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sabato 10 ottobre 2026

Avellino: le priorità ribaltate di un capoluogo che perde pezzi in perfetta continuità con le aministrazioni commissariate..!

 


Una dinamica purtroppo ripetitiva in ogni nuova amministrazione  è rappresentata dalla distorsione delle priorità nella percezione pubblica e nella discussione politica. 

Quando l'attenzione mediatica e cittadina si sposta con maggiore foga sulle vicende sportive o sul pettegolezzo anziché sui nodi strutturali quali il dissesto idrogeologico, le infrastrutture o i servizi essenziali, la spinta del dibattito verso il miglioramento effettivo della città si affievolisce.

La tendenza a mettere in secondo piano criticità quotidiane gravi come gli allagamenti di fronte alla questione stadio, evidenzia una frustrante asimmetria nell'interesse collettivo. 

Lo sport ha un valore sociale indiscutibile, ma non può e non dovrebbe mai diventare un diversivo rispetto alla cura delle infrastrutture di base.

Le questioni relative alla gestione dell'Alto Calore e della tutela del Moscati toccano direttamente i diritti fondamentali della cittadinanza.

Il richiamo al ruolo del Sindaco come prima autorità sanitaria locale, è istituzionalmente corretto e rappresenta un perno centrale per il controllo e la salvaguardia della qualità dei servizi sanitari sul territorio.

Ma Pizza invece, si cimenta in un racconto fantasioso dei propri primi cento giorni, con un'enfasi che farebbe arrossire persino la bugiarda d'Italia al governo.

Sollevare queste problematiche non significa assumere una posizione preconcetta o ostile, ma esercitare un ruolo di stimolo critico. 

Una gestione matura trae vantaggio dai rilievi costruttivi, interpretandoli come parametri di controllo sulla propria azione, anziché come semplici attacchi di parte.

Senza una presa di coscienza collettiva che metta al centro la sostenibilità, i servizi e il rigore amministrativo, il rischio di un progressivo impoverimento del ruolo istituzionale e sociale del capoluogo, diventa purtroppo sempre più concreto.

RDM

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