Il titolo di città del vino si riduce a una pura smanceria priva di significato e di reale potere attrattivo, partorita dalla precedente amministrazione Festa.
Ormai si vive in un'epoca paradossale in cui basta indossare un cappello per improvvisarsi esperti in qualsiasi campo, persino nella pretesa di rilanciare un turismo mai esistito in nome di una cultura decisamente cafona.
Avellino ha invece un disperato bisogno di figure capaci e serie.
Questo significa, molto semplicemente, che quando manca la competenza specifica sugli argomenti, l'unica scelta sensata e ammissibile dovrebbe essere quella di farsi da parte.
L'ego smisurato dell'ex sindaco Gianluca Festa gli impedisce di comprendere i propri macroscopici limiti.
Dopo non aver capito nulla dell'esito delle scorse elezioni, l'ex primo cittadino dovrebbe quantomeno evitare di avventurarsi in continui pronostici, sulla durata dell'attuale giunta avellinese.
Ridotto ormai alla condizione di un nobile decaduto, l'ex sindaco si ostina a considerarsi un personaggio di rilievo.
Purtroppo per lui, la sorte ha smesso di essergli amica.
Quando l'intera azione politica si fonda sul nulla elevato al quadrato, anche la fazione di tifosi più ottusa e fedele inizia inevitabilmente a fare due più due, e ad aprire gli occhi sulla realtà.
Il nuovo presidente della provincia Fausto Picone e Enzo Alaia
Questo scenario si profila anche per il Partito Democratico, che si è scisso ancora una volta in tronconi utili solo a far naufragare il patto faticosamente raggiunto con il Movimento 5 Stelle.I risultati appaganti e ampiamente riconosciuti in Campania si ritrovano così annullati da una faida personale tra Rizieri Buonopane e Maurizio Petracca, entrambi desiderosi di mostrare la propria capacità di gestione del potere.
La vergogna appare palese, poiché i consiglieri e i sindaci del Pd, chiamati al voto per il Consiglio, la presidenza e l'Assemblea della Provincia, dimostrano quanto labile sia la propria convinzione ideologica se paragonata alla logica del tornaconto personale.
Petracca non offre un bell'esempio di correttezza istituzionale nei confronti del partito che lo ha riconfermato in Regione, lasciando l'elettorato nel totale smarrimento e privo di punti di riferimento di cui potersi fidare.
RDM
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