Gli abitanti di Avellino non abbandonano mai una passione viscerale e acritica, persino a costo di danneggiare sé stessi.
La difesa della giunta Pizza passa attraverso l'idea che nessuno, nemmeno una figura divina, potrebbe risanare criticità tanto radicate.
Questo tipo di paragone finisce per giustificare qualsiasi incapacità amministrativa;
eppure non servì a salvare Cipriano agli occhi di Gianluca Festa, pronto invece a denunciare lo scandalo dei fondi regionali, duecentocinquantamila euro, utilizzati per il Ferragosto.
Ogni comunità ottiene i governanti che si merita e, dopo il susseguirsi di gestioni discutibili come quelle del gatto e la volpe, passando per Foti e Galasso, le lamentele appaiono fuori luogo.
Diventa inevitabile che gli alloggi popolari rimangano negati a chi li attende da quattro decenni, e che i servizi sociali ignorino le situazioni di disperazione più estreme.
Resta da capire come la stessa opinione pubblica, oggi indulgente verso i ritardi della nuova amministrazione, spiegasse l'operato di Gianluca Festa nell'impostare un assetto fallimentare destinato a prolungarsi nel tempo.
L'ex primo cittadino, prossimo ad affrontare un procedimento giudiziario, si erge a guida morale altrui.
Invece di imparare dagli errori del passato, porta avanti una costante propaganda politica, sbandierando necessità che suonano come un insulto verso chi vive nel disagio e nella disperazione.
Pretende di porre in discussione la questione relativa al settore della tifoseria organizzata, un'iniziativa bizzarra che urta profondamente il senso comune.Tuttavia, non è l'unico a ritenere che l'impianto sportivo rimanga il principale bacino di consenso, capace di sovrastare qualsiasi richiesta d'aiuto, ogni lacuna nei servizi di assistenza sociale o la drammatica presenza di persone lasciate a se stesse lungo le strade.
La questione centrale risiede nelle coscienze individuali, troppo spesso arroccate sulle solite abitudini, invece di pretendere il rispetto delle regole e della dignità personale, finendo per delegare tutto a chi promette di tutelare diritti altrimenti ignorati dalle istituzioni.
Francesco Emilio Borrelli si è ritrovato ad accollarsi le funzioni di primi cittadini, vigili urbani, forze dell'ordine e Guardia di Finanza.La popolazione finisce per rivolgersi a lui come a una sorta di supereroe d'altri tempi, scordando che la strada corretta resta quella dei canali giudiziari, e non la costante ricerca di un salvatore a cui scaricare i propri problemi.
Anche Avellino figura nella lista e, anziché protestare con decisione davanti al comune e alla giunta, preferisce invocare l'aiuto di Borrelli, sperando in una soluzione immediata per le questioni del fiume Fenestrelle.
Un atteggiamento rinunciatario e privo di coraggio ha ormai sostituito la determinazione di un tempo, trasformando il carattere di una comunità in una passività sconcertante.
RDM
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