Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

mercoledì 1 aprile 2026

Avellino: il territorio si esprime sempre allo stesso modo: attendiamo le nuove generazioni...!

 



Il panorama politico attuale appare segnato da una profonda crisi di valori, che attraversa i diversi livelli dell'amministrazione pubblica, dalle dinamiche nazionali fino alle realtà locali. 

Il susseguirsi di vicende giudiziarie che coinvolgono esponenti di spicco dei partiti di governo, solleva interrogativi inquietanti sulla selezione della classe dirigente e sul rispetto delle leggi. 

In Sicilia Fratelli D'italia è riuscito perfino a peggiorare il peggio..!

Del Mastro e Donzelli

Si assiste a scenari preoccupanti che toccano i vertici delle istituzioni regionali, tra accuse di corruzione e truffe aggravate, che coinvolgono figure di rilievo all'interno di un organismo celebre per i costi di gestione tra i più elevati del continente. 

La sensazione diffusa è quella di un sistema che sembra alimentarsi di privilegi e interessi particolari, trasformandosi in un terreno fertile per condotte che feriscono l'etica istituzionale.

Nello scenario nazionale le dimissioni di esponenti locali vengono presentate come atti di responsabilità, mentre i vertici dei partiti continuano a tessere lodi di figure coinvolte in situazioni controverse, manifestando una compattezza di fazione che pare ignorare la gravità dei fatti contestati. 

Questa disinvolta superficialità nel gestire il potere pubblico, e l'appartenenza a gruppi che sembrano operare come congregazioni chiuse, pongono un serio problema di credibilità agli occhi della collettività.

Il contesto di Avellino non si sottrae a questa logica di frammentazione e di manovre di corridoio. 

La destra locale si presenta divisa, composta da numerosi aspiranti leader senza un reale amalgama, impegnati più in pettegolezzi e maldicenze, che nella costruzione di un progetto solido per il territorio. 

Anche sul versante opposto, nei palazzi della politica cittadina, le etichette cambiano ma le coscienze sembrano restare ancorate a vecchi schemi, dove il passaggio da uno schieramento all'altro non produce un miglioramento della proposta amministrativa.

In questo quadro di incertezza emerge la figura di Nicola Giordano come un possibile punto di riferimento per l'area di sinistra. 

La sua reputazione di professionista serio e la sua integrità morale, lo distinguono in un ambiente spesso dominato dall'opportunismo. 

La profonda conoscenza delle dinamiche del Comune di Avellino, rappresenta una risorsa concreta per chi auspica una gestione della cosa pubblica basata sulla competenza. 

Resta tuttavia il dubbio che le logiche del bene comune possano ancora una volta, essere schiacciate dalla ricerca del potere e dagli interessi privati di pochi, in un sistema dove la valutazione del merito fatica a trovare spazio.

RDM

martedì 31 marzo 2026

Avellino: la regola non cambia, c'è chi decide e chi obbedisce..!

 

Petracca, Chieffo e Nicola Giordano..!

L'insofferenza verso il ruolo di servi sciocchi, ha raggiunto il limite di guardia nei confronti di chi si arroga il diritto di decidere per l'intera collettività. 

Nicola Giordano, nonostante le sortite fuori luogo dell'eterno insoddisfatto Vanni Chieffo, si ritrova insieme ad altri, ai margini di processi decisionali da cui la gente comune resta regolarmente esclusa. 

I soliti capibastone in pectore pretendono che venga rispettato il proprio turno, imponendo una logica del ora tocca a me, che risulta tanto vergognosa quanto degradante per le istituzioni.

Questa gestione della cosa pubblica, ridotta a una sorta di partita di bocce tra sodali, mette sistematicamente da parte l'interesse del territorio. 

Non vi è alcuna preoccupazione nel dover giustificare scelte miserabili, poiché l'unico obiettivo resta la rotazione interna delle poltrone a discapito delle reali necessità dei cittadini. 

Il meccanismo delle precedenze tra i soliti noti, prevale su ogni visione politica confermando una deriva dove il merito e il bene comune spariscono, dinanzi alle pretese di una casta locale autoreferenziale.

Una via d'uscita intelligente risiede nel coinvolgimento dei giovani, quelli rimasti lontani dalle segreterie politiche e per questo non ancora addomesticati dal sistema. 

Il recente esempio referendario avrebbe dovuto tracciare la rotta, mostrando una nuova generazione impegnata a difendere l'etica e il senso della morale, concetti ormai derubricati dall'orizzonte dei propri genitori. 

Questi ultimi, scafati e assuefatti alla logica della clientela e della politica più becera, sembrano aver smarrito ogni bussola valoriale. 

La vista di ragazzi che rivendicano principi integri, restituisce una speranza, ma solo a chi possiede ancora la sensibilità necessaria per accoglierla.

Maurizio Petracca e la sua cerchia dovrebbero finalmente fare un passo indietro, attingendo per una volta, a quella residua parte umile della coscienza che in teoria, dovrebbe appartenere a ogni essere umano. 

È tempo che le vecchie guardie abbandonino le pretese di controllo per lasciare spazio a una visione che non sia figlia del mercimonio elettorale. 

Solo il ritiro dei soliti noti potrebbe permettere a questa rinnovata spinta morale di incidere realmente sulle sorti del territorio, sottraendolo a un destino di perenne sottomissione ai mammasantissima.

RDM

lunedì 30 marzo 2026

Avellino: professionalità, capacità e dignità sono controproducenti, serve...altro...!

 

La sedicente destra continua a generare scenari sconcertanti. 

La recente sostituzione di Maurizio Gasparri con Stefania Craxi nel ruolo di capogruppo al Senato, avvenuta proprio in questi ultimi giorni di marzo 2026, dopo le pressioni interne di una parte dei senatori forzisti, conferma una precisa linea politica.

Questo avvicendamento, unito alla posizione di Augusta Montaruli — la quale, nonostante le dimissioni da sottosegretario rassegnate tempo addietro a seguito di vicende giudiziarie, continua a esercitare un ruolo di rilievo come vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai — dimostra la volontà di mantenere certi equilibri di potere a ogni costo.

Questi movimenti di pedine rivelano l'intenzione di preservare una cerchia ristretta, dove i volti cambiano ma le logiche di gestione restano immutate. 

La promozione di figure legate a vecchie eredità politiche o il mantenimento in ruoli chiave di chi ha già mostrato criticità istituzionali, evidenzia l'assenza di una reale volontà di rinnovamento. 

Si assiste a una sorta di arroccamento che ignora le istanze di trasparenza, preferendo la tutela degli interessi di apparato alla dignità delle istituzioni.

La definizione Parenti d'Italia, coniata da Ficarra e Picone, continua a trovare conferme senza sosta. 

Il generale Cirielli prosegue nel solco del nepotismo sostenendo apertamente la candidatura a sindaco di Pagani del cognato, Nicola Campitillo. 

Le cattive abitudini appaiono impossibili da sradicare e soltanto una sonora sconfitta elettorale, potrebbe allontanare definitivamente certi personaggi da una politica da salotto tanto volgare.

La situazione ad Avellino non presenta scenari migliori.

Martusciello sembra ormai ossessionato dalla figura di Laura Nargi e non intende fare un passo indietro, guidato dalla convinzione di essere l'unico capo indiscutibile a cui i sudditi devono obbedire ciecamente, a prescindere dal valore del nome proposto.

Nello schieramento di sinistra le dinamiche non mutano affatto.

Maurizio Petracca ha stabilito per motivi personali che il candidato debba essere Walter Giordano, ignorando qualsiasi ipotesi di confronto, alternativa o ricorso alle primarie.

Sarebbe auspicabile che i cittadini dessero una scossa a questi signori, ricalcando quanto avvenuto in occasione del referendum, affinché subiscano il peso del fallimento e vengano estromessi dal potere tra le grida e lo stridore di denti citati nei testi sacri. 

In questo panorama si staglia la figura di Enzo Ciampi, che rappresenterebbe un candidato eccellente per competenza e affidabilità. 

Chi non ha sostenuto la Comunità dimostra chiaramente di non gradire una personalità libera da interessi personali e del tutto estranea ai piccoli accordi sottobanco.

RDM

sabato 28 marzo 2026

Avellino: vogliamo conformarci all'andazzo contra legem del governo o cambiamo indirizzo..?



Augusta Montaruli condannata in via definitiva a un anno e sei mesi di dentenzione, sottosegretario all'Università e capogruppo alla Camera di Fratelli D'Italia..!


Fratelli d'Italia si conferma un abisso torbido e inesauribile. 

Il numero di consiglieri regionali finiti sotto l'osservazione degli inquirenti appare esorbitante, e le recenti contestazioni rivolte al coordinatore napoletano Marco Nonno, rappresentano soltanto l'ennesimo tassello di un mosaico di degrado, prodotto da questa compagine politica. 

Qualora questa sedicente destra dovesse trionfare alle imminenti elezioni amministrative, troverebbe terreno fertile in una città ormai priva di ogni norma e controllo. 

La condizione attuale della polizia municipale costituisce la rappresentazione plastica di questo sfacelo quotidiano, specchio fedele di un capoluogo abbandonato all'anarchia.

Lo svincolo ostruito da parcheggi selvaggi delle auto in riparazione                                                                                          dal solito elettrauto ex Mostino Iannaccone: la polizia municipale non vede..!

L'istituzione in questione pretende un rispetto che appare del tutto fuori luogo, specialmente quando le sistematiche denunce di abusi e le palesi mancanze restano puntualmente senza risposta. 

Il ruolo di un'amministrazione che si ritrova la Procura alle costole per innumerevoli anomalie, a ogni tentativo di concorso o condono, solleva interrogativi inquietanti sulla sua reale funzione. 

È evidente che il marciume parta dai vertici e senza un intervento radicale, su un meccanismo ormai putrefatto, le speranze per il futuro risultano nulle.

Le dimissioni di Enzo Ciampi da coordinatore provinciale del M5S, rappresentano un segnale inequivocabile, e l'ennesima accusa contro un sistema che da sempre ignora il merito. 

Una città che non prova sdegno davanti a nomine discutibili, e alla presenza di capibastone, è destinata a sprofondare nella propria marginalità, confermando quella fama di corruzione che la insegue da anni. 

Nel frattempo, i cittadini onesti restano spettatori passivi, in attesa di un evento prodigioso che restituisca una dignità smarrita, unica via per recuperare un futuro che sembra ormai svanito.

Walter Giordano emerge come il candidato definitivo imposto da Maurizio Petracca, portando con sé la narrazione di una presunta assenza di conflitti d'interesse, nonostante il controllo del settore cimiteriale rimanga saldamente nelle mani della sua famiglia. 

Questa situazione conferma l'impossibilità di uscire da un circolo vizioso in cui, non appena si aprono spiragli di agibilità politica, si assiste a un assalto senza pudore verso le posizioni di potere. 

Ogni speranza di cambiamento finisce puntualmente in soffitta, mentre le vecchie logiche clientelari continuano a riprodursi imperterrite. 

La fuga in avanti dei soliti noti cancella ogni velleità di rinnovamento, condannando la città alla vetusta gestione spartitoria.

RDM

venerdì 27 marzo 2026

Avellino non perde le cattive abitudini: uno dice e gli altri fanno..!

Nicola Giordano

L'appartenenza a formazioni come Fratelli d'Italia, Lega o Forza Italia implica una condivisione totale della loro storia e delle recenti derive governative che affollano le cronache. 

Eppure, in un contesto dove il servilismo sembra aver sostituito la dignità, si assiste allo spettacolo grottesco di chi nega l'evidenza, spacciando la pioggia per una svista degli stolti mentre sostiene che splenda il sole. 

La realtà viene così piegata alla narrazione, come accadeva per le borse contraffatte di Daniela Santanchè, elevate magicamente al rango di autentici capolavori solo in virtù del ruolo e del potere sociale del personaggio.

In questa palude di indifferenza, i rappresentanti dei partiti di governo non hanno mai speso una parola concreta per la città. 

Nonostante ciò, si assiste all'esaltazione di figure come Fabio Benigni, dipinto come un amministratore di talento pur restando un fantasma rispetto ai problemi reali del territorio. 

Al contrario, Nicola Giordano, artefice delle denunce che hanno scosso un Comune deviato, non rinuncia all'analisi critica e pone interrogativi ineludibili sul futuro di Avellino. 

La questione cruciale riguarda la gestione dei servizi: una scelta che non è solo tecnica, ma profondamente politica, poiché definisce l'essenza stessa dell'amministrazione pubblica.

Il nodo centrale è rappresentato dalla scadenza del contratto per il controllo della sosta, attualmente in capo alla società in house ACS, posta in liquidazione dal Commissario Giuliana Perrotta. 

Mentre la politica locale osserva in silenzio, si sta consumando il passaggio della gestione dei parcheggi dal pubblico al privato, continua l'ex consigliere, un processo che trova continuità nelle scelte degli anni passati e nell'interesse di soggetti come Telereading. 

Il dibattito pubblico resta assente su un tema che coinvolge la tutela del lavoro e il ruolo del Comune. 

Secondo l'Ingegnere la domanda rivolta a chiunque aspiri alla guida della città rimane inevitabile: 

si vuole gestire direttamente il patrimonio collettivo o si intende svendere ogni servizio al mercato, rinunciando definitivamente a un modello di comunità solidale..?

Ma capite bene che è inutile, la ricerca è il potere, e Benigni rappresenta da sempre il più importante che tutti conosciamo, ed è proprio per questo che non riteniamo il Presidente dell'Ordine idoneo: la sua è una visione che prescinde dai drammi che invece altri considerano priorità.

L'ostinazione con cui si persegue la ricerca del potere fine a se stesso rende vano ogni tentativo di confronto dialettico. 

Fabio Benigni incarna da sempre quella forma di potere consolidato che la città conosce fin troppo bene, una posizione che lo rende, a chi osserva con occhio critico, una figura del tutto inidonea alla guida della comunità. 

La sua è una visione aristocratica e distante, che sembra prescindere sistematicamente dai drammi quotidiani e dalle emergenze sociali, che altri considerano invece priorità assolute.

In un contesto dove l'appartenenza ai circoli che contano garantisce un'immunità morale, le necessità dei cittadini comuni diventano semplici dettagli. 

Chi rappresenta il rilievo forense porta con sé una forma mentis strutturata sulla conservazione degli equilibri esistenti, piuttosto che sulla rottura necessaria per emendare una città allo scatafascio. 

Il distacco tra le stanze del potere e la strada è ormai incolmabile, e la candidatura di figure simili non fa che confermare la volontà di mantenere intatto lo status quo, ignorando la sofferenza di chi non ha voce nei salotti buoni.

Affidare il futuro di Avellino a chi non ha mai vissuto sulla propria pelle, o almeno ascoltato con attenzione, le istanze di chi soffre per la gestione fallimentare dei servizi e della cosa pubblica, significa condannare il territorio a un'ulteriore stagione di declino.

La politica non può essere una semplice estensione delle carriere professionali di prestigio, ma deve tornare a essere un atto di servizio verso una collettività che chiede onestà, presenza e soprattutto, una netta discontinuità con il passato.

RDM

giovedì 26 marzo 2026

Avellino ha avuto momenti di gloria irripetibili dalla politica d'accatto odierna..!

 

Antonio Di Nunno tra Franco D'Onofrio, Nuccio Di Pietro e Gabriele Matarazzo

La figura di Vincenzo Ciampi si profila come l'ultima speranza per il ripristino di un’epoca illuminata che sembra ormai appartenere a un passato mitologico. 

Tale periodo fu segnato dall'avvento di Antonio Di Nunno, uomo per bene e stimato, la cui carriera giornalistica in Rai fu propiziata da Ciriaco De Mita. 

Tuttavia, il mentore dovette presto scontrarsi con l'indole indomita di un giornalista, che pur provando riconoscenza, rifiutava categoricamente ogni forma di servilismo. 

Il conflitto non tardò a manifestarsi quando divenne chiaro che la gratitudine non si sarebbe mai tradotta in una cieca obbedienza.

In quegli anni Antonio Gengaro operava come vicesindaco e alter ego ideale incarnando le aspettative di rilievo di un intero territorio. 

Quell'amministrazione godeva di un prestigio ineguagliabile presso la Regione poiché la saggezza e l'intraprendenza dei suoi protagonisti offrivano un modello gestionale da antologia. 

La visione della Città Giardino non era un semplice miraggio ma una prospettiva concreta, sorretta dall'onestà e da un profondo senso di comunità.

Il nome dell'ex sindaco Ciampi potrebbe oggi far rivivere quegli anni magari in combinazione con lo stesso Gengaro portatore sano di quel pensiero politico. 

Risulta necessario abbandonare le contrapposizioni sterili e le ambizioni personali che hanno caratterizzato le recenti e volgari esperienze amministrative. 

Occorre tornare alla bellezza e all'idea dell'anfiteatro naturale concepita da Di Nunno. 

La vocazione contadina legata alle tradizioni territoriali rappresentava l'essenza di un pensiero autentico ormai lontano dalla visione esaltata e deforme che ha reso la popolazione prigioniera di una politica priva di spessore.

mercoledì 25 marzo 2026

Avellino: distruggere l'etica è la liberazione finale dell'illecito..!


Elly Schlein e Antonio Gengaro

Il panorama politico locale si trasforma in un palcoscenico dove Laura Nargi esercita una forza attrattiva superiore a quella dei tradizionali carri di buoi, mentre Fulvio Martusciello mette in scena un teatrino stucchevole. 

Il segretario regionale di Forza Italia sembra non voler mancare l'appuntamento con il nulla assoluto amministrativo, conducendo una strategia che rischia di polverizzare una destra già vacillante. 

Seguendo il metodo Meloni, la tutela degli amici e dei parenti stretti prevale su ogni denuncia o processo, confermando una gestione del potere basata su fedeltà personali piuttosto che sul merito.

In questo contesto spicca la figura di Antonio Gengaro, incapace di piegarsi alla falsità che caratterizza i troppi pseudo politici pronti a saccheggiare un territorio già martoriato. 

Al contrario, Walter Giordano appare come l'ennesimo coniglio estratto dal cilindro di Maurizio Petracca, il quale non perde occasione per marcare il territorio e ostentare un potere solitario, degno erede delle lezioni del Ciriaco di Nusco. 

La traiettoria di Giordano, legata a logiche imprenditoriali cimiteriali, non ha alcuno storico di impegno civile per la comunità, eppure oggi viene presentato come la soluzione miracolosa a ogni criticità cittadina.

Gengaro non arretra e affronta la situazione con una regalità dialettica che destabilizza chi è abituato a muoversi tra i sotterfugi del dire e non dire. 

Il rifiuto delle primarie da parte del Partito Democratico e della destra palesa il timore del verdetto popolare e della democrazia reale. 

Sia in via Tagliamento sia tra i parlamentari invaghiti della destra, prevale la volontà di distruggere ogni alternativa, pur di affermare una forza muscolare che ignora il bene collettivo.

RDM