Ormai Paolo Foti è come una lucertola alla quale se si taglia la coda, ricresce.
Non c'è alcuna possibilità di vederlo fuori dalla Casa comunale;
una compagine di Ladri di Pisa che bisticciano la mattina, per poi andare a rubare insieme la notte, gli tiene il sacco.
E quindi, si capisce bene che la città non ha futuro;
il personaggio che continuiamo a vedere trastullarsi davanti ai bar del Corso, continuerà a procedere lento pede per la sua triste strada, mortificandoci e offendendoci nella dignità e nel buon gusto.
C'è in atto un'azione sindacale contro il comandante Arvonio che, tentando di far funzionare meglio il Corpo che sovrintende, deve difendersi da solo: neanche qui, questo elefantiaco monumento farraginoso della Cosa Pubblica, a nome Paolo Foti, si schioda.Eppure Michele Arvonio non è caduto là dal cielo, qualcuno di questi campioni al governo cittadino l'ha insediato, e bene o male rappresenta il sindaco.
ma come vede, alla prima occasione, le hanno offerto il solito calice amaro, e anche lei dovrà allinearsi, se vuole continuare ad esistere: questo è il messaggio...!
Male...!
E pertanto, mentre continuiamo anche oggi, con un pezzo di spiegazione delle riforme Boschi, oggetto del referendum del prossimo dicembre, ci accorgiamo che questo è un territorio che non ha voglia di progredire.
I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano
«eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i Sindaci dei Comuni dei rispettivi territori».
Tale elezione dovrà avvenire
in conformità alle scelte degli elettori.
La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sancire, in una medesima disposizione costituzionale,
che i senatori siano eletti, da un lato,
dagli organi delle istituzioni territoriali e,
dall’altro,
in conformità delle scelte espresse dagli elettori,
per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi:
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significa non decidere quale sistema si vuol adottare.
Non si capisce, inoltre, come i Consigli regionali potranno tener conto, allo stesso tempo, dei voti espressi.
Con una logica confusa sono stati eletti, in conformità alle scelte espresse dagli elettori, i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi.
I seggi sono attribuiti in ragione dei voti espressi e della composizione di ciascun Consiglio.
Ad una futura legge approvata da entrambe le Camere, si demanda il compito di
regolare le modalità di attribuzione dei seggi e di elezione dei membri del Senato della Repubblica, e della composizione di ciascun Consiglio.
La composizione dei Consigli regionali non corrisponde, infatti, ai voti presi dai partiti alle elezioni, perché tutte le leggi elettorali regionali prevedono premi di maggioranza.
Del tutto irrisolto, anzi nemmeno prefigurato, è, in ultimo, ogni riferimento all'elezione in Senato dei 21 Sindaci.
La conformità alle scelte degli elettori è imposta, infatti, solo per l’elezione dei 74 senatori - consiglieri e non per l’elezione dei senatori - sindaci.
Non si capisce se i senatori saranno eletti direttamente dai cittadini.
Per l’elezione dei Senatori sono individuati tre criteri, tra di loro fortemente contraddittori e ambigui.
La composizione del Senato sarà strettamente legata all’andamento delle elezioni regionali e comunali.
I nuovi
senatori saranno eletti su base partitica
e, come tali, invece di rappresentare le
istituzioni territoriali, saranno portatori
di istanze politiche di parte. Tale impostazione segna una netta differenza rispetto al modello Eletti su base partitica tedesco, spesso richiamato.
I senatori tedeschi non sono, infatti, portatori di interessi politici di parte, rappresentano i Länder (stati federati), hanno vincolo di mandato e, quindi, l’obbligo di votare come deciso dal Land.
Tutti i voti di un singolo Land devono, poi, essere concordi e non contrastanti tra di loro:
i senatori votano, cioè, per delegazione.
RDM
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