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venerdì 2 gennaio 2026

Avellino: Capodanno 2026: Il trionfo dell’inciviltà tra botti selvaggi e lo Stato che "latita"..!

 

Avellino la notte di San Silvestro, tra fumo e botti..!

Sparare botti per un'ora provoca un forte inquinamento atmosferico (fumi e polveri sottili) pericoloso per le vie respiratorie di tutti, specialmente bambini, anziani e asmatici, aumenta il rischio di incidenti (ustioni, perdita vista, danni a case, incendi), crea disagio a persone e animali (stress, fibrillazione), causa disturbo della quiete pubblica e può comportare sanzioni penali e multe per l'uso di materiale illegale o in violazione delle norme. 

Il passaggio al 2026 ad Avellino e provincia si è consumato sotto il segno del solito, ignobile parossismo pirotecnico. 

Nonostante i proclami sulla sostenibilità e la ricerca spasmodica di un’ecologia che pare esistere solo nei convegni, la notte di San Silvestro ha riconfermato la vittoria del botto sulla civiltà. 

Il bilancio campano parla di un morto e centinaia di feriti, mentre al Pronto Soccorso del Moscati tre persone sono state medicate per lesioni da petardi, in una notte segnata anche dall'aggressione a un infermiere.

Ciò che indigna non è solo la deflagrazione incessante, ma la totale assenza di deterrenza. 

Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale sembrano aver scelto, ancora una volta, la via della latitanza operativa. 

Mentre la città tremava per ore, trasformandosi in una trincea urbana, i pattugliamenti nei quartieri topici sono rimasti un miraggio.

Si preferisce, come sempre, attendere il mattino seguente per redigere comunicati stampa trionfalistici su qualche sequestro di fuochi illegali avvenuto nei giorni precedenti, evitando però di spiegare perché, nel momento del bisogno, nessuno fosse in strada a far rispettare le ordinanze.

Eppure, basterebbe educarne uno per raggiungerne cento: un'autopompa accesa o una pattuglia fissa sotto i portoni di chi scambia la strada per una polveriera basterebbero a scoraggiare i soliti ignoti.

Dietro il fumo acre e il rumore assordante c’è una comunità che soffre in silenzio.

I malati e i sofferenti costretti a subire ore di stress acustico nelle proprie abitazioni o nelle corsie degli ospedali, proprio mentre il personale sanitario viene aggredito da energumeni che celebrano l'inciviltà.

Gli animali, vittime sacrificali di un divertimento barbaro, terrorizzati, feriti o dispersi mentre i proprietari cercano invano un barlume di tutela dalle autorità.

A colpire maggiormente è la spocchia di quei dirigenti delle forze dell'ordine che amano autoincensarsi per i successi di routine, ignorando deliberatamente il fallimento sistematico del controllo del territorio durante le festività. 

Avellino resta uguale a se stessa, prigioniera di una cultura del si è sempre fatto così che i vertici non hanno alcuna intenzione di scardinare.

L’ecologia e la sicurezza restano parole perse nel vento della prima mattina di gennaio, soffocate dai resti dei petardi che nessuno raccoglie. 

Finché la repressione non colpirà seriamente chi trasforma la città in un campo di battaglia, ogni ordinanza resterà carta straccia e ogni capodanno sarà l’ennesima offesa alla gente per bene.

RDM

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