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mercoledì 28 febbraio 2018

Avellino, luogo di servi sciocchi e poveri idioti...!

L'ultimo furbetto...!


C'è stato Lorenzo Cesa all'Hotel De La Ville, con Giuseppe Gargani e altri componenti della destra, sabato mattina, e il nostro Arvonio, sempre sul pezzo che gli aggradi, ha provveduto a multare tutti i cattivoni che non erano ben allineati con l'auto.

Via Palatucci è quella strada secondaria che tutti conosciamo, ma ritenuta da Arvonio di grande importanza è evidente; 

meno, molto meno Piazza D'Armi dove parcheggiano quasi ogni giorno i camion e i furgoni della Polizia Penitenziaria, sui marciapiedi del Tribunale.

e ancora, signor comandante, via Dante, via Volpe, il bravo Mostino, e ogni auto parcheggiata sul marciapiede da corso Umberto a Pianodardine ininterrottamente.

C'è cecità o cosa, signor Arvonio, perché lei intervenga duramente un sabato qualunque, di un mattino qualunque, in uno stradone poco frequentato, con penna e blocchetto per penalizzare, forse, chi non abbia il suo stesso orientamento politico?

Mentre quando un partito governativo crea disagi e disturbo al traffico, in una strada molto frequentata davanti al Viva Hotel, che lei conosce bene, visto che ci passa più volte al giorno, anche per salutare il solito Mostino, non ritiene equo adottare almeno lo stesso zelo?

L'arrogante metodo di gestire una città che non è di proprietà loro ci ricorda l'altra padrona in pectore delle cose pubbliche, Maria Morgante: 

considero l'Asl casa mia...!

Questi miracolati che noi paghiamo mentre altri ce li propinano, vivono ormai sollevati da terra.

Hanno una visuale alta della vita, diversa dalla nostra che raschiamo il suolo, ma scendono violentemente a terra per strisciare davanti al capobastone che ha acquisito la loro vita e la loro anima.

Sappiamo che Ciriaco De Mita giochi a carte da sempre, e i suoi amici servitori s'immolano perdendo volontariamente per non disturbare il capo che vuole vincere e fare il bottino che gli allieti la giornata.

Secondo voi, a prescindere ogni considerazione sul sindaco alto irpino, qual è il valore morale di questi perditori cronici?

Beh, ecco il tessuto umano avellinese e non, padroncini e padroni, venditori e acquirenti, ognuno per la propria parte, senza dignità ma grande altezzosità quando s'incontrino con gli umani, per poi strisciare al fischio di chi gli ha permesso di respirare.

RDM

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