I giornalisti, ormai ridotti a servili addetti alla propaganda, preferiscono fare da sponda al potere costituito piuttosto che svolgere il proprio dovere.
Invece di incalzare le istituzioni e smascherare le commedie messe in scena durante conferenze stampa costruite su misura, queste figure si prestano volentieri al teatrino della distrazione di massa.
La loro totale assenza di dignità professionale, spinge i riflettori verso argomenti irrilevanti e vuota retorica, ignorando deliberatamente le vere tragedie e i problemi concreti che straziano la vita quotidiana dei cittadini.
L'Alto Calore prosegue imperterrito nel dispensare annunci roboanti, e nell'organizzare vertici incentrati su questioni secondarie, lasciando completamente incustodite le criticità reali.
Le riparazioni più urgenti restano al palo, perfino a fronte di formali segnalazioni inoltrate a mezzo posta elettronica certificata.
In questo scenario, la gestione di De Felice si configura come l'ennesimo fallimento della politica locale.
Senza un intervento drastico, guidato da autentico amore per la verità e dalla capacità di analizzare la realtà dei fatti, superando le logiche e le direttive di partito, la crisi idrica e gestionale appare destinata a perpetuarsi senza alcuna via d'uscita.
La città versa in uno stato di degrado drammatico e difficilmente ribaltabile, ben lontano dalle narrazioni propagandistiche di Nargi e Festa, intrise di frasi fatte vuote, eventi effimeri e presunte rinascite ad intellendum.
Affidare il futuro dell'area urbana ad anestesie circensi e intrattenimenti di facciata produce soltanto assuefazione in una collettività ormai addomesticata.
Un assessorato autoreferenziale e compiaciuto dell'ignoranza generale, non può che spalancare le porte al peggiore dei declini.
La chiusura dell'unico cinema cittadino rappresenta il simbolo tangibile di questo fallimento, unito alla gravissima omessa vigilanza sulla sicurezza pubblica, protrattasi per anni con rischi di gravi incidenti.La paralisi dell'assessorato ai lavori pubblici, l'azzeramento dell'offerta culturale e il servilismo della narrazione mediatica, delineano un quadro privo di prospettive.
Risulta dunque del tutto illusorio attendersi una svolta o una nuova pagina da Nello Pizza, soprattutto a fronte di una compagine amministrativa di così modesto spessore.
RDM
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