La sedicente destra continua a generare scenari sconcertanti.
La recente sostituzione di Maurizio Gasparri con Stefania Craxi nel ruolo di capogruppo al Senato, avvenuta proprio in questi ultimi giorni di marzo 2026, dopo le pressioni interne di una parte dei senatori forzisti, conferma una precisa linea politica.
Questo avvicendamento, unito alla posizione di Augusta Montaruli — la quale, nonostante le dimissioni da sottosegretario rassegnate tempo addietro a seguito di vicende giudiziarie, continua a esercitare un ruolo di rilievo come vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai — dimostra la volontà di mantenere certi equilibri di potere a ogni costo.
Questi movimenti di pedine rivelano l'intenzione di preservare una cerchia ristretta, dove i volti cambiano ma le logiche di gestione restano immutate.
La promozione di figure legate a vecchie eredità politiche o il mantenimento in ruoli chiave di chi ha già mostrato criticità istituzionali, evidenzia l'assenza di una reale volontà di rinnovamento.
Si assiste a una sorta di arroccamento che ignora le istanze di trasparenza, preferendo la tutela degli interessi di apparato alla dignità delle istituzioni.
La definizione Parenti d'Italia, coniata da Ficarra e Picone, continua a trovare conferme senza sosta.
Il generale Cirielli prosegue nel solco del nepotismo sostenendo apertamente la candidatura a sindaco di Pagani del cognato, Nicola Campitillo.
Le cattive abitudini appaiono impossibili da sradicare e soltanto una sonora sconfitta elettorale, potrebbe allontanare definitivamente certi personaggi da una politica da salotto tanto volgare.
La situazione ad Avellino non presenta scenari migliori.
Martusciello sembra ormai ossessionato dalla figura di Laura Nargi e non intende fare un passo indietro, guidato dalla convinzione di essere l'unico capo indiscutibile a cui i sudditi devono obbedire ciecamente, a prescindere dal valore del nome proposto.
Nello schieramento di sinistra le dinamiche non mutano affatto.
Maurizio Petracca ha stabilito per motivi personali che il candidato debba essere Walter Giordano, ignorando qualsiasi ipotesi di confronto, alternativa o ricorso alle primarie.
Sarebbe auspicabile che i cittadini dessero una scossa a questi signori, ricalcando quanto avvenuto in occasione del referendum, affinché subiscano il peso del fallimento e vengano estromessi dal potere tra le grida e lo stridore di denti citati nei testi sacri.
In questo panorama si staglia la figura di Enzo Ciampi, che rappresenterebbe un candidato eccellente per competenza e affidabilità.
Chi non ha sostenuto la Comunità dimostra chiaramente di non gradire una personalità libera da interessi personali e del tutto estranea ai piccoli accordi sottobanco.
RDM

