C’è la bellezza della forma, del disegno, dell’architettura, delle arti, del paesaggio, delle piccole cose, delle grandi opere, delle idee, della scienza, della tecnologia, della voce, del pensiero.
C’è la bellezza della conoscenza e la bellezza dell’esistenza.
Sediamoci un momento per capire, che seduti si pensa meglio, si mangia meglio, si discute meglio, si progetta meglio, si pianifica meglio il futuro.
Seduti ci si comprende meglio.
Quanta bellezza nella fioritura dei ciliegi, nella straordinaria delicatezza di un albero spoglio che si staglia contro il cielo, nei colori che precedono l’imbrunire.
Per noi questa è la vera bellezza: la capacità di conservare un approccio sensibile verso ciò che ci circonda, è il trovarsi reattivi sia al bello che al brutto.
Edoardo Iaccheo
www.orsettodigimmi.blogspot.it
Ritrovarsi in una città ordinariamente brutta, perché lasciata nelle mani di amministrazioni prive della cultura del bello, è colpa di ognuno di noi che non ha voluto corrompersi nei compromessi che ordinano lo svolgersi delle cose.
Abbiamo lasciato che faccendieri e personaggi senza alcuna spiritualità, prendessero il sopravvento e che lo difendessero poi, con le unghie e con i denti: chiunque si fosse avvicinato per stabilire civiltà e rispetto della storia che aveva contraddistinto opere ed umanità, sarebbe stato allontanato con disprezzo.
Perché come solitamente accade, chi ha fatto del disagio e degli orrori il proprio fine ultimo, non permetterà mai alcuna intromissione esterna in nome del bello, sostantivo sconosciuto ed ormai dimenticato a favore del tornaconto e del potere ad ogni costo.
RDM

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