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venerdì 31 ottobre 2025

Avellino: “Report” e la sindrome di Cassandra: quando la verità disturba il potere..!

 

Carlo Vettori, esponente di Fratelli d'Italia ed ex presidente del Consiglio di Bolzano, col braccialetto elettronico..!

Report, il programma d’inchiesta condotto da Sigfrido Ranucci, è diventato la Cassandra del giornalismo italiano; 

annuncia, indaga, rivela – ma spesso viene accolto con derisione, sospetto o silenzio.

Non stupisce, in un Paese dove la verità dà fastidio, chi la cerca viene trattato come un guastafeste.

Intorno a Report si addensano da tempo contumelie, insinuazioni e sarcasmi trattenuti, soprattutto da parte di certi rappresentanti del potere politico che non gradiscono domande scomode. 

È una reazione quasi rituale, prima si minimizza, poi si attacca. 

E se a farlo sono figure come La Russa o Meloni, lo schema è sempre lo stesso – ridurre tutto a una questione di faziosità, come se l’inchiesta giornalistica fosse un affronto personale.

Ma il fastidio verso Report è il sintomo di un male più profondo, quale l’incapacità di accettare il controllo democratico del potere. 

Invece di rispondere nel merito, si sceglie la strada dell’attacco, del dileggio, della derisione a denti stretti.

E così Report continua a essere Cassandra, non perché sbagli, ma perché dice ciò che molti non vogliono sentire.

Eppure le anomalie dell’amichettismo sono lì, sotto gli occhi di tutti, talmente evidenti, talmente sfacciate, da non lasciare spazio a interpretazioni. 

In un Paese davvero democratico, non solo per definizione costituzionale, certe nomine, certi incarichi, certi intrecci tra potere e fedeltà personale dovrebbero portare alla rimozione immediata di chi se ne rende protagonista o beneficiario.

Ma l’Italia, si sa, è il Paese dove tutto si perdona a chi comanda e tutto si pretende da chi subisce. 

L’arroganza del potere resta una costante, indipendentemente da chi sieda a Palazzo Chigi. 

La destra di oggi non fa eccezione, anzi, sembra aver perfezionato l’arte dell’autoreferenzialità, quella che premia la lealtà cieca più della competenza.

Del resto, non che il passato ci consegni modelli migliori. 

Quando governava il centrosinistra, le contraddizioni non mancavano, basti ricordare il caso di Valeria Fedeli, ministro dell’Istruzione con un curriculum che fece discutere più per i titoli mancanti che per la visione politica. 

Un simbolo di quella stessa superficialità che oggi la destra, con la consueta faccia tosta, finge di non aver mai praticato.

Alla fine, cambiano i colori, cambiano gli slogan, ma resta la stessa logica di fondo, premiare gli amici, proteggere i fedeli e zittire chi osa criticare

Vincenzo Ciampi

E finché il Paese accetterà tutto questo senza indignarsi davvero, l’amichettismo resterà la vera, inconfessabile forma di governo italiana.

Tra pochi giorni andremo a scegliere il nuovo Consiglio regionale della Campania, e gli uscenti ancor più degli aspiranti, hanno la faccia tosta di riproporsi 

Ricordiamo Petracca, Ciampi, Petitto e tanti altri che dovrebbero convincere, dati alla mano, ma con poche frecce o forze nessuna, al proprio arco..!

RDM

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