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lunedì 2 febbraio 2026

Avellino: la verità conserva comunque la propria dignità..!


L'ingannevole recita tocca un nervo scoperto della gestione della cosa pubblica specialmente in contesti dove il potere non deriva dal consenso elettorale diretto, ma da logiche di cooptazione e nomina.

Quando un protagonista esce di scena o passa a miglior vita, il sistema tende a proteggere se stesso riabilitandone l'immagine, perché condannare il singolo significherebbe ammettere il fallimento dell'intero meccanismo di selezione.

Chi occupa poltrone per designazione di partiti o correnti risponde spesso a un codice di fedeltà interno piuttosto che a un'etica del bene comune. 

In questo schema, la competenza diventa un accessorio, mentre la capacità di navigare nel così fan tutti è la competenza principale.

Quando la gestione di risorse vitali come l'acqua, nel caso di Alto Calore diventa terreno di scambio politico, l'irregolarità si normalizza. 

Chi prova a eludere questa regola viene spesso espulso o isolato dal sistema stesso.

In Irpinia, come in molte altre realtà italiane, la vicenda di Alto Calore è diventata per molti il simbolo di questo corto circuito: 

un ente che dovrebbe servire i cittadini ma che, nel tempo, è sembrato servire più alla conservazione di equilibri di potere e bacini clientelari.

Al di là delle sentenze dei tribunali, esiste per pochi, ahinoi, una condanna etica che la narrazione ufficiale cerca costantemente di soffocare.

RDM

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