Il bollettino irpino

Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

sabato 26 settembre 2026

Avellino: il coraggio di essere uomini...



La condanna pronunciata nei confronti di Gianluca Festa per le offese rivolte al presidente dell’Ordine degli Architetti, Erminio Petecca, appare, a nostro avviso, sproporzionata, e rischia di alimentare la sensazione di un eccesso di rigore nell’esercizio della funzione giudiziaria.

Tale epilogo richiama, per alcuni aspetti, la severità dimostrata nella vicenda di Rosario Lamberti, per il quale la detenzione prosegue in ragione del formale cumulo delle pene previsto dall’ordinamento.

Proprio la consapevolezza delle pesanti conseguenze che possono derivare da determinate vicende giudiziarie dovrebbe suggerire, in ogni circostanza, una particolare misura. 

Quando, invece, il rigore finisce per prevalere sulla proporzionalità, il rischio è che l’esercizio del potere perda quella dimensione di equilibrio che dovrebbe sempre accompagnarlo.

Per l’ex sindaco si aprono ora procedimenti relativi ad addebiti di ben altra gravità. 

Sarà la magistratura, nelle sedi proprie, a stabilire responsabilità e conseguenze. 

Festa, almeno finora, ha mantenuto una posizione di ferma rivendicazione delle proprie ragioni, senza rinunciare a difendere le proprie scelte e il proprio operato. 

Un atteggiamento che, nel bene e nel male, si distingue da quello emerso in altre analoghe vicende.

E qui torna alla mente la celebre classificazione contenuta ne Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia, nella quale gli uomini vengono idealmente suddivisi in cinque categorie: 

gli uomini veri, i mezz'uomini, gli ominicchi, i ruffiani e, infine, i quaquaraquà.

Una tassonomia amara e spietata, nella quale Sciascia descrive una progressiva perdita di coraggio, dignità e autonomia morale. 

Parte dagli uomini capaci di assumersi le proprie responsabilità fino a coloro che preferiscono adattarsi, servire o parlare, senza mai assumere realmente il peso delle proprie parole.

È una classificazione letteraria, naturalmente. 

Ma, riletta alla luce di ciò che accade ogni giorno nella vita pubblica, conserva una sorprendente attualità.

Perché il problema non è soltanto stabilire chi abbia ragione o torto. È osservare come ciascuno si comporta quando arrivano le conseguenze delle proprie scelte: 

chi affronta le proprie responsabilità, chi cerca riparo, chi cambia posizione e chi, semplicemente, continua a starnazzare.

Forse è proprio questo il punto sul quale la lezione di Sciascia resta più difficile da dimenticare.

RDM

venerdì 25 settembre 2026

Avellino: incuria stradale e paralisi amministrativa: la distanza tra proclami e realtà cittadina..!

 



Un avvocato esperto di bilanci rappresenta un elemento inatteso, ma la delega specifica appartiene a Rosalia Iandiorio. 

La giunta si configura come un insieme di figure inadeguate sia per le competenze possedute, sia per percorsi personali poco convincenti. 

La presenza di componenti ricompensati a seguito di dinamiche di opportunismo appare superflua se non dannosa, mentre l'inettitudine si riflette nell'assoluta paralisi dell'azione di governo. 

All'avvio del quinto mese dall'insediamento, a parte l'intensa programmazione di festeggiamenti promossa da Cipriano e l'allestimento lungo il corso di strutture temporanee di dubbio gusto — tali da soffocare le ultime attività commerciali superstiti —, non risulta realizzato alcuno degli obiettivi auspicati per la città.

La gestione cittadina richiede interventi concreti, come il ripristino del manto stradale privo di buche e avvallamenti, la cura del verde pubblico per evitare l'invasione delle carreggiate e il rispetto rigoroso dei divieti. 

Si rende inoltre indispensabile la pulizia di caditoie e cunette prima del maltempo, evento che non può essere ogni volta trattato come un'emergenza imponderabile. 

Il riordino degli uffici comunali e delle società partecipate, costituisce un'operazione complessa che va affrontata con gradualità, evitando scorciatoie improvvisate che rischiano solo di generare ulteriore confusione. 

L'ottimizzazione dei carichi di lavoro e il miglioramento dei servizi dipendono dall'impegno costante degli amministratori, chiamati ad agire con dedizione e continuità anziché disperdersi in vuoti proclami o nell'imitazione di approcci e visioni già noti.

RDM

giovedì 24 settembre 2026

Avellino: eredità tossiche e promesse marinare..!

 

Il professore Toni Feoli evidenzia sulle pagine del quotidiano, le contraddizioni di un'amministrazione insediatasi con la promessa di curare i mali del passato, ma rivelatasi nei fatti incapace di incidere. 

La condizione cittadina appare persino peggiorata, del tutto priva di una visione strategica e di un piano strategico per affrontare le reali priorità di una comunità stagnante. 

L'assenza di un teatro operativo, la chiusura dell'ultima sala cinematografica, il costante ridimensionamento della ferrovia e la progressiva smobilitazione dei luoghi di aggregazione sociale, spingono a rimpiangere persino le passate stagioni amministrative. 

A pochi mesi dall'elezione, la nuova classe dirigente ha preferito ritirarsi in vacanza, piuttosto che dedicarsi con continuità e rigore, agli impegni solennemente presi con gli elettori in campagna elettorale.

Le conseguenze della gestione Festa continuano a logorare i rapporti politici e amministrativi a causa di decisioni discutibili. 

Il Comune contesta a Irpinia Ambiente la trattenuta di alcuni milioni di euro, che la società non intende restituire in seguito al repentino cambio della gestione dello spazzamento cittadino. 

Un'operazione presentata all'epoca dall'ex amministrazione come un grande beneficio collettivo, ha invece prodotto un incremento della tassa sui rifiuti senza alcun miglioramento del servizio. 

Permangono inoltre forti dubbi sulla natura dei centomila euro versati dalla ditta De Vizia alla società sportiva riconducibile all'ex sindaco.

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mercoledì 23 settembre 2026

Avellino: le contraddizioni non mancano...e la "storia" continua...

 


La nomina di Laura Nargi al vertice della Commissione Trasparenza solleva interrogativi politici e istituzionali che non possono essere ignorati. 

Affidare il controllo sulla trasparenza amministrativa a una figura accostata a una vicenda controversa, come quella degli incartamenti e dei computer prelevati insieme a Gianluca Festa, la cui successiva sorte è oggetto di interrogativi, rischia di alimentare dubbi sull'opportunità della scelta.

Le immagini che documentano la presenza dei due nell'ufficio, costituiscono un elemento che merita di essere esaminato con attenzione, senza sostituire la verifica dei fatti con conclusioni precostituite.

La trasparenza, infatti, non è soltanto una funzione regolamentare: 

è una responsabilità istituzionale che richiede credibilità, chiarezza e fiducia da parte dei cittadini. 

Proprio per questo, la nomina di Nargi impone una riflessione sull'opportunità politica della scelta, e sulla necessità di chiarire ogni aspetto della vicenda.

Perché la fiducia nelle istituzioni non si proclama, ma si costruisce attraverso comportamenti verificabili, responsabilità e rispetto delle regole.

L'attuale amministrazione continua a dispensare segnali palesemente contraddittori e in aperto contrasto con le aspettative generali. 

La presenza di consiglieri già appartenenti alla vecchia maggioranza, riproposti oggi come figure di rinnovamento per dar vita a un percorso suppostamente inedito, suscita forte sconcerto e motivata preoccupazione. 

Allo stesso modo, l'affidamento di ruoli di governo ad assessori che hanno attivamente sostenuto le passate giunte guidate da Festa, oggi sotto processo con addebiti di estrema gravità, appare del tutto inadeguato. 

Si pretende infatti di rigenerare la gestione della cosa pubblica, attraverso esponenti che non hanno lasciato alcuna traccia significativa, durante il loro lungo e ininterrotto mandato in aula. 

In questo panorama spicca unicamente la figura di Nicola Poppa, il solo capace di scegliere consapevolmente l'opposizione pur di sottrarsi ai soliti diktat distruttivi, le cui prime e rovinose conseguenze iniziano già a manifestarsi chiaramente.

RDM

martedì 22 settembre 2026

Avellino: tutto è concesso e niente fa più scandalo..!


Il tema del bullismo arboreo e della gestione del verde urbano è raccapricciante. 

La situazione riguardo al fenestrelle e agli alberocidi durante l'amministrazione Festa, solleva questioni significative sulla protezione dell'ambiente, e sul benessere della comunità. 

La mancanza di alberi può avere un impatto negativo non solo sull'estetica della città, ma soprattutto sulla salute pubblica e sull'ecosistema locale.

L’argomento, però, non ha suscitato il giusto interesse, perché noi siamo troppo legati alle stronzate e sempre meno capaci di prestare attenzione alle cose serie, quelle che non tutti riescono a intercettare.

Al di là del sospetto, piuttosto inquietante e dal quale non riusciamo a liberarci, di un possibile affare nascosto, ci sarebbe piaciuto conoscere l’epilogo di quella vicenda, nata e morta dopo mesi di frenetica attività sotto il Genio Civile, che pericolosamente liberava le fondazioni di alcuni fabbricati dal terreno di contenimento. 

Intanto la Polizia Municipale, l’Amministrazione comunale e le istituzioni, in generale, sembravano brillare per la loro assenza.

Una vicenda sulla quale sarebbe stato doveroso fare chiarezza, invece di lasciare che il silenzio calasse su tutto, come se nulla fosse accaduto.

Siamo in un'epoca in cui tutto è concesso e niente fa più scandalo. 

Assistiamo a Giorgia Meloni che canta e sbraita, circondata dall'euforia incauta di giovanotti e giovanotte che si lasciano trascinare dalla festa, mentre tutto brucia intorno a noi.

E non è soltanto un eufemismo. 

I nostri aerei vengono colpiti, la guerra infuria e rischia di lasciarci in brache di tela. 

Nel frattempo, le famiglie sono costrette a fare i conti con aumenti incontrollati, che alimentano le entrate dello Stato a spese della povera gente.

Gente che sempre più spesso, non riesce neanche a raggiungere il posto di lavoro in automobile, schiacciata dal costo del carburante, dalle spese quotidiane e da una situazione economica che sembra non lasciare tregua.

Eppure, in questo scenario, c'è ancora chi canta, chi urla e chi festeggia. 

Come se il mondo intorno non stesse andando a pezzi. 

E la sofferenza di tanti fosse soltanto un rumore di fondo, facilmente coperto dalla musica e dagli applausi.

RDM

lunedì 21 settembre 2026

Avellino: i prossimi amministratori li formeremo all'estero, qui non c'è speranza..!

 

Franco Battiato - Povera Patria..!

I giornalisti, ormai ridotti a servili addetti alla propaganda, preferiscono fare da sponda al potere costituito piuttosto che svolgere il proprio dovere. 

Invece di incalzare le istituzioni e smascherare le commedie messe in scena durante conferenze stampa costruite su misura, queste figure si prestano volentieri al teatrino della distrazione di massa. 

La loro totale assenza di dignità professionale, spinge i riflettori verso argomenti irrilevanti e vuota retorica, ignorando deliberatamente le vere tragedie e i problemi concreti che straziano la vita quotidiana dei cittadini.

L'Alto Calore prosegue imperterrito nel dispensare annunci roboanti, e nell'organizzare vertici incentrati su questioni secondarie, lasciando completamente incustodite le criticità reali. 

Le riparazioni più urgenti restano al palo, perfino a fronte di formali segnalazioni inoltrate a mezzo posta elettronica certificata. 

In questo scenario, la gestione di De Felice si configura come l'ennesimo fallimento della politica locale. 

Senza un intervento drastico, guidato da autentico amore per la verità e dalla capacità di analizzare la realtà dei fatti, superando le logiche e le direttive di partito, la crisi idrica e gestionale appare destinata a perpetuarsi senza alcuna via d'uscita.

La città versa in uno stato di degrado drammatico e difficilmente ribaltabile, ben lontano dalle narrazioni propagandistiche di Nargi e Festa, intrise di frasi fatte vuote, eventi effimeri e presunte rinascite ad intellendum. 

Affidare il futuro dell'area urbana ad anestesie circensi e intrattenimenti di facciata produce soltanto assuefazione in una collettività ormai addomesticata. 

Un assessorato autoreferenziale e compiaciuto dell'ignoranza generale, non può che spalancare le porte al peggiore dei declini. 

La chiusura dell'unico cinema cittadino rappresenta il simbolo tangibile di questo fallimento, unito alla gravissima omessa vigilanza sulla sicurezza pubblica, protrattasi per anni con rischi di gravi incidenti.

La paralisi dell'assessorato ai lavori pubblici, l'azzeramento dell'offerta culturale e il servilismo della narrazione mediatica, delineano un quadro privo di prospettive. 

Risulta dunque del tutto illusorio attendersi una svolta o una nuova pagina da Nello Pizza, soprattutto a fronte di una compagine amministrativa di così modesto spessore.

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sabato 19 settembre 2026

Avellino: sinteticamente le prospettive di un futuro nebuloso..!

 

Fulvio Martusciello e Ines Fruncillo

L'analisi presentata da Francesco Pionati sul centrodestra avellinese, trova piena conferma nei risultati elettorali ottenuti, i quali certificano una totale assenza di progresso cerebrale. 

Le scelte di Fulvio Martusciello nella gestione della politica locale, sono state più volte oggetto di critica, improntate come appaiono alla preferenza per la fedeltà personale a scapito del merito. 

Tale condotta non deve tuttavia sorprendere, trattandosi dell'espressione diretta di una forza politica in grave crisi strategica, e guidata da una dirigenza inadeguata. 

Figure come Fruncillo e D'Agostino incarnano perfettamente la mancanza di sostanza politica, valorizzate soltanto da un partito di governo ormai in evidente affanno. 

Ritrovatisi a gestire la situazione senza coperture, questi esponenti scontano la dura realtà di consensi numerici del tutto inconsistenti.

La realtà avellinese tende storicamente a privilegiare la mediocrità, ma la carenza di competenze e valore culturale, presenta inevitabilmente il proprio conto al momento delle verifiche elettorali. 

Le vicende personali dei due protagonisti, un tempo legati da stretta amicizia, rivelano limiti strutturali precisi. 

Petitto è riuscito nel corso degli anni a edificare un bacino di consensi personale attraverso vari stratagemmi, rivelatosi tuttavia insufficiente alla prova dei fatti, a causa dell'assenza di un solido spessore politico. 

D'Agostino, dal canto suo, ha sfruttato specifiche tecniche elettorali, per ottenere in passato un seggio alla Camera con la formazione guidata da Mario Monti.

Un'esperienza mai più replicata a causa del dissolvimento di quella stessa compagine politica. 

Il suo successivo tentativo di scalata alla segreteria provinciale del Partito Democratico, si è infranto contro il blocco imposto dai vertici nazionali. 

Il riscatto è giunto unicamente grazie a Martusciello, il quale ha inteso premiarlo paradossalmente, proprio all'indomani delle sconfitte patite nelle competizioni per il Comune e per la Provincia.

Sebbene la dirigenza del Partito Democratico non brilli per eccellenza o lungimiranza, non ha ancora toccato i livelli di decadenza della controparte. 

Un quadro che traccia un percorso segnato, prefigurando una sconfitta inevitabile per la destra sia sul piano nazionale, sia nelle diverse competizioni amministrative locali.

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