Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

giovedì 14 maggio 2026

Avellino: è il momento di estromettere il passato dal Comune..!

 



Il chiacchiericcio nei locali pubblici e lungo le strade cittadine si è ormai trasformato in un coro di scherno rivolto alla spregiudicatezza di Gianluca Festa. 

La diffusione di un opuscolo multipagina, in cui l'ex sindaco illustra le ragioni per le quali la cittadinanza dovrebbe rinnovargli la fiducia senza esitazione, è divenuta oggetto di aperto dileggio. 

Resta il dubbio se tale iniziativa sia frutto di un temerario coraggio o della persistenza in quella dimensione rarefatta, lontana dalla realtà, che gli veniva contestata già otto anni or sono.

All'epoca, Festa, Angelo D'Agostino e Laura Nargi costituivano una sorta di allegra brigata, intenta a confezionare un programma di governo cittadino su misura per le proprie ambizioni. 

I tre figuravano come una compagine affiatata con piani ben precisi: la progressiva eliminazione del mercato per non intralciare il parco arena di via De Gasperi e l'organizzazione seriale di premi e festeggiamenti. 

Questa strategia, attuata con ritmo serrato, mirava chiaramente a produrre una narcosi collettiva, colpendo le menti più fragili e meno avvezze all'analisi critica della gestione pubblica.

L'autoproclamato re delle periferie è stato più volte contestato per la disinvoltura con cui prometteva interventi radicali, volti a risanare le zone più depresse della città. 

Tali proclami non hanno mai trovato riscontro nei fatti; 

al contrario, si ricorda un episodio in cui l'ex sindaco sfiorò lo scontro fisico con un residente, che si era ritrovato l'abitazione invasa dall'acqua dopo un violento acquazzone.

Il testimone di questa narrazione illusoria è stato ora raccolto dall'ex amica e fidata collaboratrice, la quale propone un nuovo libro dei sogni destinato a svanire rapidamente. 

Tra le proposte spicca l'idea di tenere le sedute del Consiglio comunale nelle periferie almeno una volta al mese, assicurando che ogni lamentela o allarme verrà messo nero su bianco, con il rischio concreto che tali segnalazioni restino poi lettera morta per sempre.

Laura Nargi appare per certi versi ancor più discutibile di Gianluca Festa. 

Se quest'ultimo agisce palesemente secondo la propria natura e viene scelto da un elettorato che spera in una qualche forma di ricompensa, la candidata, eletta originariamente proprio grazie ai voti festiani, tenta ora di dissimulare la propria identità.

Nonostante frequenti le stanze del Comune dal 2013, non ha mai dato prova di una illuminata capacità amministrativa.

Emblematico resta il mancato annullamento del conflitto d'interessi riguardante il padre, Aldo Nargi, che risulterebbe ancora alla guida del Rubilli, una partecipata comunale. 

Perfino durante le sedute consiliari dell'anno precedente al commissariamento, Antonio Gengaro ha sollecitato più volte, ma senza alcun esito, l'esautorazione del genitore per porre fine a questa anomalia gestionale.

RDM

mercoledì 13 maggio 2026

Avellino: Fratelli d'Italia e Forza Italia alle spalle di una Nargi sognante..!


I partiti di destra e l'insopportbile spocchia di Laura Nargi che nega l'evidenza..!


L'analisi del Vescovo sulla futura amministrazione si rivela un esercizio di retorica fanciullesca, una sorta di libro delle favole dai contenuti talmente generici da rendere impossibile qualsiasi obiezione. 

Il prelato delinea il profilo di una città ideale dove il divertimento si sposa con il lavoro e la cultura, il tutto ambientato in uno scenario bucolico fatto di strade impeccabili e aiuole rigogliose.

Tuttavia, la memoria collettiva non può ignorare le contraddizioni di questa figura. 

Si tratta dello stesso esponente del clero che non ha esitato a spendersi politicamente in favore di Laura Nargi, ma che, in una tragica serata di nubifragio, non aprì il portone del Vescovato a un senzatetto rimasto senza riparo.

La narrazione idilliaca della Curia cozza violentemente con la realtà dei fatti.

Risulta grottesco predicare la città perfetta, quando si nega il soccorso basilare agli ultimi proprio nel momento del bisogno.

L'ipocrisia la fa da padrona, il sostegno manifesto a una candidata che continua a negare i propri legami con i partiti, pur essendone circondata, getta un'ombra sulla neutralità e sull'etica pastorale.

Mentre il Vescovo fantastica su aiuole fiorite, restano inevasi i dubbi sulla gestione delle partecipate, come la presidenza della Rubilli ancora affidata ad Aldo Nargi, e sulla reale volontà di rinnovamento della classe dirigente.

Questa visione edulcorata sembra servire solo a coprire le macerie di una gestione amministrativa, che ha privilegiato l'apparenza e il consenso clientelare, a scapito della dignità dei cittadini e della manutenzione dei servizi essenziali.

RDM


martedì 12 maggio 2026

Avellino: come in amore, la persona che abbiamo sotto gli occhi spesso ci sfugge..!

 




Massimo Mingarelli si distinse per una parentesi amministrativa breve ma emblematica durante la giunta Ciampi, periodo in cui la sua integrità si scontrò con la realtà di uffici comunali in totale disfacimento. 

In pochi giorni di mandato, portò alla luce una stanza priva di tetto all'interno del Comune, dove documenti e faldoni di vitale importanza giacevano abbandonati alle intemperie, simbolo di uno scollamento burocratico senza precedenti. 

Massimo Passaro

Quella scoperta, che avrebbe dovuto innescare una riforma profonda, svanì nel nulla non appena l'amministrazione fu messa in minoranza, lasciando inevase le grandi aspettative riposte in un professionista noto per il suo profondo amore per la natura, e per il rispetto della legalità.

Mentre l'attuale schiera di candidati alle imminenti elezioni sembra brillare per assenza sul territorio, la città continua a ignorare chi, come Massimo Passaro, espone costantemente criticità e malaffare. 

Appare paradossale che l'avvocato de I Cittadini in Movimento, nonostante vent'anni di impegno attivo a favore dei meno abbienti e della collettività, non sia mai stato chiamato alla guida della città. 

Questa indifferenza cronica, mascherata da un disinteresse quasi diabolico, conferma il ritratto di una comunità che preferisce rifugiarsi in un vacuo sorriso piuttosto che affrontare le proprie responsabilità civiche.

RDM

lunedì 11 maggio 2026

Avellino: la storia fa testo al di là dei soliti vasa vasa alla Salvatore Cuffaro..!

 

Laura Nargi

Le sale del Viva Hotel hanno ospitato l’ennesima esibizione di colei che, per lungo tempo, ha ricoperto il ruolo di gregaria di Gianluca Festa. 

Tra un profluvio di ovvietà e una dialettica incerta, la candidata ha riproposto il consueto repertorio di menzogne che ormai ne definisce il profilo pubblico.

Con un’audacia che rasenta il ridicolo, ha proclamato l’assenza di qualsiasi apparentamento formale, dichiarando di avere come unico riferimento la città e i suoi abitanti. 

Peccato che, proprio di fronte a lei, sedessero figure come Martusciello, D'Agostino e Fruncillo, a testimonianza di un legame politico tanto evidente quanto maldestramente negato.

L’affidabilità, virtù rara ma necessaria nell’agone politico, sembra non aver mai sfiorato il percorso di Laura Nargi. 

La sua storia recente conferma come la propensione al tradimento e alla dissimulazione non siano incidenti di percorso, ma tratti sedimentati nel profondo del suo operato. 

Chiunque conservi un minimo di onestà intellettuale non può che restare sbigottito di fronte a una tale ostentazione di incoerenza, messa in scena proprio mentre i veri registi dell’operazione osservavano compiaciuti dalle prime file.

L'offensiva sferrata contro le liste del Partito Democratico, tacciate di essere unicamente di sinistra, ha richiamato alla mente i vecchi e logori metodi di chi si ritrova ormai privo di argomenti concreti. 

Invece di ricorrere a simili espedienti retorici, sarebbe stato decisamente più utile e trasparente, se la candidata avesse fornito chiarimenti su questioni ben più vicine alla propria sfera personale e gestionale.

Nello specifico, resta ancora senza risposta l'interrogativo riguardante la posizione del padre, Aldo Nargi: 

sarebbe stato opportuno sapere se quest'ultimo abbia finalmente rassegnato le dimissioni dalla presidenza del Rubilli, ente partecipato del Comune. 

Un chiarimento in merito avrebbe certamente avuto più valore delle solite accuse rivolte agli avversari, specialmente in una città che attende risposte su conflitti di interesse e gestione del potere familiare.

RDM

sabato 9 maggio 2026

Avellino: la verità è semplicemente evidente..!

L'ultimo Consiglio commissariato..!


Il panorama attuale riflette un'epoca di approssimazione e di profonda incultura, dove persino figure istituzionali di rilievo nazionale offrono spettacoli deprimenti, palesando lacune storiche imbarazzanti su tragici eventi della Repubblica. 

In questo contesto di declino culturale, affidare nuovamente l'amministrazione cittadina a chi ha già dato prova di inadeguatezza appare un azzardo ingiustificabile.

Le scelte del passato recente hanno prodotto danni tangibili al tessuto sociale e urbano, ben oltre le vicende giudiziarie.

La consegna di trenta chiavi a cittadini bisognosi si è rivelata un gesto puramente formale, avendo destinato queste persone ad appartamenti fatiscenti e privi di manutenzione.

Il blocco delle politiche sociali e la mancata apertura del centro per l'autismo rappresentano una ferita ancora aperta per le fasce più deboli della popolazione.

Le decisioni sulla viabilità e la chiusura delle strade, promosse da Nargi, hanno esasperato i residenti, trasformando zone della città in teatri di degrado e movida incontrollata.

Si è preferito investire in feste, ricorrenze superflue e premiazioni non richieste, cercando il favore di una gioventù incline alla dissolutezza, piuttosto che pianificare il rilancio del commercio e delle attività produttive.

Questa gestione, che ha sacrificato la programmazione a lungo termine in nome di un consenso immediato e tossico, ha lasciato Avellino in uno stato di esaurimento nervoso, priva di una visione coerente per il futuro.

Continuare ad autoflagellarci per una promessa, un piccolo incarico o un beneficio a scadenza, è il limite di perdigiorno e arrivisti, il servizio è altra cosa...!

RDM

venerdì 8 maggio 2026

Avellino: una competizione elettorale falsata all'origine..!

 

Il binomio formato da Gianluca Festa e Laura Nargi rappresenta il fulcro delle contraddizioni politiche che Avellino si trascina da anni. 

Se da un lato l'ex sindaco deve affrontare il peso di un processo per reati gravi, dall'altro la sua erede politica tenta di smarcarsi dalle ombre giudiziarie rivendicando una purezza civica che appare a molti come un'operazione di ritocco elettorale.

L'ex primo cittadino rimane la figura centrale dell'inchiesta Dolce Vita.

Sebbene gli arresti domiciliari siano stati revocati dalla Cassazione già nel settembre 2024, il suo percorso giudiziario è tutt'altro che concluso.

Il dibattimento si è aperto ufficialmente nell'aprile 2026, ma è stato immediatamente rinviato al 25 settembre 2026.

Associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, peculato e falsità ideologica.

Festa continua a professarsi vittima di un errore giudiziario, puntando su una narrazione di sindaco del fare che ha dato alla città feste e visibilità, nel tentativo di trasformare il processo in un palcoscenico di rivincita politica.

Per Laura Nargi, la situazione ha preso una piega differente sotto il profilo legale, ma resta complessa sotto quello politico.

Il 27 febbraio 2026, il GIP ha firmato il decreto di archiviazione per lei e altri 21 indagati nel filone bis dell'inchiesta, rilevando una carenza di elementi per sostenere l'accusa.

Nonostante l'uscita di scena dal processo, la sua figura è al centro delle polemiche per la scelta di presentarsi senza i simboli dei partiti tradizionali, ma con il palese sostegno di Forza Italia e altre forze di governo.

Nargi è la continuità del sistema Festa sotto mentite spoglie civiche; 

per i sostenitori, è la vittima di un accanimento che ora può finalmente governare senza fardelli.


Il paradosso avellinese

AspettoGianluca FestaLaura Nargi
Status GiudiziarioImputato (Processo a settembre 2026).Archiviata (Posizione definita).
NarrazioneIl martire dell'efficienza amministrativa.La civica che vuole rifondare la dignità.
Base ElettoraleFedelissimi, Lega e liste civiche d'area.Centrodestra mascherato da civismo.

In questo scenario, la città si trova di fronte a una scelta che va oltre i nomi:

decidere se la narcotizzazione degli eventi degli scorsi anni sia stata un valore o un veleno. 

La giustizia, con i suoi tempi dilatati, sembra aver deciso di non interferire con le urne, lasciando agli avellinesi l'onere di emettere la prima vera sentenza.

RDM









giovedì 7 maggio 2026

Avellino: la scelta è semplice senza preconcetti incoffessabili..!

 

Nello Pizza

Il contrasto tra la solennità del passato e la frivolezza del presente politico appare stridente. 

All'inizio del Novecento, la serietà impressa nei volti dei novelli sposi o dei rappresentanti istituzionali appena eletti, testimoniava la consapevolezza dell'onere intrapreso. 

Costruire una famiglia o assumere un ruolo di responsabilità apicale, generava un'ansia legata all'incognita del dovere e della lealtà verso il mandato.

Oggi, al contrario, si osserva Laura Nargi e l'ex sindaco Festa agitarsi tra la folla in un clima di festeggiamenti e congratulazioni per traguardi indefiniti. 

Ricordiamo il paradosso del Nobel per la pace assegnato a Barack Obama prima ancora che potesse dimostrare il proprio operato, che conosciamo da guerrafondaio.

In questo scenario, la scelta appare obbligata, Nello Pizza rappresenta l'elemento di novità ancora da testare, mentre i suoi avversari sono già stati misurati e pesati, risultando ampiamente carenti.

Anche nei recenti interventi radiotelevisivi, la coerenza è venuta a mancare. 

Da una parte la figura di vertice dell'amministrazione appena commssariata, proclama la cementificazione zero, mentre dall'altra sostiene il progetto dello stadio ereditato dal proprio mentore, completo di nuove edificazioni commerciali e residenziali. 

Dall'altra, l'ex primo cittadino sotto processo, non rinuncia alla retorica che gli ha garantito credito in passato, proponendo quello stile di vita spensierato che si è rivelato vacuo e utile solo a pochi eletti.

Infine, l'intero schieramento di destra, nascosto dietro un civismo di facciata, sembra aver urgenza di mobilitare figure ministeriali nel capoluogo. 

Tra questi spicca il ministro Piantedosi, aspramente criticato per il silenzio riguardo alle recenti inchieste giornalistiche di testate nazionali. 

La presenza di tali esponenti appare finalizzata unicamente a sedurre quella parte di elettorato meno incline alla riflessione critica, con narrazioni distanti dalla realtà vissuta dalla gente.

RDM