Giornale d'informazione e commento di quanto accada sul territorio avellinese. Acquisto libri con e-mail: jki74@libero.it

martedì 23 dicembre 2025

Avellino: il Commissario e il gioco delle priorità tra medaglie alla memoria e oblio della verità..!

Giuliana Perrotta

Il Commissario Perrotta ha deciso di dare seguito a un atto del 2022: intitolare uno spazio nei pressi del Duomo all'ingegnere Domenico Fraternali, ex assessore comunale.

Nulla contro la memoria individuale, sia chiaro. 

Ma sorge spontanea una domanda: qual è stato l’impegno risolutore di Fraternali per gli atavici problemi di Avellino? 

Oltre alla poltrona istituzionale, cosa resta? 

Questa patente di benemerenza automatica per chi abbia ricoperto cariche pubbliche è un vizio antico che ci ricorda, per contrasto, quanto certi rappresentanti del passato siano stati più guastatori che costruttori della cosa pubblica.

Mentre si celebra la politica istituzionale, resta sepolta nei cassetti dal febbraio 2016 la richiesta – protocollata dall'allora consigliere Nicola Poppa – per ricordare Gerardo Di Maria.

Qui non parliamo di cariche elettive, ma di sostanza umana e civile. 



Di Maria è stato il pioniere della tariffa sindacale ad Avellino: un imprenditore che, nel dopoguerra e durante i terremoti, ebbe il coraggio di infrangere la regola non scritta dello sfruttamento, diventando pietra di scandalo tra i suoi colleghi per aver riconosciuto dignità e diritti ai lavoratori edili.

Perché la memoria di un uomo che ha cambiato il tessuto sociale della città resta al palo, mentre le intitolazioni agli ex assessori viaggiano su corsie preferenziali?

Questa disparità di trattamento nella toponomastica cittadina riflette lo stesso disinteresse che vediamo nella gestione dell'emergenza ambientale e sociale. 

Un senza tetto che dorme in terra al Duomo.

C'è chi dovrebbe farsi un serio esame di coscienza, magari pensando a quei decessi tra i senzatetto che una politica attenta avrebbe potuto e dovuto evitare. 

Invece, si preferisce la celebrazione del rango.

Il Commissario Perrotta, arrivato con l'aura del risolutore, rischia di scivolare nel così fan tutti. 

Chiudere il Corso per il PM10 lasciando che le periferie come via Francesco Tedesco diventino terra di nessuno, e premiare la vecchia politica ignorando chi ha dato dignità al lavoro, sono due facce della stessa medaglia: una gestione che guarda ai titoli e non ai fatti.

Se il gestore a termine vuole davvero servire Avellino, inizi a distinguere tra chi ha occupato una sedia e chi ha costruito la città. 

Inizi a controllare chi avvelena l'aria e chi prepara nubi tossiche con i botti, invece di limitarsi a passeggiare col favore delle telecamere sul Corso. 

Altrimenti, tra lapidi assessoriali e mascherine antismog, ad Avellino non resterà davvero che piangere.

RDM

Nessun commento:

Posta un commento