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venerdì 19 giugno 2026

Avellino: nonostante l'endemica carenza di risorse economiche, il metodo festiano ha appassionato tanti...!

 


Il controverso capitolo dei finanziamenti pubblici destinati all'Us Avellino viene liquidato da parte della stampa come una semplice prassi consolidata. 

Una giustificazione che evoca inevitabilmente altre vecchie abitudini del sistema, come l'anatocismo bancario, considerato normale per decenni prima che interventi legislativi e ricorsi illuminati ne svelassero la vera natura di espediente usurario. 

La collocazione geografica di Avellino, capoluogo di una provincia inserita in una regione di rilievo, basta e avanza a fornire agli appassionati di calcio, le coordinate storiche o logistiche per rendere ingiustificati simili investimenti.

Dietro la parvenza della consuetudine si nasconde il solito stratagemma finalizzato a dilapidare il denaro della collettività, utile forse a coltivare amicizie strategiche o a perseguire interessi ben più oscuri. 

L'operato del presidente Rizieri Buonopane si dimostra fallimentare sul fronte della reale promozione del territorio, abbandonato a se stesso come testimonia in modo lampante lo stato disastroso della rete viaria locale. 

Invece di incanalare risorse verso il ripristino delle strade, si preferisce deviare i fondi altrove.

Chiunque si trovi a percorrere quotidianamente le arterie dell'Irpinia conosce fin troppo bene le criticità strutturali, un problema che diventa drammatico e ridondante persino da descrivere durante la stagione invernale, quando le cronache locali si riempiono regolarmente di denunce sui disagi automobilistici.

Le abitudini e le prassi non possono e non devono rappresentare un metro di misura per ciò che è giusto. 

Una provincia gravata da carenze sistemiche e bisognosa di interventi strutturali prioritari, dovrebbe concentrarsi sul miglioramento dei servizi e delle aspettative dei cittadini, abbandonando una volta per tutte, la malsana tendenza a sprecare denaro pubblico a danno della comunità irpina.

RDM

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