Toccare corde emotive e storiche profondamente radicate nel territorio e nella cultura politica italiana, diventa pleonastico.
La tutela degli ultimi e dei soggetti fragili, come dovere imprescindibile di uno Stato civile, contro la resistenza ideologica o politica a interventi di sostegno pubblico.
La visione secondo cui l'assistenza alle fasce deboli sia una suggestione cubana si scontra con il principio fondamentale di uguaglianza e solidarietà, sancito peraltro dall'articolo 3 della Costituzione italiana, mediante la rimozione degli ostacoli economico-sociali che limitano la libertà e l'uguaglianza.
L'idea che il benessere economico determini la legittimità o la superiorità di una classe sociale, è un archetipo culturale contro cui il pensiero sociale, di matrice laica o cristiana, si batte da sempre.
Il terremoto del 1980 sottolinea come spesso la politica e le amministrazioni tendano a privilegiare la vetrina pubblica.È una dinamica di distrazione collettiva e tifo politico/sociale che anestetizza la consapevolezza dei problemi reali.
Il riferimento all'appartenenza storica al Fronte della Gioventù e al Movimento Sociale Italiano del capogruppo dell'opposizione regionale, Gennaro Sangiuliano, punta a far risaltare il contrasto tra l'atteggiamento di superiore saccenteria attualizzato nei dibattiti di palazzo, e le contraddizioni o gli scandali che hanno caratterizzato la parabola pubblica delle parti in causa.
Un dibattito di questo tipo solleva una domanda cruciale sul ruolo della politica locale:
deve essere il motore della coesione sociale e della redistribuzione delle risorse, oppure deve limitarsi a logiche identitarie e di contrapposizione ideologica?
Bisogna ascoltare le strategie che sfruttano l'idiozia popolare di un prenditore attento al proprio portafoglio, qual è Angelo Antonio D'Agostino, o seguire le ragioni che hanno trasportato un territorio fino a qualche anno fa illuminato, nella bieca situazione fallimentare e con gravissimi risvolti penali..?
RDM
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