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mercoledì 28 marzo 2018

Avellino: ...hanno ucciso l'uomo ragno, chi sia stato però si sa...!

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Avellino è la città dei natali di tanta gente per bene che da quarant'anni circa a questa parte, ha deciso di tenersi fuori dalla politica attiva, in quanto incapace di confrontarsi con una classe di personaggi nati male e finiti peggio.

L'uomo ragno era questa zona della società civile, capace di gestire  senza interessi personalistici, priva dell'occlusione cerebrale che sconvolge le sinapsi e spinge l'individuo a chiedersi continuamente, ma io che ci guadagno...?

Una volta parlando con un politico molto conosciuto, ci spiegava che a ogni richiesta di raccomandazione, c'era sempre dentro di lui la domanda: 

perché dovrei farlo, qual è il mio tornaconto...?

Quando rispondevamo che il bene fine a se stesso fosse la più bella ricompensa, ci guardava quasi fossimo degli alieni, per poi scoppiare in una fragorosa risata, che ci rendeva limpida la sua filosofia di pensiero, e la nostra ingenuità.

E infatti il successo ottenuto gli dava pienamente ragione, dal suo punto di vista, mentre a noi confermava che il demonio ha tante forme e diversi connotati.

Il nostro amico dell'Asl per esempio, si preoccupa che gli ospedali al collasso per carenza di medici e quelli in forza pronti a scappare, non colpiscano la coscienza del commissario De Luca che tanto ha brigato per diventarlo.

Una sfortuna o la risultanza di un atteggiamento rilassato che non dia importanza ai drammi finché non esplodano nelle nostre famiglie.

E se il pronto soccorso non funziona e la gente trascorre delle ore senza che nessuno valuti il grado di pericolosità della patologia, è una comodità per chi navighi nel caos e nell'incuria, è il contrario invece, per gli onesti che vorrebbero lavorare e prestare un servizio idoneo.

I tedeschi avrebbero denominato shadenfreude l'atteggiamento masochistico che noi assumiamo di fronte alle offese che ogni giorno subiamo impunemente.

Trattati da servi sciocchi fanno e disfano senza ritegno; 

nessuno si lamenta, e se pure, lo fa timidamente cercando di non esagerare perché se si incazza il padrino che gli ha dato il posto o gli ha permesso di gestire un bene pubblico, perderebbe l'acino e 'o panaro, e allora ecco che torna in vigore la solita filosofia: 

ma a me, che me ne fotte...?

E allora tutto procede: 

strade intasate da sostatori selvaggi, vigili inesistenti, saccenteria in crescita esponenziale, idiozia irreversibile...!

RDM

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