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venerdì 2 febbraio 2018

Avellino: il Teatro e l'Acs, saranno l'epitaffio di un'amministrazione d'incapaci...!


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I fantastici: Foti e Cipriano...!
Abbiamo stabilito che il nero non è proprio nero e il bianco non è che sia proprio così; 

infatti qualsiasi possa essere l'ipotesi, lo svolgimento darà tante tesi che soddisferanno l'ego di ognuno.


La chiusura del Corso Vittorio Emanuele, forse l'isola pedonale più estesa d'Europa, è
l'unica cosa buona che abbiamo ad Avellino, ha scritto qualcuno, e forse lo sarebbe se avessimo alternative, che non ci sono: 

avere una stanza per ogni figliolo, sarebbe bello, se il nostro fosse un appartamento con molti vani, ma se non è così, diventa inutile intestardirsi.


Però nel caso dei bilanci Teatro e Acs, crediamo che nessuno possa trovare da ridire sui ritardi nel redigerli: 


il 2015 non ha bilancio, perché il
bravissimo presidente per sempre, Cipriano, non ha mai redatto il libro giornale e i registri di cassa...!

Questo piccoletto occhialuto, bravo a essere eletto consigliere sia con Galasso che con Foti, ovviamente promettendo sconquassi e rivoluzioni, proprio come ha incominciato a fare da qualche mese a questa parte, per poi chiedere di gestire sempre e solo il Carlo Gesualdo, grande fonte di consenso e potere economico.


Da quanto si sa, questo signore non ha mai tenuto i conti a posto: 


spese non contabilizzate e denaro sparito.


Poi ognuno s'inventi qualcosa assolvendo o accusando a seconda dei ruoli, ma i fatti veri e incontrovertibili, sono la presenza della Procura, gli atti sequestrati, gli avvisi di garanzia e il consiglio d'amministrazione defenestrato.


A gennaio 2016 il signor Cipriano fece un grande spettacolo semicomico in  un Consiglio comunale plaudente e osannante...un delirio!


Il segretario generale Riccardo Feola, uomo da oltre trecentomila (!) euro annui, tessé le lodi  di un amministratore così bravo, salvo rinnegare se stesso e quel bilancio che lo aveva entusiasmato qualche mese prima: 


i secondi conteggi lo portarono a stabilire ottocentomila euro d'ammanco, che bravo. 


Ma Paolo Foti, che tutti conosciamo quale
abilissimo primo cittadino, pensò di rivolgersi al ragioniere generale comunale, Marotta che lavora nello studio salernitano del prof. Pino Terracciano, perché alla faccia dei conflitti d'interesse, lo pregasse di venire a ricontrollare quanto fatto dalla nostra punta di diamante, Feola.

Pino Terracciano, stabilì per qualche decina di migliaia di euro, o forse più, che Feola fosse un cazzone: 


in quattrocento pagine risultò che l'ammanco superasse il milione e duecentomila euro...!


Quindi si stabilì la liquidazione della
casa culturale per eccellenza, ma Terracciano rinunciò al nuovo incarico, chissà perché...!

Insomma siamo a febbraio 2018 e ancora si brancola nel buio; 


c'é chi dice che tra poco, ma proprio poco, sapremo tutto, come con Acs (buco da € 800.000, forse) o quando potremo di nuovo percorrere il Ponte della Ferriera che ha spezzato in due Avellino, in sicurezza, intendiamo.


Insomma, cinque anni vergognosi tra amministratori e dirigenti che non hanno mai avuto il buon gusto di dimettersi, e né il popolo avellinese ha cercato di mandarli via.


Fra trenta giorni potremmo riprenderci un pizzico di quella dignità perduta tanti anni fa, assumendo la facies dell'umano, nell'urna.


E questa volta non c'è da stabilire se il nero è nero o viceversa, ma rimane una sola possibilità, e se non la coglieremo, embè, smetteremo in tanti di combattere per una causa persa.


RDM

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