Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

sabato 18 luglio 2026

Avellino: crescita mai, decrescita sempre e comunque..!

Giuseppe Valditara

Il declino culturale avanza a passo spedito, con quasi la metà della popolazione studentesca che ignora le regole elementari della convivenza e preferisce istruirsi sulle reti sociali piuttosto che sui libri. 

In questo panorama di desolazione intellettuale, la svolta ministeriale che bandisce cellulari e portatili per rispolverare penne e dizionari cartacei, appare come un barlume di salvezza.

Nel frattempo, la realtà locale di Avellino si perde in una sorta di farsa catartica di quart’ordine, dove l’isteria collettiva richiederebbe l’intervento urgente e massiccio di psicoterapeuti competenti. 

Il culmine del ridicolo si raggiunge con la mobilitazione improvvisa delle nuove generazioni, coalizzate sotto il vessillo del fastidio per il divieto di giocare a pallone nelle piazze cittadine. 

Le ordinanze comunali, sembrano ormai offrire un pretesto d'oro, per dare sfogo alle sciocchezze più urgenti, risvegliando la sensibilità di coscienze fino a ieri del tutto inesistenti.

Nessuno protesta o si indigna per lo scandalo di un centro per l’autismo bloccato da oltre vent’anni tra sofferenze e promesse mancate. 

Nessuno si mobilita contro l’insensibilità delle amministrazioni di fronte all'emergenza abitativa, con alloggi popolari mai consegnati o ridotti a tuguri fatiscenti e malsani che minacciano la salute pubblica. 

L'elenco delle storture e della pessima gestione amministrativa accumulata negli anni sarebbe infinito. 

Eppure, la sedicente Unione degli Studenti, che teoricamente dovrebbe combattere l'ignoranza dilagante all'interno della propria categoria, preferisce concentrare la propria foga rivoluzionaria su questioni di cortile.

La replica del sindaco Pizza a questa mobilitazione grottesca è stata opportuna e meritata. 

Ormai si è ridotti a dover dimostrare l'evidenza, un esercizio del tutto sterile quando si ha a che fare con deficit cognitivi strutturali. 

Le regole basilari della convivenza civile esigono rispetto, ma la pretesa di imporre i propri comodi a scapito della maggioranza silenziosa e rispettosa, è un vizio antico. 

Un ringraziamento speciale va al lassismo scientificamente coltivato dai soliti noti, pronti a tutto pur di accaparrarsi il favore di una fetta di elettorato egocentrica. 

Si tratta dell'ultimo, disperato tentativo di chi non ha più alcuna credibilità da spendere né argomenti reali da proporre.

RDM

venerdì 17 luglio 2026

Avellino: Maura Sarno, sintesi dell'eccellenza irpina..!

 

Maura Sarno


Il Movimento Cinque Stelle festeggia l'incredibile trionfo di aver quasi sfiorato l'otto per cento alle elezioni comunali di Avellino, un dato che secondo i vertici locali merita addirittura di essere esportato come esempio supremo in tutta la penisola. 

Il coordinatore provinciale irpino Maura Sarno, ha ritenuto indispensabile volare fino al Parlamento europeo per illustrare questo miracolo elettorale, circondata da una nutrita delegazione di colleghi di partito desiderosa di condividere un briciolo di tanta gloria.

Nel corso del suo intervento, assimilabile a una lezione di alta strategia politica, Sarno ha spiegato che la ricetta del successo risiede nella miracolosa scoperta dell'ascolto quotidiano dei cittadini e delle imprese, una pratica apparentemente rivoluzionaria che eviterebbe al consenso di svanire il giorno successivo al voto. 

Il disegno prevede ora una strutturazione del partito con tanto di formazione della classe dirigente, come se la gestione pubblica potesse improvvisamente, diventare una scienza esatta anche per chi fino a ieri preferiva l'improvvisazione.

Ha poi ricordato la vitale importanza dell'Unione Europea, la quale dovrebbe fondamentalmente limitarsi a distribuire fondi alle realtà locali, per risolvere le grandi questioni ambientali e informatiche. 

Non è mancata una riflessione sulle sventure economiche dell'Irpinia, un territorio dalle potenzialità agricole e vinicole che tuttavia, deve fare i conti con i dazi imposti oltreoceano. 

Di fronte al rallentamento delle vendite negli Stati Uniti, la soluzione proposta consiste semplicemente nel deviare le merci verso il Canada o i mercati asiatici, sperando che i sussidi europei per lo sviluppo rurale, bastino a salvare i produttori dalla dura realtà di un mercato globale poco incline alla retorica delle eccellenze locali.

L'esperienza di Maura Sarno nei settori imprenditoriali a livello internazionale, ha fatto si che il suo intervento in Europa fosse una dotta lezione politica. 

Questo modello descritto dal responsabile del Movimento irpino, deve tradursi in una presenza politica strutturata che investa sulla formazione della  classe dirigente e sul dialogo costante tra il livello locale e quello europeo. 

Davanti alle rappresentanze della sinistra europea, ha evidenziato la necessità di rafforzare le aree interne e le eccellenze dell’Irpinia, come le filiere vitivinicole di pregio, supportando le imprese locali nei processi di innovazione e internazionalizzazione. 

Nonostante le difficoltà legate alle barriere commerciali oltreoceano, che impongono una decisa diversificazione verso nuovi mercati esteri, l'utilizzo sinergico dei fondi europei e della politica agricola comune rappresenta la via principale per difendere e far crescere la competitività del territorio sul palcoscenico globale.

RDM

giovedì 16 luglio 2026

Avellino: i buoni propositi ci sono, ora servono i fatti..!

 



La riapertura della stazione ferroviaria di Avellino rappresenta un'urgenza che non concede ulteriori rinvii, configurandosi come una priorità assoluta non solo per il capoluogo ma per l'intera provincia.

Si rende indispensabile l'avvio immediato di un confronto diretto con la Regione Campania, secondo Giordano.

L'ente d'altronde dovrebbe esercitare appieno le proprie prerogative, rintracciando i fondi necessari per rimettere mano al contratto di servizio con Trenitalia. 

Solo in questo modo si potranno finalmente ripristinare i collegamenti diretti con Napoli, Salerno e Benevento, strappando il territorio a un isolamento che penalizza quotidianamente cittadini, studenti, lavoratori e il tessuto imprenditoriale locale.

L'orizzonte non può tuttavia limitarsi alla semplice normalità. 

Diventa essenziale guardare oltre, continua il Presidente del Consiglio comunale, sostenendo progetti strategici come il Lotto Zero e la realizzazione della stazione di Baronissi, tappe obbligate per agganciare finalmente la città alla rete dell'alta velocità. 

Restituire ad Avellino infrastrutture ferroviarie degne di questo nome, significa smettere di frenare lo sviluppo e la competitività di un'intera area che aspetta solo di poter competere ad armi pari.

La ripresa dell'immediato utilizzo dei treni anche se i lavori restino in essere, oltre a seguire il progetto strategico a lungo termine, è la priorità di Nicola Giordano.

Una volontà precisa che ci lascia sgomenti: 

possibile che la politica cominci a ragionare con la ferma convinzione di offrire un servizio senza infigimenti e perdite di tempo..? 

Intanto, la montagna ha partorito il topolino: 

Luca Cipriano ha intuito dopo anni di silenzio, che i fuochi d'artificio sono una jattura per l'ambiente e le specie animali.

Se arriveremo a proibire seriamente la vergogna di fine anno con controlli seri a tappeto, allora vuol dire che il toro è stato preso per le corna, e tutto comincerà a viaggiare secondo la dignità che una società del XXI secolo merita.

RDM

mercoledì 15 luglio 2026

Avellino: potrà mai crescere un capoluogo privo di cultura e dedito all'effimero..?

 


Nello Pizza e Ettore Iacovacci


Ettore Iacovacci dimostra una rara e quasi miracolosa dote per le latitudini avellinesi: 

la capacità di riflettere prima di agire. 

Un comportamento che stona violentemente con il passatempo preferito della fauna locale, dove l'imperativo categorico è dare fiato alla bocca pur di conquistare un millimetro di visibilità. 

Ad Avellino la competenza è un accessorio democraticamente distribuito: 

tutti sanno tutto, tutti spiegano tutto e ognuno ne capisce immancabilmente più del vicino. 

È la gloriosa sindrome dei commissari tecnici da divano, quelli che dispensano perle di saggezza calcistica senza aver mai sfiorato un pallone in vita loro, o dei neonati guru del tennis che, folgorati dai trionfi di Sinner, affilano le loro tattiche rivoluzionarie mentre lavano i piatti nella cucina di casa.

Questa pretesa di onniscienza ha partorito nel tempo perle urbanistiche memorabili. 

Il mercato bisettimanale ha vegetato per lunghi anni nel parcheggio dello stadio, senza arrecare il minimo disturbo all'ecosistema cittadino. 

Via De Gasperi, d'altronde, è talmente ampia da ospitare con impeccabile diligenza sia le auto in sosta, sia il flusso veicolare da e per la città ospedaliera, lasciando la viabilità miracolosamente libera. 

Ma la storia insegna che basta posare un cappello qualsiasi sulla testa sbagliata, per convincere chiunque di essere un generale. 

Così, Gianluca Festa, forte di un consenso elettorale decisamente generoso rispetto ai meriti effettivi, si è sentito in dovere di fare e disfare la città a proprio piacimento, assecondando esclusivamente gli umori e le convenienze del momento.

Avellino si configura come una realtà urbana, capace di destare attenzione soltanto quando si tratta di indulgere nella fatuità e nella goliardia più sterile. 

Al di fuori delle manifestazioni effimere, il disinteresse regna sovrano. 

L'entusiasmo collettivo si accende unicamente per il grande evento musicale estivo, per le luminarie di mezz'agosto o per la chiusura temporanea di qualche strada, utile solo a dare sfogo alle frustrazioni represse dei residenti in un contesto di totale anarchia.

Al contrario, le problematiche strutturali vengono sistematicamente ignorate. 

La questione abitativa viene liquidata con indifferenza poiché coincide con la miseria dei meno fortunati, una realtà sgradita che si preferisce nascondere sotto il tappeto. 

Le carreggiate rimangono un feudo esclusivo degli automobilisti, mentre i marciapiedi dei quartieri più poveri, vengono tranquillamente invasi dalle vetture nel silenzio, complice delle istituzioni che dovrebbero sovrintendere.

In un simile panorama di rassegnazione e degrado, i soli argomenti ritenuti degni di dibattito pubblico, restano le sorti dello stadio e l'imminente campionato di calcio.

RDM

martedì 14 luglio 2026

Avellino: 'a dignità, pur'o pappaiall l'addà pruvà...

 

Una notte di ordinaria follia a via de Conciliis..!

Finché i media locali continueranno a glorificare la movida e le futili opportunità notturne, il declino culturale resterà inevitabile. 

Il territorio ha un disperato bisogno di concentrarsi su ciò che ha un valore reale e permanente, anziché promuovere il concerto del cantante di turno. 

Questo genere di eventi non produce alcuna crescita, ma si limita a favorire il degrado urbano, lasciando dietro di sé soltanto cumuli di rifiuti e un vuoto pneumatico.

Non comprendere che la notte sia del tutto irrilevante per il vero sviluppo urbano, dimostra soltanto una profonda ottusità o un radicato egoismo. 

Quelle poche migliaia di persone che si riversano in città esclusivamente per sfogare istinti repressi, non offrono alcun valore a un capoluogo che ha il disperato bisogno di cambiare pelle, e di conquistare finalmente una dignità che in questi anni gli è sempre stata negata.

Avellino non può e non deve essere confusa con un banale parco divertimenti a tempo determinato, che chiude i battenti all'alba. 

Chiesa sconsacrata del X secolo San Nicola dei Greci 

La città ha il dovere di mostrare qualità rimaste sepolte troppo a lungo, solo perché gli ignoranti e gli idioti hanno sempre avuto la meglio. 

La cultura è l'unico elemento in grado di rendere il territorio attrattivo in ogni ora del giorno, richiamando un pubblico realmente interessato a un'offerta concreta e disposto a spendere in ogni settore.

Allo stesso modo il mercato cittadino deve essere ricollocato nella sua sede naturale, non semplicemente per coprire le spese vive, ma per generare profitti reali da reinvestire nella sicurezza e nei servizi sociali. 

Avellino deve aspirare all'eleganza e al decoro, respingendo le speculazioni sociologiche e presentandosi pulita, disciplinata e custode dei propri valori. 

RDM

lunedì 13 luglio 2026

Avellino: benissimo le ordinanze di civiltà, ma senza controllo non servono..!

 



Combattere contro l'ovvio si rivela un'impresa titanica. 

I provvedimenti adottati dal sindaco per garantire un decoro urbano finora totalmente estraneo al buon senso comune, servono a tutelare l'intero territorio cittadino, nonostante una discreta fetta di teste vuote non mostri la minima capacità di rendersene conto.

Il divieto di consumare bevande alcoliche dopo la mezzanotte non deve essere interpretato come una misura coercitiva o liberticida. 

Si tratta semplicemente di una regolamentazione necessaria che in contesti civili e più evoluti non avrebbe nemmeno avuto motivo di esistere. 

Purtroppo, la quantità di neuroni a disposizione di certi individui non è sufficiente per intuire autonomamente le regole basilari della convivenza, rendendo così indispensabile l'intervento di un'autorità che le imponga con la forza.

L'illusione che l'alcol a fiumi e il frastuono notturno costituiscano una strategia di rilancio turistico, non merita nemmeno di essere presa in considerazione. 

La perdita di una simile categoria di frequentatori rappresenta un guadagno netto per chiunque abbia a cuore la sicurezza e la decenza pubblica. 

I risultati del permissivismo della gestione Nargi si sono d'altronde manifestati chiaramente tra ambulanze bloccate nel caos, risse da osteria, vomito sui marciapiedi e sistematiche minacce alla tranquillità dei residenti. 

I commercianti che oggi piangono per la tutela della loro clientela molesta, farebbero meglio a rassegnarsi, dato che il consumo di alcolici non richiede affatto lo scoccare della mezzanotte per essere praticato.

Altra ovvietà per chi abbia raziocino, è l'impegno di Ettore Iacovacci, intenzionato a riportare il mercato bisettimanale nella sua sede storica, davanti allo stadio Partenio entro il mese di dicembre. 

Una scelta che avrebbe dovuto restituire un minimo di dignità, anche a quegli amministratori che preferirono agevolare i singoli interessi privati, a danno della popolazione. 

La paralisi totale della viabilità da e per l'ospedale, frutto dei deliri di onnipotenza di un ex sindaco convinto di essere il padrone assoluto del territorio, avrebbe dovuto scatenare la rabbia dell'intera comunità. 

Tuttavia, la risposta della popolazione conferma la totale anestesia di una cittadinanza ormai incapace di reagire e strutturalmente disinteressata al bene comune.

RDM

sabato 11 luglio 2026

Avellino potrà cambiare solo per finta, ormai è contaminata..!

 

Decoro..!

Il successo mediatico locale sembra subordinato alla presenza di qualche oscuro burocrate nel titolo o nella foto, dimostrando la misera tendenza a giudicare il valore di un'opera solo dalle apparenze della copertina. 

Nel limitato panorama di Avellino il pettegolezzo becero rimane l'unico motore per ravvivare intelletti altrimenti spenti, laddove la cultura si riduce a un vuoto esercizio retorico nei salotti dei cafoni arricchiti o nelle chiacchiere da bar. 

I fatti destano l'attenzione collettiva solo se conditi da scandali e dettagli pruriginosi, evidenziando il vero e insuperabile freno alla crescita civile di un territorio strutturalmente provinciale.

Il primo cittadino si sta imbarcando nell'impresa disperata di rimediare al degrado urbano, e alla sfacciata maleducazione dei soliti barbari nostrani.

Un intervento di questo tipo dovrebbe suscitare il plauso e la profonda soddisfazione di una comunità civile, ma l'effetto concreto è il totale disinteresse quando non si tratta di aperta diffidenza. 

L'amministrazione guidata da Pizza può anche spingersi al punto di ripulire gratuitamente le facciate dei palazzi privati, attingendo a piene mani dalle casse pubbliche del Comune, ma l'operazione resterebbe l'ennesimo colpo a vuoto, incapace di graffiare la superficie di un corpo sociale, ormai anestetizzato e scontento per vocazione.

RDM