L'analisi tocca un punto dolente comune a molte realtà urbane in crisi: la sensazione di immobilismo istituzionale a fronte di un degrado visibile e documentato.
Quando figure come l'avvocato Massimo Passaro utilizzano la documentazione video con riprese ineluttabili per testimoniare lo stato di una città, creano un corto circuito tra la realtà vissuta dai cittadini e il silenzio dell'amministrazione.
Il fenomeno descritto può essere analizzato attraverso alcuni punti chiave per capire perché, spesso, neanche un commissario prefettizio riesca a invertire la rotta.
Sebbene un Commissario agisca con i poteri di Sindaco, Giunta e Consiglio, il suo mandato è solitamente orientato alla gestione ordinaria e al risanamento dei conti.
Mancanza di visione politica: un commissario difficilmente avvia progetti strutturali a lungo termine, poiché il suo compito è traghettare l'ente verso nuove elezioni.
Le problematiche citate — sicurezza, strade dissestate, mancanza di controllo — sono i sintomi di quello che i sociologi chiamano Teoria delle Finestre Rotte.
Se i piccoli segni di degrado non vengono riparati immediatamente, si trasmette il messaggio che nessuno comanda, invitando a ulteriori violazioni della legalità e del decoro.
L'azione de I cittadini in movimento è fondamentale per un motivo tecnico: la creazione di un archivio storico del disservizio.
Evidenza dei fatti: le riprese video eliminano la discrezionalità del racconto politico.
Pressione sociale: obbligano le istituzioni a rispondere, o perlomeno a giustificare l'inerzia, rendendo più difficile ignorare le domande ripetute ogni giorno.
Il confronto con città limitrofe o simili evidenzia che il problema spesso non è la mancanza di fondi, ma la capacità di spesa e di programmazione.
Vedere una strada asfaltata correttamente a pochi chilometri di distanza rende inaccettabile la buca sotto casa, trasformando il disagio in rabbia sociale.
Il quadro di Avellino è quello di un sistema chiuso, dove il clientelismo non è solo una pratica distorta, ma è diventato nel tempo l'architrave stessa della gestione sociale e politica.
Questo maleficio è un fenomeno che la sociologia chiama familismo amorale o clientelismo strutturale: l'idea che il diritto non esista, sostituito dal favore.
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