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mercoledì 11 febbraio 2026

Avellino: tra ombre e buio assoluto..!

 Laura Nargi e Gianluca Festa

Il cerchio dei De Luca si chiude con precisione chirurgica mentre l'intromissione sfacciata mirata al controllo delle province, trova terreno fertile nella servitù di una politica nostrana ormai prostrata al capobastone di turno. 

Maurizio Petracca e Vincenzo De Luca

Maurizio Petracca sceglie di ignorare il peso dei suoi venticinquemila elettori per arrendersi dinanzi alla prepotenza salernitana, trascurando il fatto che il territorio vanti riferimenti seri e all’altezza dei ruoli.

Questa è purtroppo la realtà di Avellino. 

D’altronde non sarebbero potute fiorire così tante amministrazioni farlocche, se non fosse esistito un elettorato disposto a vendersi per un misero piatto di lenticchie. 

È la cronaca di una provincia da sempre subornata e addomesticata da una facies democristiana fin troppo invasiva nelle vite e nelle coscienze della comunità. 

La colpa non ricade su chi accalappia ma su chi accetta di farsi preda facile. 

Se l’italiano in genere possiede uno spirito colonizzabile, quello della provincia irpina raggiunge vette esagerate.

Chi ha mostrato coraggio come Nicola Giordano è stato immediatamente biasimato proprio dai finti amici di partito. 

Allo stesso modo il tentativo di Antonio Gengaro di imporsi con determinazione è stato penalizzato dal fuoco amico. 

Bisogna farsene una ragione perché Avellino resta il clone di Festa e Nargi ovvero quel duo inutile e pernicioso che ha reso la città celebre in Italia per vergogna e invivibilità.

Nulla cambia nel profondo. 

Giuliana Perrotta

Persino il Commissario che sembrava partito con grande slancio alla fine è dovuto scendere a compromessi. 

Risulta oggi incapace di governare una Polizia Municipale che continua a vedere e non vedere, senza intuire le reali priorità e senza ascoltare chi quotidianamente si erge a sentinella del territorio senza secondi fini. 

Anche questa figura appare sensibile ai richiami del potere che ci ha ridotti a colonia napoletana e dal quale ogni tentativo di fuga viene represso con forza. 

Evviva Festa e Nargi dunque, perché resteremo per sempre il nulla e in fondo non meritiamo nulla di più.

RDM

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