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sabato 19 settembre 2026

Avellino: sinteticamente le prospettive di un futuro nebuloso..!

 

Fulvio Martusciello e Ines Fruncillo

L'analisi presentata da Francesco Pionati sul centrodestra avellinese, trova piena conferma nei risultati elettorali ottenuti, i quali certificano una totale assenza di progresso cerebrale. 

Le scelte di Fulvio Martusciello nella gestione della politica locale, sono state più volte oggetto di critica, improntate come appaiono alla preferenza per la fedeltà personale a scapito del merito. 

Tale condotta non deve tuttavia sorprendere, trattandosi dell'espressione diretta di una forza politica in grave crisi strategica, e guidata da una dirigenza inadeguata. 

Figure come Fruncillo e D'Agostino incarnano perfettamente la mancanza di sostanza politica, valorizzate soltanto da un partito di governo ormai in evidente affanno. 

Ritrovatisi a gestire la situazione senza coperture, questi esponenti scontano la dura realtà di consensi numerici del tutto inconsistenti.

La realtà avellinese tende storicamente a privilegiare la mediocrità, ma la carenza di competenze e valore culturale, presenta inevitabilmente il proprio conto al momento delle verifiche elettorali. 

Le vicende personali dei due protagonisti, un tempo legati da stretta amicizia, rivelano limiti strutturali precisi. 

Petitto è riuscito nel corso degli anni a edificare un bacino di consensi personale attraverso vari stratagemmi, rivelatosi tuttavia insufficiente alla prova dei fatti, a causa dell'assenza di un solido spessore politico. 

D'Agostino, dal canto suo, ha sfruttato specifiche tecniche elettorali, per ottenere in passato un seggio alla Camera con la formazione guidata da Mario Monti.

Un'esperienza mai più replicata a causa del dissolvimento di quella stessa compagine politica. 

Il suo successivo tentativo di scalata alla segreteria provinciale del Partito Democratico, si è infranto contro il blocco imposto dai vertici nazionali. 

Il riscatto è giunto unicamente grazie a Martusciello, il quale ha inteso premiarlo paradossalmente, proprio all'indomani delle sconfitte patite nelle competizioni per il Comune e per la Provincia.

Sebbene la dirigenza del Partito Democratico non brilli per eccellenza o lungimiranza, non ha ancora toccato i livelli di decadenza della controparte. 

Un quadro che traccia un percorso segnato, prefigurando una sconfitta inevitabile per la destra sia sul piano nazionale, sia nelle diverse competizioni amministrative locali.

RDM

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