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mercoledì 11 marzo 2026

Avellino: i candidati della destra scelti purché indagati..!

 Cirielli e Festa

Il palcoscenico della politica irpina e nazionale si arricchisce di nuove, spudorate esibizioni che chiariscono, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la caratura morale di chi tiene le redini del potere. 

Le recenti dichiarazioni del sottosegretario Cirielli, che rivendica con orgoglio il proprio legame con Gianluca Festa in virtù del sostegno ricevuto alle regionali, rappresentano il trionfo del mercimonio elettorale elevato a sistema. 

È la conferma di una statura politica infima, la stessa che mentre ci trascina verso i venti della terza guerra mondiale e ci lascia affogare in un fallimento economico senza precedenti, trova il tempo per rinsaldare patti basati sullo scambio di favori.

Questo disprezzo ostentato per l’istituzione giudiziaria, che molti fingono di voler riformare per il bene dei cittadini, svela la vera natura della riforma Nordio. 

Le parole del ministro e le uscite deliranti della sua collaboratrice Giusi Bartolozzi, che definisce la magistratura un plotone d'esecuzione proprio mentre si trova sotto inchiesta, rendono il no al prossimo referendum, un atto di legittima difesa democratica. 

È ormai palese che tale stravolgimento serva solo a garantire l’impunità a chiunque sieda al governo, trasformando la giustizia in uno strumento asservito al potere politico. 

In questo clima, la cena tra Cirielli e il pluriprocessato Festa non è solo un atto di cortesia, ma una scelta di campo precisa, speculare all’ascesa di Walter Giordano, l’imprenditore dei funerali caro a Petracca, che attende solo di celebrare le esequie della dignità cittadina.

Il desiderio di sentirsi al di sopra di ogni regola e di ignorare figure che, come Nicola Giordano o Antonio Gengaro, hanno dimostrato una coerenza e una dignità politica ormai rare, evidenzia la deriva verso un modello di alleanza autoritario dove l'obbedienza cieca sostituisce il confronto. 

In questo groviglio di interessi inconfessabili, l'esclusione di personalità serie come Vincenzo Ciampi e del Movimento 5 Stelle dalle valutazioni elettorali, appare non solo un errore tattico, ma un insulto alla parte sana della città. 

Ignorare chi ha operato con onestà per rincorrere sogni di gloria basati su appalti e trasformismi dell’ultima ora, porterà inevitabilmente a reazioni nefaste per chi crede di poter comandare Avellino come fosse un feudo privato.

RDM

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