Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

sabato 9 maggio 2026

Avellino: la verità è semplicemente evidente..!

L'ultimo Consiglio commissariato..!


Il panorama attuale riflette un'epoca di approssimazione e di profonda incultura, dove persino figure istituzionali di rilievo nazionale offrono spettacoli deprimenti, palesando lacune storiche imbarazzanti su tragici eventi della Repubblica. 

In questo contesto di declino culturale, affidare nuovamente l'amministrazione cittadina a chi ha già dato prova di inadeguatezza appare un azzardo ingiustificabile.

Le scelte del passato recente hanno prodotto danni tangibili al tessuto sociale e urbano, ben oltre le vicende giudiziarie.

La consegna di trenta chiavi a cittadini bisognosi si è rivelata un gesto puramente formale, avendo destinato queste persone ad appartamenti fatiscenti e privi di manutenzione.

Il blocco delle politiche sociali e la mancata apertura del centro per l'autismo rappresentano una ferita ancora aperta per le fasce più deboli della popolazione.

Le decisioni sulla viabilità e la chiusura delle strade, promosse da Nargi, hanno esasperato i residenti, trasformando zone della città in teatri di degrado e movida incontrollata.

Si è preferito investire in feste, ricorrenze superflue e premiazioni non richieste, cercando il favore di una gioventù incline alla dissolutezza, piuttosto che pianificare il rilancio del commercio e delle attività produttive.

Questa gestione, che ha sacrificato la programmazione a lungo termine in nome di un consenso immediato e tossico, ha lasciato Avellino in uno stato di esaurimento nervoso, priva di una visione coerente per il futuro.

Continuare ad autoflagellarci per una promessa, un piccolo incarico o un beneficio a scadenza, è il limite di perdigiorno e arrivisti, il servizio è altra cosa...!

RDM

venerdì 8 maggio 2026

Avellino: una competizione elettorale falsata all'origine..!

 

Il binomio formato da Gianluca Festa e Laura Nargi rappresenta il fulcro delle contraddizioni politiche che Avellino si trascina da anni. 

Se da un lato l'ex sindaco deve affrontare il peso di un processo per reati gravi, dall'altro la sua erede politica tenta di smarcarsi dalle ombre giudiziarie rivendicando una purezza civica che appare a molti come un'operazione di ritocco elettorale.

L'ex primo cittadino rimane la figura centrale dell'inchiesta Dolce Vita.

Sebbene gli arresti domiciliari siano stati revocati dalla Cassazione già nel settembre 2024, il suo percorso giudiziario è tutt'altro che concluso.

Il dibattimento si è aperto ufficialmente nell'aprile 2026, ma è stato immediatamente rinviato al 25 settembre 2026.

Associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, peculato e falsità ideologica.

Festa continua a professarsi vittima di un errore giudiziario, puntando su una narrazione di sindaco del fare che ha dato alla città feste e visibilità, nel tentativo di trasformare il processo in un palcoscenico di rivincita politica.

Per Laura Nargi, la situazione ha preso una piega differente sotto il profilo legale, ma resta complessa sotto quello politico.

Il 27 febbraio 2026, il GIP ha firmato il decreto di archiviazione per lei e altri 21 indagati nel filone bis dell'inchiesta, rilevando una carenza di elementi per sostenere l'accusa.

Nonostante l'uscita di scena dal processo, la sua figura è al centro delle polemiche per la scelta di presentarsi senza i simboli dei partiti tradizionali, ma con il palese sostegno di Forza Italia e altre forze di governo.

Nargi è la continuità del sistema Festa sotto mentite spoglie civiche; 

per i sostenitori, è la vittima di un accanimento che ora può finalmente governare senza fardelli.


Il paradosso avellinese

AspettoGianluca FestaLaura Nargi
Status GiudiziarioImputato (Processo a settembre 2026).Archiviata (Posizione definita).
NarrazioneIl martire dell'efficienza amministrativa.La civica che vuole rifondare la dignità.
Base ElettoraleFedelissimi, Lega e liste civiche d'area.Centrodestra mascherato da civismo.

In questo scenario, la città si trova di fronte a una scelta che va oltre i nomi:

decidere se la narcotizzazione degli eventi degli scorsi anni sia stata un valore o un veleno. 

La giustizia, con i suoi tempi dilatati, sembra aver deciso di non interferire con le urne, lasciando agli avellinesi l'onere di emettere la prima vera sentenza.

RDM









giovedì 7 maggio 2026

Avellino: la scelta è semplice senza preconcetti incoffessabili..!

 

Nello Pizza

Il contrasto tra la solennità del passato e la frivolezza del presente politico appare stridente. 

All'inizio del Novecento, la serietà impressa nei volti dei novelli sposi o dei rappresentanti istituzionali appena eletti, testimoniava la consapevolezza dell'onere intrapreso. 

Costruire una famiglia o assumere un ruolo di responsabilità apicale, generava un'ansia legata all'incognita del dovere e della lealtà verso il mandato.

Oggi, al contrario, si osserva Laura Nargi e l'ex sindaco Festa agitarsi tra la folla in un clima di festeggiamenti e congratulazioni per traguardi indefiniti. 

Ricordiamo il paradosso del Nobel per la pace assegnato a Barack Obama prima ancora che potesse dimostrare il proprio operato, che conosciamo da guerrafondaio.

In questo scenario, la scelta appare obbligata, Nello Pizza rappresenta l'elemento di novità ancora da testare, mentre i suoi avversari sono già stati misurati e pesati, risultando ampiamente carenti.

Anche nei recenti interventi radiotelevisivi, la coerenza è venuta a mancare. 

Da una parte la figura di vertice dell'amministrazione appena commssariata, proclama la cementificazione zero, mentre dall'altra sostiene il progetto dello stadio ereditato dal proprio mentore, completo di nuove edificazioni commerciali e residenziali. 

Dall'altra, l'ex primo cittadino sotto processo, non rinuncia alla retorica che gli ha garantito credito in passato, proponendo quello stile di vita spensierato che si è rivelato vacuo e utile solo a pochi eletti.

Infine, l'intero schieramento di destra, nascosto dietro un civismo di facciata, sembra aver urgenza di mobilitare figure ministeriali nel capoluogo. 

Tra questi spicca il ministro Piantedosi, aspramente criticato per il silenzio riguardo alle recenti inchieste giornalistiche di testate nazionali. 

La presenza di tali esponenti appare finalizzata unicamente a sedurre quella parte di elettorato meno incline alla riflessione critica, con narrazioni distanti dalla realtà vissuta dalla gente.

RDM

mercoledì 6 maggio 2026

Avellino: il gatto e la volpe non mollano..!

 



Le opere pubbliche divorano ogni centimetro delle ambizioni coltivate da due ex alleati ormai distanti, mentre la polvere si accumula sui dossier che scottano davvero. 

Questioni come l’autismo, l’emergenza abitativa e il sostegno ai cittadini più fragili scivolano nel dimenticatoio, prive di quel fascino elettorale che solo il cemento sembra garantire.

L’ex primo cittadino, un tempo impegnato a fregiarsi del titolo di paladino delle periferie, ha preferito ignorare i drammi sociali, lasciandoli esattamente dove li aveva trovati. 

Allo stesso modo, l’attuale figura di riferimento dell’amministrazione, il Commissario, non ha mostrato preoccupazione alcuna se non quella di blindare i quartieri, favorendo un clima di impunità che non conosce decoro.

In questo scenario si inserisce Nello Pizza, apparso stranamente disponibile durante un confronto orchestrato da Walter Giordano. 

Quest'ultimo, legato da rapporti consolidati ai due protagonisti della scena politica locale, sembra muoversi con l'unico obiettivo di siglare una tregua tra le fazioni, indipendentemente da chi occuperà gli uffici comunali nel prossimo futuro. 

Nel frattempo, D'Agostino continua a esercitare pressioni per la realizzazione di una struttura sportiva dalle proporzioni smisurate, con l'intento evidente di assumerne il controllo diretto.

E chiunque attenda il rinnovo di una situazione incancrenita bloccata dalla Procura, si prepara per favorirne l'avvento: 

la vera contrapposizione tra parte malata e non, si paleserà presto, perché la torta fa gola, per il resto muoia Sansone e ogni Filisteo...come ci piace ricordare..!

RDM

martedì 5 maggio 2026

Avellino: li abbiamo pesati, misurati, e trovati mancanti...li rivogliamo..?

 


L'ex primo cittadino appare ormai vittima della sua stessa narrazione, intrappolato in un sistema di promesse che si scontrano con la realtà dei fatti e delle inchieste giudiziarie. 

Nonostante i tentativi di accreditarsi ancora come il dominus delle periferie, l'eredità lasciata è fatta di drammi sociali ignorati e di un'opacità amministrativa che ha reso il territorio oggetto di scherno a livello nazionale.

L'ostinazione nel voler gestire personalmente ogni dossier, come dimostrato nel caso della ricostruzione della Dogana, ha portato soltanto a ritardi biblici e alla perdita di preziosi finanziamenti pubblici. 

Quello che resta è l'immagine di un amministratore che, dietro sorrisi e slogan, ha preferito il cemento e le grandi opere inutili alle reali necessità dei cittadini più fragili, lasciando un solco di incertezza che grava ora sul futuro della comunità.

Gianluchino vive una dimensione onirica, incapace di confrontarsi con la realtà quotidiana in modo lucido. 

In un atteggiamento che suscita tenerezza, si traveste idealmente da capostazione o rettore universitario non appena i giornali sollevano tali temi.

Dimentica che durante i lunghi anni trascorsi in ruoli di vertice al Comune, non ha mai mostrato un reale interesse per risolvere i medesimi problemi che oggi descrive come superati.

La crisi attuale della gestione dei parcheggi è il risultato diretto della sua volontà di affidare il servizio ai privati, una scelta che ha generato le difficoltà odierne denunciate anche da chi chiede oggi una gestione pubblica. 

Allo stesso modo, il settore turistico è stato ridotto a un fallimento colossale dopo essere stato affidato a figure scaltre, che sono sparite lasciando dietro di sé spese ingenti a carico della collettività. 

Mentre i drammi sociali restano immobili dove sono sempre stati, l'azione amministrativa passata si rivela una successione di promesse vuote, e scelte strategiche fallimentari che gravano ancora sulle tasche dei cittadini.

RDM

lunedì 4 maggio 2026

Avellino: scegliere il meglio non è difficile per le coscienze sane..!

 


La spudoratezza mostrata da Laura Nargi e dall'ex sindaco nel rivendicare l'apertura della Dogana dopo oltre tre decenni, ha tutto il sapore dell'ennesima beffa ai danni della cittadinanza.

Per l'ostinazione di gestire personalmente ogni fase della ricostruzione, la precedente amministrazione ha causato una dispersione di tempo e risorse pubbliche, arrivando persino a perdere i finanziamenti Pics. 

Nonostante ciò, l'ex primo cittadino continua a ostentare sicurezza, sorvolando sui fallimenti e propinando nuove promesse vuote su ipotetici scenari futuri.

Davanti a tanta sfrontatezza, emerge la necessità di una classe dirigente seria, capace di parlare un linguaggio vicino a chi soffre e vive le difficoltà del territorio. 

In questo contesto, la figura del penalista Nello Pizza viene percepita come un riferimento di integrità, rappresentando una speranza concreta insieme alla coalizione che unisce il Movimento 5 Stelle e l'intera sinistra. 

Questa unione nasce dalla volontà di porre fine allo scempio amministrativo vissuto sotto la guida di Festa e successivamente, della sua erede politica.

L'ingresso di Maura Sarno come coordinatrice provinciale del Movimento aggiunge ulteriore vigore a questa prospettiva di cambiamento; 

la determinazione già dimostrata, supportata dal vasto consenso ottenuto nelle recenti competizioni europee, lascia presagire sviluppi significativi. 

La compagine guidata da Pizza appare finalmente rinnovata e dotata di dignità, avendo allontanato figure di scarso rilievo;

sebbene resti ferma la convinzione, che personalità come Antonio Gengaro e Nicola Giordano possiedano le qualità necessarie, per imprimere quella svolta decisa che una città in declino richiede con estrema urgenza.

RDM

sabato 2 maggio 2026

Avellino: difendere il patrimonio pubblico, non può restare mera narrazione d'effetto..!

 



Nicola Giordano interviene con decisione sulla gestione dei servizi pubblici ad Avellino, trasformando la riflessione elettorale in un'analisi delle azioni concrete compiute nel tempo. 

Al centro del dibattito si pone il destino dell'ACS e la gestione dei parcheggi, elementi considerati vitali non solo per l'economia e l'occupazione, ma per la stessa visione strategica della città.

Il pensiero del già consigliere si articola su punti fermi, che mirano a contrastare il rischio di una privatizzazione selvaggia.

Il Commissario ha avviato una procedura di liquidazione dell'ACS considerata errata e lasciata incompiuta. 

Tale incertezza è alimentata dalla mancata attuazione della ricapitalizzazione e dall'assenza di approvazione dei bilanci, fattori che pongono la società in una condizione di totale precarietà.

Per garantire che la futura amministrazione possa scegliere liberamente tra gestione pubblica o privata, il Commissario dovrebbe concedere una proroga tecnica del contratto di servizio per la sosta. 

Questo atto di responsabilità eviterebbe scelte irreversibili dettate dall'urgenza.

Il percorso tracciato prevede la revoca della liquidazione, una ricapitalizzazione seria e alla luce del sole, e infine, l'approvazione di bilanci basati su dati certi. 

Senza chiarezza contabile, ogni progetto di rilancio appare privo di credibilità.

Il monito finale è rivolto a tutte le forze politiche affinché i servizi non diventino terreno di profitto per pochi. 

La gestione deve restare pubblica e trasparente, sottraendosi a quel grigiore amministrativo che il Nicola Giordano ritiene non sia stato ancora adeguatamente, superato rispetto alla precedente gestione.

RDM