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martedì 11 agosto 2026

Avellino: la devastazione ambientale continua in nome di "mammona"..!

L'Alta Irpinia sfigurata senza ritegno..!

L'insaziabile arroganza umana nei confronti della bellezza del Creato, continua a consumare il territorio nell'indifferenza generale, ma ciò che sdegna maggiormente è la viltà morale di chi assiste inerte a questa devastazione, sacrificando la propria dignità per ciechi interessi di bottega, calcoli di partito o miserabile tornaconto economico. 

La sezione Alto Tammaro di Italia Nostra, tramite il presidio avellinese guidato da Davide Iannelli, tuona contro l'ennesimo scempio industriale denominato Origlia, un eolico da trenta megawatt sponsorizzato dalla società SKI 20 nel cuore dell Alta Irpinia.

Il piano prevede l impianto di sei giganti d acciaio alti oltre duecento metri, destinati a sfigurare per sempre il profilo dei crinali insieme a una rete infrastrutturale devastante. 

Il tributo imposto alla terra comprende chilometri di cavi interrati, un elettrodotto aereo di dodici chilometri sorretto da trentaquattro tralicci e una nuova stazione elettrica. 

A completare il disastro figurano sbancamenti violenti, alterazioni della viabilità, abbattimenti di alberi e colate di cemento nel sottosuolo per le fondamenta. Un aggressione che spazza via il lavoro di centinaia di aziende agricole attraverso l'esproprio di circa ottocento particelle catastali, sottraendo beni pubblici ai Comuni, alla Provincia e alla Regione.

Oltre allo sfregio visivo e ambientale, la documentazione tecnica mostra crepe imbarazzanti, come la mancanza di misurazioni anemometriche sul campo e l'assenza di garanzie sulla connessione alla rete. 

Ad aggravare l'abuso interviene la solita furbizia burocratica di fissare la scadenza per le osservazioni pubbliche al diciotto agosto, confidando nella sonnolenza estiva per soffocare ogni protesta.

Davide Iannelli chiama a raccolta la Provincia, le Comunità Montane e i primi cittadini di Aquilonia, Lacedonia e Scampitella, chiedendo un sussulto d orgoglio contro la passività di chi tace. 

Le istituzioni locali devono approvare delibere d urgenza contro l'impianto, e affidarsi subito a tecnici e legali per bloccare questo mercimonio, prima che il territorio venga svenduto sull altare dei profitti privati e delle complicità politiche.

RDM

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