La nomina di Laura Nargi al vertice della Commissione Trasparenza solleva interrogativi politici e istituzionali che non possono essere ignorati.
Affidare il controllo sulla trasparenza amministrativa a una figura accostata a una vicenda controversa, come quella degli incartamenti e dei computer prelevati insieme a Gianluca Festa, la cui successiva sorte è oggetto di interrogativi, rischia di alimentare dubbi sull'opportunità della scelta.
Le immagini che documentano la presenza dei due nell'ufficio, costituiscono un elemento che merita di essere esaminato con attenzione, senza sostituire la verifica dei fatti con conclusioni precostituite.
La trasparenza, infatti, non è soltanto una funzione regolamentare:
è una responsabilità istituzionale che richiede credibilità, chiarezza e fiducia da parte dei cittadini.
Proprio per questo, la nomina di Nargi impone una riflessione sull'opportunità politica della scelta, e sulla necessità di chiarire ogni aspetto della vicenda.Perché la fiducia nelle istituzioni non si proclama, ma si costruisce attraverso comportamenti verificabili, responsabilità e rispetto delle regole.
L'attuale amministrazione continua a dispensare segnali palesemente contraddittori e in aperto contrasto con le aspettative generali.
La presenza di consiglieri già appartenenti alla vecchia maggioranza, riproposti oggi come figure di rinnovamento per dar vita a un percorso suppostamente inedito, suscita forte sconcerto e motivata preoccupazione.
Allo stesso modo, l'affidamento di ruoli di governo ad assessori che hanno attivamente sostenuto le passate giunte guidate da Festa, oggi sotto processo con addebiti di estrema gravità, appare del tutto inadeguato.
Si pretende infatti di rigenerare la gestione della cosa pubblica, attraverso esponenti che non hanno lasciato alcuna traccia significativa, durante il loro lungo e ininterrotto mandato in aula.In questo panorama spicca unicamente la figura di Nicola Poppa, il solo capace di scegliere consapevolmente l'opposizione pur di sottrarsi ai soliti diktat distruttivi, le cui prime e rovinose conseguenze iniziano già a manifestarsi chiaramente.
RDM
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