Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

martedì 7 aprile 2026

Avellino: i tanti soloni locali ritengono l'etica concetto opinabile..!

 


Il panorama politico attuale offre lo spettacolo desolante di un ministro dell'Interno celebrato da una tifoseria cieca, nonostante i numeri e la realtà dei fatti ne certifichino l'irrilevanza. 

Matteo Piantedosi osserva passivo un flusso migratorio che sfiora le trecentomila presenze mentre i centri in Albania restano gusci vuoti destinati a poche decine di individui.

La sua gestione si distingue per una preoccupante amnesia circa le frequentazioni dei propri collaboratori e per l'incapacità di assicurare alla giustizia chi aggredisce le forze dell'ordine. 

Il silenzio sulle umiliazioni subite dai carabinieri in contesti internazionali completa il quadro di una guida debole, incapace di tutelare persino il decoro più elementare che il suo ruolo imporrebbe.

L'etica pubblica sembra ormai un reperto archeologico, sepolta sotto scandali che intrecciano tradimenti personali e l'uso spregiudicato di risorse statali per favorire legami privati. 

In questo contesto, Avellino emerge come il laboratorio privilegiato di ogni patologia politica.

Gubitosa e Ciampi 

La scena locale è dominata da figuri privi di visione che lanciano nomi e proposte, per poi ritrattarli con una sfacciataggine che ignora il rossore della vergogna.

La sinistra, dal canto suo, non offre alcun riparo, essendo ormai ridotta a una macchina di potere senza carattere o spirito di servizio, intenta a replicare i medesimi errori di una destra che ha smarrito la memoria. 

Figure come Nargi e Festa continuano a occupare il dibattito con la consueta spudoratezza, in un declino morale che appare inarrestabile. 

Persino l'intervento di un commissario, animato dalla vana speranza di restaurare un briciolo di integrità, naufraga contro un sistema che ha ormai eletto l'assenza di etica a proprio tratto distintivo.

RDM

sabato 4 aprile 2026

Avellino: quando il male spinge per vincere..!

 


Il ricorso presentato da Gianluigi Marotta contro la propria rimozione dal ruolo di segretario generale, offre un ritratto fedele del personaggio. 

Nonostante le molteplici contestazioni giudiziarie, l'ex dirigente pretende rispetto e affida a un legale la difesa delle proprie tesi, in un contesto dove la cittadinanza dovrebbe finalmente ribellarsi. 

Tuttavia, il caso Negrone dimostra quanto sia dura a morire una filosofia di vita basata su arroganza, inciuci e clientelismo. 

Solo l'umiltà e una reale dedizione al territorio potrebbero garantire una sintesi dignitosa tra le diverse anime della sinistra.

L'espressione campo largo finisce per somigliare a una famiglia allargata, un ammasso di interessi e rancori difficili da gestire, dove la maturità politica latita e il confronto intellettuale appare impossibile per palese disparità di livelli. 

Con la scomparsa delle figure di rilievo nazionale, semplici comparse hanno assunto il ruolo di primattori in un panorama di squallore condito di saccenteria. 

Il Partito Democratico irpino sembra impegnarsi con metodo, per apparecchiare la propria sconfitta alle prossime amministrative, definendo con cura i dettagli di un imminente tracollo.

Mentre destra e sinistra competono nel dimostrare la propria pochezza, l'unico elemento a favore della sede di via Tagliamento resta l'assenza, almeno finora, di risvolti illegali conclamati. 

Le pedine locali rimangono ancorate alle proprie posizioni, a differenza di una destra priva di veri ideologi e popolata da figure pronte a cambiare casacca a seconda della convenienza del momento.

RDM

venerdì 3 aprile 2026

Avellino: la gente avellinese dovrebbe dire basta per una volta, e mettere fine alle vergogne che ci accerchiano..!


Vincenzo Ciampi

Il panorama amministrativo locale si arricchisce continuamente di nuove e torbide sfumature. 

La vicenda legata a Peppo Negrone, pur risalendo all'anno precedente, svela solo ora una fitta trama di denunce incrociate tra gli indagati. 

Risulta difficile non scorgere una logica perversa nell’irruenza con cui tre soggetti hanno contestato l'assessore durante le sedute del consiglio comunale. 

Si ipotizza che Negrone abbia sottoscritto promesse poi disattese, supportate da registrazioni telefoniche la cui valenza probatoria resta però incerta. 

D’altronde, la memoria corre ai filmati che vedevano coinvolta Laura Nargi in un’ipotesi di associazione a delinquere, misteriosamente svaniti nel nulla. 

L'ex vicesindaco, già sodale di Gianluca Festa, si ripresenta oggi alla cittadinanza ostentando una purezza, che offende profondamente chi possiede ancora una coscienza integra.

La città appare incapace di affrancarsi da una cronica sudditanza verso il potere, cercando costantemente legittimazione in figure come Matteo Piantedosi, Andrea Del Mastro o Michele Gubitosa. 

Piantedosi sembra quasi intenzionato a ricalcare le orme di Sangiuliano, aggiungendo un nuovo capitolo a una cronaca politica fatta di vicende private poco decorose. 

Parallelamente, Del Mastro, vanto di Ines Fruncillo, pare ormai destinato a un inesorabile declino politico. 

Rimane l’ambiguità di Gubitosa, il cui sostegno al ritorno dell'ex sindaco Ciampi appare incerto; 

evidentemente, l'integrità morale di Ciampi rappresenta un ostacolo insormontabilee, per chi preferisce interlocutori meno affidabili ma più malleabili. 

Risulta arduo interpretare eventi che sfuggono a ogni logica razionale, poiché la gestione della cosa pubblica resta ostaggio di umori passeggeri e interessi puramente personali.

RDM

giovedì 2 aprile 2026

Avellino: quando l'ideologia del giusto fa acqua, la politica non esiste..!

 Giorgio Almirante 

Il sessantaduenne ministro Matteo Piantedosi, pare che intrattenga una relazione con una donna di trentaquattro anni, pur risultando ufficialmente coniugato con figli. 

Tale condotta se fosse confermata, permetterebbe di sintetizzare efficacemente il profilo di un ministro, la cui affidabilità professionale appare quantomeno dubbia, dato che chi inganna i propri affetti difficilmente può ispirare fiducia nell’esercizio di funzioni pubbliche.

Fratelli d’Italia somiglia ormai a un antro di figure discutibili dove nulla appare degno di lode. 

Le vicende che assillano questo schieramento fondato su legami di parentela e amicizia, e che pure conserva un seguito inspiegabile, suggerirebbero la sua totale rimozione dal panorama politico. 

Questa compagine non rappresenta affatto la destra sociale di Giorgio Almirante, ma trascina il Paese verso un declino economico, strategico e di sovranità. 

Mentre Almirante auspicava la partecipazione dei lavoratori agli utili d’impresa, l’attuale azione di governo rinnega ogni tutela per il lavoro e per i ceti meno abbienti, mancando di garantire all’Italia un ruolo di preminenza in Europa.

La dignità nazionale viene sacrificata sull'altare di un servilismo verso gli Stati Uniti e Israele, mentre l’incapacità di valutare correttamente scenari globali come il conflitto tra Russia e Ucraina sta riducendo la popolazione alla fame. 

Risulta difficile comprendere come possano ancora esistere elettori pronti a sostenere un’area ideologica così imbastardita. 

Se in questa realtà territoriale il Partito Democratico dovesse perdere la guida del Comune, si avrebbe la conferma definitiva che il livello culturale e politico generale non offre alcuna via d'uscita.

RDM

mercoledì 1 aprile 2026

Avellino: il territorio si esprime sempre allo stesso modo: attendiamo le nuove generazioni...!

 



Il panorama politico attuale appare segnato da una profonda crisi di valori, che attraversa i diversi livelli dell'amministrazione pubblica, dalle dinamiche nazionali fino alle realtà locali. 

Il susseguirsi di vicende giudiziarie che coinvolgono esponenti di spicco dei partiti di governo, solleva interrogativi inquietanti sulla selezione della classe dirigente e sul rispetto delle leggi. 

In Sicilia Fratelli D'italia è riuscito perfino a peggiorare il peggio..!

Del Mastro e Donzelli

Si assiste a scenari preoccupanti che toccano i vertici delle istituzioni regionali, tra accuse di corruzione e truffe aggravate, che coinvolgono figure di rilievo all'interno di un organismo celebre per i costi di gestione tra i più elevati del continente. 

La sensazione diffusa è quella di un sistema che sembra alimentarsi di privilegi e interessi particolari, trasformandosi in un terreno fertile per condotte che feriscono l'etica istituzionale.

Nello scenario nazionale le dimissioni di esponenti locali vengono presentate come atti di responsabilità, mentre i vertici dei partiti continuano a tessere lodi di figure coinvolte in situazioni controverse, manifestando una compattezza di fazione che pare ignorare la gravità dei fatti contestati. 

Questa disinvolta superficialità nel gestire il potere pubblico, e l'appartenenza a gruppi che sembrano operare come congregazioni chiuse, pongono un serio problema di credibilità agli occhi della collettività.

Il contesto di Avellino non si sottrae a questa logica di frammentazione e di manovre di corridoio. 

La destra locale si presenta divisa, composta da numerosi aspiranti leader senza un reale amalgama, impegnati più in pettegolezzi e maldicenze, che nella costruzione di un progetto solido per il territorio. 

Anche sul versante opposto, nei palazzi della politica cittadina, le etichette cambiano ma le coscienze sembrano restare ancorate a vecchi schemi, dove il passaggio da uno schieramento all'altro non produce un miglioramento della proposta amministrativa.

In questo quadro di incertezza emerge la figura di Nicola Giordano come un possibile punto di riferimento per l'area di sinistra. 

La sua reputazione di professionista serio e la sua integrità morale, lo distinguono in un ambiente spesso dominato dall'opportunismo. 

La profonda conoscenza delle dinamiche del Comune di Avellino, rappresenta una risorsa concreta per chi auspica una gestione della cosa pubblica basata sulla competenza. 

Resta tuttavia il dubbio che le logiche del bene comune possano ancora una volta, essere schiacciate dalla ricerca del potere e dagli interessi privati di pochi, in un sistema dove la valutazione del merito fatica a trovare spazio.

RDM

martedì 31 marzo 2026

Avellino: la regola non cambia, c'è chi decide e chi obbedisce..!

 

Petracca, Chieffo e Nicola Giordano..!

L'insofferenza verso il ruolo di servi sciocchi, ha raggiunto il limite di guardia nei confronti di chi si arroga il diritto di decidere per l'intera collettività. 

Nicola Giordano, nonostante le sortite fuori luogo dell'eterno insoddisfatto Vanni Chieffo, si ritrova insieme ad altri, ai margini di processi decisionali da cui la gente comune resta regolarmente esclusa. 

I soliti capibastone in pectore pretendono che venga rispettato il proprio turno, imponendo una logica del ora tocca a me, che risulta tanto vergognosa quanto degradante per le istituzioni.

Questa gestione della cosa pubblica, ridotta a una sorta di partita di bocce tra sodali, mette sistematicamente da parte l'interesse del territorio. 

Non vi è alcuna preoccupazione nel dover giustificare scelte miserabili, poiché l'unico obiettivo resta la rotazione interna delle poltrone a discapito delle reali necessità dei cittadini. 

Il meccanismo delle precedenze tra i soliti noti, prevale su ogni visione politica confermando una deriva dove il merito e il bene comune spariscono, dinanzi alle pretese di una casta locale autoreferenziale.

Una via d'uscita intelligente risiede nel coinvolgimento dei giovani, quelli rimasti lontani dalle segreterie politiche e per questo non ancora addomesticati dal sistema. 

Il recente esempio referendario avrebbe dovuto tracciare la rotta, mostrando una nuova generazione impegnata a difendere l'etica e il senso della morale, concetti ormai derubricati dall'orizzonte dei propri genitori. 

Questi ultimi, scafati e assuefatti alla logica della clientela e della politica più becera, sembrano aver smarrito ogni bussola valoriale. 

La vista di ragazzi che rivendicano principi integri, restituisce una speranza, ma solo a chi possiede ancora la sensibilità necessaria per accoglierla.

Maurizio Petracca e la sua cerchia dovrebbero finalmente fare un passo indietro, attingendo per una volta, a quella residua parte umile della coscienza che in teoria, dovrebbe appartenere a ogni essere umano. 

È tempo che le vecchie guardie abbandonino le pretese di controllo per lasciare spazio a una visione che non sia figlia del mercimonio elettorale. 

Solo il ritiro dei soliti noti potrebbe permettere a questa rinnovata spinta morale di incidere realmente sulle sorti del territorio, sottraendolo a un destino di perenne sottomissione ai mammasantissima.

RDM

lunedì 30 marzo 2026

Avellino: professionalità, capacità e dignità sono controproducenti, serve...altro...!

 

La sedicente destra continua a generare scenari sconcertanti. 

La recente sostituzione di Maurizio Gasparri con Stefania Craxi nel ruolo di capogruppo al Senato, avvenuta proprio in questi ultimi giorni di marzo 2026, dopo le pressioni interne di una parte dei senatori forzisti, conferma una precisa linea politica.

Questo avvicendamento, unito alla posizione di Augusta Montaruli — la quale, nonostante le dimissioni da sottosegretario rassegnate tempo addietro a seguito di vicende giudiziarie, continua a esercitare un ruolo di rilievo come vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai — dimostra la volontà di mantenere certi equilibri di potere a ogni costo.

Questi movimenti di pedine rivelano l'intenzione di preservare una cerchia ristretta, dove i volti cambiano ma le logiche di gestione restano immutate. 

La promozione di figure legate a vecchie eredità politiche o il mantenimento in ruoli chiave di chi ha già mostrato criticità istituzionali, evidenzia l'assenza di una reale volontà di rinnovamento. 

Si assiste a una sorta di arroccamento che ignora le istanze di trasparenza, preferendo la tutela degli interessi di apparato alla dignità delle istituzioni.

La definizione Parenti d'Italia, coniata da Ficarra e Picone, continua a trovare conferme senza sosta. 

Il generale Cirielli prosegue nel solco del nepotismo sostenendo apertamente la candidatura a sindaco di Pagani del cognato, Nicola Campitillo. 

Le cattive abitudini appaiono impossibili da sradicare e soltanto una sonora sconfitta elettorale, potrebbe allontanare definitivamente certi personaggi da una politica da salotto tanto volgare.

La situazione ad Avellino non presenta scenari migliori.

Martusciello sembra ormai ossessionato dalla figura di Laura Nargi e non intende fare un passo indietro, guidato dalla convinzione di essere l'unico capo indiscutibile a cui i sudditi devono obbedire ciecamente, a prescindere dal valore del nome proposto.

Nello schieramento di sinistra le dinamiche non mutano affatto.

Maurizio Petracca ha stabilito per motivi personali che il candidato debba essere Walter Giordano, ignorando qualsiasi ipotesi di confronto, alternativa o ricorso alle primarie.

Sarebbe auspicabile che i cittadini dessero una scossa a questi signori, ricalcando quanto avvenuto in occasione del referendum, affinché subiscano il peso del fallimento e vengano estromessi dal potere tra le grida e lo stridore di denti citati nei testi sacri. 

In questo panorama si staglia la figura di Enzo Ciampi, che rappresenterebbe un candidato eccellente per competenza e affidabilità. 

Chi non ha sostenuto la Comunità dimostra chiaramente di non gradire una personalità libera da interessi personali e del tutto estranea ai piccoli accordi sottobanco.

RDM