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mercoledì 19 agosto 2026

Avellino: l'aggressione del centro città è un'anomalia tutta nostra: ogni intervento di sicurezza o sanitario, se ne va a pallino..!

 


Il rimpianto della tradizione dei fuochi pirotecnici lungo il fiume Fenestrelle, è descritto come una meraviglia e un boato che faceva battere i cuori all'unisono.

Elevare il boato delle esplosioni pirotecniche a simbolo identitario, ignora l'impatto devastante che tali rumori hanno sul territorio.

L'inquinamento acustico causato dai fuochi d'artificio provoca stress estremo, disorientamento, attacchi di panico e non raramente, la morte di animali selvatici e domestici per arresto cardiaco o traumi da fuga.

I botti e le esplosioni ad alto volume rappresentano un forte elemento di disturbo e sofferenza per le persone anziane, i degenti, per chi soffre di patologie cardiache o neurologiche, e i soggetti con disturbi dello spettro autistico o iperacusia. 

Un'idea di festa che trae godimento da un boato collettivo, entra in diretto conflitto con l'empatia e la cura verso chi soffre.

La narrazione ideale delle bancarelle e delle fiere di strada lungo il centro, e la zona del corso sottovaluta le implicazioni ambientali di tali allestimenti massivi.

Un'antropizzazione incontrollata degli spazi pubblici, con la vendita su vasta scala di merci da passeggio e prodotti gastronomici imballati, genera una mole enorme di rifiuti non differenziati, inquinamento da plastiche monouso e fumi di combustione.

L'allestimento di eventi ad alta densità in prossimità di assi fluviali o aree sensibili, come il bacino del Fenestrelle, provoca spesso un degrado ambientale temporaneo, incompatibile con una moderna coscienza ecologica, e con il rispetto per gli ecosistemi locali.

Sia la festa tradizionale fatta di ressa tra le bancarelle, sia il concertone moderno focalizzato sull'attrattività giovanile, tendono a strutturare lo spazio pubblico unicamente per individui autonomi, giovani e in piena salute.

La vera memoria e coesione di una comunità si misura sulla capacità di includere le persone fragili. 

Entrambi i modelli il folclore nostalgico e l'evento spettacolarizzato falliscono nel considerare la fruibilità degli spazi per gli anziani con ridotta mobilità o per le persone malate, costrette spesso a rimanere recluse in casa a causa del caos, dell'inaccessibilità urbana, delle barriere architettoniche temporanee e del rumore molesto fino a tarda notte.

Identificare il patrimonio culturale con l'intrattenimento chiassoso e il consumo immediato, è una forma di impoverimento etico. 

Una comunità che rispetta la propria natura e i propri membri più deboli dovrebbe fondare le celebrazioni su forme di aggregazione rispettose dell'ambiente, sull'ascolto, sulla valorizzazione del verde urbano e sulla solidarietà generazionale, anziché sulla ripetizione meccanica di consuetudini impattanti.

RDM


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