Chissà se con un concorso a premi, potremmo scoprire una cosa, una sola che funzioni in questa città scordata da Dio e dagli uomini.
Il comandante Arvonio si interessa o no di come operino gli uffici che sovrintende?
Beh, crediamo che se pure, lo faccia molto superficialmente, visto che diventa estremamente difficile ricevere finanche una risposta via mail, quella inserita sul sito che chiedono di contattare loro stessi, immaginate il resto.
Come fa Arvonio, a non vedere lo stupro del codice della strada perpetrato quotidianamente, come non accorgersi della latitanza dei suoi sottoposti dai luoghi che ci affanniamo da anni, non da ieri, a dichiarare dediti all'abuso cronico?
Ah, dott. Cantelmo, una volta eravamo veramente un'isola felice, non è una leggenda per poveri idioti, Avellino si contraddistingueva per l'ordine e il rispetto delle regole, oltre che per la pulizia, tutto quanto oggi grazie al servilismo ai padrini di tanti anni, è sparito.
Chi denuncia e si fa il culo per dare una mano e un servizio gratuito agli altri, deve soffrire:
se va bene qualche ritorsione fino alla solita stantia querela per diffamazione, ma potrebbe anche sfociare in qualcosa di peggio.
Non per la signora Maria Morgante sempre ligia agli ordini di scuderia, pare, altrimenti quale sarebbe la ratio di penalizzare duecento novanta persone sofferenti?
Per non dispiacere l'Aias?
Lo sa Dottore, siamo malpensanti, come tanti, e questa scelta di non prestare assistenza con i fisioterapisti ex Aias, oggi a spasso, anche per colpa sua, forse, ai pazienti che facevano la fortuna di questa associazione mai accreditata, ma felice di percepire indebitamente un milione e quattrocentomila annui, sembra una strategia preparata a tavolino per non perdere la gallina dalle uova d'oro (...L'oro...).
E quel contratto che vuole offrire alla cooperativa casertana senza accreditamento, contra legem, le fa sommare altre possibili accuse oltre che da parte della Corte dei Conti forse dalla Procura, che certo la sta osservando con attenzione per la sua consolidata disinvoltura nell'elargire denaro pubblico.
Insomma il Dg Morgante non teme, o meglio, forse ha più paura di altro, e quindi si tiene in linea con il concetto dei capobastone che è quello di non inserire nel Cup unico aziendale, come previsto nei decreti regionali, le strutture accreditate per far posto ai centri privati.
Mah, forse ci sbagliamo, ma i fatti sono questi, e le chiacchiere stanno a zero.
RDM
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