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mercoledì 14 marzo 2018

Avellino: la cafonaggine non ha limiti, ma l'assenza della Polizia Municipale sul pezzo, è il "viatico"...!

via Volpe

Ci piacerebbe conoscere il pensiero di Michele Arvonio quando di sera, finalmente, si ritrovi con i propri bilanci del giorno, se li fa...!

Embé, comandante, se fosse così non ci piacerebbe essere nei suoi panni, infatti il risultato fallimentare e ripetitivo dovrebbe comunicarle uno stato di profonda prostrazione, salvo se anche lei non sia allineato alla strafottente filosofia del suo sindaco.

Ormai anche gli ausiliari dell'Acs lavorano a seconda;


tanto incide nelle decisioni di lor signori. 

Le condizioni meteorologiche, 'a vogli'efaticà o l'orario, e i parcheggi sono spesso lasciati a se stessi, salvo favorire questo e quello, in varie zone cittadine.

Beh, si sono immediatamente allineati con le abitudini di questo paesotto di amici, in cui l'educazione e il rispetto, restano chiacchiere e basta.

La spazzatura che pareva un problema superato, si è improvvisamente riproposta con tutta la propria gravità perché due personaggi da fumetto, Boccalone e Penna, si sono accocchiati come gli uccelli in cielo.

Due professori di violino che ci hanno suonato una melodia stonata inventandosi cassonetti e secchielli che svolazzano qui e là, davanti alle auto in transito o addosso a qualche pedone, e che l'utente vessato, deve provvedere a comprare quando si spaccano, e succede spesso visto gli sbattimenti, lavare o trasportare a casa sporchi...!


Allora ecco che ricompaiono le discariche a cielo aperto grandi, piccole e mezzane, tra una ragnatela di fili elettrici trattenuti da una palificazione indegna per una filovia improponibile e antidiluviana, che ognuno ricorda per essere stata abbandonata una quarantina e più, d'anni fa...!

Non andiamo oltre per non ripeterci, ma troviamo veramente indecente che il sindaco dopo cinque anni da incubo, non abbia mai avuto il tempo di negare forse per quella coglioneria dettata da Ciriaco De Mita ai giornali, che si perpetrasse un abuso ai danni della Comunità.

Il povero ex sindaco Venezia, si è smarcato schermendosi con un
  
...come avrei potuto negare a Ciriaco De Mita, allora presidente del Consiglio, i trentamila metri comunali che utilizza dal 1988...?

Almeno potei inserire, continua il cardinale, come ama derfinirsi, quell'articolo 14 nella convenzione, che salvava in parte la nostra dignità...!

Riconsiderare la convenzione sospesa 
all'Aias-Noi con Loro, ci aveva dato speranza: 

finalmente Paolo Foti, dopo cinque anni, in zona Cesarini, ha dato fondo a un riamsuglio d'orgoglio, e rispondendo alle solite offese dello stantio immenso De Mita, ha annullato la convenzione e ha cacciato a calci lui, la moglie e tutta la pletora di personaggi e personaggetti sotto inchiesta...!

Invece no, Paolo Foti, timidamente, facendo intercedere Teresa Mele, quasi scusandosi, ha ripristinato l'articolo 14, quello che impediva la locazione a esterni di un bene realizzato su un terreno nostro...!

Noi lo sappiamo perché, signore, per eliminare tutti quelli come Lei...!
Beh, le palle, come spesso spieghiamo, sono un bene che molti quando le scoprono, si accorgono essere di velluto, come raccontava la Santanché, molto addentro al settore evidentemente, e certo non appartengono al patrimonio di questa giunta d'incapaci.

Continuiamo a mostrarci vili e paurosi, è la nostra natura, altrimenti col cazzo Ciriaco De Mita sarebbe vissuto tanto nelle coscienze di tutti noi.

RDM




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