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giovedì 3 novembre 2016

Avellino: il lupo perde il pelo...

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Non ci sono ancora dati certi sulla gestione del Teatro, dopo la defenestrazione del mitico piccoletto occhialuto che cade sempre in piedi, oggi direttore del Cimarosa (!), Luca Cipriano...!

Il sindaco, il mitico Paolo Foti, il segretario generale Riccardo Feola e Arturo Iannaccone, che condivide l'operazione Teatro Pubblico Campano, meritano l'ergastolo, come disse Ciriaco De Mita nei confronti di Renzi, già prima che l'incontrasse a La 7...!


Risultati immagini per paolo foti fotoPaolo Foti ovviamente, per non aver mai controllato alcun bilancio, o se l'ha fatto gli ergastoli passerebbero a due;


Risultati immagini per riccardo feola fotoRiccardo Feola per la sua ignavia contraddittoria e se vogliamo complice, di quanto sta accadendo al Massimo avellinese; 



Risultati immagini per arturo iannaccone fotoArturo Iannaccone, poi, per la sua sete di protagonismo a basso costo, conoscendo il braccino corto, che pur di rappresentarsi, mette in  secondo piano vergognosi stravolgimenti e utilizzi dei beni pubblici.


Teatro Pubblico CampanoQuindi, senza sapere i dati reali dell'imbroglio durante la gestione di Cipriano, che vedeva quale referente fisso proprio il Tpc, a cui riconosceva anche un fuori bilancio di € 50.000 annui, di cui non si capiscono le ragioni, l'amministrazione fotiana, conferma ex abrupto, la fiducia a chi, forse, ha approfittato senza averne donde, dei nostri soldi...!

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Luca Cipriano, presidente per sempre...!
Qualcuno ci racconta che la Procura stia interessandosi troppo; 


ben venga, diciamo noi, dato che è l'ultimo baluardo delle persone per bene.

Infatti, come vediamo, questi signori, nonostante i presunti eccessi della giustizia, non fanno un passo indietro, anzi raddoppiano.

www.orsettodigimmi.blogspot.it

Il referendum:

Mentre nasce il cosiddetto “Senato delle Autonomie e dei Territori”, le autonomie territoriali scompaiono. 
Nel rapporto Stato-Regioni si prevede la “clausola di supremazia” dello Stato centrale, attivabile dal governo onnipotente… 
Si ripristina il famigerato “interesse nazionale” che, prima della riforma del 2001, veniva usato discrezionalmente da Roma per vampirizzare le autonomie. 


Le Regioni ordinarie conteranno molto meno, mentre le 5 a statuto speciale 
(spesso folli centri di spesa e spreco) 
saranno più forti di prima.
Regioni piccole e poco popolose con più senatori rispetto ad altre molto più grandi. 
Il Trentino Alto Adige avrà due sindaci-senatori contro uno solo della Lombardia, dieci volte più popolosa. 
Con tanti saluti ai principi costituzionali di ragionevolezza, di eguaglianza e di proporzionalità del voto.
La “riforma” non abolisce il bicameralismo: continueremo ad avere una Camera e un Senato che si rimpalleranno le leggi col classico sistema bicamerale… 

Sono ben 22 le categorie di norme che restano bicamerali, con procedure di approvazione diverse a seconda della materia che trattano. 
E con i prevedibili ricorsi, conflitti e dubbi interpretativi, visto che moltissime leggi riguardano più materie differenti fra loro…
Non si accorciano i tempi, in media molto brevi, dell’iter legislativo, che al contrario si complica e allunga.
I possibili procedimenti legislativi, che oggi sono soltanto 2 
(quello ordinario e quello costituzionale) 
diventerebbero addirittura 10.
I senatori part-time dividono il loro lavoro settimanale tra alcuni giorni dedicati alle funzioni legislative e altri riservati agli impegni nei rispettivi Comuni o Regioni. 
Così svolgeranno male entrambi i compiti.
Il Senato diventa un albergo a ore con porte girevoli, in cui entrano ed escono sindaci e consiglieri eletti e scaduti in tempi diversi… 
Alla faccia della “stabilità”.
RDM





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