I decenni passano ma alcune ferite restano aperte, testimoni silenziose di promesse rimaste sospese nel tempo.
L'immagine di una città rimasta incompiuta, emerge con forza guardando alle questioni irrisolte che partono dal lontano 1980 e arrivano fino a oggi
Dai prefabbricati pesanti ancora presenti sul territorio, ai porticati del cimitero perennemente puntellati, la ricostruzione e la riqualificazione sembrano essersi fermate a metà
Scorci storici come quelli lungo Via Francesco Tedesco convivono da oltre quarant'anni con catapecchie pericolanti, mentre lungo il Corso Vittorio Emanuele diversi palazzi ex salotto buono, definizione abusata e falsa come le bombe d'acqua, continuano a mostrare i segni dell'incompiutezza
A questo quadro, insieme alla comunicazione attenta alle frasi alla moda, si aggiungono snodi fondamentali della vita cittadina in perenne attesa di riscatto.
Una stazione ferroviaria che attende di tornare a nuova vita sociale, un palazzo del Tribunale rivelatosi inadeguato e dispendioso, e l'ambizioso progetto del parco urbano Fenestrelle mai del tutto decollato
Al contempo, strutture pubbliche di pregio come l'Ex Eliseo e il Casino del Principe continuano a cercare una vera e propria destinazione d'uso, mentre siamo pronti a regalare importanti costruzioni a sindacati e ad Enti nazionali.
Sullo sfondo della quotidianità cittadina si registra inoltre una preoccupante flessione di attenzione sui temi ambientali, a partire dalla raccolta differenziata, troppo spesso ignorata nelle zone della movida
Di fronte al succedersi delle amministrazioni locali e al rincorrersi di annunci e rinvii, la sensazione diffusa è quella di un'immobilismo quotidiano a cui la popolazione stenta a rassegnarsi, salvo sventolare un tema calcistico capace di anestetizzare ogni pena.
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