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giovedì 10 settembre 2026

Avellino: ombrelloni di stoffa e fumi tossici, la resa di una città senza visione politica..!



La proposta avanzata da Gino Iannace prevede lo studio dei punti urbani maggiormente esposti al sole, per installarvi teli di stoffa ad un'altezza adeguata, creando così zone d'ombra sul modello di quanto avviene da tempo in Spagna. 

L'idea di coprire piazze e vie con dei velari per contrastare l'accumulo di calore, appare come un maldestro tentativo di mostrare competenza, da parte di chi dimostra scarsa comprensione della materia.

Il consigliere in questione, giunto in carica facendo leva sulla visibilità del fratello oncologo e sulle relative marce rosa, farebbe meglio ad defilarsi o quantomeno a documentarsi prima di formulare simili soluzioni. 

Dopo aver subito la devastazione del patrimonio arboreo cittadino, partendo da Galasso e Foti per finire al gatto e la volpe, con interventi poco trasparenti che lasciano spazio a pesanti sospetti, il sedicente esperto di urbanistica propone ora teli e coperture per la città, mentre altri ipotizzano persino di convertire biblioteche e spazi pubblici in rifugi climatizzati per l'emergenza calore.

Occorre ribadire che la piantumazione di alberi, la creazione di parchi e la realizzazione di corridoi verdi rappresentano gli unici strumenti naturali ed efficaci per ridurre le temperature urbanistiche. 

L'ipotesi di allestire centri di emergenza temporanei, appare del tutto fuori luogo per una realtà che non condivide le condizioni estreme del Sahara o di un'isola del Pacifico, priva di vegetazione e risorse idriche.

La gestione amministrativa della città appare affidata a una compagine di improvvisati, che cerca di tirare a campare, proponendo iniziative sconcertanti e prive di visione. 

Il sindaco Pizza dovrebbe assumere direttamente il controllo della situazione, per fermare la sequenza di figuracce rimediate dai propri assessori. 

Il capoluogo si trova già ai vertici nazionali per vivibilità ridotta, degrado e clima di sfiducia diffusa; 

occorrerebbe uno scatto di responsabilità per evitare di sprofondare ulteriormente.

RDM

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