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martedì 7 giugno 2016

Avellino e i suoi soldatini...

Ciriaco De Mita, a quasi novant'anni, continua a regnare su un popolo felice d'essere servo...
"Hanno perso i soldatini di De Caro" ha commentato Maurizio Petracca, il soldatino di Ciriaco De Mita, nel baldanzoso riepilogo post elettorale.

E' veramente singolare scoprire che ancora una volta, come sempre, Ciriaco De Mita sia il riferimento per ogni pseudo politico di questa provincia.

Nessuno ha una dignità da difendere che non gli consenta di annullare la coscienza e il  pensiero.

A Monteforte vedremo in seguito, le cambiali che il nuovo sindaco Giordano, dovrà onorare.

Già in queste ore il luogotenente Petracca si è fatto avanti con le sue richieste oltre alle indicazioni per la formazione della giunta.

Purtroppo l'anestesia psichica di questa provincia è un veleno che si trasferisce di padre in figlio, quello che è stato miracolato attraverso le iniziative servili del genitore che l'ha piazzato a far niente in qualche ente pubblico.

Ovviamente la casta comandata dal rais di Nusco, non ci ha mai rimesso di tasca propria; 

il motto è sempre stato armammuce e iatici: posti, ruoli e appalti sempre a spese di pantalone, noi, mentre i furboni del bottone, si prendevano meriti e onori.

I fatti recenti e non solo, dimostrano che hanno ragione i vari De Mita, ormai sicuramente immortali; 

loro hanno il polso vero degli elettori: vili personaggi senza alcuna coscienza etica, pronti solo a rinnegare la comunità in omaggio al cazzismo più volgare.

Non ne usciremo mai se non incominceremo a fare i conti con noi stessi, con quello che siamo e come ci rapportiamo con la morale: parola scomoda con la quale è difficile fare i conti.

Siamo un esempio, ovviamente negativo, per l'Italia intera; 

solo ad Avellino e dintorni, si continua imperterriti con i pellegrinaggi ai vari santuari di Nusco e Montefalcione, perché insegnare ai propri figli il rispetto e la dignità, che vorrebbero l'affrancamento da qualsiasi compromesso ideologico e culturale, rimane arte sconosciuta.

Foti, quello che esce dall'Asi per i bilanci mentre resta all'Alto Calore e sindaco al Comune, De Luca, D'Amelio e compagni, sono la triste sintesi di un territorio marcio che anni  di politica vergognosa che ha distrutto il tessuto sociale di una popolazione intera, ancora incapace di riconoscere la vergogna delle sue scelte.

www.orsettodigimmi.blogspot.it

Una rivoluzione non si nega a nessuno, tutti l'hanno avuta: noi no, Avellino resta terra di pascolo belante.

RDM





2 commenti:

  1. grandissima ed illuminata analisi di un fenomeno territoriale di degrado etico ed intellettivo.

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    1. Grazie; purtroppo, finché non ci sarà un sacro vento leggero che spazzi via anni di offensiva supinazione, questa rimarrà terra d'oltraggi e subornazione.

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