Un'analisi che intreccia la critica politica contemporanea con i fondamenti teorici della filosofia politica e della sociologia, in particolare per quanto riguarda il concetto di contratto sociale e la funzione dello Stato, è d'uopo per rispondere alle intemperanze incivili di Gennaro Sangiuliano.
Per articolare un confronto equilibrato sui temi sollevati, è utile dividere la questione in due livelli:
quello della rilevazione statistica del lavoro e quello teorico-istituzionale sull'assistenzialismo e la cittadinanza.
Le metodologie adottate dagli istituti di statistica come l'Istat in Italia o Eurostat a livello europeo seguono standard internazionali stabiliti dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro.
Secondo tali criteri, viene considerato occupato chiunque abbia svolto almeno un'ora di lavoro retribuito nella settimana di riferimento.
Sangiuliano si adegua passivamente alle direttive superiori ripetendo pedissequamente i dati sulla disoccupazione, cifre falsate da impieghi saltuari e compensi irrisori dedicati ai giovani saltuari su bici per la consegna a domicilio.
Questa condotta sfrutta il discredito di un governo fondato sull'inganno, dimenticando che il sostegno alle fasce deboli rappresenta un dovere primario e il fondamento stesso delle regioni che costituiscono lo Stato.Il legame di cittadinanza rende infatti ogni individuo parte integrante della nazione, trasformando l'assistenza sociale in un principio sacrosanto per la sopravvivenza collettiva.
L'evoluzione dai nuclei tribali alle città-comunità e infine allo Stato moderno dimostra come le popolazioni si uniscano per far fronte a crescenti necessità di organizzazione e complessità sociale, superando la frammentazione delle antiche città-stato per affrontare le sfide della modernità.
Se da un lato il parametro valutativo garantisce la comparabilità dei dati su scala globale, dall'altro tende a equiparare contesti lavorativi profondamente differenti (un contratto a tempo indeterminato e un'ora di lavoro occasionale).
Questo fenomeno, spesso definito sotto-occupazione o lavoro povero, dimostra come un basso tasso di disoccupazione statistico possa coesistere con alti livelli di precarietà economica.
Il passaggio dalle forme organizzative locali (la civitas) allo Stato moderno risponde all'esigenza di garantire sicurezza, coesione e benessere collettivo.
In linea con il pensiero dello Stato sociale, l'assistenza alle fasce deboli non è vista come una concessione o un costo, ma come una componente essenziale del patto di cittadinanza.
Garantire la sussistenza economica e la dignità sociale permette a tutti gli individui di partecipare attivamente alla vita della comunità, rafforzando la tenuta stessa dello Stato e riducendo le diseguaglianze territoriali o sociali.
In particolare il concetto di contratto sociale e la funzione dello Stato, è d'obbligo per spiegare alle menti deboli un'ovvietà spesso sconosciuta.
RDM


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