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lunedì 31 ottobre 2016

Avellino e il suo giornalismo bottegaio...

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Non sarebbe potuto essere diverso il  sillogismo nostrano: data l'acredine e la gelosia, ecco creata la notizia...!

E così tanta gente che si professa giornalista, esalta e mortifica a seconda della bisogna.

Gente frustrata o interdetta, si sfoga con la penna o il mezzo televisivo;

e così anche una brava persona può assumere la connotazione che più aggrada, finché non si scenda al giusto compromesso, e allora se ne potrà discutere...!

E' risaputo, purtroppo che la brutta notizia faccia gola, mentre quella buona, desti poco interesse.


www.orsettodigimmi.blogspot.it

Siamo portati al pettegolezzo e all'ignominia, più che all'esaltazione; 

il come stai usuale,  non sempre vorrebbe ascoltare la risposta bene, grazie, che ci lascia un pò interdetti, facendoci chiedere nella nostra mente: e come mai, chissà in che sta trafficando, ah, come vorrei essere al suo posto...mannaggia...!

Beh, sarebbe opportuno che qualcuno incominciasse a pensare che a volte le parole sono pietre capaci di determinare anche grave disagio in persone che non meritano quel disprezzo, ma comunque bersagliate.

E che forse, non è proprio giusto lanciare strali spesso non supportati, pur di lasciare che il venticello del sospetto possa assalire e condannare, come ai tempi di Tomas de Torquemada, il primo grande Inquisitore spagnolo.


Il Referendum del 4 dicembre prossimo.


L'Italicum 
prevede un meccanismo apparentemente proporzionale 
(seggi contesi per liste di candidati) 
ma è sostanzialmente maggioritario, perché assegna alla lista che vince - al primo o al secondo turno - più della maggioranza assoluta alla Camera (340 seggi su 630). 

Nei fatti, funziona come il Porcellum considerato illegittimo dalla Corte costituzionale. 




Nella sentenza n. 1/2014 la Corte afferma che, per non distorcere eccessivamente la volontà degli elettori in nome della governabilità, occorre stabilire una soglia minima di voti da raggiungere per far scattare il premio di maggioranza. 

Dunque: se l’elettorato è molto diviso, il Parlamento deve rispecchiare queste divisioni; 


se invece una forza politica arriva molto vicina alla maggioranza, il premio di maggioranza può servire a darle la maggioranza assoluta. 


L’Italicum fissa una soglia del 40%, ma, se nessuno la raggiunge al primo turno, si va al ballottaggio tra le prime due liste più votate, a prescindere da quanti voti avessero ottenuto al primo turno, e alla vincitrice viene comunque assegnato il premio. 


Per essere chiari: con la legge fascista Acerbo perché scattasse il premio occorreva avere almeno il 25% dei voti; 


con l’Italicum può essere sufficiente una percentuale più bassa! 


Con l’Italicum, l’Italia è l'unico tra i 28 Paesi dell’UE ad avere adottato un sistema elettorale con premio di maggioranza, doppio turno di lista e attribuzione certa di una maggioranza più che assoluta dei seggi a un solo partito. 


Un premio di maggioranza così grande esiste solo in Ungheria, mentre in Grecia, anche se il partito più votato riceve un premio di 50 deputati su 300, nelle elezioni degli ultimi anni ciò non ha mai consentito al vincitore di raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi.


L'Italicum non ci avvicina neppure:


alla Germania, dove (dopo Hitler) non si è mai avuto un Governo composto da un solo partito né un Governo uscito meccanicamente dalle urne la sera delle elezioni;


alla Spagna, in cui il sistema elettorale favorisce il bipolarismo, ma non lo assicura (nelle ultime elezioni segnate da scelte elettorali diverse dai tradizionali popolari e socialisti, non è emerso dal voto un Governo precostituito); 


né ci avvicina ai Paesi in cui esiste un sistema elettorale maggioritario a doppio turno, perché: 


in Francia il doppio turno (di collegio uninominale) non assicura affatto di conoscere il vincitore la sera delle elezioni, perché se il sistema politico diventa tripolare - cioè se emergono più di due forze politiche consistenti - il Parlamento francese non avrà una maggioranza predefinita; 

il sistema inglese 

(uninominale maggioritario senza alcun correttivo) attribuisce la maggioranza dei seggi ad un partito che ottiene meno della maggioranza assoluta dei voti (quando sia, cioè, leggermente minoritario), ma ciò non accade sempre: 

nella scorsa legislatura nessuno ha avuto la maggioranza e si è fatto un Governo di coalizione tra conservatori e liberali.


RDM




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