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giovedì 22 ottobre 2026

Avellino e la matematica dell’arroganza: bilanci e semafori in rosso..!

 


Il confronto politico ad Avellino registra un nuovo momento di tensione attorno allo scontro che ha visto contrapposti l'assessore Ettore Iacovacci e l'ex sindaco Gianluca Festa. 


Al di là dei toni della polemica, la questione sollevata da Festa sulla gestione della cosiddetta nuova amministrazione, tocca argomenti contabili e gestionali concreti che meritano un'analisi approfondita. 

Soprattutto di fronte a un'azione di governo che per molti aspetti, appare in perfetta continuità con le passate gestioni commissariate.

Al centro della contesa c'è la situazione finanziaria dell'Avellino Città Servizi. 

Sulle tabelle contabili dell'azienda partecipata si confrontano due bilanci diametralmente opposti. 

Da un lato quello elaborato dal precedente direttivo guidato da Spagnuolo, che evidenziava un utile superiore al milione di euro; 

dall'altro quello redatto dall'attuale amministrazione, che registra una perdita vicina ai 500 mila euro. 

Di fronte a una forbice di un milione e mezzo di euro, le richieste di chiarimento appaiono motivate dalla necessità di fare chiarezza nell'interesse pubblico. 

In questo contesto, l'atteggiamento di fermezza del sindaco in pectore Iacovacci e la sua chiusura al dialogo finiscono per assumere i tratti di una difesa d'ufficio dell'operato della giunta, dove il principio d'autorità sembra prevalere sulla trasparenza.

La rigidità mostrata sul fascicolo Acs si riflette anche nelle scelte relative alla quotidianità della città e alle competenze amministrative dell'assessore. 

Un esempio evidente è rappresentato dalla gestione della viabilità lungo via Francesco Tedesco, dove il blocco dei semafori ha sollevato forti perplessità tra automobilisti e residenti per i disagi arrecati al traffico locale.

Il quadro generale restituisce così l'immagine di un'amministrazione che gestisce il territorio e i beni pubblici con una forte discrezionalità, giustificandola in nome di priorità ed esigenze mai chiarite del tutto fino in fondo. 

Il rischio per la città è quello di trovarsi in una situazione persino più complessa di quella passata, con decisioni che impattano direttamente sulla comunità senza che vi sia un reale spazio di confronto.

RDM

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