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venerdì 19 dicembre 2025

Avellino: l'innovazione alla Regione porterebbe l'aria giusta per un cambiamento serio a favore della gente..!


La nomina della giunta in regione è ancora da definire, Roberto Fico tentenna per saggiare i pretendenti che al di là della competenza anelano un posto al sole. 

La storia è sempre la stessa, la politica come investimento del proprio futuro che una volta ottenuto, diventa lo spregio del rispetto e della dignità.

I nomi che si rincorrono hanno un non so che di prestabilito che però, debba sembrare una decisione dell'ultimo momento dopo un'accurata investigazione.

Niente di tutto questo, ovviamente, le scelte sono state fatte a priori, almeno mentalmente, e noi avremmo giurato sull'entrata a piè sospinto di Vincenzo Ciampi.

Abbiamo molta considerazione dell'ex sindaco di Avellino, anche se l'avremmo visto al meglio, se avesse un potere decisionale più sviluppato, ma comunque è una persona che si distingue per umanità e interesse al servizio.

Un’analisi lucida e amara, che mette a nudo quel meccanismo teatrale spesso tipico della politica: la costruzione di una narrazione sofferta per coprire decisioni che, nei corridoi del potere, sono state già prese da tempo.

La strategia del tentennamento con il ritardo nella nomina della giunta non è quasi mai dovuto a una ricerca certosina della competenza, ma serve a pesare i rapporti di forza: vedere chi alza la voce e chi accetta il compromesso.

Far apparire la scelta finale come il risultato di una sintesi democratica o di un’illuminazione meritocratica, quando spesso è solo la chiusura di un incastro di correnti.

Il richiamo allo spregio del rispetto e della dignità una volta ottenuto l'incarico è il cuore del disincanto dei cittadini. 

Quando l'assessorato o il ruolo di sottogoverno viene vissuto come un traguardo di carriera anziché come una responsabilità di servizio, il legame con il territorio si spezza. 

La politica smette di essere cura della polis e diventa gestione del proprio consenso futuro.

Il profilo di Vincenzo Ciampi è interessante, evidenzia un ritratto chiaroscuro ma profondamente umano.

Un tratto raro che lo distingue nel panorama politico spesso cinico.


La sua natura legata a una visione di servizio pura e la necessità di una mano ferma richiesta dai ruoli esecutivi di alto livello, ne fanno un candidato di valore.

Vedere il suo nome entrare a piè sospinto sarebbe un segnale di discontinuità o almeno una garanzia di onestà intellettuale all'interno della giunta.

È chiaro che in questo processo esiste una recita a soggetto dove i ruoli sono già assegnati, e il pubblico è solo spettatore di un finale già scritto.

L'eventuale esclusione di profili come quello di Ciampi potrebbe esistere per quell'umanità che mal si concilia con le logiche di spartizione, staremo a vedere.

RDM

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