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mercoledì 2 novembre 2016

Avellino: Paolo Foti, peggio di un terremoto...

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Paolo Foti, ogni giorno ti alzi e parti per un nuovo giorno, e sei tanto vuoto dentro che niente ti tocca.

Oggi scopri che le scuole, e non solo la Cocchia, non hanno un'agibilità antisismica, anzi manco quella ordinaria, e non sai che fare se dovessimo trovarci in un'emergenza tellurica;


e ti accorgi, improvvisamente, col tuo cervello impegnato altrove, che le famiglie bisognose hanno esigenza dei bonus libri o di un alloggio, così, tanto per poter avere un tetto per i propri figli: strano, vero?


Ma tu sei impegnato nelle beghe di partito, ora per le elezioni alla Provincia, domani per racimolare qualche salta banco, tipo Enza Ambrosone o Nicola Poppa, che ti doni il suo voto in Consiglio, intanto che l'estate si avvicina e ti prepari per le vacanze, quelle che tanti cittadini si negheranno perché tu  te ne strafotti della città.



I cantieri aperti per tutta la vita, angosceranno ancora automobilisti e pedoni, il verde ormai utopistico, sarà il dono che faremo ai bimbi per addobbare i praticelli del Presepe, mentre Rampa San Modestino resterà alluvionata.


Grazie Paolo, sei il giusto castigo divino per aver continuato imperterriti a votare la gente quasi come te, che hai quell'unicità del campione, per quasi cinquant'anni: l'ordalia che metterà fine al tuo governo lascerà un segno indelebile nella materia e non...!


www.orsettodigimmi.blogspot.it

Pillole di referendum:


L'Italicum 
attribuisce un premio di maggioranza, pari al 54% dei seggi alla Camera, alla lista (cioè al partito) che raggiunga almeno il 40% dei voti al primo turno.

Questo crea una forbice artificiale tra voti (40%) e seggi (54%) e permette ad un solo gruppo politico di diventare dominante. 

A causa della frammentazione del panorama politico, poi, è molto probabile che i partiti e movimenti che si classificano ai primi due posti al primo turno abbiano ottenuto basse percentuali di voti (il 20%, il 15%, addirittura il 10%). 

Con il ballottaggio, essi comunque 

accedono al secondo turno e ottengono il premio, a prescindere dalla percentuale di elettori che partecipano al voto. 

In questo caso la distorsione della rappresentanza può diventare molto elevata, risolvendosi in un’intollerabile violazione del principio di eguaglianza del voto. 

In definitiva, un solo partito con pochi consensi reali nel Paese potrebbe avere in Parlamento una maggioranza blindata, mentre tutti gli altri soggetti politici, che pure assommano nel totale maggiori consensi, dovrebbero dividersi i seggi rimanenti.

La riforma costituzionale prevede poi che questa maggioranza (fittizia) di eletti - che rappresenta una minoranza di elettori - voti la fiducia al Governo e faccia le leggi ordinarie. 

Non solo. 

Con ben 340 seggi alla Camera potrà anche: – influenzare l'approvazione delle riforme costituzionali;

dichiarare lo stato di guerra 
(spetta alla sola Camera e sono sufficienti 316 voti, cioè la maggioranza assoluta dei membri);

decidere su amnistia e indulto 
(spetta alla Camera e servono 80 voti in più di quelli assicurati dal premio);

derogare alle competenze regionali in nome dell’interesse nazionale; 

imporre alla Camera una votazione a data certa su un proprio disegno di legge; 

decidere i regolamenti parlamentari; 

precisare il contenuto dello statuto delle opposizioni, che dovrebbe tutelare le minoranze parlamentari ma - come ogni altro regolamento parlamentare - è destinato ad essere approvato a maggioranza assoluta; 

condizionare l’elezione degli organi di garanzia, quali il Presidente della Repubblica, i membri del Consiglio Superiore della Magistratura e i giudici della Corte costituzionale. 

RDM

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