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lunedì 31 agosto 2026

Avellino: accorgersi dei problemi solo quando diventano irreparabili, che strategia è..?



Denunciare il taglio scellerato degli alberi lungo il Fenestrelle o la distruzione irragionevole del verde urbano, si è rivelato l'ennesimo esercizio inutile.

La cittadinanza assiste inerte allo scempio della natura locale, completamente indifferente alle sorti della vegetazione o al dolore degli animali.

La stessa collettività che ignora la tutela dell'ambiente, non esita tuttavia a versare lacrime ipocrite non appena l'estate porta calore soffocante, oppure a celebrare l'eroismo di un quattrozampe quando questo la trae in salvo dalle acque.

Solo davanti al disagio o al pericolo improvviso, emerge un tardivo e grottesco interesse per l'ombra, il fresco e l'ossigeno che quegli alberi abbattuti avrebbero potuto ancora regalare al territorio.

Ogni ente locale difende pervicacemente le proprie pessime abitudini. 

Alfonsina De Felice

L'Alto Calore sostituisce i vertici amministrativi ma conserva intatta la propria inefficienza, lasciando che le perdite idriche continuino a sgorgare sull'asfalto nonostante segnalazioni, chiamate e denunce continue. 

All'altezza del civico quindici di via Fontanatetta, un vistoso guasto attende soltanto di peggiorare, tra le lamentele sterili di chi dovrebbe agire per risolvere il problema. 

La città si conferma prigioniera del proprio degrado, schiacciata da strade dissestate e da una vegetazione incolta che invade le carreggiate. 

Una città invasa da fumi tossici persistenti, non desta interesse a chi non soffra di problemi respiratori.

Invece di affrontare le emergenze quotidiane, quale l'avvelenamento da abbruciamenti continui e indiscriminati, l'amministrazione preferisce elemosinare finanziamenti regionali per lo stadio, comportandosi come una famiglia sul lastrico che chiede un prestito per concedersi una vacanza di lusso.

Il declino di una gestione amministrativa che muove i primi passi già azzoppata,  appare evidente. 

Chiunque giustifichi la situazione sostenendo la necessità di concedere tempo, cade nella consueta narrazione stucchevole che si ripete da anni. 

La bontà di un percorso si misura dalle sue premesse, e al momento la realtà presenta assurdità che nessuno avrebbe mai immaginato di rivedere, una volta usciti di scena i vecchi artefici del malgoverno.

RDM

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