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venerdì 10 marzo 2017

Avellino: assistiamo, inermi, alla distruzione dell'azienda trasporti irpini...!


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Un patto scellerato alla base di questo misfatto che non potrà passare sotto silenzio: 

non basta qualche articolo che presto cadrà nel dimenticatoio, perché una popolazione intera debba subire l'ennesimo schiaffo.

L'Irpinia che tutti ci invidiano è oltraggiata da pale eoliche, discariche abusive, eventi sismici e povertà.

Avevamo un azienda che un avellinese conduceva con il piglio, la determinazione e la serietà di un militare sul campo di battaglia.

L'aveva sollevata da dove si era adagiata e l'aveva portata per mano fino a farla diventare prima grande, poi a primeggiare finanche in Europa.


Ma non è bastato perché non si poteva prevedere che la politica dovesse utilizzarla per raggiungere fini inconfessabili, prevaricando qualsiasi interesse del cittadino.

E così il patto con Renzi va rispettato: 

la toscana BusItalia si allargherà in Campania fruendo del patrimonio ingente che l'Air ha accumulato, De Luca avrà nuovi posti di lavoro nel salernitano, a discapito degli irpini, il nemico Dino Preziosi non avrà più potere contrattuale una volta estromesso dalla gestione.

Non importa se questo sarà l'inizio della fine lavorativa dei dipendenti irpini, piano piano sostituiti dai cilentani, importa che uno dei figli, Piero De Luca, diventi parlamentare: 

Roberto, l'altro,  super assessore al Comune di Salerno ha il compito di controllo della piazza perché nulla sfugga al re che deve stare a Napoli.

Beh, per ora tutto bene, illustre sceriffo, speriamo che Piero superi il problema della bancarotta fraudolenta con l'amico Del Mese, perché possa spiccare il volo a Lussemburgo presso la Corte europea di giustizia, ma se non dovesse accadere, il castello fondato sulle clientele come cristo comanda e le note fritture, potrebbe restare il triste ricordo di un re che dopo essersi giocato l'anima, rimase con un pugno di mosche a imperituro ricordo.

RDM


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