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mercoledì 31 dicembre 2025

Avellino verso il voto: tra aule di tribunale, "pentiti" dell’ultima ora e stampa di regime..!

  

Il 23 gennaio 2026 non sarà una data qualunque per Avellino: sarà il giorno in cui Gianluca Festa e la sua compagine siederanno finalmente alla sbarra per rispondere del sistema Dolce Vita

Ma mentre la giustizia fa il suo corso, la politica cittadina offre uno spettacolo ancora più deprimente, fatto di tradimenti consumati a favor di camera e riposizionamenti che definire imbarazzanti sarebbe un eufemismo.

Colpisce, in questo scenario, la parabola di Laura Nargi.

Nonostante i video che la mostravano coinvolta mani e piedi nelle dinamiche di Palazzo di Città, l'ex vice-sindaco sembra aver trovato la via della salvezza giudiziaria, probabilmente imboccando quella scorciatoia che spesso premia chi decide di parlare tardi ma bene. 

Ciò che lascia attoniti non è solo l'archiviazione della sua posizione, ma l'arroganza con cui continua a proporsi come nuovo che avanza, tracimando sistematicamente dai confini del buon gusto.

Livio Petitto e il salto della quaglia..!

Accanto a lei brilla la stella di Livio Petitto, l’altro grande fuoriuscito della stagione festiana. 

Entrambi, dopo aver banchettato alla tavola del loro mecenate, oggi si affannano ad avvelenare i pozzi per cancellare il passato. 

Petitto, in particolare, sembra aver fatto proprio un precetto di evangelica memoria: miete dove non ha seminato e raccoglie dove non ha sparso, cercando di capitalizzare un potere costruito all'ombra di quel sistema che oggi rinnega.

In questo clima di pre-campagna elettorale, la stampa locale non brilla certo per deontologia. 

Se il Mattino sembra aver già scelto il suo paladino in Angelo Antonio D'Agostino, descritto quasi come un Messia di Forza Italia sceso in terra per salvare le nostre anime perverse, il resto dell'informazione segue a ruota. 

Una gestione dell'informazione farlocca, che tende a focalizzare l'attenzione pubblica non sui programmi, ma sui desiderata di chi ha più forza contrattuale o economica.

Etica e morale sono diventate parole vuote, gusci secchi dinanzi alla potenza del denaro e alla brama di potere.

Mentre i due schieramenti scaldano i motori per la primavera, assistiamo alla discesa in campo di una pletora di personaggi mai visti né sentiti prima. 

Gente che non ha mai speso una parola sulle emergenze cittadine, ma che oggi si erge a risolutrice di ogni dilemma, a patto di ottenere uno scranno.

Avellino, distratta e ormai anestetizzata da anni di clientelismo, sembra incapace di rivolgere a questi figuri l'unica domanda davvero sensata: 

che dobbiamo fare per non piangere? 

Invece di programmi, ci offrono nomi; invece di soluzioni, ci offrono alleanze tra chi si è odiato fino a ieri. 

La vera fortuna per questi personaggi è la memoria corta degli avellinesi, una risorsa che in questa città non sembra esaurirsi mai.

RDM

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