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sabato 20 dicembre 2025

Avellino: la destra non cessa di meravigliare con la propria incoerenza cronica..!


Boccia e Sangiuliano

Un paradosso tutto campano si è materializzato proprio in queste ore. 

L'elezione di Gennaro Sangiuliano a capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale (avvenuta appena due giorni fa, 18 dicembre) sembra quasi la chiusura di un cerchio narrativo che va oltre la politica e sfocia nel costume.

È interessante la relazione della coerenza nell'incoerenza del partito con la figura dell'ex Ministro. 

La nomina a capogruppo, decisa all'unanimità dal suo gruppo, viene percepita da molti proprio come quello spregio di cui abbiamo ormai le tasche piene.

Dopo le vicende legate al caso Boccia — che hanno segnato un punto di caduta d'immagine notevole per le istituzioni — il fatto che Sangiuliano torni immediatamente in un ruolo di guida politica attiva sul territorio campano solleva interrogativi pesanti.

Qual è il limite della responsabilità politica? 

Sembra che, nel gioco dei partiti, il consenso elettorale (Sangiuliano è stato eletto con quasi 10.000 preferenze a Napoli) agisca come un lavacro che cancelli ogni ombra precedente, trasformando la debolezza personale in una nuova posizione di potere.

La strategia di FdI è scegliere un profilo così divisivo e ferito mediaticamente per guidare l'opposizione a Roberto Fico.

Tutto suggerisce una volontà di scontro frontale, basato più sulla retorica e sulla presenza mediatica che sulla costruzione di un'alternativa pacata.

Se da un lato abbiamo il tentennamento di Fico, attento a saggiare i pretendenti in cerca di un posto al sole, dall'altro troviamo una destra che non tentenna affatto, ma blinda i propri ranghi riproponendo figure che incarnano perfettamente quella politica intesa come investimento del proprio futuro.

Mentre per Vincenzo Ciampi invocavamo una maggiore capacità decisionale a fronte di una grande umanità, nel caso di Sangiuliano ci troviamo di fronte all'esatto opposto: 

una gestione dell'immagine e del potere che sembra aver smarrito proprio quella dimensione di servizio e di rispetto per la dignità del ruolo.

Questa contrapposizione tra chi dubita (Fico) e chi accelera su nomi controversi (FdI) rischia di schiacciare i profili più lineari e meno rumorosi.

La presenza di Sangiuliano come capogruppo finirà per sporcare anche il dibattito in aula, trasformando il Consiglio Regionale in un ring permanente su vicende personali piuttosto che sui problemi reali della Campania..!

RDM

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