L'Alta Irpinia affronta una massiccia proliferazione di impianti di energia rinnovabile, che la ricerca Green VS Green condotta da Antonio Sibilia dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, evidenzia come un processo speculativo ed estrattivo.
Tale fenomeno devitalizza l'economia agricola locale, devasta il paesaggio e calpesta i diritti delle comunità rurali.
Nonostante la Regione Campania avesse già riconosciuto la saturazione del territorio nel 2016 con la Delibera di Giunta n. 533 e il Decreto Dirigenziale n. 442, si intende procedere con ulteriori progetti.
I sistemi di accumulo BESS nel Formicoso presentano gravi rischi per la sicurezza e l'ambiente.
Una singola cella difettosa o surriscaldata può innescare un incendio devastante ed esplosioni difficili da domare.
Durante questi incidenti si rischia il rilascio di gas altamente tossici nell'aria, e la fuoriuscita di sostanze chimiche o metalli pesanti, che possono contaminare il suolo e le falde acquifere.
Inoltre, l'attività continua dei sistemi di raffreddamento, genera inquinamento acustico permanente e calore, mentre l'installazione delle strutture comporta un pesante consumo di suolo a scapito dell'agricoltura e del paesaggio.
L'uso del principio di pubblica utilità sancito dal D.M. 10/09/2010 e dal D.Lgs. 190/2024 appare distorto, poiché travolge le tutele costituzionali dell'ambiente, del suolo agricolo, della salute e della prevenzione del dissesto idrogeologico.
Più di tremila espropri coatti sottraggono terre fertili agli agricoltori locali a solo vantaggio di gruppi finanziari privati.
RDM
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