Laura Nargi si è presentata davanti ai quattro gatti di Forza Italia con la consueta disinvoltura, per ribadire il suo impegno verso le zone costiere (?) e per ricordare che Avellino è, sì, un capoluogo (?)..!
Un’affermazione risuonata come la scoperta dell’acqua calda.
Nel tentativo di apparire incisiva, la Nargi ha offerto invece l’ennesima prestazione in quella specialità tutta sua, l'arte delle figure poco eleganti.
La sua dialettica, faticosamente assemblata, lascia spesso l’ascoltatore più confuso che convinto.
Forse un giorno scopriremo che Laura c'è proviene da un’altra dimensione politica, una in cui le parole scorrono senza necessariamente portare significato.
Fino ad allora, ci resta la speranza che scelga con più cura i palcoscenici su cui esibirsi...magari anche no..!La politica, quella parola un tempo nobile, oggi così logora dovrebbe rappresentare capacità, professionalità e dedizione al bene comune.
Invece, sempre più spesso, somiglia a un mercato di scambi e convenienze, dove il rispetto di sé e degli altri è diventato un accessorio di cui non si avverta l’urgenza.
Le vere eccellenze professionali, quelle che per secoli hanno reso grande il nostro Paese, oggi troverebbero ben poco spazio.
A sbarrare loro la strada non sarebbero la competenza o il merito, ma la cultura del piccolo interesse di bottega, inculcata da una classe dirigente che ha saputo approfittare con maestria delle debolezze altrui.
Viene allora naturale ricordare figure come Alfredo De Marsico, giurista campano e ministro della Giustizia nel governo Mussolini, uomo di legge e di parola, principe del foro fino a novant’anni.
Una mente che, nel dibattito pubblico odierno, avrebbe forse poche possibilità di emergere, troppa dignità, troppa indipendenza di pensiero, troppa distanza dalle regole non scritte, del denaro e dell’opportunismo.
Ci piacerebbe raccontare di qualcuno che oggi riesca a portare una ventata di rinnovamento morale, di passione civile vera.
Ma, a guardarsi intorno, i nomi che vengono in mente sono davvero pochi e forse è proprio questa la misura della crisi che stiamo vivendo.
Quel che resta è Laura Nargi e l'arte della fiurella pubblica..!
RDM

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