Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

mercoledì 22 aprile 2026

Avellino: la destra sceglie i due commissariati...!

 


Luigi Barone, Lega irpina, incarna una figura politica che solleva perplessità immediate; 

specialmente considerando la sua adesione a un movimento che storicamente, ha riservato al Mezzogiorno auspici di catastrofi naturali e insulti gratuiti. 

Passare sopra a simili precedenti richiederebbe, in un mondo razionale, un consulto specialistico per accertare lo stato delle facoltà mentali di chi sceglie di dimenticare. 

Non pago di tale amnesia, Barone decide di puntare orgogliosamente su Gianluca Festa come alfiere della destra, dimostrando una beata ignoranza, o un totale disinteresse per il passato e il presente dei personaggi che seleziona.

Questo modo di operare non è altro che il riflesso locale di un andazzo nazionale. 

Mentre il governo centrale arranca tra inchieste giudiziarie che spuntano con regolarità disarmante, i referenti territoriali come Martusciello e Fruncillo sembrano aver eletto il sospetto e l'indagine, a requisiti di merito. 

Per questa classe dirigente, avere un candidato chiacchierato appare come un vanto o una scorciatoia dorata verso il comando, confermando che il concetto di servizio pubblico, e le sofferenze della cittadinanza sono variabili del tutto estranee ai loro interessi. 

In questo scenario desolante, Avellino scivola tristemente nelle cronache insieme preoccupanti e perfino nere, rappresentata da una gestione sportiva che arranca, e da una politica che pare aver smarrito ogni dignità.

RDM

martedì 21 aprile 2026

Avellino: i partiti di governo scelgono Festa e Nargi: il potere al di là di tutto..!

Gianluca Festa

L’attuale panorama politico avellinese si presenta come un mercato delle vanità, dove il trasformismo ha sostituito l’ideologia, rendendo la coerenza un reperto archeologico. 

Il fenomeno dei saltatori della quaglia, pronti a migrare verso qualsiasi schieramento garantisca un bando o una poltrona, ha raggiunto vette di spudoratezza tali da annullare ogni distinzione etica tra i fronti contrapposti. 

In questo scenario di fluidità opportunistica, la figura di Antonio Gengaro emerge come un’anomalia, rappresentando una visione politica che non si piega alle convenienze del momento.

La dedizione di Gengaro alla propria idea di comunità, appare quasi spietata nella sua integrità, una dote che lo ha portato in passato a gesti estremi come le dimissioni dal direttivo provinciale del Partito Democratico, pur di non tradire la propria coscienza. 

Questo isolamento, subito per difendere le istanze del circolo Aldo Moro, sembra oggi giunto a una risoluzione grazie all'allineamento con la segreteria nazionale, ricucendo uno strappo che pareva definitivo. 

La scelta di Nello Pizza come candidato unitario, segna un punto di svolta per una sinistra che per una volta, decide di non implodere ma di sfidare apertamente, un raggruppamento avversario composto da fuoriusciti e figure prive di qualsiasi bussola morale.

Laura Nargi

La competizione elettorale si preannuncia dunque come uno scontro tra la resistenza di un metodo fondato sulla dignità e una coalizione ibrida, specchio fedele di quanto accade a livello nazionale da anni, dove il potere è l’unico collante tra forze eterogenee. 

La speranza risiede in un corpo elettorale che sappia ancora distinguere tra la difesa granitica di un principio, e la pervicace ricerca di un tornaconto personale.

Il rifiuto di assecondare quella porzione urbana che ha barattato l'onestà intellettuale, con una vacua e instabile rilevanza politica, rappresenta l'abbandono definitivo di ogni tensione morale.

Le formazioni politiche locali non sono entità isolate, ma agiscono come terminali periferici di strutture centralizzate, riflettendo pregi e difetti delle segreterie nazionali. 

Questa filiazione trasforma il territorio in un laboratorio dove le direttive romane vengono applicate con una fedeltà spesso cieca, ignorando le specificità del tessuto sociale circostante.

La scelta dei due commissariati sembra quasi la ricerca di ritrovare se stessi anche ad Avellino, città ormai palcoscenico di una sceneggiatura priva di riferimenti moralmente perseguibili.

In questo panorama di decadenza, il centro per l'autismo resta sbarrato, la pianificazione delle corsie preferenziali assume contorni grotteschi e i drammi legati all'emergenza abitativa rimangono privi di soluzione.

Un ritorno a dinamiche del passato segnerebbe la resa di una comunità così marcia nelle coscienze, da rendere vano persino un improbabile intervento Superiore.

RDM

lunedì 20 aprile 2026

Avellino: quando la stupidità comanda, è difficile ogni ragionamento..!


 

Fulvio Martusciello e il congresso degli arroganti..!

Il panorama politico campano è scosso da una rivolta interna alle anime della destra, mentre Laura Nargi sembra aver già vinto la propria sfida personale, relegando Forza Italia in un isolamento incomprensibile. 

Angelo Antonio D'Agostino conferma la propria inaffidabilità come primatista del trasformismo, mentre Fulvio Martusciello, tra i fondatori del partito nel 1994, appare pronto a rinnegare trentadue anni di storia politica, sedotto dalle lusinghe della candidata avellinese. 

Evidentemente, l'attrazione ha prevalso sulla coerenza, e l'esponente dal capello curato non ha saputo resistere, confermando l'ascendente potente che la donna continua a esercitare su uomini di una certa estrazione.

Ancora non si trovano documenti e calcolatore trafugato.

Parallelamente, l'ex compagno di scorribande comunali, noto per le vicende legate alla sottrazione di documenti e calcolatori, prosegue la propria marcia verso la competizione elettorale. 

Giangitiello continua a presentare liste su liste, supportato da media che, invece di ignorare un personaggio sotto processo per reati gravi, assecondano le inclinazioni di una parte della città che sarebbe preferibile non esistesse. 

Fabio Benigni, dopo le apparizioni pubbliche accanto al compagno di Claudia Conte, ha scelto il ritiro non sentendosi sufficientemente apprezzato.

Sul versante opposto, la sinistra guidata da Petracca sembra impegnata a completare le pratiche per la propria sconfitta. 

Prevale la logica del dopo di me muoia Sansone con tutti i Filistei, tipica di un contesto provinciale dove la comunità è vista come un'appendice fastidiosa rispetto agli ego smisurati dei singoli protagonisti. 

È la deriva di un territorio che un tempo veniva governato solo dall'autorità di Ciriaco De Mita; 

l'ex Presidente del Consiglio sottolineava spesso di essere l'unico in Irpinia a possedere reali capacità intellettive, circondato dal consenso unanime di seguaci pronti a venerarlo.

RDM





sabato 18 aprile 2026

Avellino: il nulla assoluto si ripropone sicuro di un elettorato questuante...!

 

Laura Nargi propone sui social, uno pseudo programma elettorale incentrato su un’improbabile piattaforma tecnologica, per il presunto ascolto immediato delle istanze cittadine. 

Risulta difficile credere a una simile conversione per chi vive le dinamiche comunali fin dal 2013, senza aver mai dato segnali di reale attenzione alle sofferenze quotidiane.

Esistono canali di ascolto ben più autentici, rappresentati da chi vive la città attivamente e con dedizione, come Massimo Passaro, il cui impegno sul territorio stride con il comportamento tenuto da Nargi in passato; 

si ricordi, ad esempio, quando, in qualità di vicesindaco, tentò goffamente di censurare gli interventi del rappresentante dei Cittadini in Movimento, durante una manifestazione dei commercianti presso la Chiesa di San Ciro.

Il valore di questo programma elettorale è nullo, riducendosi alla solita sequela di promesse generiche già ampiamente sperimentate durante il sodalizio con l’ex mentore. 

La memoria corre ai silenzi di Nargi di fronte alle legittime rimostranze di Antonio Gengaro circa il palese conflitto d’interessi del genitore, rimasto a lungo alla presidenza del Cda della casa di riposo Rubilli. 

Scoprirsi improvvisamente sensibili alle problematiche cittadine, proprio all’indomani delle vicissitudini giudiziarie appena evitate, appare come un’ipocrita folgorazione sulla via di Damasco.

Ogni candidato dovrebbe rispondere della propria storia, che risulta spesso inconciliabile con il decoro richiesto da una funzione pubblica, a prescindere dalle sentenze o dalle archiviazioni. 

Avellino si trova dinanzi all’ennesima occasione per invertire la rotta dopo il trauma di due commissariamenti consecutivi, eventi che dovrebbero rappresentare un monito indelebile di vergogna amministrativa. 

Proporre nuovamente gli stessi protagonisti significherebbe condannare definitivamente la città, accelerando quel declino nelle classifiche nazionali di vivibilità e progettualità che sta conducendo il capoluogo verso un punto di non ritorno.

RDM

venerdì 17 aprile 2026

Avellino: senza un patrimonio culturale reale non resta che dannarci..!

Antonio Gengaro e Antonio Di Nunno

Antonio Gengaro si annovera tra quelle figure politiche che questa terra forse non ha saputo meritare. 

Misurarsi con chi dovrebbe condividere le medesime idee rappresenta l’anomalia più lampante di un’epoca priva di etica e di morale. 

Gengaro grazie a una capacità progettuale già collaudata durante l’esperienza come vicesindaco al fianco di Antonio Di Nunno, sarebbe stato un valore aggiunto per una città allo sfascio. 

La sua profonda conoscenza delle problematiche che attanagliano Avellino lo rende una sorta di enciclopedia vivente, una risorsa che menti logore e dedite esclusivamente alla clientela, non hanno voluto valorizzare, preferendo sempre gli interessi di bottega alla cura della città.

L’ex candidato sindaco ha rassegnato le proprie dimissioni dal Partito Democratico, mosso da un desiderio di pulizia intellettuale. 

RDM

Cari Presidente e Segretario del Partito Democratico Irpinia

A malincuore, rassegno le mie dimissioni, irrevocabili, da componente della Direzione provinciale del Partito Democratico.

Il ritiro della candidatura di Francesco Todisco a favore di Nello Pizza e, soprattutto, fin ora, il mancato coinvolgimento nella costruzione del Campo largo delle associazioni progressiste, rappresentano per me una ferita dolente, che solo un gesto conseguenziale puo' tentare di lenire.

Un saluto affettuoso a tutte le amiche e gli amici della Direzione.

Antonio Gengaro

giovedì 16 aprile 2026

Avellino: alla fine un nome giusto per un futuro di legalità, sarà il candidato dell'unione Pd e Movimento 5 Stelle..!

Nello Pizza

Walter Giordano omai fuori dai giochi, incarnava perfettamente la figura del trasformista politico, capace di adattarsi a ogni schieramento — dalla sinistra al Partito Democratico fino alla destra — con una disinvoltura che ricorda la versatilità di un pneumatico quattro stagioni. 

La coalizione di centrodestra, disconoscendo nei fatti il simbolo di Forza Italia per assecondare le aspirazioni di Laura Nargi, si affida a questa strategia con una convinzione che appare il preludio a una sonora sconfitta. 

Angelo D'Agostino e Fulvio Martusciello, ormai irretiti dall'ex vicesindaco, sembrano ignorare le dinamiche reali, mentre le propaggini del Partito Democratico, persistevano nell'avallare un profilo il cui storico politico, è segnato da continui cambi di casacca.

Il sostegno trasversale a figure come l'imprenditore della ferrovia, alimentato da frequentazioni ambigue e difeso da osservatori che dovrebbero garantire ben altra lucidità, solleva interrogativi profondi sulla natura del consenso ad Avellino. 

La questione morale si intreccia pesantemente con i conflitti d'interesse — come quello dell'imprenditoria funebre che incrocia le competenze comunali — rendendo la scelta di certi rappresentanti una sfida aperta al codice etico e alle direttive dell'ANAC. 

Purtroppo, la città pare attratta da dinamiche di malaffare che, ricalcando logiche nazionali, ignorano qualsiasi rigore etico in nome dell'interesse immediato.

In questo marasma di giravolte, l'individuazione di un candidato come Nello Pizza appare, agli occhi di chi cerca una via d'uscita dal degrado, come una proposta basata su criteri di onestà e decoro. 

Nonostante le elucubrazioni di chi vorrebbe fisionomie politiche più complesse, la candidatura di una figura pulita rappresenta, per una parte della cittadinanza, l'unica alternativa possibile per sottrarsi a una gestione del potere, che da tempo ha smarrito la retta via.

RDM

mercoledì 15 aprile 2026

Avellino: l'avanspettacolo ha sostituito il reale..!

 

Il panorama avellinese continua a nutrirsi di promesse procrastinate, come dimostra la vicenda del Centro Autismo. 

Le rassicurazioni su un'apertura pasquale si sono sciolte come neve al sole, sostituite ora da un vago orizzonte fissato per maggio, che con ogni probabilità scivolerà verso giugno...e poi e poi...

Anche il Commissario sembra ormai risucchiato nel vortice delle congetture tipico di una classe dirigente che ha smarrito il senso della realtà. 

Le conseguenze di tale approssimazione generano drammi quotidiani che colpiscono i più deboli. 

Risulta emblematica la vicenda di un ex autista dell'Asidep, raggiunto da una cartella esattoriale di cinquemila cinquecento euro, per aver condotto un mezzo pubblico sottoposto a fermo amministrativo. 

Il dipendente si ritrova a pagare per una responsabilità solidale con proprietari ormai dileguati, nonostante abbia già subito la perdita del lavoro a causa dell'incompetenza altrui. 

Appare evidente che figure come il presidente Vanni Chieffo e gli altri amministratori dovrebbero rispondere personalmente di tali negligenze dinanzi alla Procura, anziché far ricadere il peso della propria saccenteria sulle spalle dei lavoratori.

Avellino si conferma un luogo dove il comando è esercitato da chi non ne avrebbe titolo, sostenuto da una schiera di servi sciocchi pronti a tutto. 

Le competenze vengono sistematicamente sacrificate sull'altare della fedeltà politica, unica vera dote richiesta per occupare posti di rilievo. 

Solo in un simile contesto può trovare giustificazione l'esistenza di una struttura ipertrofica e mal progettata come il Moscati, dove ruotano il direttore generale Germano Perito e i vari esponenti delle fazioni locali, impegnati più a preservare i propri equilibri di potere che a garantire l'efficienza dei servizi pubblici.

Apparteniamo all'italietta delle banane in cui un personaggetto alla De Luca, uscito dalla scuola alberghiera, fa il primo ministro circondato da figure inquisite, processate o condannate. 

RDM