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martedì 27 gennaio 2026

Avellino: non bastano i propositi se poi la compravendita delle anime prolifica..!

 

La sensazione che le scadenze elettorali, invece di essere un’occasione di rinnovamento, diventino il palcoscenico per un rimescolamento delle solite dinamiche di potere è frustrante, specialmente in un territorio come l’Irpinia, dove la storia sembra spesso avvitarsi su se stessa.

Subiamo la classica paralisi del Gattopardo, un sistema che simula il movimento solo per garantire la propria sopravvivenza.

Quando le istituzioni e i blocchi di potere reagiscono con tale rapidità per neutralizzare l’operato della magistratura — come nel caso del lavoro del dottor Airoma — si percepisce chiaramente quanto siano radicate certe logiche.

Il panorama delle amministrative sembra confermare il timore che i poteri consolidati siano pronti a smantellare i progressi fatti sul fronte della legalità. 

La censura immediata espressa dalla Camera penale nei confronti dell’operato della Procura non è solo un atto formale, ma il segnale di una gerarchia che vuole ribadire la propria preminenza sui contenziosi aperti.

La figura di Gianluca Festa la immaginiamo come l’attuale terminale di un sistema che affonda le radici nel post sisma dell'80.

La piovra ha stretto i tentacoli su una provincia che fatica a liberarsi di una gestione clientelare e padronale della cosa pubblica.

La deriva morale e il vuoto di rappresentanza sono le genesi di un metodo elettorale malato e difficilmente curabile.

La strategia del cambiamento apparente serve a coprire una discesa verso profili morali sempre più discutibili. 

La massima di Tomasi di Lampedusa diventa così il paravento per nascondere la logica del ma a me che mi rai..?...una stella cometa che guida un paese ormai privo della sua parte migliore.

Le dichiarazioni che arrivano dai referenti dei partiti nazionali, come nel caso del leghista Gianluca Cantalamessa, si riverberano vuote o addirittura canzonatorie. 

Mentre si parla di alto profilo per la prossima competizione primaverile, la realtà dei fatti suggerisce che le persone perbene preferiscano restare ai margini, lasciando spazio al peggio della produzione politica territoriale.

È una visione cupa, ma che tocca nervi scoperti del dibattito politico meridionale: il conflitto tra la magistratura che tenta di scoperchiare il sistema e una classe dirigente che possiede gli anticorpi per rigenerarsi identica a prima.

Le liste civiche una volta la risposta a questo scenario, hanno subito un disinnesco per l'utilizzo sfrenato spesso degli appartenenti ai vari partiti, abilmente camuffati da nuovo che avanza.

RDM

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