnesia circa le frequentazioni dei propri collaboratori e per l'incapacità di assicurare alla giustizia chi aggredisce le forze dell'ordine. 

Il silenzio sulle umiliazioni subite dai carabinieri in contesti internazionali completa il quadro di una guida debole, incapace di tutelare persino il decoro più elementare che il suo ruolo imporrebbe.

L'etica pubblica sembra ormai un reperto archeologico, sepolta sotto scandali che intrecciano tradimenti personali e l'uso spregiudicato di risorse statali per favorire legami privati. 

In questo contesto, Avellino emerge come il laboratorio privilegiato di ogni patologia politica.

Gubitosa e Ciampi 

La scena locale è dominata da figuri privi di visione che lanciano nomi e proposte, per poi ritrattarli con una sfacciataggine che ignora il rossore della vergogna.

La sinistra, dal canto suo, non offre alcun riparo, essendo ormai ridotta a una macchina di potere senza carattere o spirito di servizio, intenta a replicare i medesimi errori di una destra che ha smarrito la memoria. 

Figure come Nargi e Festa continuano a occupare il dibattito con la consueta spudoratezza, in un declino morale che appare inarrestabile. 

Persino l'intervento di un commissario, animato dalla vana speranza di restaurare un briciolo di integrità, naufraga contro un sistema che ha ormai eletto l'assenza di etica a proprio tratto distintivo.

RDM