Il dibattito sulla ferrovia appare fuorviante, dato che la priorità assoluta consiste semplicemente nel far partire e arrivare i treni, per poi valutare in un secondo momento quali siano le tratte davvero cruciali da sviluppare.
La questione richiede risposte ferme e rapide, esattamente come sostenuto da Nicola Giordano;
di conseguenza, un segnale concreto da parte della Regione attraverso il trasferimento dei convogli ad Avellino, al posto di sterili proclami, rappresenterebbe la svolta ideale.
Di contro, l'atteggiamento della destra appare del tutto stucchevole.
La figura dell'ex sindaca Laura Nargi si erge improvvisamente a paladina dell'urgenza, nonostante da quelle parti non si sia mai mosso un dito per anni.
Questa boria esibita da esponenti politici intenti a cavalcare battaglie storicamente ignorate, genera soltanto stanchezza, con l'auspicio che l'elettorato rammenti simili cadute di stile dettate da un puro e bieco opportunismo.
Nel frattempo le politiche sociali vivono una paralisi senza precedenti, figlia dell'eredità della gestione di Gianluca Festa, il quale preferì estromettere Raffaele D'Elia pur essendo il legittimo vincitore del concorso al Piano di Zona Av4.Una vicenda che pende ancora in sede giudiziaria, perfettamente in linea con le croniche lentezze della giustizia italiana, storicamente insensibile ai lunghi anni di sofferenza e disagio patiti dai cittadini in perenne attesa di risposte.
Il primo cittadino troverà ben più di un ostacolo nel replicare con dati concreti alle affermazioni appena sollevate.
In un contesto storico dominato da sfrontate menzogne e desolante decadenza morale, restare fedeli a se stessi appare un'impresa quasi impossibile, soffocata dal brusio incessante e melenso delle sirene che popolano le stanze del comando.
RDM

Nessun commento:
Posta un commento