Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

mercoledì 1 luglio 2026

Avellino: Nello Pizza senza infingimenti sulle partecipate..!


La presa di coscienza che il Sindaco ha avuto della situazione Acs, carte alla mano, ha fatto sì che la salvezza di ventidue famiglie sia cosa fatta. 

Nello Pizza infatti, ha deciso di mantenere in essere la partecipata annullando di fatto la messa in liquidazione che il Commissario Perrotta aveva iniziato troppo frettolosamente. 

Nicola Giordano più volte durante l'amministrazione commissariale aveva osteggiato la decisione proprio per le stesse ragioni che Pizza ha fatto proprie. 

Ora che ci sarà anche l'incontro con la società catanese che detiene il contratto per i parcheggi, l'auspicio è che l'amministrazione continui questa volta il lavoro iniziato da Perrotta e liquidi la compagine siciliana. 

La gestione dei parcheggi e la manutenzione nella città sono da ripristinare nelle mani dei vigilini, i quali dovrebbero però occuparsi anche della pulizia e della manutenzione delle caditoie in primis oltre alle altre misure che il quotidiano impone per una città funzionante e vicina alla gente.

Intanto la valutazione dell'Agenzia delle Entrate del valore del Partenio ha chiarito una volta per tutte che il Comune, trovandosi finalmente in mani adeguate, non affronterà più le questioni patrimoniali con il piglio amicale che aveva contraddistinto i periodi Festa-Nargi. 

D'Agostino, incapace di trovare una quadra persino nella propria coalizione, come dimostra l'ultimo episodio con gli alleati a Montefredane, sponda Pionati, dovrà adesso ridimensionare le proprie pretese e magari mettere mano al portafoglio per risarcire l'ente comunale, in attesa da anni dei canoni mai pagati. 

Il Sindaco non potrà esimersi dal mettere in mora l'Us Avellino per il milione di euro, oltre interessi, che la società deve alle casse pubbliche. 

Sarebbe inconcepibile se la nuova amministrazione si comportasse come quelle precedenti. 

Pertanto D'Agostino, a prescindere da qualsiasi discorso futuro sul calcio locale, farebbe bene a iniziare a saldare i debiti, dato che il Comune ne ha urgenza assoluta e non può più aspettare nemmeno un'ora.

RDM

martedì 30 giugno 2026

Avellino: i meritevoli lo sono quasi sempre per "decreto"...

Francesco Pionati, Claudia Conte e Matteo Piantedosi...

La dignità politica viene acquisita esclusivamente tramite la visibilità, l’appartenenza o la saccenteria mediatica. 

Francesco Pionati, un illustre sconosciuto sul piano territoriale, ha improvvisamente preso in mano le redini del dibattito politico all’interno della destra, per spiegare che il ministro Matteo Piantedosi, noto più che altro per aver tradito la consorte, sarebbe diventato una risorsa imprescindibile.

Al contrario, la memoria storica lo colloca insieme a Laura Nargi, figura da lui persino ricevuta a Roma, dimostrando un'evidente incapacità di valutare lo spessore del personaggio.

Una miopia, del resto, già palesata in passato con l'ex fidanzata Conte.

La spocchia di individui di così scarsa valenza, che pretendono di ergersi a fari intellettuali dispensando perle di saggezza, risulta del tutto insopportabile. 

Come da copione, questi capibastone compaiono e svaniscono nel nulla non appena si aprono e si chiudono i seggi elettorali. 

La scena politica ne è zeppa, e ognuno di essi ha ampiamente dimostrato la propria totale inconsistenza nel servire la collettività. 

I consiglieri e gli assessori delle varie amministrazioni locali, non si vedono mai tra i cittadini per farsi carico delle loro reali esigenze e portarle all'interno delle istituzioni comunali.

Nonostante una simile condotta, questi personaggi riescono a conservare intatto il proprio vivaio elettorale, il quale, al momento del bisogno, non manca mai di confermare la loro poltrona nel consiglio comunale. 

Si assiste così a una sorta di prodigio per cui i soliti dinosauri della politica si ritrovano perennemente accomodati sugli scranni comunali, esibendo il piglio arrogante di chi si sente superiore e non teme nulla dalla vita.

Il corpo elettorale locale si distingue nettamente da quello salernitano, capace di travolgere chiunque pur di eleggere Enzo De Luca. 

Lo Sceriffo, al di là delle valutazioni personali, si farà anche gli affari propri, ma non manca di interessarsi a quelli della collettività. 

I filmati e le apparizioni televisive mostrano chiaramente come stia smantellando le piazze di spaccio per restituire gli spazi alla città.

Al contrario, sul territorio locale la prima azione dell'assessore Iacovacci, dopo una serie di dichiarazioni del tutto contraddittorie, è stata il ripristino delle deleterie zone a traffico limitato. 

Un provvedimento che blocca la città a totale beneficio di una minoranza, regalando al contempo enormi disagi ai residenti.

In questo scenario, Massimo Passaro non risulta gradito alla maggioranza, probabilmente perché rappresenta lo specchio dell'incapacità e del menefreghismo di chi dovrebbe invece prendere esempio dalle azioni dell'Avvocato. 

I problemi che questa storica sentinella sviscera quotidianamente dovrebbero pesare sulle coscienze di chi preferisce infischiarsene beatamente, spingendosi persino a denigrarlo, forti di una presunta abitudine a occuparsi di questioni ben più importanti, delle quali, tuttavia, sfugge del tutto la natura.

RDM

lunedì 29 giugno 2026

Avellino: l'invenzione delle spregiudicate Ztl ha fatto naufragare Nargi...

 

Il Centro Storico, sofferenza e disperazione per chi paga le tasse..!

L'amministratore dell'Alto Calore Alfonsina De Felice, ha mostrato un'improvvisa solerzia nell'assecondare i rimbrotti del magistrato fallimentare, il quale ha stigmatizzato quelle allegre gestioni societarie già ampiamente denunciate su queste colonne. 

Dal canto suo, l'ex gestore Antonello Lenzi, catapultato su una poltrona comoda dai soliti notabili Maurizio Petracca e Domenico Alaia, con la complicità dei primi cittadini sempre proni, ha provato a difendere l'indifendibile aggrappandosi a un presunto accordo territoriale.

È ormai evidente che la quasi totalità dei sindaci agisce come una truppa di soldatini telecomandati da una fazione politica che risponde a un unico padrone. 

Questo cieco servilismo riesce nella straordinaria impresa di danneggiare la collettività e gli stessi amministratori locali, sacrificati sull'altare dell'obbedienza cieca ai superiori di turno. 

Emblematico è il crollo di Rizieri Buonopane, di cui non si intende certo tessere l'elogio per la passata e discutibile gestione del potere, ma di cui va condannato il brutale metodo di estromissione. 

La realtà attuale dimostra che le poltrone tremano per chiunque e l'efficienza non rappresenta più un criterio di sopravvivenza.

Per cui non vorremmo che il sindaco Pizza debba temere di spostare equilibri consolidati delle Ztl, che si presentano ancora più invasive con i tavoli dei ristoranti sulla sede stradale di Corso Umberto I°.

Ci chiediamo se poi l'accesso delle ambulanze o delle Forze dell'Ordine debba essere penalizzato, in virtù di un'occupazione proditoria della città da parte di una minoranza rumorosa e scevra da attitudini educate.

RDM

sabato 27 giugno 2026

Avellino: i mega progetti inutili si facciano da parte, pensiamo alla città..!

 

Festa e D'Agostino

Il recente nubifragio che ha nuovamente devastato Piazza Macello e le aree circostanti rappresenta l'ennesima eredità lasciata da Nargi e Festa. 

I due storici protagonisti di cui la città è riuscita finalmente a liberarsi grazie a un sussulto di dignità. 

Sembra quasi che l'ex coppia al comando abbia voluto lasciare un promemoria della propria gestione fallimentare, ma i danni provocati in particolare da Festa durante il suo tragico mandato comunale sono ben lungi dall'esaurirsi.

Tra questi spicca la questione dello stadio che D'Agostino continua a caldeggiare insistentemente, elemosinando risorse ovunque, persino presso l'amministrazione provinciale.

L'immenso attaccamento allo sport manifestato dal sindaco di Montefalcione, già abilissimo nell'accumulare debiti per il proprio comune, appare chiaramente subordinato a una smisurata fame di profitti. 

Questo personaggio continua a pretendere fondi come se tutto gli fosse dovuto. 

Il centro direzionale inserito nel piano è diventato il requisito indispensabile per dare vita a un faraonico monumento al calcio.

Un'aspirazione di sconfortante volgarità che ben fotografa il provincialismo più ottuso di un centro urbano di appena cinquantatremila abitanti.

La realtà impone invece di mantenere i piedi per terra, poiché la città non possiede la cultura economica adatta nemmeno per quella massima serie calcistica che, secondo i calcoli dei due vecchi sodali Gianluchino e Angelo Antonello, sarebbe dovuta arrivare già da quattro anni. 

Attualmente le priorità dovrebbero essere ben altre, a partire dallo spostamento del mercato da Campo Genova per consentire il passaggio tempestivo delle ambulanze.

Inoltre si registra la perdita dei finanziamenti destinati al torrente Fenestrelle a causa dello smarrimento, da parte dell'amministrazione Festa, della documentazione relativa alla messa in sicurezza delle sponde. 

Questo disastro mette in luce l'urgenza di una profonda revisione degli uffici comunali, ormai assuefatti a un lassismo sfrenato che l'assenza totale di regole ha finito per normalizzare e radicare nel tempo.

RDM

venerdì 26 giugno 2026

Avellino: Tomasi di Lampedusa l'aveva vista lunga ne Il Gattopardo..!

 


Il presidente della Provincia Fausto Picone e Enzo Alaia


Il teatrino della Provincia offre l'ennesima replica di un copione logoro, dove il celebre paradosso gattopardesco trova la sua perfetta e deprimente applicazione. 

Ci si accapiglia pubblicamente per pure questioni ideologiche, fingendo di combattere D'Agostino in nome di chissà quali alti princìpi, mentre dietro le quinte si stringono patti diabolici utili unicamente a garantire la poltrona a Picone.

In questo scenario, l'elettorato recita la parte della tifoseria distratta: 

cittadini che si disperano o esultano per i successi e le sconfitte della propria fazione, del tutto ignari di essere semplici comparse all'interno di una sceneggiatura già scritta e ampiamente collaudata.

Il neoeletto Picone, che come prima azione regala qualche milione all'Us Avellino, dimostra una totale indifferenza verso le reali necessità delle comunità amministrate. 

Mentre le arterie stradali irpine versano in condizioni a dir poco pietose, l'unica reale preoccupazione della nuova gestione sembra essere la cura dei propri equilibri di potere. 

Una strategia miope e utilitaristica che svela la vera natura di manovre politiche nate non per servire il territorio, ma per assecondare logiche di puro autoconservatorismo.

L'esautorazione di Nicola Giordano dall'esecutivo comunale, poi, solleva forti perplessità. 

È stato privato l'assessorato ai lavori pubblici di un consigliere esperto con un profilo tecnico qualificato, che avrebbe garantito un solido riferimento professionale alla gestione del territorio. 

E lavorando al Gal ormai da innumerevoli anni, avrebbe potuto gestire autorevolmente i fondi regionali e europei.

Al suo posto, la scelta di affidare l'incarico a Enza Ambrosone appare quantomeno discutibile. 

La palese inadeguatezza della nuova figura lascia presagire una delega di fatto ai dirigenti comunali, che si troveranno a gestire l'assessorato senza una vera guida politica. 

Anche in questa circostanza, le priorità e gli interessi della comunità cittadina sono stati sacrificati sull'altare di logiche spartitorie, spianando la strada ai soliti, deludenti risultati gestionali.

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giovedì 25 giugno 2026

Avellino: sciorinare l'elenco dei problemi non è facile..!

 Nello Pizza

La sicurezza e il decoro urbano camminano di pari passo, e la città sembra soffrire della mancanza di entrambi in una triste simbiosi. 

Massimo Passaro prosegue la propria battaglia contro le opere incompiute o dimenticate, mentre attorno a lui sembra vigere un tacito accordo per ignorarne le denunce. 

Una figura con le sue competenze dovrebbe al contrario, rivestire un ruolo attivo all'interno dell'amministrazione pubblica, se non altro per la profonda e specifica conoscenza dei problemi cittadini presenti e passati.

      Massimo Passaro

La ragione per cui una fonte di informazioni tanto radicata viene sistematicamente ignorata, quando non apertamente osteggiata in questa misera realtà locale, risiede in un civismo malato che pervade la maggior parte della zona grigia del territorio. 

Il concetto di bene comune si riduce così a un semplice esercizio retorico da salotto, destinato poi a scontrarsi nella realtà dei fatti con le logiche di appartenenza e di gradimento politico.

Le politiche sociali rappresentano un tassello fondamentale per la nuova amministrazione, chiamata a riorganizzare un intero settore rimasto bloccato per anni sotto la gestione di Gianluca Festa e poi sistemato alla meno peggio. 

Il percorso avviato dal sindaco Nello Pizza si scontra tuttavia con un dilemma atavico, storicamente fossilizzato in una forma di assistenza sterile verso le fasce più deboli, condannate a subire passivamente le proprie privazioni.

Secondo una cinica e spietata applicazione pratica della legge di Murphy, i poveri sembrano destinati a rimanere tali, quasi che ogni tentativo di riscatto sia un inutile dispendio di tempo di fronte all'inevitabilità del peggio. 

Per quanto una simile visione possa apparire brutale se espressa apertamente, l'analisi dei fatti e dei comportamenti quotidiani dimostra che questa è la linea d'azione abitualmente applicata sul territorio.

RDM


mercoledì 24 giugno 2026

Avellino: la rigenerazione di una morale capace di contenere torbide aspirazioni e licenziose abitudini..!

Un capodanno avellinese tra fumi venefici e inquinamento acustico, capaci di provocare la morte di molteplici specie animali e pericolosi disagi a malati, bimbi e anziani..! 

Due persone hanno dovuto affrontare conseguenze legali per aver acceso fuochi d'artificio in una piazza pubblica per celebrare l'elezione del nuovo presidente provinciale. 

Rimane del tutto incomprensibile il motivo per cui un evento del genere abbia scatenato festeggiamenti così gioiosi, dato che la carica non offre alcun vantaggio tangibile al politico o alla sua cerchia ristretta, ma solo una costante fonte di grattacapi amministrativi e notti insonni.

Curiosamente, le forze dell'ordine hanno improvvisamente scoperto la capacità di arrestare questi particolari responsabili, mentre il territorio si trasforma regolarmente in un campo di battaglia ogni Capodanno, senza alcun controllo. 

Questa vergogna stagionale persiste anno dopo anno con la tacita complicità delle amministrazioni locali, che concedono sistematicamente permessi per fuochi d'artificio a basso impatto, camuffando efficacemente gli esplosivi illegali e pericolosi.

Nonostante l'evidenza che basterebbero poche sanzioni esemplari per disciplinare la popolazione, non esiste un vero e proprio controllo. 

Tuttavia, le giustificazioni non mancano mai, perché le campagne elettorali sono interminabili e persino le preferenze più discutibili si rivelano utili alle urne.

Ci si potrebbe chiedere come la classe dirigente di Salerno riesca a mantenere un controllo assoluto sulla popolazione senza temere ripercussioni politiche. 

La semplice verità è che se il benessere civico avesse la precedenza sul terrore di non essere rieletti, la gestione funzionerebbe in modo completamente diverso. 

Invece, in un sistema governato dal clientelismo politico, la dipendenza reciproca detta ogni azione. 

Un consigliere comunale a caccia di poche centinaia di voti li raccoglierà senza remore da qualsiasi fonte o il minimo scrupolo etico. 

Clientelismo e raccomandazioni sono diventate le regole fondamentali, e qualsiasi funzionario che osi deviare da questa strada rischia l'immediata rimozione dall'incarico, a prescindere dalla sua effettiva competenza o dai suoi meriti.

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