Livio Petitto, noto per i suoi frequenti cambi di schieramento, da tempo tace e non interviene su questioni cruciali come la stazione ferroviaria o il centro per l'autismo, finalmente attivo dopo un'attesa lunga vent'anni.
L'esponente politico torna tuttavia a far parlare di sé, esprimendo aperto dissenso nei confronti dell'ennesima conferma di Fulvio Martusciello alla guida regionale del partito.
A Petitto converrebbe osservare meglio quanto gli accade intorno, poiché la grande quantità di consensi che continua a raccogliere, a prescindere dai suoi percorsi tortuosi, non è sufficiente a contrastare i reali equilibri interni di Forza Italia.
Considerando ormai la parabola conclusiva della creatura politica fondata da Silvio Berlusconi, per un politico con le sue inclinazioni sarebbe il momento opportuno per pianificare un nuovo salto verso altri lidi, magari riavvicinandosi all'ex alleato oggi a processo tra le fila di Fratelli d'Italia.
Certi individui continuano a beneficiare di un ampio riconoscimento, nonostante la loro totale estraneità al territorio di riferimento.
La propaganda politica di tali figure si regge unicamente sul soddisfacimento dei propri tornaconti personali, a completo scapito del bene comune.
Questa evidente dinamica allontana dalla vita pubblica e dalle sedi del potere spicciolo, chiunque nutra aspettative ben diverse dall'impegno civile.
Risulta quindi del tutto naturale, per esempio, l'abbandono delle politiche sociali, la cui paralisi non suscita alcun interesse poiché gli ultimi vengono liquidati come semplici falliti meritevoli del proprio destino.
RDM
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