L'eredità sbandierata della destra storica, quella che nei discorsi di circostanza si richiama al rigore di Giorgio Almirante e alla sacralità delle istituzioni, Fratelli d'Italia la sta affogando nel fango di un sistema clientelare che non accenna a morire.
Il caso di Aldo Mattia, esponente di quella compagine che oggi domina il panorama nazionale, non è che l'ennesimo capitolo di una saga fatta di favori implorati e spregiudicatezza amministrativa.
Siamo davanti a una mutazione genetica dove l'onestà e la trasparenza sono state sacrificate sull'altare del solito metodo che premia l'amico dell'amico a discapito della collettività.
Il quadro delineato dal commissario Perrotta nel suo ultimo atto è una condanna senza appello, per una gestione che ha calpestato ogni logica di buon andamento pubblico.
Mentre la città sprofondava sotto il peso di inchieste e processi per imputazioni gravissime, i sindaci indagati continuavano a banchettare con incarichi esterni distribuiti a piene mani.
Si è assistito allo spettacolo grottesco di tre addetti stampa, e consulenze legali affidate a liberi professionisti nonostante la presenza di un ufficio interno, in un tripudio di sprechi che serviva solo a consolidare il consenso.
I concorsi annullati perchè pare truccati dall'ex sindaco, sono la ciliegina sulla torta di un bilancio presentato con mancanze tali, da far rabbrividire chiunque abbia un minimo di senso civico.Eppure, nonostante l'evidenza dei fatti e la stigmatizzazione di una mala gestione certificata, i numeri raccontano una realtà ancora più amara.
I settemila e passa voti raccolti dalla lista Davvero di Festa, legata a questo sistema nell'elezione del consiglio provinciale, dimostrano che una parte consistente dell'elettorato preferisce ancora il metodo delle fritture e il servilismo alla dignità della legge.
È il trionfo del cazzismo elevato a sistema di governo, dove la rappresentanza elettorale si trasforma in un ufficio di collocamento per fedelissimi.
Le persone perbene che ancora resistono in questa città, si trovano schiacciate tra l'incudine di un'amministrazione scellerata, e il martello di un consenso ottenuto con le solite vecchie abitudini che il governo nazionale attuale, lungi dal combattere, sembra aver adottato come proprio statuto interno.
RDM
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