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mercoledì 12 agosto 2026

Avellino: serve un Capoluogo romantico per tutelare ogni paese d'Irpinia..!

 


L'aggressione eolica a cui assistiamo nel silenzio tombale delle istituzioni dimostra chiaramente un fatto: 

di fronte ai gruppi di pressione economica, qualsiasi sbandierato rispetto per l'ambiente scompare. 

La corsa cieca all'elettrificazione sta massacrando l'economia e i posti di lavoro su scala globale, con la Germania che potrebbe fare da scuola.

L'elettro-masochismo nasconde la sofferenza e l'incultura delle miniere..!

Territori di straordinaria ricchezza culturale e paesagistica come Lacedonia, Aquilonia, Scampitella...subiscono oggi la pura aberrazione del profitto ad ogni costo. 

Un ecosistema meraviglioso, che fino a pochi anni fa rappresentava una vera benedizione, viene sistematicamente distrutto.

Avellino deve reagire e spezzare questa perversione di sistema. 

Serve un'amministrazione con una reale visione culturale, capace di opporsi con fermezza alle logiche ignobili che oggi cercano di imporci come regole da seguire.

Avellino guida la provincia irpina accentrando le decisioni amministrative, la gestione dei servizi e la presenza delle istituzioni fondamentali. 

Il ruolo di punto di riferimento si declina su più settori strategici.

Concentra le strutture sanitarie avanzate, gli istituti scolastici superiori di maggiore rilievo, gli uffici giudiziari e i comandi provinciali delle forze dell'ordine.

Rappresenta lo snodo centrale per la rete viaria e per i collegamenti di trasporto pubblico dell'intero territorio irpino.

La tutela del territorio, quindi, non si può abbandonare all'arbitrio dei singoli sindaci, divisi da ideologie, giochi di potere o meschini interessi di bottega. 

L'amministrazione di Avellino ha il dovere politico e morale, di liberarsi dalla solita vuota routine delle feste di Ferragosto o dalla carità pelosa dei cento euro trezziani regalati alle famiglie indigenti. 

L'immagine di una comunità che guida un'intera provincia non si riduce a questo teatrino.

Lo stadio e la squadra di calcio di D'Agostino, non possono costituire il palcoscenico o il simbolo della bellezza di una terra baciata dalla natura. 

È un vuoto cosmico l'idea che una provincia intera venga identificata solo con il pallone, specie quando la gestione politica procede allo sbaraglio, amministrata mentula canis.

Il sindaco Nello Pizza ha sbandierato in campagna elettorale la promessa di 'nata storia

dimostri adesso con i fatti che quel pensiero non era soltanto la versione locale del superficiale enjoy di Gianluca Festa.

RDM

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