L'amministratore dell'Alto Calore Alfonsina De Felice, ha mostrato un'improvvisa solerzia nell'assecondare i rimbrotti del magistrato fallimentare, il quale ha stigmatizzato quelle allegre gestioni societarie già ampiamente denunciate su queste colonne.
Dal canto suo, l'ex gestore Antonello Lenzi, catapultato su una poltrona comoda dai soliti notabili Maurizio Petracca e Domenico Alaia, con la complicità dei primi cittadini sempre proni, ha provato a difendere l'indifendibile aggrappandosi a un presunto accordo territoriale.
È ormai evidente che la quasi totalità dei sindaci agisce come una truppa di soldatini telecomandati da una fazione politica che risponde a un unico padrone.
Questo cieco servilismo riesce nella straordinaria impresa di danneggiare la collettività e gli stessi amministratori locali, sacrificati sull'altare dell'obbedienza cieca ai superiori di turno.
Emblematico è il crollo di Rizieri Buonopane, di cui non si intende certo tessere l'elogio per la passata e discutibile gestione del potere, ma di cui va condannato il brutale metodo di estromissione.
La realtà attuale dimostra che le poltrone tremano per chiunque e l'efficienza non rappresenta più un criterio di sopravvivenza.
Per cui non vorremmo che il sindaco Pizza debba temere di spostare equilibri consolidati delle Ztl, che si presentano ancora più invasive con i tavoli dei ristoranti sulla sede stradale di Corso Umberto I°.
Ci chiediamo se poi l'accesso delle ambulanze o delle Forze dell'Ordine debba essere penalizzato, in virtù di un'occupazione proditoria della città da parte di una minoranza rumorosa e scevra da attitudini educate.
RDM
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