La nuova amministrazione si trova davanti all'obbligo di vagliare attentamente la struttura dei dipartimenti, l'operato svolto fino ad ora, le tempistiche e l'efficacia dei traguardi raggiunti.
Questo percorso si rivelerà più o meno tortuoso in base alle insidie occulte lasciate dalle gestioni precedenti.
Se le passate guide politiche hanno potuto agire nei modi finiti al centro delle indagini giudiziarie, è evidente che l'apparato burocratico non può certo chiamarsi fuori o fingere di non aver vesto.
Di conseguenza, gli elementi nocivi all'interno della macchina amministrativa devono essere isolati e neutralizzati.
Solo in questo modo si potrà evitare che continuino a ostacolare il processo di normalizzazione, indispensabile per superare la gestione straordinaria e problematica che sia l'attuale commissario Perrotta, sia i suoi predecessori hanno apertamente criticato.
Nessuno ha il diritto di sottrarsi alle proprie responsabilità in questa vicenda.
Molti erano a conoscenza della situazione e continuano ad esserlo, ma hanno preferito abbracciare la solita e vile filosofia del farsi i fatti propri, salvo poi lamentarsi del progressivo peggioramento delle cose.
Si sono verificati episodi a dir poco clamorosi, come il disboscamento perpetrato per mesi proprio nei pressi del Genio Civile di corso Europa, senza che nessuno muovesse un dito per denunciare l'accaduto.
Viene da chiedersi quante volte la Polizia Municipale, consiglieri e assessori, siano transitati in quella zona mentre le ruspe facevano tranquillamente razzia della legna ricavata dal taglio degli alberi.
Quello sterminio verde, avvenuto alla luce del sole, non ha nemmeno dato il via a indagini serie.
Negli anni passati le oscenità amministrative si sono sprecate, e il mancato pagamento delle rate per l'utilizzo dello stadio Partenio da parte dell'Us Avellino ne è una chiara dimostrazione.
Questo genere di insolvenze è stato tollerato solo grazie alle colpevoli disattenzioni di chi avrebbe avuto il preciso dovere di vigilare e sovrintendere, e invece ha preferito voltarsi dall'altra parte.
D'altronde, il sistema appariva ben collaudato.
Proprio come già accadeva per la gestione del Teatro, i biglietti omaggio seguivano un percorso preciso e rispondevano a logiche clientelari fin troppo intuibili.
Nel frattempo, le capacità cognitive e l'acume di chi era preposto ai controlli scemavano misteriosamente di volta in volta, scomparendo del tutto davanti ai favori ricevuti.
RDM

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