Nonostante il mandato a termine, l'operato del Commissario Perrotta può essere considerato positivo, sebbene una visione più autentica delle criticità locali, sarebbe stata possibile attraverso un confronto diretto con le realtà associative che vivono quotidianamente il disagio del territorio.
Troppe sigle esistono solo sulla carta o per auto-conservazione, ma ignorare chi ha trasformato l'impegno civile in una missione di vita appare un limite quasi patologico.
Ascoltare una figura come Massimo Passaro sarebbe stato un atto di rispetto verso la comunità e verso un lavoro di denuncia che, sebbene brutale nel modo in cui espone la realtà, disturba solo chi è immerso in una pervicace indifferenza.
Il costante bombardamento di informazioni che il rappresentante de I Cittadini in Movimento attua tramite video e interventi digitali, svolge una funzione sociale preziosa, mirata a scuotere un'opinione pubblica assopita.
Si tratta di un'opera edificante che la miseria umana, purtroppo, non riesce nemmeno a scorgere.
La dedizione nel far emergere le brutture e le disfunzioni amministrative non dovrebbe essere vissuta come un fastidio, bensì come uno stimolo per chiunque sia chiamato a gestire la cosa pubblica, anche se per un breve periodo.
Evitare il confronto con chi presidia il territorio con tale tenacia, significa privarsi di una bussola fondamentale per orientarsi tra i bisogni reali dei cittadini.
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