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sabato 10 gennaio 2026

Avellino: il divario tra la realtà dei fatti e la percezione del consenso.

 


Germano Perito

È paradossale che, nonostante incongruenze e promesse disattese, il consenso rimanga stabile. 

Questo accade spesso per tre motivi sociologici.

1. La polarizzazione identitaria: l'elettore tende a perdonare il proprio schieramento pur di non dar ragione all'avversario. 

Il voto diventa una bandiera, non un giudizio sulle prestazioni.

2. L'assuefazione alla Post-Verità: se tutti mentono, la bugia smette di essere un criterio di esclusione. 

Si sceglie il bugiardo che sembra più vicino ai propri interessi o timori.

3. La mancanza di Alternative Percepite: spesso il 50,1% non è un voto di lode, ma un voto di resistenza, si sostiene l'esistente perché il cambiamento (il restante 49,9%) non viene percepito come una rottura reale con il passato.

Il riferimento alla gestione ospedaliera di Avellino è un esempio plastico di ciò che si definisca discesa dal pero.

Quando la dirigenza (in questo caso il DG Germano Pizzuti, citando i vertici del Moscati) dichiara che tutto è sotto controllo mentre l'utenza e il personale vivono un Lazzaretto, si crea una distorsione cognitiva.

Se un gestore è in sella dal 2019 e i problemi strutturali (sovraffollamento, attese infinite, carenza di personale) rimangono invariati, la narrazione del tutto va bene non è solo una bugia, è un fallimento gestionale che mina la dignità del malato.

Sottolineare che anche medici e infermieri forniscono versioni non veritiere, non fa bene ala dignità di Perito. 

Il clima di pressione interna vorrebbe una rassegnazione sistemica dove la verità diventi un lusso che nessuno può più permettersi.

Ogni popolo ha il governo che meritala massima di Joseph de Maistre è amara ma attuale. 

Se l'elettore (o l'utente del servizio sanitario) accetta la fesseria come moneta di scambio senza sanzionarla con il dissenso attivo o il voto consapevole, il sistema si sente autorizzato a reiterare il comportamento.

La domanda che sorge spontanea è: fino a che punto può reggere questo equilibrio basato sulla menzogna?

In contesti come quello di Avellino, la realtà fisica dell'Astanteria è un limite che la propaganda non può cancellare: si può mentire su un dato economico, ma non sulla barella in cui si è costretti a stare per giorni.

La mancanza di una classe dirigente alternativa credibile blocca gli italiani in questo limbo, oramai ha preso il sopravvento una pigrizia etica dei cittadini che hanno smesso di pretendere la verità..!

RDM

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