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mercoledì 10 giugno 2026

Avellino: ormai la marginalità la fa da padrone..!

 

Fausto Picone e Enzo Alaia

La politica avellinese si conferma quel meraviglioso teatro dell'assurdo, dove le patenti di fine intellettuale e opinionista illuminato, vengono distribuite generosamente, senza il fastidioso intralcio di una laurea o di qualche pubblicazione scientifica.

Il quadro che emerge dall'ultimo spettacolo elettorale è grottesco. 

Da un lato c'è il Pd di area petracchiana che riesce nell'impresa di annichilire il proprio candidato. 

Dall'altro spicca la prestazione interpretativa di Francesco Pionati, il quale, fedele a una tradizione di letture quantomeno fantasiose, riesce a scorgere in un risultato oggettivamente stupefacente, una clamorosa vittoria dello stesso Pd. 

Un'analisi che definire errata è un complimento generoso all'ex deputato berlusconiano, ormai strutturalmente incapace di cogliere la realtà dei fatti.

Non meno enigmatico risulta l'escursus filosofico impresso alla campagna elettorale da Fausto Picone. 

Il candidato di destra e sinistra è riuscito a confondere le acque a tal punto da autorizzare un paradosso istituzionale: 

si dovrebbero quasi considerare i due contendenti come membri dello stesso schieramento. 

Una dinamica surreale che getta il ridicolo anche sulla destra locale, la quale ha festeggiato una presunta vittoria convinta, evidentemente per un barlume di totale confusione.

La realtà cittadina si riduce così a un coacervo di capibastone rimasti fermi a logiche feudali. 

Personaggi convinti di poter fare e disfare i destini politici a proprio piacimento, del tutto impermeabili alla smentita dei fatti. 

Al di là delle chiacchiere e delle dichiarazioni trionfali rilasciate alla stampa, i numeri e i risultati reali restano l'unica certezza indiscutibile, ovvero un fallimento totale e indiscutibile su tutta la linea.

RDM

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