Laura Nargi continua a confermare la propria irrilevanza sul piano amministrativo, mostrando una sostanziale incapacità di offrire risposte concrete alla comunità, ma una sorprendente attenzione nel portare avanti, con modalità sempre più evidenti, la sua personale faida con l’ex mentore.
Una contesa che appare ormai priva di qualsiasi utilità per la città e che, proprio per questo, finisce per accomunare i protagonisti nel giudizio sulle rispettive condotte.
Da una parte si alimenta uno scontro personale che non produce alcun beneficio per i cittadini;
dall’altra non si perde occasione per replicare, arrivando persino a convocare in Commissione Trasparenza il capo della tifoseria organizzata.
Una scelta che rischia di trasformare improvvisamente un ultras in un interlocutore istituzionale, alimentando l’impressione di una politica condizionata più dalle contrapposizioni personali, che dalla necessità di affrontare i problemi reali della città.
È difficile non interrogarsi, di fronte a simili episodi, sulla distanza tra la facciata di una stagione politica presentata come nuova, e la riproposizione di logiche che appartengono, invece, a una fase che si sperava definitivamente superata.
Ai vecchi elementi di conflittualità si aggiungono dinamiche da ripicca personale, gestite senza apparente senso della misura, e con il rischio di trascinare le istituzioni dentro una contesa che dovrebbe rimanere estranea alla cosa pubblica.
Nel frattempo, mentre alcuni esponenti sembrano concentrarsi su piccoli interventi dal sapore elettorale, come la gestione dei semafori, e altre figure appaiono assenti o protagoniste di polemiche eccessive, la città continua a fare i conti con problemi ben più concreti.
Il quadro che emerge è quello di un’amministrazione nella quale le energie sembrano spesso essere assorbite dalle contrapposizioni interne, dalle rivendicazioni personali e dalle vecchie logiche di appartenenza, anziché dalla soluzione delle questioni che interessano quotidianamente i cittadini.
In una giunta apparsa sin dall’inizio improvvisata, e nella quale trovano spazio figure già conosciute e ampiamente sottoposte al giudizio della città, spetterebbe al sindaco Nello Pizza assumere finalmente una posizione chiara.
Un intervento fermo, autorevole e soprattutto riconoscibile sul piano amministrativo sarebbe necessario per stabilire una volta per tutte,
se questa maggioranza intenda governare la città o continuare a consumare al proprio interno una partita fatta di personalismi, rivalse e vecchie contrapposizioni.
Perché, alla fine, è proprio dalla capacità del sindaco di esercitare pienamente il proprio ruolo che si potrà comprendere quale sia il reale peso politico e amministrativo di questa esperienza di governo.
RDM

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