Gli annunci altisonanti e le visioni sul futuro remoto si scontrano inesorabilmente con il degrado della vita quotidiana.
Se la manutenzione elementare e la vigilanza del quartiere falliscono, anche le buone intenzioni delle istituzioni annegano nell'esasperazione dei residenti.
I famosi patti educativi per supportare la gioventù nei contesti difficili diventano ridicole frasi ripetitive senza una garanzia minima di igiene, pulizia e pubblica sicurezza.
Gli eventi di massa lontani dai quartieri fragili scatenano immancabilmente, polemiche su caos e sporcizia, a fronte di guadagni minimi e riservati a pochissimi fortunati commercialanti.
Il cittadino medio valuta chi governa sulle buche nell'asfalto, sulle erbacce incolte e sulla totale assenza di controlli contro chi se ne approfitta.
Il rinnovo delle poltrone e gli incarichi nella sanità locale appaiono come giochi di palazzo distanti anni luce dai problemi concreti, alimentando la rassegnazione popolare.
Chi prima gridava contro le ingiustizie, tende a trasformarsi in un docile agnellino appena entra nelle stanze dei bottoni.
Senza un sano ritorno alla realtà e alle cose essenziali, la situazione attuale resta fotocopia di quella passata sotto la solita pioggia di commissariamenti.
RDM

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